Santa Gianna Beretta Molla: Esempio di Fede, Amore e Sacrificio

Santa Gianna Beretta Molla, proclamata santa il 16 maggio 2004 da Papa Giovanni Paolo II, è riconosciuta come un luminoso esempio di santità nella vita ordinaria, coniugale, familiare e professionale. La sua vicenda umana e spirituale, culminata in un eroico sacrificio per salvare la vita della figlia, ha toccato e continua a toccare i cuori di fedeli in tutto il mondo.

Ritratto di Santa Gianna Beretta Molla

Infanzia e Giovinezza: Le Radici di una Fede Profonda

Origini Familiari e Primi Anni

Gianna Beretta Molla nacque a Magenta (Milano), nella casa di campagna dei nonni paterni, da genitori profondamente cristiani, entrambi Terziari francescani, il 4 ottobre 1922, festa di San Francesco d’Assisi. L’11 ottobre, nella Basilica di San Martino, ricevette il Santo Battesimo. Il papà di Gianna, Alberto, e la mamma, Maria De Micheli, erano entrambi persone di fede profonda, che fecero enormi sacrifici perché tutti i figli potessero studiare sino alla laurea. La famiglia era un esempio cristiano, con la partecipazione quotidiana alla Santa Messa e una profonda pietà sincera e gioiosa. Mamma Maria si occupava di ciascun figlio come se ne avesse avuto uno solo, correggeva i figli aiutandoli a capire i loro sbagli.

Gianna, sin dalla prima giovinezza, accolse con piena adesione il dono della fede e l’educazione limpidamente cristiana che ricevette dai suoi ottimi genitori. Questi la accompagnarono con vigile sapienza nella crescita umana e cristiana e la portarono a considerare la vita come un dono meraviglioso di Dio, ad avere una fiducia illimitata nella Divina Provvidenza e ad essere certa della necessità e dell’efficacia della preghiera.

Formazione Spirituale e Apostolato

Immersa in questa atmosfera familiare di grande fede e amore per il Signore, Gianna ricevette la sua Prima Comunione a soli cinque anni e mezzo, il 4 aprile 1928, nella Parrocchia Prepositurale di Santa Grata a Bergamo Alta. Da quel giorno andò con la mamma tutte le mattine alla Messa: la Santa Comunione divenne “il suo cibo indispensabile di ogni giorno”, sostegno e luce della sua fanciullezza, adolescenza e giovinezza. Il 9 giugno 1930 ricevette la Santa Cresima nel Duomo di Bergamo da Mons. Adriano Bernareggi.

Nel gennaio 1937 morì la sorella Amalia e la famiglia si trasferì a Genova Quinto al Mare. Qui Gianna si iscrisse alla V ginnasio presso l’Istituto delle Suore Dorotee. Durante un corso di Esercizi Spirituali, predicato dal Padre Gesuita Michele Avedano nel marzo 1938, Gianna, a soli quindici anni e mezzo, fece un’esperienza fondamentale e decisiva. Di questi Esercizi è rimasto il quadernetto, di trenta paginette, di Ricordi e Preghiere, tra i cui propositi si legge: “Voglio temere il peccato mortale come se fosse un serpente; e ripeto di nuovo: mille volte morire piuttosto che offendere il Signore”. Contribuì in modo determinante a far maturare in pienezza il cammino spirituale di Gianna anche l’azione pastorale dell’ottimo Parroco di Quinto al Mare, il noto liturgista Mons. Giovanni Battista Opizzo.

In quegli anni non mancarono difficoltà e sofferenze, come cambiamenti di scuole, salute cagionevole, trasferimenti della famiglia, malattia e morte dei genitori (i genitori di Gianna morirono nel 1942). Nonostante tutto questo, non si produssero traumi o squilibri in Gianna, data la ricchezza e profondità della sua vita spirituale, anzi ne affinò la sensibilità e ne potenziò la virtù.

La Vocazione Medica: Una Missione al Servizio dell'Uomo

Gli Studi Universitari e la Professione

Nell’ottobre 1941, la famiglia, a causa dei bombardamenti, ritornò a Bergamo, nella casa dei nonni materni. Nell’ottobre 1942 Gianna ritornò a Magenta e si iscrisse alla facoltà di medicina e chirurgia, prima a Milano e poi a Pavia, dove si laureò il 30 novembre 1949. Si specializzò in pediatria a Milano il 7 luglio 1952. Dopo la laurea, Gianna aprì uno studio medico a Mesero, che sentì e praticò come una vera e propria «missione».

