La Preghiera di Gesù: Esempio, Insegnamento e Fondamento della Fede Cristiana

Gesù, Uomo di Preghiera nel Vangelo di Luca

Nessun altro evangelista ha descritto Gesù quale uomo di preghiera con la stessa enfasi di Luca. Gesù è presentato come il grande orante, che prega incessantemente nei momenti più significativi della sua vita. Di fronte a decisioni importanti, egli prega; si ritira continuamente in luoghi solitari per pregare il Padre suo. Quando Luca narra di Gesù in preghiera, ha sempre in mente il cristiano credente. Per Luca, la preghiera è soprattutto una via per superare le situazioni difficili della vita. Come Gesù affronta la sua passione pregando, così il cristiano deve appoggiarsi a Dio nella preghiera per giungere alla gloria, attraversando ogni difficoltà. La preghiera è una strada per esercitarsi nell'atteggiamento di Gesù ed essere pervasi dal suo Spirito, mostrandoci ciò che potrebbe accadere anche a noi.
Gesù in preghiera in un luogo solitario, paesaggio biblico

Momenti Chiave della Preghiera di Gesù

Durante il Battesimo e la Rivelazione del Figlio

Gesù prega durante il suo battesimo, e «il cielo si aprì» sopra di lui (Luca 3,21). Questo è una bella immagine per indicare l'effetto della preghiera: quando preghiamo, il cielo si apre sopra di noi, e lo Spirito Santo discende su di noi. Nella preghiera sperimentiamo di essere amati incondizionatamente da Dio e riconosciamo chi siamo veramente. In questo momento cruciale, discese su di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e una voce dal cielo disse: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (Lc 3, 21-22).

Il Ritiro Solitario e la Fuga dalle Folle

Dopo aver guarito il lebbroso e mentre gli uomini accorrevano da ogni parte, Gesù «si ritirò in luoghi solitari a pregare» (Luca 5,16). Questo gesto si ripete in diverse occasioni, come dopo aver guarito la suocera di Pietro: «Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava» (Marco 1,35). La preghiera è un rifugio dove possiamo ritirarci per essere protetti dal rumore del mondo e dalle aspettative degli uomini. Anche Matteo narra di Gesù che, dopo aver congedato la folla e i discepoli, «salì sul monte in disparte a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo» (Matteo 14,23).
Gesù si ritira per pregare, con una folla in lontananza

Prima di Decisioni Cruciali

Prima di scegliere tra i suoi discepoli i dodici apostoli, Gesù trascorse l'intera notte sul monte a pregare Dio (Luca 6,12). La preghiera ci rende capaci di prendere delle buone decisioni. Similmente, prima della confessione di Pietro, Gesù prega in solitudine (Luca 9,18). Egli si prepara nella preghiera ad avviare i discepoli al mistero della sua sofferenza e del loro cammino di sequela nella croce.

La Preghiera della Trasfigurazione

Solo Luca racconta della preghiera di Gesù durante la trasfigurazione: «E, mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante» (Luca 9,29). Nella preghiera entriamo in contatto con il nostro vero essere: cade tutto quanto è superficiale, vanno in pezzi le maschere dietro le quali ci nascondiamo. La trasfigurazione significa che traspare l'autentico, la nostra bellezza originaria: lo splendore di Dio che è in noi brilla sul nostro volto, e riconosciamo di essere gloria di Dio. In questo episodio, accanto a Gesù compaiono Mosè ed Elia. Mosè, il legislatore e liberatore, suggerisce che nella preghiera la nostra vita ritrova ordine e sperimentiamo in Dio la vera libertà. Elia, il profeta, indica che nella preghiera scopriamo la nostra missione profetica. Tuttavia, questa esperienza di preghiera è effimera: una nuvola oscura nuovamente lo sguardo, e dobbiamo tornare, con il solo ricordo di questa esperienza di luce, nella valle spesso nebulosa del nostro quotidiano.
Gesù trasfigurato con Mosè ed Elia

L'Agonia nell'Orto degli Ulivi

Luca descrive il momento più alto della preghiera di Gesù nella passione sul Monte degli Ulivi. Gesù prega e lotta con la volontà di Dio, e un angelo dal cielo gli appare per fortificarlo. Pregare non è sempre solo esperienza di pace, ma può essere anche una lotta dolorosa con la volontà di Dio. L'angelo non preserva Gesù dalla paura, che lo porta a sudare dalla paura, ma proprio allora egli prega con ancor più insistenza (Luca 22,44). Questa scena è dipinta da Luca sullo sfondo della fatica che molti incontrano nella preghiera. Spesso viviamo l'oscurità, l'impressione che il nostro pregare cada nel vuoto. Gesù deve scuotere i discepoli dal torpore: «Alzatevi e pregate per non entrare in tentazione» (Luca 22,46). La preghiera è la via per superare le tentazioni e appoggiarsi a Dio anche nelle situazioni più difficili. Questa preghiera dona a Gesù la forza di sopportare la via crucis e la certezza di rimanere nelle buone mani di Dio anche nella morte.
Gesù che prega nell'Orto degli Ulivi con gli apostoli addormentati

