Iolanda Apostolico: Carriera, Controversie e Dimissioni dalla Magistratura

La figura della giudice Iolanda Apostolico è stata al centro di un acceso dibattito pubblico e giudiziario, culminato con le sue dimissioni dalla magistratura e una successiva promozione retroattiva. Il suo caso ha evidenziato temi cruciali quali l'indipendenza della magistratura, il giudizio pubblico sull'operato dei giudici e l'applicazione delle normative sui migranti.

Profilo del Giudice Iolanda Apostolico

Nata a Cassino, Iolanda Apostolico, all'età di cinquantanove anni e madre di tre figli, ha trascorso gli ultimi venti anni della sua carriera professionale a Catania. Ha maturato un'esperienza significativa nel penale come giudice del Riesame delle misure di prevenzione. Nonostante la sua appartenenza a correnti della magistratura non sia mai stata dichiarata, Apostolico è conosciuta come una giudice schiva, seria e apprezzata negli uffici giudiziari.

Da tempo, Iolanda Apostolico ha operato nel Gruppo specializzato per i diritti della persona e dell'immigrazione della prima sezione civile del tribunale di Catania, presieduta da Massimo Maria Escher, lavorando a fianco delle colleghe Marisa Acagnino e Stefania Muratore.

La Controversia sul Decreto Cutro

La vicenda che ha portato Iolanda Apostolico al centro dell'attenzione mediatica e politica è iniziata il 2 ottobre del 2023. In qualità di giudice civile del tribunale di Catania, sezione immigrazione, Apostolico ha depositato un'ordinanza con la quale non convalidava il trattenimento di un migrante tunisino in un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR).

Questa decisione è stata presa nonostante il migrante non avesse pagato la cauzione di circa cinquemila euro, introdotta dal governo attraverso il criticato Decreto Cutro. Secondo la giudice Apostolico, la norma in questione era contraria alle direttive dell'Unione Europea e alla Costituzione italiana. Ha sostenuto che il trattenimento di questo tipo è ammissibile solo in frontiera, mentre nel caso specifico i migranti erano sbarcati a Lampedusa, transitati a Palermo e infine trasferiti a Pozzallo. Inoltre, ha rilevato problemi legati alla normativa europea e la mancanza di un provvedimento della commissione apposita sulla manifesta infondatezza o inammissibilità della domanda di asilo. Riguardo l'elenco dei Paesi sicuri, ha precisato che si tratta di un atto ministeriale che non vincola il giudice, in conformità alla giurisprudenza costante.

Illustrazione schematica del funzionamento di un Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) e dei flussi migratori in Italia.

Le Reazioni Istituzionali e Politiche

Il mancato convalidamento del trattenimento ha suscitato l'ira della premier Giorgia Meloni e del vicepremier Matteo Salvini. Giorgia Meloni si è detta "basita di fronte alla sentenza del giudice di Catania, che con motivazioni incredibili rimette in libertà un immigrato illegale, già destinatario di un provvedimento di espulsione, dichiarando unilateralmente la Tunisia paese non sicuro (compito che non spetta alla magistratura) e scagliandosi contro i provvedimenti di un governo democraticamente eletto."

Matteo Salvini ha pubblicato sui suoi canali social un video che mostrava la giudice Apostolico partecipare, nell’agosto del 2018, a un sit-in di protesta contro il governo dell'epoca (di cui Salvini era Ministro dell'Interno) che impediva lo sbarco dei migranti dalla nave Diciotti. Salvini ha criticato la giudice per il suo "atteggiamento in favore dei migranti e dei pregiudizi nei confronti delle norme del governo", affermando: "Ognuno nella sua vita privata fa quello che vuole però aver visto un giudice essere in piazza in mezzo a gente che dava degli assassini e animali ai poliziotti non mi lascia tranquillo. [...] mi stupisce che questo giudice continui a fare il suo lavoro sullo stesso dossier liberando immigrati che i questori vogliono trattenere."

In risposta alle accuse, la giudice si è difesa dichiarando: "Non voglio entrare nella polemica, né nel merito della vicenda. Il mio provvedimento è impugnabile con ricorso per Cassazione, non devo stare a difenderlo. Non rientra nei miei compiti. E poi non si deve trasformare una questione giuridica in una vicenda personale." In seguito alle polemiche, Apostolico ha chiuso il suo profilo social.

Reazioni del Mondo Giudiziario e Supporto

A tutela della giudice Apostolico, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) aveva aperto una pratica. Il Consiglio Giudiziario di Catania ha evidenziato che la decisione della giudice, sebbene "secondo una parte della stampa, sarebbe espressione del pregiudizio ideologico del magistrato," è divenuta definitiva a seguito della rinuncia al ricorso da parte del governo. È stato inoltre sottolineato che numerosi magistrati, oltre ad Apostolico, si sono pronunciati allo stesso modo, validando di fatto la correttezza della sua decisione.