La sua visione della medicina era profonda: "Tutti nel mondo lavoriamo in qualche modo a servizio degli uomini. Il nostro oggetto di scienza e lavoro è l'uomo che dinanzi a noi ci dice di se stesso, e ci dice "aiutami" e aspetta da noi la pienezza della sua esistenza. Noi abbiamo delle occasioni che il sacerdote non ha. La nostra missione non è finita quando le medicine più non servono. C'è l'anima da portare a Dio e la nostra parola avrebbe autorità." Gianna credeva sinceramente alla bellezza della sua vocazione, definendola "come una missione sacerdotale. Come i sacerdoti possono toccare Gesù, noi medici, possiamo toccarLo nei corpi dei malati."

Gianna Beretta Molla in camice bianco nel suo ambulatorio

L'Impegno Apostolico e il Discernimento Vocazionale

Negli anni del liceo e dell’università, Gianna era una giovane dolce, volitiva e riservata. Mentre si dedicava con diligenza agli studi, tradusse la sua fede in un impegno generoso di apostolato tra le giovani di Azione Cattolica e di carità verso gli anziani e i bisognosi nelle Conferenze di San Vincenzo, sapendo che “a Dio piace chi dona con entusiasmo”. Accrebbe il suo impegno generoso nell’Azione Cattolica, prodigandosi per le «giovanissime» e, al tempo stesso, esprimeva con gli sci e l’alpinismo la sua grande gioia di vivere e di godersi l’incanto del creato.

Si interrogava, pregando e facendo pregare, sulla sua vocazione che considerava anch’essa un dono di Dio. Le lettere del fratello padre Alberto, missionario, maturarono in lei una specifica vocazione missionaria e la decisione di raggiungerlo in Brasile per aiutarlo. Tuttavia, la sua costituzione fisica non era robusta, e il suo direttore spirituale la convinse che questa non era la sua strada.

Matrimonio e Famiglia: La Gioia di un Amore Cristiano

Il Fidanzamento e le Lettere d'Amore

Gianna era conosciuta fra i suoi cari per il suo amore della vita e degli altri. Conobbe l'ingegnere Pietro Molla, un ingegnere di cui la famiglia viveva lì accanto. Il fidanzamento ufficiale si tenne l’11 aprile 1955, lunedì di Pasqua. Gianna e Pietro vissero il loro amore alla luce della fede. Nelle sue lettere a Pietro, Gianna esprimeva tutto l'entusiasmo e i progetti di una fidanzata ricolma di gioia. "Carissimo Pietro…", gli scrisse Gianna nella sua prima lettera, il 21 febbraio 1955, "ora ci sei tu, a cui già voglio bene ed intendo donarmi per formare una famiglia veramente cristiana." E ancora il 10 giugno 1955: “Ti amo tanto tanto, Pietro, e mi sei sempre presente, cominciando dal mattino quando, durante la S. Messa, ti offro al Signore”.

Gianna godette il periodo del fidanzamento, radiosa nella gioia e nel sorriso, ringraziando e pregando il Signore. Si preparò spiritualmente a ricevere il “Sacramento dell’Amore” con un triduo, Santa Messa e Santa Comunione, che propose anche al futuro marito.

Il Matrimonio e la Felicità della Maternità

Gianna e Pietro si unirono in matrimonio il 24 settembre 1955, nella Basilica di San Martino a Magenta. Si stabilirono a Ponte Nuovo, dove Gianna si recava quotidianamente a pregare e a partecipare alla Santa Messa nella Chiesetta della Madonna del Buon Consiglio.

Gianna fu moglie felice e poi mamma più che felice di Pierluigi nel novembre 1956, di Mariolina nel dicembre 1957, e di Laura nel luglio 1959. Nelle sue lettere, come ricorda Pietro Molla, emergeva un genuino quadretto di “vita familiare secondo il Vangelo”, una testimonianza preziosa di spiritualità coniugale e familiare come autentico cammino di santità.

