L'Impatto Economico del Giubileo su Roma: Un Bilancio tra Spese, Afflussi e Prospettive Future

Il Giubileo 2025 tra Speranze e Complessità

Il Giubileo del 2025 è stato un evento di grande risonanza, descritto da alcuni con l'espressione latina «Spes contra spem», ovvero «la speranza contro ogni speranza». Sebbene partito in sordina e influenzato da eventi significativi che ne hanno scandito il percorso, vi era la speranza che potesse ritrovare un nuovo slancio e portare in attivo il rapporto costi-benefici.

L’evento, aperto da Papa Francesco il 24 dicembre 2024, ha visto chiudersi progressivamente le quattro Porte Sante nelle basiliche romane di Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le Mura, culminando a San Pietro con rito e messa dell’Epifania. Il Giubileo 2025 si è concluso il 6 gennaio 2026 con la chiusura della Porta Santa di San Pietro da parte di Papa Leone XIV, segnando la fine ufficiale dell’Anno Santo dedicato alla speranza. Questo Giubileo sarà ricordato anche perché inaugurato da un Pontefice e concluso da un altro. Per rintracciare un precedente in cui un Pontefice non riuscì a concludere l’Anno Santo da lui stesso indetto, bisogna risalire a diversi secoli fa, fino al 1700, quando alla morte di Innocenzo XII il Giubileo venne portato a termine dal suo successore, Clemente XI. Prima di sigillare i battenti di bronzo alle 9:41 del 6 gennaio 2026, Papa Leone XIV ha recitato la preghiera: “Si chiude questa Porta santa, ma non si chiude la porta della tua clemenza”.

Costi e Investimenti per l'Anno Santo

Il Giubileo ha comportato un ingente dispendio di risorse finanziarie. Nel report consultabile sul sito del Comune di Roma, aggiornato al 27 marzo scorso, si parla di una spesa totale di 1.025.068.876,46 euro.

Fonte di Finanziamento Importo (Euro)
Risorse giubilari 452.698.220,23
Altre fonti di finanziamento 572.370.656,23
Totale Spesa 1.025.068.876,46

Tuttavia, i fondi stanziati per il Giubileo sono in realtà molti di più. Il sito del Comune di Roma riporta che gli stanziamenti dello Stato effettuati negli ultimi anni per l’Anno Santo ammontano a oltre 2,545 miliardi di euro, sebbene ci siano ancora cantieri non terminati. Calcolando i fondi del PNRR e quelli giubilari, nel complesso a Roma e nel Lazio sono stati girati circa 7 miliardi di euro.

Il volume d’affari complessivo, stimato dall’Osservatorio Ance - Tor Vergata, ha raggiunto i 17 miliardi di euro, distribuiti tra indotto (4,5 miliardi solo a Roma secondo il Ministero del Turismo e le Camere di Commercio), finanziamenti giubilari (4,8 miliardi), fondi PNRR (1,2 miliardi) e investimenti in project financing con il partenariato pubblico-privato (4 miliardi).

infografica sui fondi stanziati e le fonti di finanziamento del Giubileo

Flussi Turistici e Proiezioni Economiche

Le presenze turistiche sono un indicatore chiave dell'impatto economico del Giubileo. Secondo l’Ente Bilaterale Turismo della Regione Lazio, solo per il ponte del 25 aprile-1 maggio erano previsti 524,5 mila visitatori per 1,2 milioni di presenze. Dal Campidoglio facevano sapere che si trattava di «numeri già in crescita sull’anno scorso», e che con gli eventi ecclesiastici erano «previsti in aumento».

In generale, secondo quanto comunicato dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), il Giubileo avrebbe dovuto portare «35 milioni di arrivi, 105 milioni di presenze e una spesa di quasi 17 miliardi di euro solo a Roma».

Andrea Giuricin, economista e docente presso l’Università Milano Bicocca, ha spiegato a Milano Finanza che «Se i numeri stimati dal Mit venissero confermati a fine anno giubilare, avremmo indubbiamente dei benefici più del doppio rispetto ai costi». Giuricin sottolinea che il Giubileo, come tutti i grandi eventi, «l’impatto non è tanto per il breve periodo, vale a dire i mesi dell’evento, quanto nel lungo periodo con le nuove opere che si costruiscono», come dimostrato dall’Expo a Milano o dalle Olimpiadi a Barcellona. Pertanto, il Giubileo «ha sicuramente il potenziale per portare benefici alla città di Roma nei prossimi anni grazie ai miliardi investiti dal Governo, anche tramite il Pnrr», anche se gli investimenti devono servire a migliorare le infrastrutture che da anni soffrono di carenze.

mappa di Roma con i principali siti giubilari e le infrastrutture coinvolte

Bilancio e Impatto Settoriale del Giubileo 2025

Il Vaticano ha parlato di un “bilancio positivo con oltre 33 milioni di pellegrini a Roma provenienti da 185 Paesi, una forte dimensione spirituale, opere pubbliche realizzate e collaborazione tra istituzioni”. Agostino Miozzo, coordinatore dell’accoglienza per il Giubileo del 2025, ha evidenziato come la sicurezza sia stata «veramente un’ossessione», notando come l’11 settembre abbia rappresentato «uno spartiacque fondamentale che ha modificato i parametri di sicurezza, le relazioni internazionali e il controllo dei movimenti delle persone e di alcuni gruppi nel pianeta intero».