L'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) di Catania, nel novembre del 2023, ha indetto un'assemblea in risposta agli "attacchi alla giurisdizione e la pesante denigrazione dei singoli magistrati" che avevano adottato provvedimenti in materia di protezione internazionale. L'ANM di Catania ha sottolineato che gli "attacchi, peraltro ripetuti a mo' di stillicidio," nei confronti della giudice "nulla hanno a che vedere con la professionalità del magistrato e con le specifiche decisioni adottate nell'esercizio della funzione giurisdizionale, ma appaiono unicamente mirati a screditarne la figura," chiedendo di "desistere immediatamente da tali inaccettabili e illegittimi comportamenti."

Le dimissioni di Apostolico hanno "turbato l’intera magistratura", come dichiarato dal segretario di Magistratura democratica Stefano Musolino. Musolino ha denunciato un "senso di isolamento" che rischia di diventare collettivo e una "logica intimidatoria" che rende i magistrati "meno autonomi ed indipendenti". Egli ha sottolineato il rischio che un magistrato "non si domanderà solo quale soluzione giuridica sia la più adatta al caso che deve valutare, ma quale sia quella che lo mette meno a rischio di vedere la sua vita privata investigata ed esposta al pubblico giudizio," trasformando il magistrato in un "soggetto non più solo alla legge, ma esposto alla forza d’intimidazione del più forte."

Anche Marisa Acagnino, collega di Apostolico e membro di Magistratura Democratica, ha difeso l'operato della sezione migrazioni del tribunale di Catania, affermando: "Noi decidiamo secondo scienza e coscienza, e secondo la legge."

Le Dimissioni e la Vita Dopo la Toga

A seguito delle polemiche e degli attacchi, la giudice Iolanda Apostolico ha rassegnato le dimissioni dalla magistratura, che sono state accettate dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura e avranno efficacia a partire dal 15 dicembre 2024.

Dopo aver lasciato la toga, Iolanda Apostolico ha intrapreso un cambio di vita radicale. Secondo quanto riferito da amici al Corriere della Sera, ora gestisce un agriturismo. Questo è stato considerato uno dei casi più eclatanti per spiegare che un giudice, oltre a essere imparziale, deve anche apparire tale.

Foto di un agriturismo in un ambiente rurale italiano, suggerendo una nuova vita tranquilla e lontana dal clamore mediatico.

La notizia delle dimissioni è stata accolta con soddisfazione dalla Lega, che in una nota ha commentato: "Iolanda Apostolico ha lasciato la magistratura: meglio tardi che mai. Ora potrà comportarsi come una esponente di Rifondazione comunista senza creare imbarazzi."

La Valutazione di Professionalità e la Promozione Retroattiva

Nonostante le dimissioni, il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) ha deciso di procedere con la settima e ultima valutazione di professionalità per Iolanda Apostolico, con un conseguente scatto di carriera che si sarebbe dovuto tenere nel 2023. Questo significa che, grazie alla promozione retroattiva, l'ultima retribuzione utile ai fini del calcolo del Trattamento di Fine Servizio (TFS) risulterà più alta.

Il periodo di servizio prestato con la qualifica superiore e la base stipendiale più elevata, sebbene Apostolico si sia dimessa, aumentano la base contributiva. Nella proposta di delibera del CSM, curata dal consigliere Roberto D’Auria, viene citato il parere del Consiglio Giudiziario di Catania, che ha elogiato le "capacità organizzativa, dedizione e laboriosità" della giudice. Tale giudizio positivo, secondo la Commissione, "non è messo in discussione dalle vicende" in cui è stata coinvolta, confermando, a oltre due anni e mezzo dagli eventi, la correttezza della sua decisione di disapplicare il Decreto Cutro in quanto contrario al diritto europeo.

Contesto: La Sezione Migrazioni di Catania

Non è la prima volta che la sezione migrazioni del tribunale di Catania si trova al centro di polemiche per decisioni controverse in materia di migrazione. Mesi prima del caso Apostolico, la stessa sezione aveva stroncato il cosiddetto decreto anti-sbarchi del Ministero dell'Interno, condannando il Viminale e i dicasteri della Difesa e delle Infrastrutture al pagamento delle spese processuali. Questo accadde dopo un ricorso della nave ONG tedesca Sos Humanity, a cui era stato vietato di trattenere a bordo 35 profughi oltre il tempo necessario per prestare soccorso.

Il compagno di Iolanda Apostolico, Massimo Mingrino, funzionario al palazzo di giustizia di Catania, non ha fatto mistero delle sue simpatie per le posizioni di Potere al Popolo e ha criticato aspramente la politica sull'immigrazione dei governi, compresi quelli di centrosinistra. Mingrino ha difeso il diritto di esprimere le proprie idee, sottolineando che non c'è nulla di anomalo in questo.

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