Foto di matrimonio di Gianna Beretta e Pietro Molla

Il Sacrificio Supremo: Un Atto di Amore Eroico

La Quarta Gravidanza e la Drammatica Scelta

Nel settembre 1961, verso il termine del secondo mese di una nuova gravidanza, Gianna fu raggiunta dalla sofferenza e dal mistero del dolore: insorse un voluminoso fibroma all’utero, un tumore benigno. Prima dell’intervento operatorio di asportazione del fibroma, eseguito nell’Ospedale San Gerardo di Monza, pur sapendo il rischio che avrebbe comportato il continuare la gravidanza, suppplicò il chirurgo di salvare la vita che portava in grembo e si affidò alla preghiera e alla Provvidenza.

La vita fu salva, Gianna ringraziò il Signore e trascorse i sette mesi che la separavano dal parto con impareggiabile forza d’animo e con immutato impegno di madre e di medico. Trepidava e temeva che la creatura in seno potesse nascere sofferente e chiese a Dio che ciò non avvenisse. Alcuni giorni prima del parto, pur confidando sempre nella Provvidenza, era pronta a donare la sua vita per salvare quella della sua creatura.

L'Immolazione Meditata e la Morte

“Mi disse esplicitamente” - ricorda il marito Pietro Molla - “con tono fermo e al tempo stesso sereno, con uno sguardo profondo che non dimenticherò mai: Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete - e lo esigo - il bimbo. Salvate lui.

Nel pomeriggio del 20 aprile 1962, Venerdì Santo, Gianna fu nuovamente ricoverata nell’Ospedale San Gerardo di Monza. Il mattino del 21 aprile 1962, diede alla luce Gianna Emanuela. Nonostante tutti gli sforzi e le cure per salvare entrambe le vite, Gianna soffriva ormai di gravi complicazioni e di un’infiammazione addominale. Rifiutò ogni calmante per essere sempre consapevole di quanto avveniva e presente a se stessa, lucida nel suo rapporto con il suo Gesù, che costantemente invocava.

All’alba del 28 aprile, Sabato in Albis, venne riportata, come da suo desiderio precedentemente espresso al marito Pietro, nella sua casa di Ponte Nuovo, dove morì alle ore 8 del mattino, tra indicibili dolori, dopo aver ripetuto la preghiera «Gesù ti amo, Gesù ti amo». Aveva 39 anni. I suoi funerali furono una grande manifestazione unanime di commozione profonda, di fede e di preghiera. Fu sepolta nel cimitero di Mesero, mentre rapidamente si diffondeva la fama di santità per la sua vita e per il gesto di amore e di martirio che l’aveva coronata.

Icona di Santa Gianna Beretta Molla con la sua ultima figlia

Il Percorso verso la Santità: Beatificazione e Canonizzazione

La Fama di Santità e l'Apertura della Causa

Già poco dopo la sua morte, la fama di santità di Gianna Beretta Molla si diffuse rapidamente. Il 6 novembre 1972 l’arcivescovo di Milano, il cardinale Giovanni Colombo, promosse la causa di beatificazione della serva di Dio Gianna Beretta Molla. Il 6 luglio 1991, Papa Giovanni Paolo II firmò il Decreto che riconosceva l’eroicità delle virtù della Serva di Dio.

Il Papa Paolo VI, all’Angelus domenicale del 23 settembre 1973, aveva definito il gesto della beata Gianna una «Meditata immolazione», ricordando: «Una giovane madre della Diocesi di Milano che, per dare la vita alla sua bambina sacrificava, con meditata immolazione, la propria».

Il Primo Miracolo e la Beatificazione

Il 21 dicembre 1992 papa Giovanni Paolo II firmò il Decreto di validità del miracolo attribuito all’intercessione di Gianna, verificatosi nel 1977 a Grajaù, Stato del Maranão, Brasile. Il miracolo riguardò Lucia Silva Cirilo, una donna di 28 anni, di religione protestante, alla quale fu diagnosticata una fistola retto-vaginale puerperale. Dopo le preghiere rivolte a Gianna Beretta Molla, la malata dichiarò che il dolore era completamente scomparso e i medici confermarono la guarigione miracolosa.

