Biografia e la Tragica Scomparsa di Don Giovanni Marraffa

La comunità di Manduria e del Tarantino, così come quella di Oria e Trana, è stata scossa dalla notizia della scomparsa e del ritrovamento senza vita di Don Giovanni Marraffa. Sacerdote a riposo, l'uomo aveva 88 anni e si era distinto per il suo impegno pastorale e il suo spirito innovatore.

Il Ritrovamento del Corpo e l'Inizio delle Indagini

Il sacerdote Giovanni Marraffa è stato ritrovato senza vita la sera del 30 novembre 2022 nelle campagne di Manduria, in provincia di Taranto, in contrada Pozzo Sfondato, vicino a Uggiano Montefusco, frazione dove l'uomo viveva. Dell'anziano si erano perse le tracce dal 26 novembre, quando era stato visto per l'ultima volta nei pressi della sua abitazione. Il cadavere, ritrovato nei pressi di una chiesetta di campagna, giaceva supino, con le mani sul petto, completamente vestito ma con la cintura dei pantaloni slacciata.

Mappa delle campagne di Manduria e Uggiano Montefusco

Il Giallo Iniziale e i Primi Accertamenti

Inizialmente, un velo di mistero ha avvolto le cause della morte. Sebbene un primo esame medico sul corpo non avesse rivelato segni superficiali evidenti di violenza, il magistrato Filomena Di Tursi della Procura di Taranto ha immediatamente disposto l'autopsia per chiarire la dinamica dei fatti. Le indagini sono state avviate e coordinate dai Carabinieri del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche del Comando provinciale di Taranto.

Un elemento chiave nelle ricerche è stato il contributo dei gruppi di Protezione Civile di Manduria, che hanno collaborato con i Carabinieri setacciando l'area. Fondamentale si è rivelato il ritrovamento della carcassa dell'auto di Don Marraffa, una Fiat Punto grigia, completamente bruciata, che era sul posto sin dal giorno della sua scomparsa. Proprio dalla targa e dai documenti dell'automobile, i Carabinieri di Manduria sono risaliti all'identità del sacerdote.

L'Esito dell'Autopsia e le Cause della Morte

L'esito dell'autopsia, effettuata il 6 dicembre dal medico legale Giampiero Bottari su incarico del PM Filomena Di Tursi, ha rivelato la causa del decesso. Don Giovanni Marraffa è morto per cause naturali: un infarto. Il prete aveva un cuore molto malandato e non ha retto all'attacco che lo ha colto. Le escoriazioni riscontrate sul corpo sono risultate compatibili con la conseguente caduta a terra, e l'ipotesi che la cintura slacciata fosse una reazione al malore, un tentativo di liberare il corpo da costrizioni, è stata considerata dal medico legale.

Don Giovanni - Aneddoti! PARTE PRIMA

La Vita e il Ministero di Don Giovanni Marraffa

Don Giovanni "Nino" Marraffa, benché originario del Tarantino, ha dedicato gran parte della sua vita al ministero sacerdotale in diverse comunità.

Gli Anni a Oria: Un Sacerdote Innovatore

Negli anni Sessanta del secolo scorso, Don Giovanni Marraffa fu il primo parroco della parrocchia di San Francesco di Paola ad Oria. Molti lo ricordano come una persona speciale con idee innovatrici. L'ex parroco non si tirava indietro, lavorando "come un operaio tuttofare" per ripulire e rendere presentabile la vecchia chiesa. Attirava i giovani con i suoi modi moderni: la messa veniva animata da ragazzi che cantavano e suonavano vari strumenti, e organizzava gite che per molti rappresentarono le prime occasioni di viaggio, visitando città come Caserta, Napoli e Roma.

Sotto la sua guida, fiorirono gruppi di preghiera, catechisti, l'Azione Cattolica e il comitato feste religiose. Un aneddoto significativo riguarda l'invito, in occasione dei festeggiamenti di San Francesco, di un complesso musicale con la cantante e showgirl Lola Falana, la cui esibizione generò indignazione tra alcuni "bigotti" a causa del suo abito succinto, ma che testimonia lo spirito aperto e moderno di Don Giovanni.

Foto storica della chiesa di San Francesco di Paola a Oria

Il Trasferimento in Piemonte e il Servizio a Trana

All'inizio degli anni Ottanta, per motivi familiari, Don Giovanni si trasferì in Piemonte, continuando a esercitare la sua funzione di sacerdote nei pressi di Torino. Per ben 17 anni, dal 1994 al 2011, ha guidato la parrocchia della Natività di Maria a Trana, un paesino di quasi quattromila abitanti in Val Sangone. Sebbene si fosse dimesso nel 2009, una volta compiuti i 75 anni, dovette attendere l'arrivo di Don Dino Morando due anni dopo per lasciare l'incarico. Dal 2011, pur non essendo più parroco, rimaneva a disposizione della diocesi di Torino con le funzioni di presbitero diocesano fuori diocesi.

Nella comunità tranese, Don Nino, come lo chiamavano affettuosamente, è ancora ricordato da moltissimi. Era descritto dai suoi compaesani come una persona gentile, di cultura, solitario ma loquace.

Il Ritorno in Puglia e la Collaborazione a Manduria

Dopo il pensionamento, Don Giovanni Marraffa era rientrato a Manduria, nella sua casa di famiglia a Uggiano Montefusco, dove aveva deciso di trascorrere gli ultimi anni della sua vita. Qui collaborava con il parroco della chiesa Maria Santissima Assunta.

I Punti Irrisolti dell'Indagine

Nonostante l'autopsia abbia chiarito le cause del decesso, alcuni aspetti della vicenda rimangono oggetto di indagine. I Carabinieri stanno lavorando per capire come mai la sua auto sia stata trovata completamente bruciata a qualche centinaio di metri dal corpo. Inoltre, si cerca ancora un trolley rosso dal quale l'ex parroco non si separava mai e che non è stato rinvenuto sulla scena del ritrovamento. Il consulente ha chiesto 60 giorni di tempo per il deposito degli accertamenti biochimici e tossicologici, il che indica che il caso non è ancora del tutto chiuso.

Le Esequie

Le esequie di Don Giovanni Marraffa sono state celebrate nel pomeriggio del 9 dicembre dal vescovo di Oria, Monsignor Vincenzo Pisanello, insieme ad altri sacerdoti, nella chiesa madre di Uggiano Montefusco, affollata di fedeli. Numerosi erano gli oritani presenti, molti dei quali parrocchiani di San Francesco di Paola che avevano conosciuto personalmente Don Giovanni.

Un'altra celebrazione si terrà mercoledì 14 dicembre alle ore 11:30 nella parrocchia di Carignano (Torino), a testimonianza del profondo legame che Don Giovanni aveva instaurato anche con le comunità del Piemonte.

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