I Suoni del Tempo e l'Abbazia di Santa Maria del Monte a Cesena: Informazioni e Programma

"I Suoni del Tempo": Una Rassegna Culturale tra Storia e Musica

La XXXII edizione della rassegna “I Suoni del Tempo” si conferma un appuntamento culturale di spicco, offrendo un programma ricco e diversificato nella suggestiva cornice dell’Abbazia di Santa Maria del Monte a Cesena. Curata da Mauro Casadei Turroni Monti e Franco Pollini, la rassegna è promossa in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Cesena, la Comunità Monastica di Santa Maria del Monte e l’associazione “Amici del Monte” di Cesena.

Quest'anno, il manifesto de "I Suoni del Tempo" ospita un ex voto d’epoca umanistica, di pregevole fattura, tra quelli conservati nella badia del Monte. Questo oggetto è un ringraziamento per aver scongiurato una grave infermità, testimoniando come di secolo in secolo, fedeli d’ogni grado e condizione abbiano offerto tavolette votive alla Beata Vergine del Monte per la sua protezione e grazia. Tale profonda devozione e le sue celebrazioni hanno, talvolta, lasciato tracce e ispirazioni anche negli eventi della rassegna.

manifesto

Eventi e Concerti in Programma

Tra gli appuntamenti salienti, mercoledì alle ore 21:15, nella suggestiva cornice dell’Abbazia, Dom Giovanni Spinelli O.S.B. terrà una conferenza dedicata a “L’Abbazia di S. Maria del Monte nello scenario della Grande Guerra”. Questo evento, in collaborazione con la “Via Sancti Romualdi” - Ravenna Festival 2014, arricchisce il programma culturale della rassegna.

Il concerto inaugurale, che si tiene in occasione dell'11 luglio, giorno di San Benedetto, benché la rassegna non si occupi specificamente della ricorrenza, intende prolungare nel chiostro serale l’incontro con il Santo, a cui è idealmente dedicato l’omaggio chitarristico in memoria dell’amico Alberto Borghesi. Protagonista del concerto è Piero Bonaguri, uno degli ultimi talenti 'benedetti' da un Segovia ormai anzianissimo, che tutt'oggi ricambia con l'homenaje segoviano.

L'offerta musicale include brani di J. P. Sweelinck, B. Storace, F. Couperin e J. Ph. Tra gli altri momenti del programma, si segnalano:

  • Dante e la speranza. Lectura Dantis: Paradiso 25, con letture di Lorenzo Pieri e musica di Giulia Abbondanza (violino) e Lorenzo Lucchi (pianoforte).
  • Il cuore di Renato Turci, con il Trio Mendelssohn (Renzo Angelini, clarinetto e corno di bassetto; Oscar Marcucci, clarinetto; Alessandra Montali, pianoforte).
  • PPP, con Elisa Luzi (soprano), Manuel Massidda (baritono) e Fabrizio Di Muro (pianoforte).
  • In viaggio coi pellegrini, con il Trio Amarcord (Renzo Angelini, clarinetto; Fabio Fabbrizioli, oboe; Stefano Voce, violoncello), che eseguirà musiche di J. S. Bach, Mozart, Morricone, Shostakovic, De Haan.

L'ingresso a tutti gli eventi de "I Suoni del Tempo" è gratuito. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’Ufficio turistico (IAT) in Piazza del Popolo, 15.

L'Abbazia di Santa Maria del Monte: Storia Millenaria e Architettura

Sulla sommità del Colle Spaziano (135 m s.l.m.), che sorge nella città di Cesena e si apre al paesaggio collinare circostante, da oltre mille anni è presente una comunità di monaci che vivono secondo la Regola di San Benedetto da Norcia. Preghiera, lavoro e condivisione fraterna della vita definiscono lo stile con cui la comunità monastica cerca di mettere in pratica il Vangelo, vivendo la propria testimonianza in comunione con la Chiesa.

vista panoramica dell'Abbazia di Santa Maria del Monte, Cesena

Origini e Sviluppo del Complesso Monastico

Secondo San Pier Damiani (Vita Mauri, 1044-1072), il vescovo Mauro (morto nel 946) si ritirava in preghiera sul Colle Spaziano, un tempo ricoperto da un fitto bosco. L'Abbazia ha le sue radici nei resti di una precedente chiesa costruita nel IX secolo. Dopo l’anno 1000 fu edificata una basilica a tre navate, e tra il 1001 e il 1026, venne fondato il monastero benedettino.