Il 24 aprile 1994, Anno Internazionale della Famiglia, Gianna fu proclamata beata in Piazza San Pietro da Papa Giovanni Paolo II come "madre di famiglia". Nel discorso durante l’udienza ai pellegrini, Sua Santità disse di Gianna: “Quale eroica testimonianza è la sua, vero canto alla vita, in stridente contrasto con una certa mentalità oggi dilagante!”

Papa Giovanni Paolo II durante la beatificazione di Gianna Beretta Molla

Il Secondo Miracolo e la Canonizzazione

Ai fini della canonizzazione, la Chiesa cattolica richiede generalmente un secondo miracolo. Dal 31 maggio all’1 agosto 2001, il Tribunale ecclesiastico di Franca ha istruito una regolare Inchiesta diocesana per la raccolta della documentazione scientifica su un avvenimento straordinario verificatosi negli anni 1999-2000, in Brasile, a favore della signora Elisabete Comparini Arcolino, insegnante cattolica. La donna, alla sua quarta gravidanza, ebbe gravi complicazioni che compromettevano la vita del bambino e della madre. Dopo l’intercessione del vescovo Diogene Silva Mathes e le preghiere a Gianna Beretta Molla, la piccola nascitura, che fu chiamata Gianna Maria, nacque in buona salute. La madre guarì ugualmente.

Nella solenne e suggestiva cornice di Piazza San Pietro, gremita di oltre 60 mila fedeli, domenica 16 maggio 2004 si svolse la cerimonia di canonizzazione di sei nuovi santi, tra cui Gianna Beretta Molla. In quell'occasione, il Santo Padre disse: “Dell’amore divino Gianna Beretta Molla fu semplice, ma quanto mai significativa messaggera. Sull’esempio di Cristo, che ‘avendo amato i suoi… li amò sino alla fine’ (Gv 13,1), questa santa madre di famiglia si mantenne eroicamente fedele all’impegno assunto il giorno del matrimonio.”

La cerimonia di canonizzazione di Santa Gianna Beretta Molla in Piazza San Pietro

Eredità e Luoghi di Culto

Il Messaggio di Santa Gianna nel Mondo Contemporaneo

Il ventennale della sua canonizzazione, il 16 maggio 2024, è importante per svariate ragioni. Gianna Beretta Molla fu l'ultima santa ad essere canonizzata da papa Giovanni Paolo II, e il suo esempio risuona con forza oggi, specialmente per le madri e i medici, richiamando la sacralità della vita. Le sue lettere al marito sono una testimonianza preziosa di spiritualità coniugale e familiare, come autentico cammino di santità, “fondata sul sacramento del matrimonio e continuamente alimentata e plasmata dall’Eucaristia”.

Santa Gianna è festeggiata il 28 aprile, giorno della sua morte, ed è un faro per chi è chiamato a scelte difficili in difesa della vita, mostrando come l'amore di Dio sia l'unica vera fonte di gioia e di felicità per l'uomo.

Luoghi Legati alla Vita e al Culto di Santa Gianna

Per i fedeli e coloro che desiderano approfondire la conoscenza di Santa Gianna, esistono diversi luoghi significativi:

  • Basilica di San Martino a Magenta: dove Gianna fu battezzata l’11 ottobre 1922 e dove si sposò il 24 settembre 1955 con l’ing. Pietro Molla.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta a Magenta: dove Gianna frequentava la Santa Messa.
  • Chiesetta dedicata alla Madonna del Buon Consiglio a Ponte Nuovo: dove Gianna si recò quotidianamente a pregare e a frequentare la Santa Messa.
  • Ambulatorio di Gianna a Mesero: prospiciente Piazza Gianna Beretta Molla, nella casa in cui si trova anche l’abitazione della figlia Gianna Emanuela e di altri suoi familiari, in via Monte Rosa 2. È possibile visitarlo contattando telefonicamente Gianna Emanuela. L’Istituto ospita la Mostra fotografica permanente di Santa Gianna: “Una vita per la vita”.
  • Tomba di Gianna nel Camposanto di Mesero: a sinistra dell’ingresso, nella Cappella della famiglia Molla.

Chiesa: la storia di Santa Gianna Beretta Molla nel doc di Tv2000

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