Tuttavia, non tutti i settori hanno registrato il successo sperato. Claudio Pica, presidente Fiepet Confesercenti Roma, ha lamentato un «effetto deficitario del Giubileo», con un aumento degli incassi del 3% circoscritto al solo centro storico, contro le attese dell’8%. Gli incrementi sono stati limitati ai locali vicini al Vaticano, senza espansione nel resto di Roma, a causa degli affitti e del costo del personale. Giuseppe Roscioli, presidente Federalberghi Roma, ha giudicato l’impatto «mediocre», con 19,1 milioni di arrivi (+3,7%) e 44,1 milioni di presenze (+3,18%) da gennaio a ottobre, in linea con i trend annui ma senza un vero boom. Ha aggiunto che «Una parte del vuoto lasciato dal turismo internazionale è stata compensata da un turismo legato al Giubileo».

L’analisi di The Data Appeal Company ha evidenziato come l’Anno Santo abbia ridisegnato i flussi turistici, portando a un boom di pellegrini dai Paesi cattolici, un’ascesa dei viaggiatori solitari e una stabilità dei prezzi. Il Giubileo del 2025 ha trasformato il volto turistico di Roma, modificando i flussi dei visitatori, le dinamiche dei prezzi e la percezione globale della Città Eterna e del Vaticano. Il dato più eclatante è l'aumento del 93% nelle tracce digitali della Basilica di San Pietro, che ha mantenuto un sentiment score eccezionalmente alto di 94,5/100. Sebbene attrazioni classiche come il Colosseo, la Fontana di Trevi e il Pantheon siano rimaste sul podio, i luoghi simbolo del Vaticano hanno registrato una crescita senza precedenti, alimentata dai pellegrini. L’indice di popolarità della Città del Vaticano è cresciuto del 60%, con picchi tra marzo-aprile (Pasqua) e agosto-settembre.

Mirko Lalli, fondatore e CEO di The Data Appeal Company, ha commentato: «Il 2025 è stato sia una potente opportunità che un grande test per Roma: flussi di visitatori più elevati, maggiore visibilità e maggiore impatto economico, ma anche la necessità di coordinare ogni dettaglio». L’Italia si conferma il primo mercato di provenienza (27% di tutte le tracce), seguita da Spagna, Stati Uniti, Francia e Regno Unito. Gli incrementi più notevoli sono arrivati dai paesi a forte tradizione cattolica: Argentina (+29,2%), Canada (+14,4%), Messico (+11,6%) e Polonia (+7%). Al contrario, si è registrato un calo da Germania (-41,3%) e Francia (-12,2%), probabilmente a causa delle condizioni economiche più rigide in Europa centrale.

Il profilo del viaggiatore è cambiato, con un’emersione significativa dei viaggiatori solitari (15% del totale, +3 punti percentuali su base annua). Le tariffe sulle OTA sono rimaste complessivamente stabili (-3% rispetto al 2024), con una ridistribuzione della domanda verso tipologie di alloggio più accessibili. L’analisi semantica ha rivelato che i visitatori hanno investito maggiormente nel settore delle attrazioni (+26%, sentiment 91,3/100), mentre l’attività digitale è calata nella ristorazione (-19%) e nell’intrattenimento (-14%). I turisti del Giubileo si sono mostrati più propensi a investire in cultura che in svago e cibo, con la percezione del prezzo nei ristoranti che ha registrato un sentiment di appena 54/100. Nonostante criticità su costi, organizzazione e sicurezza, la professionalità del personale e l’ospitalità hanno garantito un’elevata soddisfazione. Lalli ha concluso: «Il Giubileo ha dimostrato che la chiave per un grande evento di successo sta nell’ascolto in tempo reale e nella pianificazione basata sui dati».

Secondo la stima ufficiale del Vaticano, a Roma sono giunti per gli eventi giubilari 33.475.369 pellegrini da 185 paesi, una cifra importante che testimonia la straordinaria capacità dell'evento di attirare visitatori.