La basilica, pur avendo subito momenti difficili come la profanazione e la fortificazione da parte di Francesco degli Ordelaffi in occasione dell’assalto alla città di Cesena nel maggio del 1357, ha raggiunto il suo aspetto attuale al termine di successivi restauri tra il XV e il XVI secolo. Tra il 1536 e il 1548 la chiesa assunse le forme odierne, secondo un progetto di Domenico Garavini da Brisighella, basato su un disegno originale di Bramante.

interno della Basilica di Santa Maria del Monte con opere d'arte

Il Periodo d'Oro e il Ruolo Culturale

Il dominio malatestiano a Cesena, iniziato l'8 gennaio del 1378 e terminato con la morte di Domenico Malatesta Novello il 20 novembre del 1468, rappresenta il vero "secolo d'oro" della città. In questo periodo, e successivamente nel Cinquecento, l'Abbazia divenne un punto di riferimento della cultura cesenate, accogliendo numerose personalità e ricevendo la visita di molti pontefici. Centro della vita artistica cittadina, la Basilica del Monte vide all’opera i migliori artisti attivi nel cesenate: Scipione Sacco, Girolamo Longhi e Francesco Masini, oltre al giovanissimo Giuseppe della Valle di Scalve, che tra il 1560 e il 1562 realizzò lo splendido coro in noce.

Declino e Rinascita

Una serie di eventi nefasti aprì la strada alla crisi del complesso benedettino, che si protrasse per tutto il Settecento, aggravata dal terribile terremoto del 1768 che distrusse la cupola della basilica. Questa fu poi ricostruita da Pietro Carlo Borboni e decorata da Giuseppe Milani tra il 1773 e il 1774.

Abbandonata con l'arrivo dei francesi nel 1797 e successivamente posta in vendita nel 1812, l'Abbazia fu salvata dalla rovina grazie al provvidenziale intervento di Pietro Maria Semprini, che la donò a Papa Pio VII.

La Vita Monastica secondo la Regola di San Benedetto

L'Ordine di San Benedetto, risalente all'anno 529 e affermatosi a partire dall'817, è una confederazione che unisce congregazioni monastiche e monasteri autonomi nel rispetto dell'ideale religioso benedettino. La ricerca di una parola capace di orientare concretamente l'esistenza, conferendole una forma evangelica, è la questione fondamentale che attraversa l'esperienza monastica delle origini e diviene l'oggetto di una tradizione. Ci si pone alla scuola di qualcuno per imparare a vivere in un certo modo.

illustrazione della Regola di San Benedetto o monaco benedettino in preghiera

Principi e Scopo della Regola Benedettina

Lo scopo della Regola di Benedetto è quello di delineare uno spazio di vita possibile, in risposta alla domanda decisiva: "Chi è l'uomo che vuole la vita e brama vedere giorni felici?" (RB Prol, 15). Il monastero è concepito come luogo dove compiere un itinerario spirituale e umano di realizzazione di sé secondo la dinamica battesimale: "Obsculta, o fili" (RB Prol, 1).

Benedetto descrive la realtà del monastero attraverso alcune immagini familiari: casa di Dio, scuola del servizio del Signore, officina dell’arte spirituale, scala eretta verso il cielo. Queste quattro immagini esprimono lo stile di esistenza a cui la Regola vuole educare: il progetto è quello di creare una comunione dove tutti sono chiamati a condividere lo stesso cammino, portando i pesi gli uni degli altri (RB 72,5).