Le Preghiere sulla Croce

La preghiera di Gesù culmina sulla croce. Appeso, egli prega non solo per sé, ma anche per i suoi carnefici: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno» (Luca 23,34). Muore con una preghiera sulle labbra, un verso del Salmo 31, la preghiera ebraica della sera: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito» (Luca 23,46). Alle parole del Salmo, Gesù aggiunge l'appellativo tenero «Abbà», affidando il suo spirito alle amorevoli mani del Padre, ritornando a Lui nella morte. La preghiera trasfigura il suo morire, liberandolo dal potere degli uomini, innalzandolo in un mondo inaccessibile alle urla dei suoi carnefici. La preghiera accompagna Gesù dall'inizio alla fine del suo operato, fino sulla croce.
Gesù sulla croce, pronuncia la sua ultima preghiera

L'Insegnamento di Gesù sulla Preghiera

La Richiesta dei Discepoli: "Signore, insegnaci a pregare"

Poiché la preghiera di Gesù aveva un effetto così sanante e liberante, non c'è da stupirsi che i discepoli gli chiedano: «Signore, insegnaci a pregare» (Luca 11,1). Nel Vangelo di Luca, Gesù mostra ai discepoli non solo per che cosa devono pregare, ma soprattutto in che modo e con quale disposizione.

Il Padre Nostro: La Preghiera Modello

Gesù insegna ai discepoli a pregare con le parole del Padre Nostro, la cui versione in Luca è ritenuta da molti esegeti quella originaria: «Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, dacci il pane necessario di ogni giorno e perdona i nostri peccati, poiché anche noi perdoniamo i nostri debitori, e non ci indurre in tentazione».Gesù si rivolge a Dio chiamandolo sempre 'Padre', e in questa preghiera ci fa prendere parte alla sua relazione con il Padre. Il "nome" è la realtà di Dio, che deve essere santificata e riconosciuta. Il "regno" è la signoria di Dio, che deve affermarsi nel mondo e dentro di noi. Il "pane" da chiedere non è solo materiale, ma anche pane dell'amicizia, della comunione e il pane divino dell'Eucaristia. Luca sostituisce la parola 'colpa' con "peccato" (hamartías), che denota mancanze, occasioni perse, mete mancate e omissioni. L'ultima invocazione chiede che Dio ci protegga dalle tentazioni, rafforzandoci per non cadervi. Questa preghiera era l'elemento più importante della pietà per i neoconvertiti, un modo per entrare in contatto con lo Spirito di Gesù.
Testo del Padre Nostro in latino calligrafico

La Preghiera e la Perseveranza: Le Parabole

Luca chiarisce il modo e la disposizione interiore della preghiera attraverso due parabole che seguono il Padre Nostro.

La Parabola dell'Amico Importuno

Nella parabola dell'amico importuno (Luca 11,5-8), un uomo riceve una visita in piena notte e, non avendo nulla da offrire, si reca da un amico per chiedere del pane. Nonostante l'amico sia riluttante ad alzarsi, l'ospitalità è un dovere sacro, e alla fine cede alla sua insistenza. Gesù vuole dirci che Dio è nostro amico, e possiamo chiedere a Lui con la stessa audacia con cui ci rivolgeremmo a un amico. L'amicizia tra Dio e noi è ben più solida di quella umana. Luca, da greco, pone grande enfasi sull'amicizia, un bene sommo per i Greci, e applica quest'immagine alla nostra relazione con Dio, che ci dona quanto necessitiamo per vivere e per amare.

La Parabola del Padre Buono

La seconda parabola (Luca 11,11-13) spiega cosa significa avere Dio per padre. Ogni padre sa ciò che è bene per i propri figli: non darà loro una pietra al posto del pane, un serpente al posto del pesce, o uno scorpione al posto di un uovo. Dio è il nostro Padre buono, che sa cosa ci fa bene e non ci deluderà, donandoci solo ciò che ci nutre. Sant'Agostino interpreta simbolicamente i tre doni: il pane indica l'amore, il pesce la fede e l'uovo la speranza. Dio ci dona quanto di meglio ha da darci: lo Spirito Santo. Nello Spirito, Dio si dona a noi, si fa vicino, guarendo anche le ferite che possiamo aver ricevuto dai nostri padri terreni.

