I Giochi di Animazione Missionaria: Un Percorso di Fede e Scoperta

L'animazione missionaria rappresenta un'azione pastorale fondamentale per infondere vita e spirito, trasformando persone, istituzioni e comunità cristiane in agenti attivi della missione. In particolare, essa si propone di mantenere viva nelle comunità diocesane, parrocchiali e in altri soggetti ecclesiali la consapevolezza dell'universalità e della natura missionaria della Chiesa, aperta al mondo e ai popoli. Il suo compito primario è l'evangelizzazione, offrendo a ciascuno il Vangelo di Gesù sia attraverso le parole che le opere.

L'Animazione Missionaria promuove l'insieme delle attività che la Chiesa e le Congregazioni svolgono con priorità per annunciare il Vangelo "a quanti non conoscono ancora Cristo, redentore dell’uomo", per affrontare la sfida della nuova evangelizzazione e per essere un interlocutore autorevole nel dialogo ecumenico e interreligioso. Si presenta come un'espressione radicale e chiara di un'identità capace di motivare le comunità verso un dinamismo apostolico, rafforzando la fede e conducendo all’impegno missionario verso tutti, specialmente verso i più bisognosi.

Infografica: i tre pilastri della missione cattolica (ascoltare, fare, pregare)

Il Significato Profondo della Missione

La missione si esprime attraverso diverse dimensioni essenziali:

  • LA MISSIONE si ascolta! I missionari condividono racconti di situazioni, abitudini e riti delle culture in cui sono immersi, permettendo di comprendere la ricchezza della diversità umana e spirituale.
  • LA MISSIONE si fa! Di settimana in settimana, i ragazzi sono invitati a costruire tutti insieme un mappamondo di cartapesta. L’obiettivo è quello di far sperimentare che insieme si può costruire un mondo bello, colorato e gioioso, realizzando prima la struttura e poi decorandola secondo la loro fantasia.
  • LA MISSIONE si prega! Il dialogo con Gesù è indispensabile per vivere la missione: aiuta ad aprirsi agli altri, ad andare oltre le apparenze, ad ascoltare meglio il proprio cuore e chi ha bisogno di aiuto.

La Tradizione Salesiana e l'Impegno Missionario

La dimensione dell’educazione alla fede trova nell’animazione missionaria e nelle diverse forme di volontariato una continuità che deve essere mantenuta e sviluppata. Don Bosco intuì l’enorme tensione spirituale e la straordinaria forza apostolica che l’ideale missionario avrebbe suscitato nei suoi ragazzi, e le utilizzò con zelo e intelligenza. L’impegno missionario ad gentes è parte integrante del carisma salesiano. Nella Congregazione sono state coltivate fin dagli inizi le vocazioni missionarie, come le espressioni più vive e generose della vocazione salesiana. Queste attività non si identificano l'una con l'altra né si escludono mutuamente, ma si intrecciano in un'unica esperienza.

Una Giornata di "Giochi Missionari": L'Esperienza Concreta

L’animazione missionaria spesso si concretizza in eventi specifici, come i "Giochi Missionari". Un esempio significativo è stata una giornata che si è svolta nel cortile e nelle aule della scuola primaria il 14 ottobre, dove si è respirata un’atmosfera speciale, tipica delle grandi occasioni, in cui gioco e riflessione si sono intrecciati in un’unica esperienza di crescita. Questi giochi, pensati per il mese missionario e ispirati al motto “Sempre allegri con Cristo, nella Chiesa, per il mondo”, hanno trasformato la mattinata in un colorato laboratorio di sorrisi, movimento e scoperta.

Cinque giochi, abbinati a cinque parole chiave - "sempre", "allegri", "con Cristo", "nella Chiesa", "per il mondo" - sono stati utilizzati per raccontare ai bambini la vita di Santa Maria Troncatti, la suora salesiana missionaria in Ecuador che ha speso la vita per gli altri con semplicità e gioia. Attraverso percorsi, cartelloni e musiche, i bambini hanno corso, riso e pensato. Hanno scritto sul grande cartellone “Io voglio sempre…”, scegliendo un gesto buono da vivere ogni giorno; hanno fatto il giro del cerchio scambiandosi sorrisi contagiosi; hanno camminato a coppie, fidandosi l’uno dell’altro, seguendo le “impronte di Cristo” e riflettendo sul significato dell’amore, dell’aiuto, della parola buona, della preghiera e della gioia. Ogni attività, con la leggerezza del gioco, ha veicolato un messaggio profondo: che la missione comincia dai piccoli gesti, e che il bene, come un seme, cresce dove trova terreno accogliente.

Foto di bambini che giocano a un gioco di squadra all'aperto

Organizzazione e Regole dei Giochi

La giornata è strutturata con un programma ben definito per massimizzare il coinvolgimento e l'apprendimento:

  1. Accoglienza e Suddivisione: I ragazzi vengono accolti, presentata la giornata e suddivisi in gruppi.
  2. Attività a Squadre: La mattinata prevede quattro tappe di attività a squadre, seguite dal pranzo al sacco e un momento libero. Nel pomeriggio, si continuano le attività con altre cinque tappe.

Le regole sono chiare e coinvolgenti:

  • Il gruppo viene suddiviso in squadre, idealmente non più di nove.
  • A ciascuna squadra viene assegnato il nome di un paese del mondo e una cartina con il percorso da seguire attraverso le nove tappe, dislocate in luoghi diversi.
  • Ogni squadra, che elegge un "capo" tra i suoi membri, è chiamata ad affrontare le diverse tappe rispettando l’ordine dato e i tempi (circa 20 minuti per ciascuna).
  • In ogni tappa è presente un animatore che spiega l'attività da svolgere.
  • Gli organizzatori possono scegliere se dare alla giornata un'impronta competitiva con un sistema di punteggi e premi, ad esempio premiando la squadra più veloce o quella che completa tutte le tappe nei tempi stabiliti.
  • A ogni tappa è assegnata una parola chiave, un verbo strettamente legato alla Missione.