La "Sacred Economy": un settore in crescita

Il Giubileo e gli eventi ad esso collegati hanno prodotto un effetto economico concreto e misurabile su un settore spesso considerato di nicchia, ma che muove numeri rilevanti: la cosiddetta "sacred economy". Le imprese attive nel comparto sono oggi circa 3.300, in aumento di oltre il 10% rispetto al 2024. Questo universo composito comprende produttori, distributori, artigiani, artisti, studi di progettazione e aziende specializzate in arredi e oggetti per il culto.

L’evento giubilare si conferma un potente moltiplicatore per l’economia del sacro. L’aumento dei flussi verso Roma e i principali luoghi di culto ha rilanciato gli acquisti di articoli religiosi, souvenir devozionali e oggetti liturgici. A questo si aggiunge l’effetto simbolico e mediatico dell’elezione del nuovo Pontefice, che ha riattivato l’interesse verso il mondo della devozione popolare. Tra i prodotti più richiesti spicca il rosario, che resta l’oggetto simbolo del settore e continua a rappresentare una quota significativa delle vendite. Cresce anche la domanda di gioielli souvenir - braccialetti, medaglie e medagliette - affiancati dai tradizionali crocifissi, realizzati in una vasta gamma di materiali. Sul fronte degli articoli liturgici, restano molto richiesti calici, teche e casule, mentre il settore dell’arredamento sacro mostra segnali di dinamismo grazie alle commesse per confessionali, panche e interventi di riqualificazione degli spazi ecclesiastici.

Il Made in Italy del sacro continua a essere apprezzato anche oltreconfine. In Europa i prodotti italiani sono presenti nei grandi santuari e nei principali circuiti del pellegrinaggio, mentre extra UE la domanda è particolarmente vivace in Sud America, Stati Uniti, Africa e Asia. Una vetrina fondamentale per il settore sarà la fiera Devotio, in programma dal 31 gennaio al 3 febbraio presso BolognaFiere, che vedrà la partecipazione di 229 espositori da 17 Paesi e l'attesa di visitatori da quasi 50 nazioni. Il quadro che emerge è quello di un comparto in trasformazione, capace di coniugare tradizione e innovazione.

fotografia di articoli religiosi e souvenir

Precedenti e Metodologie di Analisi: Il Giubileo della Misericordia (2015-2016)

Il Giubileo straordinario della Misericordia indetto da Papa Francesco, che ebbe inizio l’8 dicembre 2015 e si concluse il 20 novembre 2016, rappresentò per i fedeli uno degli eventi mondiali più rilevanti di quel periodo. D’altro canto, anche quel Giubileo rappresentò un’importante opportunità economica di sviluppo per l’area romana e per il territorio nazionale più in generale. Una ricerca realizzata dalla Facoltà di Economia della Sapienza indagò in modo analitico e approfondito l’impatto di quel Giubileo sul sistema economico romano nel 2016 e negli anni successivi, basandosi su una metodologia rigorosa appositamente costruita per la valutazione dell’evento. L’obiettivo fu analizzare l’impatto del Giubileo straordinario sul sistema imprenditoriale romano, valutando gli effetti sulla crescita del valore aggiunto nei vari settori produttivi, sulla creazione di nuovi posti di lavoro e sulle principali variabili economiche.

Criticità e Opportunità Mancate

La valutazione dell’impatto del Giubileo sull’economia turistica romana e nazionale è però necessariamente più sfumata di quanto suggeriscano le dichiarazioni ufficiali. Le dinamiche reali sono d’altronde più complesse e meno lineari di quelle che vengono annunciate. I grandi eventi attraggono certamente turisti, ma hanno spesso l’effetto di dissuadere coloro che, a torto o a ragione, temono di ritrovarsi in destinazioni che ci si aspetta sovraffollate. Il turismo religioso, inoltre, non è “altospendente”, si rivolge solo marginalmente all’ospitalità tradizionale e lo fa comprimendone i margini.

Quello del 2025 è stato il Giubileo delle occasioni mancate, innanzi tutto per quanto riguarda il rapporto tra turismo e residenti. Si è verificato un clamoroso eccesso di offerta di affitti brevi, con investimenti massicci già dal 2024 per le forti aspettative di facili profitti nell’Anno Santo. Delusi gli investitori per i tassi di occupazione e i guadagni inferiori alle attese, non sono mancati invece effetti negativi importanti sul mercato degli alloggi residenziali, a cui sono state sottratte disponibilità significative.

Un’altra occasione mancata riguarda gli investimenti infrastrutturali. Un ambizioso programma di interventi di riqualificazione e ammodernamento “in preparazione dell’anno giubilare” ha portato, alla fine del 2025, ad avere molti cantieri aperti e assai pochi conclusi. I dati pubblicati sul sito del Comune di Roma indicano come conclusi al 19 dicembre scorso solo 23 dei 119 interventi con soggetto attuatore Roma Capitale, per un importo che non arriva al 10% dei finanziamenti relativi al Giubileo.