Le Dimensioni Fondamentali della Vita Monastica

Il monaco è chiamato a vivere tre dimensioni fondamentali in maniera equilibrata:

  • La preghiera (Opus Dei): Nella preghiera liturgica e nell’orazione personale, il monaco dialoga con il suo Creatore, si lascia plasmare dalla sua Parola, santifica tempo e spazio con tutto se stesso, sperimenta l'azione di Dio per la salvezza e attinge l’energia necessaria a trasformare ogni atto e pensiero in offerta gradita a Dio.
  • La lectio divina: Dedicandosi a questa pratica, il monaco sosta in maniera prolungata nella Scrittura, per lasciarsi educare ad uno stile di vita che scaturisce da una continua conversione del cuore.
  • Il lavoro: Inteso come servizio alla comunità e ai poveri, il lavoro è lo strumento indispensabile di crescita e di piena realizzazione umana, offrendo la propria fatica a Dio e ai fratelli.

Nel progetto spirituale di San Benedetto opera in profondità un principio restauratore della forma comunitaria cristiana (cf. At 2): la comunità monastica non è semplicemente la somma dei singoli cammini individuali, ma piuttosto una sfida continua all'edificazione di una comunione che è insieme dono di Dio e comandamento. Diventare monaco significa rispondere intensamente e pienamente alla voce di Dio udita nella Chiesa, scegliendo una vita di totale donazione di sé nell’ascolto della Parola, nel servizio ai fratelli e nella radicalità evangelica, militando sotto una regola e un abate (RB 1,2).

Il progetto spirituale di Benedetto assume il paradosso cristiano di un’esistenza integralmente umana, totalmente concentrata sulla dignità dell’umano, proprio in quanto pienamente orientata alla ricerca di Dio, mediante una sapienza di relazioni con le persone e con le cose capace di restituire una figura riconciliata della vita.

Il Cammino del Monaco: Tappe della Formazione

Il cammino di formazione di un monaco si articola in cinque tappe sostanziali:

  1. Prova: Dopo vari contatti attraverso la foresteria, c’è normalmente un tempo di prova (circa un mese) prima di prendere la decisione di entrare nel monastero.
  2. Postulandato: Segue il tempo del postulandato (circa un anno), durante il quale il candidato vive in monastero sotto la guida del Maestro dei novizi.
  3. Noviziato: Con una durata da 12 a 18 mesi, questa tappa prepara formalmente all’emissione dei Voti, sempre sotto la guida del maestro dei novizi e con il discernimento periodico da parte della Comunità.
  4. Professione temporanea: Se egli lo domanda, e con il voto positivo della comunità, il fratello può essere ammesso a pronunciare i voti religiosi (stabilità, obbedienza, conversione dei costumi) per un periodo dai 3 ai 6 anni, un tempo di formazione teologica e spirituale e di discernimento finale del proprio cammino.
  5. Professione solenne: Con la professione solenne i voti diventano perpetui, consacrando l’intera vita a Dio.

Attività Specializzate e Offerte Culturali

L'Abbazia di Santa Maria del Monte, oltre alla sua funzione spirituale e agli eventi culturali come "I Suoni del Tempo", ospita anche attività di grande valore per la conservazione del patrimonio storico e artistico.

Il Laboratorio di Restauro del Libro Antico

Fondato da Dom Placido Zucal nel dopoguerra e attualmente diretto dalla restauratrice qualificata Silvia Cecchini, il laboratorio di restauro del libro opera per la conservazione di libri antichi in carta e pergamena, così come di opere sciolte. Il laboratorio lavora per conto di archivi e biblioteche statali, delle diocesi del territorio e di privati.

A titolo di esempio, tra il 2019 e il 2021, solo per la Biblioteca Malatestiana, sono stati restaurati 4 libri e un rotolo di pergamena, in ebraico, e una mappa di Cesenatico di grandi dimensioni, tutte opere risalenti al ‘700. Per le diocesi, il laboratorio restaura pergamene e registri parrocchiali dal ‘300 sino ai giorni nostri.

laboratorio di restauro di libri antichi

Altre Iniziative Culturali e Artistiche

L'Abbazia si fa spesso promotrice di ulteriori iniziative culturali, come l'esposizione dedicata a "Il mistero pasquale nelle incisioni di antichi maestri da Dürer a Rembrandt", arricchendo ulteriormente l'offerta culturale e artistica del territorio.

tags: #i #suoni #del #tempo #abbazia #del