L'Abbazia di San Martino delle Scale: Storia, Arte e Spiritualità nel Cuore della Sicilia

L'Abbazia di San Martino delle Scale è un grandioso complesso architettonico situato a circa 10 km da Palermo, immersa in un'ampia e verde vallata di boschi, a circa 550 metri sul livello del mare. Risalente al periodo tra il XVI e il XVIII secolo, ha subito numerosi rimaneggiamenti e manomissioni posteriori che in parte ne hanno deturpato l'antica bellezza. Il complesso si compone della monumentale Basilica, consacrata nel 1602, e del monastero propriamente detto. Quest'ultimo, pur seguendo lo scosceso pendio del terreno, presenta una struttura che ricorda un quadrilatero tagliato ortogonalmente da una croce, dividendo lo spazio in quattro quadranti.

Veduta aerea o pianta dell'Abbazia di San Martino delle Scale

Le Origini e la Rifondazione

Secondo un'antica tradizione, poco attendibile e messa in discussione da molti studiosi per l'inesistenza di fonti affidabili, l'Abbazia sarebbe stata fondata da papa Gregorio Magno († 604) e successivamente distrutta dai Saraceni nel IX secolo. Delle strutture realizzate nel XIV secolo, invece, rimane ben poco, in gran parte distrutte prima del rifacimento cinquecentesco.

L'Abbazia fu certamente rifondata il 13 gennaio 1347 da un gruppo di sei monaci provenienti dal monastero di San Nicola, sito alle falde dell’Etna. Questi diedero vita a un nuovo monastero nel feudo detto di San Martino, di pertinenza dell'Arcivescovo di Monreale. Tra essi, spicca il nome del fondatore, il beato Angelo Sinisio, che nel 1352 ne divenne il primo abate e morì il 27 novembre 1386.

Il Periodo di Massimo Fulgore e le Personalità di Spicco

Entrata nella Congregazione Cassinese nel 1506, l’Abbazia fu interessata da una profonda rielaborazione dell’antico complesso che durò fino alla fine del XVIII secolo. Questi tre secoli rappresentano il periodo di massimo fulgore del monastero, con importanti personalità nel campo degli studi umanistici, teologici, filosofici, del collezionismo e dell’arte. Nei secoli successivi, l'Abbazia di San Martino ricoprì un ruolo di notevole importanza nel territorio circostante.

Non può essere taciuto il nome di Giuliano Mayali († 1470), il monaco che fu anche ambasciatore del Re Alfonso presso il Bey di Tunisi. Mayali guadagnò al tesoro dell’abbazia il ricco manto regale del sovrano musulmano, oltre alle preziose reliquie della Santa Croce e della Sacra Spina, oggi conservate in altrettanti reliquiari, entrambi opera dell’argentiere Pietro di Spagna, realizzati nella seconda metà del XV secolo.

Il Patrimonio Artistico e Architettonico

Al suo interno, l'Abbazia ospita numerose opere d’arte di grande valore. Tra le tele, si possono ammirare lavori di Pietro Novelli, Filippo Paladini, Zoppo di Gangi, Paolo de Matteis, Stomer e altri fiamminghi, oltre a raffinati marmi.

Il vasto coro ligneo ad intarsi, lungo 20 metri, è un'opera cinquecentesca napoletana degli scultori Benvenuto Tortelli da Brescia, Nunzio Ferrara e G.B. Vigilante, completato nel ‘700 da Nunzio di Paola e Pietro Marino. L’organo, anch'esso cinquecentesco, restaurato e ripristinato, è tra i più armoniosi e potenti di quelli ancora funzionanti in Sicilia. La monumentale fontana dell’Oreto, così come il gruppo scultoreo del vescovo di Tours, sono opere di Ignazio Marabitti.

In occasione delle visite, il monastero svela molti dei suoi tesori, tra cui spiccano il preziosissimo coro ligneo della chiesa, il chiostro e la maestosa ala monumentale.

Interno dell'Abbazia di San Martino delle Scale, in particolare il coro ligneo

Il Declino, la Ripresa e le Attività Attuali

Nonostante il declino del XIX secolo, culminato con la soppressione del monastero, non mancarono comunque personaggi di spicco, come il beato G.B. Dusmet. La lenta ripresa avviene all’inizio del XX secolo grazie all'opera di D. Leone De Maria.

Oggi la comunità martiniana, unita dal 2016 alla comunità del Monastero beato G.B. Dusmet di Nicolosi, consta di circa 13 monaci a San Martino delle Scale e di 6 a Nicolosi. I suoi membri sono impegnati nell’attualizzare l’Ora et labora benedettino. I monaci propongono annualmente, soprattutto durante il periodo estivo, corsi di esercizi spirituali e di lectio divina, conferenze di approfondimento teologico e biblico. Hanno in cura la Parrocchia “San Martino vescovo” annessa al monastero, hanno fondato un’Accademia di Belle Arti per la formazione dei giovani sia alla produzione artistica che alla tutela del patrimonio culturale e al restauro, e organizzano concerti d’organo, di musica classica e di canto gregoriano, mostre e convegni.

Un'attività che riprende l'antica vocazione dei monasteri benedettini è la produzione delle cosiddette “birre di Abbazia”, pensate da e per i monaci, con studi sulle erbe officinali da amaro. In questo senso, quelle ideate da Hora Benedicta a San Martino delle Scale sono le uniche “birre di Abbazia” di tutto il Sud Italia, con riconoscimenti a livello nazionale.

Foto dei monaci di San Martino delle Scale impegnati nelle attività monastiche o nella produzione della birra

IL RESPIRO DEL TEMPO. L'abbazia di San Martino Delle Scale | EsperienzaSicilia.it

L'Abbazia Oggi: Un Luogo di Spiritualità e Cultura

L’Abbazia di San Martino delle Scale è l’unica abbazia ancora attiva in Sicilia e la più grande tra le abbazie dell’Italia meridionale, aprendo le sue porte per mostrare alle persone le sue bellezze e i suoi tesori. Come tutte le seconde domeniche del mese, anche a gennaio è possibile visitare l'abbazia di San Martino delle Scale, alla scoperta della spiritualità benedettina e dei suoi tesori.

Come dichiara dom Riccardo Tumminello osb, che si occupa delle visite guidate: “L’abbazia è un luogo di spiritualità, ma anche di cultura e arte. Noi vogliamo che la gente conosca le bellezze dell’abbazia, e conosca la storia e la spiritualità benedettina che oggi più che mai è attuale e moderna. Esempio di equilibrio e di pace interiore e non solo in un mondo che ne ha tanto bisogno.”

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