La Parabola della Vedova Importuna

Gesù prosegue il suo insegnamento sulla preghiera nel capitolo 18 di Luca con la parabola della vedova importuna. Una vedova, molestata da un nemico, si rivolge incessantemente a un giudice che non teme Dio né ha riguardo per alcuno, finché questi, per liberarsi della sua insistenza, le rende giustizia. La vedova può rappresentare la comunità cristiana minacciata o il singolo uomo oppresso. Questa parabola sottolinea la necessità di perseverare nella preghiera. La donna lotta per se stessa, e la sua insistenza le permette di ottenere giustizia. Questo esempio maschile e femminile arricchisce l'insegnamento di Luca sulla preghiera come compimento dell'amore di Dio e come mezzo nella situazione angosciante prima della venuta del Figlio dell'uomo.
Illustrazione della vedova importuna che parla con il giudice

La Dimensione Teologica della Preghiera di Gesù

Sorge spontanea la domanda: perché Gesù, essendo Dio stesso e una delle tre Persone della Santissima Trinità, prega? Qui entriamo in un mistero profondo. Le tre Persone - il Padre Creatore, il Figlio Salvatore, lo Spirito Santo Consolatore - coesistono in un unico Dio Trinitario, pur conservando ruoli distinti. Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega che «Lo Spirito Santo procede, primariamente, dal Padre e, per il dono eterno che il Padre ne fa al Figlio, procede dal Padre e dal Figlio in comunione» (N. 264). La preghiera è il nostro modo di comunicare con Dio, e così anche le tre Persone della Santissima Trinità dialogano costantemente tra loro.Essendo insieme Dio e uomo, Gesù volle rivolgere la preghiera al Padre non per la sua impotenza, ma per nostra istruzione. Ha chiesto al Padre: «Glorifica il Figlio tuo» (Giovanni 17,1), desiderando che anche il suo corpo, dopo la passione, ricevesse quella gloria che ancora non aveva. Tale gloria, che attendeva dal Padre, riguardava la salvezza degli altri. La preghiera di Gesù è dunque un atto di umiltà e obbedienza nella sua natura di servo. San Giovanni Crisostomo definisce la preghiera come «comunione intima con Dio», luce dell'anima e mediatrice tra Dio e l'uomo, che deve essere non abitudinaria ma procedere dal cuore e fiorire continuamente.

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La Preghiera come Massima Priorità nell'Esempio di Gesù

La Parola di Dio attribuisce estrema importanza alla preghiera, esortandoci a "non cessare mai di pregare" (1 Tessalonicesi 5:17). L'esempio di Gesù Cristo rende evidente che la preghiera deve essere una delle massime priorità della nostra vita.

La Preghiera come Abitudine Costante

Luca 5,15-16 narra che, sebbene la fama di Gesù si diffondesse sempre più e grandi folle accorressero per udirlo e essere guarite, egli «si ritirava in luoghi solitari a pregare». Il tempo verbale greco usato indica che Gesù faceva questo ripetutamente e costantemente. Questo significa che era SEMPRE molto impegnato, ma trovava SEMPRE il tempo per pregare. La preghiera era un'abitudine di Gesù Cristo, a cui dava la massima priorità anche quando era estremamente occupato.

La Preghiera come Priorità all'Inizio della Giornata

Marco 1,35 testimonia che Gesù «Al mattino presto si alzò quando era ancora buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava». Dopo una giornata molto impegnativa e sapendo che quella successiva sarebbe stata altrettanto intensa, Gesù si alzava presto per pregare. Questo dimostra che considerava la preghiera la sua massima priorità, scegliendo di iniziare la giornata parlando con il Padre.

La Preghiera Prima delle Decisioni

In Luca 6,12, si narra che Gesù «se ne andò sul monte a pregare, e passò tutta la notte pregando Dio» prima di scegliere i dodici apostoli. Se Gesù aveva bisogno di pregare prima di prendere decisioni e fare scelte così cruciali, a maggior ragione noi dovremmo chiedere a Dio di istruirci e mostrarci la via migliore. La preghiera ci permette di non essere confusi sul come servire Dio, affidando a Lui le nostre decisioni.
Gesù in preghiera al sorgere del sole

Gesù Intercessore: La Pietra Angolare della Chiesa

Papa Francesco sottolinea che la pietra angolare della Chiesa è Gesù che prega per noi. Senza la preghiera di Gesù, non ci sarebbe Chiesa. Gesù ha pregato e continua a pregare per la Chiesa, intercedendo per noi davanti al Padre. La sua vita è finita in preghiera sulla Croce. Questa è la nostra sicurezza, il nostro fondamento: Gesù che prega per me, per noi. Egli intercede continuamente, come dimostrato nell'Ultima Cena, quando disse a Pietro: «Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno» (Lc 22,31-32). Quello che Gesù dice a Pietro, lo dice a ciascuno di noi: "Io ho pregato per te, io prego per te, io adesso sto pregando per te". Questa consapevolezza ci dona una grande sicurezza, sapendo di appartenere a una comunità salda che ha come fondamento Gesù, il quale prega per tutti noi.

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