Infine, un’occasione mancata anche per quanto riguarda la sostenibilità. Il Giubileo ha indirizzato i flussi non verso borghi e aree interne, bensì verso una città che è già in sofferenza da “overtourism” e su attrattori già congestionati, con solo un parziale riequilibrio a favore di quelli religiosi: un po’ meno Colosseo e un po’ più San Pietro, insomma.

L’analisi degli effetti economici del Giubileo del 2000 dimostra che l’evento non ha generato crescita strutturale per Roma. L’incremento delle presenze turistiche nel 2000 fu notevole (+42%), con una crescita della spesa turistica del 20%. Ma i numeri mostrano che questo boom fu temporaneo: nei cinque anni successivi, la spesa turistica tornò ai livelli pre-Giubileo. Gli investimenti pubblici migliorano le infrastrutture, ma non trasformano il tessuto economico della città. Il turismo, spesso spinto dal Giubileo, crea un’illusione di prosperità, ma non porta benefici duraturi, nonostante la narrazione politica cerchi di far credere che gli effetti siano permanenti sulla crescita economica.

Un aspetto poco discusso, ma centrale, riguarda la qualità del lavoro generato dal Giubileo. Tra il 2008 e il 2019, il comparto alberghi e ristoranti ha registrato un aumento del 30% nell’occupazione, ma con salari bassi e una diffusa precarietà. Anche il settore culturale non è immune: nel 2019, oltre la metà dei lavoratori del comparto percepiva meno di 8 euro l’ora, con molti contratti regolati dal Multiservizi, lo stesso contratto utilizzato per mense e pulizie.

Molti degli investimenti previsti per il Giubileo 2025 si sono concentrati sulle aree centrali della città, mentre il 70% dei romani vive in periferia. Un dato emblematico: tra il 2005 e il 2016, il numero di giardinieri impiegati per la manutenzione del verde urbano è stato ridotto del 75%, mentre le aree verdi di competenza del Servizio Giardini sono aumentate. Questo significa che ogni giardiniere oggi deve gestire una superficie sei volte maggiore rispetto al 1995.

infografica sull'occupazione e i salari nel settore turistico-culturale a Roma

Prospettive Future e Strategie per i Prossimi Giubilei

Per il Giubileo 2025, sarebbe stato necessario un cambio di strategia: smettere di considerare il turismo religioso come motore esclusivo della crescita e puntare su investimenti in settori ad alto valore aggiunto. Monsignor Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione e responsabile vaticano del Giubileo, ha espresso una visione orientata al futuro, affermando che questo Anno Santo orienta il cammino verso un’altra ricorrenza fondamentale per tutti i cristiani, come citato nella bolla Spes non confundit. «Nel 2033, infatti, si celebreranno i 2000 anni della Redenzione compiuta attraverso la Passione, Morte e Risurrezione del Signore Gesù. Il cammino non è terminato. Si è trattato solo di una tappa significativa, ma propedeutica ad un altro evento di grazia che dovrà essere preparato con lungimiranza».

Per il prossimo Anno Santo probabilmente non ci sarà da aspettare un quarto di secolo, e salvo diversa decisione del Pontefice, sarà il 2033. Il sindaco Gualtieri ha proposto di cominciare subito a lavorarci e di evitare le corse contro il tempo, come nel 2025. Questa è una richiesta saggia, perché non si tratta solo di eseguire lavori, ma di riflettere su una Roma diversamente accogliente. Il Giubileo 2033 avrà un grande significato per i cattolici, celebrando il duemillesimo anniversario della Redenzione. Per tutti, e specialmente per i romani, potrebbe essere anche il Giubileo della sostenibilità.

Il progetto su Roma prevedeva infatti una trasformazione che mettesse la città strutturalmente in condizione di aumentare la capacità di accoglienza, anche e soprattutto nel corso di annate «ordinarie», ma con la bussola orientata al prossimo appuntamento giubilare, quello straordinario del 2033, quando, in teoria, sarà aperta anche la stazione della metro «più bella del mondo» a piazza Venezia. Per questo è stato varato un piano investimenti enorme per centinaia di interventi su infrastrutture e opere pubbliche - non solo Piazza Pia, ma anche Piazza dei Cinquecento e l’hub di Termini, Piazza Repubblica, Piazza Risorgimento e Piazza San Giovanni, l’area di Tor Vergata e il Ponte dell’Industria, solo per citarne alcuni -, sulle linee della metro, sull’acquisto di nuovi treni e nuovi bus. Come pure sulla rigenerazione urbana, sulla sicurezza, sulla digitalizzazione, sul verde pubblico e sulla cultura: i 335 progetti Pnrr-Caput Mundi che entrano nel vivo, come il Carme che ridisegna l’area dei Fori Imperiali.

Roma e il Giubileo: la storia, i luoghi, le immagini

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