Le Tappe dei Giochi: Verbi d'Azione e Messaggi Profondi

Ogni squadra segue un percorso differente, vivendo esperienze uniche legate ai verbi chiave della missione:

Donare

Il messaggio è: «Il mio essere missionario tra i poveri è gioia nel donare, per ricevere in cambio il sorriso». Ogni membro della squadra realizza con un foglio di cartoncino colorato la sagoma di una chiave e un biglietto su cui scrivere un messaggio missionario. Le chiavi e i biglietti vengono uniti con del filo e raccolti in una cesta. I materiali includono fogli di cartoncino colorato, forbici e rocchetti di filo.

Raccontare

La parola chiave è «La fede è gioia da testimoniare e raccontare». L’animatore legge un racconto di un missionario, spesso una testimonianza vivida e coinvolgente. Ad esempio, il racconto di un missionario in Tanzania che descrive la grandezza dei paesaggi, la vivacità e i sorrisi della gente, la presenza costante dei bambini, l'importanza di imparare la lingua locale, la celebrazione vivace della Messa con canti e danze, la condivisione dei pasti e le sfide dei viaggi. Dopo aver ascoltato, la squadra deve raffigurare uno dei brani del racconto utilizzando le posture dei suoi membri. L’animatore scatta una fotografia della raffigurazione, che verrà poi mostrata nel momento finale. Per questa tappa, un breve video su una missione può essere utilizzato per integrare la narrazione.

AFRICA MISSION il docu-film

Ricordare

Il tema è «Ricordare e celebrare la bontà di Dio». Alla squadra viene proposta una "visita" a un villaggio africano, riprodotto in miniatura in modo fantasioso con scatole, pupazzi, giochi e oggetti vari. Ogni squadra ha a disposizione un minuto per osservare attentamente il villaggio nei suoi particolari, stimolando l'attenzione e la memoria.

Salutare

Il verbo si ispira a «Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio» (2Cor 13,12). Vengono distribuiti alla squadra diversi cartoncini, ciascuno riportante un saluto in una lingua straniera, alcune più note e altre meno. Attraverso una staffetta, ogni bambino deve portare il saluto al planisfero e posizionarlo sul continente corretto, promuovendo la conoscenza delle diverse culture e l'apertura all'altro.

Scegliere

Il messaggio è «Fateci scegliere le parole e i gesti più amorevoli e creare più amore nel nostro mondo». La squadra deve ricomporre un puzzle raffigurante una situazione missionaria attraverso una staffetta a coppie, che può prevedere modalità particolari (es. saltando su una gamba sola, camminando all’indietro, legati tra loro), con l'aggiunta di "pezzi intrusi" per aumentare la sfida. Dopo aver composto il puzzle, il gruppo deve scegliere una parola o una breve didascalia che meglio accompagni l’immagine, rispondendo alla domanda «quale valore ti ispira questa immagine?».

Impegnarsi

Il tema è «Siamo collaboratori di Dio» (1Cor 3,9). L’obiettivo di questa tappa è costruire un villaggio della pace. Ogni squadra è chiamata a costruire una parte di questo villaggio: edifici vari (case, scuola, chiesa), alberi, personaggi, macchine. Nessuna squadra sa cosa hanno fatto le altre, sottolineando l'importanza del lavoro di squadra e della fiducia reciproca per un obiettivo comune.

Ascoltare

La tappa si concentra su «La voce del Dio Amore». Attraverso il gioco del telefono senza fili, ogni squadra ha alcuni messaggi da far passare "di orecchio in orecchio". I messaggi scelti sono 6-8 proverbi provenienti da diverse parti del mondo, di cui un paio in lingua originale, per esercitare l'ascolto attento e la trasmissione fedele del messaggio.

Il Momento Conclusivo: Testimonianza e Mandato

La parola chiave del momento finale è testimonianza (che gli uomini possono volersi bene). Gli animatori delle diverse tappe raccolgono tutto il materiale prodotto durante la giornata (le chiavi con i messaggi, gli elementi del villaggio, le didascalie del puzzle) e lo portano nel luogo della conclusione. L’animatore guida spiega il filo conduttore che unisce le nove parole delle tappe, leggendo le didascalie del puzzle, mostrando le foto delle sequenze del racconto missionario e assembla il villaggio della pace. Infine, l’animatore invita i ragazzi a essere essi stessi missionari attraverso la propria testimonianza di cristiani. Il mandato missionario è simboleggiato dalle chiavi. Dopo una breve preghiera, ogni ragazzo è invitato a prendere una chiave dal cesto e a scambiarla con gli altri attraverso il gesto della pace. Questa attività è stata proposta con successo alle parrocchie limitrofe al centro di animazione missionaria di Bevera.

L'Importanza della Testimonianza e dell'Ascolto

Il pomeriggio di queste giornate spesso regala ai bambini un momento di ascolto e incontro con testimoni reali. Nel salone teatro, ad esempio, è arrivata suor Carmen, una delle suore di Casa Generalizia, originaria dell’Ecuador come Santa Maria Troncatti. Con il suo italiano stentato e l’aiuto della maestra Rebecca, ha raccontato ai bambini il suo Paese, la foresta, la gente, i colori e la storia di quella suora che aveva fatto della gioia e del servizio il suo cammino. Le parole di suor Carmen, semplici e luminose, hanno lasciato nei piccoli un’impressione profonda, mostrando come le esperienze reali possano rinforzare i messaggi appresi attraverso il gioco.

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