La figura di Gesù Cristo ha da sempre affascinato il mondo del cinema, diventando un soggetto ricorrente e di primaria importanza nell'immaginario collettivo. Le sue apparizioni sul grande e piccolo schermo sono innumerevoli, testimoniando la sua perenne rilevanza culturale e spirituale, al di là degli aspetti strettamente teologici.
In occasione delle festività pasquali, è interessante ripercorrere una "via crucis" cinematografica, esplorando alcuni dei film più significativi che hanno raccontato la vita, la passione e la resurrezione di Gesù Cristo, analizzando le diverse interpretazioni e approcci registici nel corso della storia del cinema.
Le Origini Cinematografiche e i Primi Kolossal
Il legame tra il cinema e la figura di Gesù Cristo si instaura fin dagli albori della settima arte. Già nel 1897, a pochi anni dall'invenzione del cinematografo, vennero realizzati i primi film sulla "Passione di Cristo". Sebbene il brevissimo filmato di Albert Kirchner Léar sia andato perduto, la pellicola dei fratelli Lumière "Vue représentant la vie et la passion de Jesus Christ" segnò un importante esordio. Georges Méliès proseguì su questa scia nel 1898 con "Le Christ marchant sur les eaux".
In un'epoca in cui il cinema era muto, la vita e la passione di Cristo risultavano immediatamente comprensibili a un pubblico universale. Questo contribuì alla nascita dei primi kolossal biblici. Tra questi, spicca "La Vie du Christ" (1906) della regista francese Alice Guy, che iniziò a delineare un intento visivo e didattico. In Italia, Giulio Antamoro con "Cristus" (1916) realizzò un precursore del kolossal, narrando la storia in tre "Misteri": Natività, vita adulta e predicazione, e infine Passione, Morte e Resurrezione.
Gli anni Cinquanta videro l'affermarsi di grandi kolossal come "La tunica" (1953) di Henry Koster, con Richard Burton nel ruolo di Gallio, tribuno romano. Un altro esempio significativo è "La più grande storia mai raccontata" (1965) di George Stevens. Oltre a queste opere focalizzate direttamente sulla figura di Cristo, altri film ambientati nel primo Cristianesimo, come "Ben Hur" e "Quo Vadis?", pur non avendo Gesù come protagonista diretto, ne riflettevano indirettamente l'influenza.

La Riflessione e la Sperimentazione dal Concilio Vaticano II
A partire dagli anni Sessanta, in seguito al Concilio Vaticano II, si assiste a un filone cinematografico basato sulla riflessione, che interroga Cristo come Figlio di Dio e il messaggio evangelico. Tra le opere più rappresentative di questo periodo vi è "Il Vangelo secondo Matteo" (1964) di Pier Paolo Pasolini.
Il Vangelo secondo Matteo (1964)
Pasolini scelse una via radicalmente diversa rispetto alla spettacolarità dei kolossal. Con un approccio realistico, utilizzando attori non professionisti come il diciannovenne Enrique Irazoqui nel ruolo di Gesù, e una colonna sonora anacronistica con musiche di Bach e Mozart, il regista offrì una rilettura del Vangelo libera da dogmi, permeata da un profondo senso di emozione e poesia. La dedica del film, "alla cara, lieta, familiare memoria di Giovanni XXIII", sottolinea l'intento di proporre una visione personale e austera del Cristo, quasi profetico, portavoce di una verità assoluta.
In contrasto con l'asciuttezza di Pasolini, nel 1977 Franco Zeffirelli realizzò "Gesù di Nazareth", uno sceneggiato televisivo di grande successo che, pur criticato per uno stile considerato da alcuni "oleografico", si proponeva come un omaggio poetico all'iconografia cristiana. La miniserie, girata in inglese e successivamente ridotta per il cinema, ricostruisce l'esistenza di Cristo con un'estetica raffinata e un ritmo solenne, grazie anche all'interpretazione di Robert Powell, il cui sguardo intenso e la voce suadente hanno segnato l'immaginario collettivo.

