Il Grest della Parrocchia Corpus Domini di Parma: un'estate all'insegna della sicurezza e della creatività
La parrocchia Corpus Domini di Parma, guidata da Don Marco Uriati, ha dato il via al suo centro estivo (Grest), accogliendo i ragazzi con entusiasmo nonostante le sfide organizzative.
"Siamo ripartiti bene e con molto entusiasmo", ha spiegato Don Marco. "C’è voluto tuttavia tanto lavoro per realizzare il Grest quest’anno perché le normative, giustamente, ci hanno richiesto tante attenzioni in più."
Aperto a Parma il primo centro estivo della città, il Grest del Corpus Domini ha visto la partecipazione di circa 40 bambini, coinvolti in attività sportive e artistiche. Le attività si sono svolte in cinque piccoli gruppi autonomi, gestiti da istruttori e volontari, e divisi in apposite aree nel rispetto delle norme anti Covid. "Questi gruppi sono totalmente autonomi dall’entrata all’uscita", ha sottolineato Don Marco, evidenziando l'impegno nella preparazione e formazione del personale addetto alla sicurezza.
"Abbiamo dovuto selezionare i volontari adulti e dar loro tutte le informazioni e la preparazione necessaria contro il Covid-19", ha aggiunto.

La Solennità del Corpus Domini: un legame con Maria e l'Eucaristia
"Ci troviamo alla scuola di Maria, donna eucaristica, per celebrare il Corpus Domini come Chiesa di Dio che nasce dal suo amore. Ogni volta che l’assemblea cristiana si riunisce esprime la visibilità della Chiesa e ci ricorda che siamo generati dall’amore di Dio." Con queste parole, viene introdotta la solennità del Corpus Domini, la celebrazione del Corpo e del Sangue del Signore.
La diocesi celebra questa solennità con due appuntamenti distinti, entrambi presieduti dal vescovo Luigi Marrucci. Il primo appuntamento si tiene nel giorno tradizionale del Corpus Domini, il giovedì della seconda settimana dopo la Pentecoste, riaffermando il legame con il Giovedì Santo. Il secondo appuntamento si svolge la domenica successiva, seguendo il calendario della Chiesa italiana.
Durante l'omelia del giovedì, monsignor Marrucci ha offerto una catechesi incentrata sulla figura di Maria, definendola un modello per la Chiesa, specialmente in un anno Mariano. Il presule ha richiamato le "due 'perle mariane'" legate all'Eucaristia, lasciate da Giovanni Paolo II: la lettera apostolica "Il Rosario della Vergine Maria" e l'enciclica "Ecclesia de Eucharistia".
Maria e l'Eucaristia: una prospettiva teologica
Il vescovo ha spiegato che la Chiesa è un "banchetto" perché riunita attorno a una mensa. Attraverso Maria, in particolare nella sua presenza al Calvario, si percepisce la dimensione sacrificale dell'Eucaristia. "Nel momento in cui si mangia la cena del Signore", ha affermato, "si partecipa al suo sacrificio sulla croce".
Monsignor Marrucci ha sottolineato come Maria, presente sia nel Cenacolo il giorno di Pentecoste sia sotto la Croce, abbia partecipato alla sofferenza sacrificale del Figlio fin dal momento dell'Annunciazione. Un altro aspetto chiave evidenziato dal presule è l'Eucaristia come "convitto", inteso come condivisione. "Maria", ha detto, "è assidua allo spezzare il pane: il pane eucaristico, il pane dell’amore, il pane del servizio, il pane del perdono, il pane della lode."
"Eucaristia vuol dire essere unità, vuol dire essere assemblea dei fedeli, essere uno", ha concluso il vescovo, passando all'ultimo aspetto: l'Eucaristia celebrata e adorata. "Dalla celebrazione sgorga la nostra adorazione al Signore. Il ventre di Maria", ha affermato, "celebra il Cristo uomo e quindi lei diviene il primo ostensorio di Gesù."
Monsignor Marrucci ha concluso il suo intervento ricordando le parole di don Tonino Bello, il quale vedeva in Maria la protagonista della prima processione del Corpus Domini, quando si recò da Elisabetta.

Il Corpus Domini e le Giovani Generazioni: un cammino di accompagnamento
L'episodio dei discepoli di Emmaus (Lc 24, 13-35) è stato riconosciuto come un testo paradigmatico per comprendere la missione ecclesiale in relazione alle giovani generazioni, specialmente durante la celebrazione della solennità del Corpus Domini.
Il racconto descrive Gesù che cammina con i due discepoli smarriti, i quali non hanno compreso il senso della sua vicenda e si stanno allontanando da Gerusalemme e dalla comunità. Per stare in loro compagnia, Gesù percorre la loro strada, li interroga e ascolta pazientemente la loro versione dei fatti per aiutarli a dare un senso a ciò che stanno vivendo. Successivamente, con affetto e energia, annuncia loro la Parola, guidandoli a interpretare gli eventi alla luce delle Scritture.
Gesù accetta l'invito a fermarsi presso di loro al calar della sera, entrando nella loro "notte". Nell'ascolto, i loro cuori si riscaldano e le loro menti si illuminano; nella frazione del pane, i loro occhi si aprono. Spinti da questa esperienza, i discepoli scelgono di riprendere immediatamente il cammino in direzione opposta, per ritornare alla comunità, condividendo l'esperienza dell'incontro con il Risorto.
Queste parole riflettono il percorso pensato per accompagnare i giovani durante la celebrazione della solennità del Corpus Domini, come avvenuto a Bergamo il 22 giugno 2019. L'obiettivo è guidare i giovani da un senso di smarrimento e incomprensione verso una compagnia che scalda e apre gli occhi su ciò che è veramente importante. Il cammino si propone di intrecciare le domande del capitolo 6 del Vangelo di Giovanni con la vicenda dei discepoli di Emmaus.