La Rivoluzione di Jesus Christ Superstar e le Interpretazioni Umane
Un momento di svolta fondamentale nel modo di rappresentare Gesù nel cinema fu "Jesus Christ Superstar" (1973) di Norman Jewison, trasposizione cinematografica dell'omonimo musical di Andrew Lloyd Webber e Tim Rice. Quest'opera rock post-moderna, con riferimenti all'attualità e costumi da hippie, portò sul grande schermo una visione più umana e terrena di Cristo, interpretato da Ted Neeley, la cui voce potente e interpretazione carica di pathos mostrarono dubbi e sofferenze, avvicinandolo ai drammi interiori del contemporaneo.
Nel 1988, Martin Scorsese affrontò il mistero di Gesù Cristo con "L'ultima tentazione di Cristo", tratto dal romanzo di Nikos Kazantzakis. Il film, interpretato da Willem Dafoe, si discosta dal dogmatismo delle classiche riletture evangeliche per esplorare un Gesù di straordinaria umanità, fragile e dilaniato dai dubbi, che contempla la possibilità di un'esistenza alternativa. La regia espressionista e intensa di Scorsese accentua il conflitto interiore del Messia, rendendolo il più umano tra i ritratti cinematografici.
"CRISTO SOTTO ACCUSA" Musical – Pietragalla inizio anni '80
La Passione di Cristo: Realismo Estremo e Dibattito
Nel 2004, Mel Gibson portò al centro dell'attenzione mediatica la figura di Cristo con "La passione di Cristo", un film che divenne uno dei ritratti più controversi e di maggior successo nella storia del cinema. Ambientato nelle ultime dodici ore della vita di Gesù, il film di Gibson mette in scena il suo martirio con un realismo portato all'estremo, dalla recitazione in lingue antiche alla rappresentazione cruda e dettagliata della sofferenza. Girato interamente in latino, ebraico e aramaico, con attori italiani prevalentemente, il film ha sollevato accesi dibattiti tra chi lo considerava un'opera di fede e chi un'eccessiva, quasi sadica, rappresentazione della violenza.
L'interprete di Gesù, James Caviezel, ha descritto la sua esperienza come fisicamente ed emotivamente estenuante. Nonostante le polemiche e le diverse reazioni della critica, "La passione di Cristo" ha ottenuto un enorme successo al botteghino, confermando l'interesse del pubblico per le rappresentazioni cinematografiche della Passione.

Interpretazioni Recenti e Prospettive Future
Negli anni più recenti, il cinema ha continuato a esplorare la figura di Gesù attraverso diverse prospettive. "Maria Maddalena" (2016) di Garth Davis, ad esempio, pone l'accento sul ruolo di Maria Maddalena (Rooney Mara), che segue Gesù (Joaquin Phoenix) fino alla crocifissione, evidenziando la sua importanza come discepola. "Il Risorto" (2016) di Kevin Reynolds, con Joseph Fiennes nel ruolo di un tribuno militare romano, si concentra sulla ricerca della verità sulla resurrezione di Cristo.
La serie "The Chosen", disponibile su piattaforme streaming, ha riscosso un notevole successo, raccontando la vita di Gesù attraverso gli occhi dei suoi discepoli e delle persone che ha incontrato. Recentemente, il fenomeno "The Chosen: Ultima Cena" ha portato sul grande schermo un episodio della serie, focalizzandosi sull'Ultima Cena e sulla Passione, con Jonathan Roumie nel ruolo di Gesù.
Altre pellicole degne di nota includono "Gesù di Nazareth" di Franco Zeffirelli (1977), "Il re dei re" di Nicholas Ray (1961), "Ben-Hur" (1959), "The Young Messiah" (2016), basato sul romanzo di Anne Rice che ripercorre l'infanzia di Gesù, e "L'inchiesta anno Domini XXXIII" (2006) di Giulio Base, che immagina un'indagine sulla scomparsa del corpo di Gesù.
La figura di Gesù Cristo continua a esercitare un fascino inesauribile sul cinema, offrendo infinite possibilità narrative per esplorare temi universali come la fede, il sacrificio, la redenzione e la condizione umana.
"CRISTO SOTTO ACCUSA" Musical – Pietragalla inizio anni '80
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