La comprensione delle figure di Gesù e degli apostoli nel contesto islamico e cristiano rivela sia profonde connessioni che significative divergenze teologiche. Per i musulmani, l'Islam riconosce come libri sacri, alla luce del Corano, sia l'Antico che il Nuovo Testamento, purché non alterati. Tutti i profeti menzionati in queste Scritture sono riconosciuti anche nell'Islam.
Visioni dei Testi Sacri: Bibbia e Corano
Il Vecchio e Nuovo Testamento nelle Religioni Monoteiste
La Bibbia dei cristiani è composta da due parti: l'Antico Testamento e il Nuovo Testamento. Diversamente, la Bibbia degli ebrei è costituita soltanto dall'Antico Testamento, comprendente la Torah e il Salterio. Gli ebrei non riconoscono Cristo né come profeta né come messia, attribuendo valore solo all'Antico Testamento e considerando il Nuovo Testamento manipolato e privo di prerogativa celeste o divina, essendo stato redatto da diversi autori dopo la morte di Cristo.
Per i musulmani, invece, sia l'Antico che il Nuovo Testamento (non alterato) sono considerati testi sacri. Il termine “vangelo”, nella terminologia islamica, indica esclusivamente il Nuovo Testamento. Sebbene non si possa parlare di falsificazione in materia di valori morali o di giustizia, le modifiche che hanno subito i testi sacri costituiscono una delle differenze tra Cristianesimo e Islam.
La Rivelazione nel Cristianesimo e nell'Islam
Un cristiano e un musulmano, con il termine “rivelazione”, non intendono la medesima cosa. Per i musulmani, la rivelazione è il messaggio inviato da Dio altissimo a sua maestà Maometto, la cui Parola, espressa in stato di estasi, forma il libro sacro: il Corano.
La rivelazione cristiana, al contrario, non è la medesima cosa. I detti e gli atti di Gesù Cristo furono redatti più tardi dagli autori dei Vangeli (il Nuovo Testamento). Quello che nell'Islam è chiamato “hadit” e “sunna”, cioè l'insieme delle parole e degli atti del profeta, è considerato dai cristiani come “rivelazione”. Gesù Cristo non aveva scribi che trascrivessero all'istante la rivelazione che riceveva; erano invece apostoli ed evangelisti coloro che più tardi misero per iscritto quanto avevano visto o sentito. Per questo motivo, esistono diversi Vangeli, il cui contenuto essenziale è il medesimo, ma formulato in maniera differente dagli autori, pur essendo tutti fedeli all'essenziale.
Ispirati da Gesù Cristo, questi autori hanno tuttavia fatto delle aggiunte. San Paolo stesso, che non aveva mai visto Gesù Cristo, ha contribuito alla redazione del Nuovo Testamento. Il concetto cristiano di rivelazione non si fonda sull'estasi di Gesù che detta la parola divina agli scribi, dei quali non vi è traccia nei testi tradizionali islamici. Il santo Corano, invece, parla esplicitamente di apostoli. Sarebbe quindi improprio dire che la “sunna” e la “hadit” musulmane equivalgono a ciò che la religione cristiana chiama rivelazione.
Gesù e Maria nell'Islam: Rispetto e Interpretazioni
La Nascita Miracolosa di Gesù
La figura di Gesù è profondamente rispettata nell'Islam. Il Corano e vari musulmani, pur negando che Gesù sia vero Figlio di Dio (Allah), nutrono per lui una grande stima. Il Corano menziona Gesù in circa 25 versetti e il Messia in 11. Uno dei punti di speciale interesse è la sua nascita da Maria vergine.
Maria, madre di Gesù, è considerata una santa vergine che concepisce un figlio in modo miracoloso per volere di Allah. La sura 19, al versetto 34, afferma: “Questo è Gesù, figlio di Maria, Parola di verità di cui alcuni dubitano. Non si addice ad Allah prendersi un figlio”. Per i musulmani, Gesù è un semplice uomo, non Figlio di Dio, sebbene la sua origine sia del tutto eccezionale, il che rappresenta un abisso che separa Islam e Cristianesimo.
Il racconto coranico della nascita di Gesù, in particolare nella sura “Maria”, descrive l'intervento dello Spirito. Dio sovrano dice espressamente al versetto 17: «E noi le inviammo il Nostro Spirito». La tradizione musulmana interpreta lo “Spirito Santo” come l'arcangelo Gabriele. Nel Corano si narra che Gabriele, confortato il cuore di Maria, alitò su di lei, per volontà di Dio, e così Maria concepì Gesù.
Gesù Cristo è uno dei due profeti nati senza padre (l'altro è Adamo). La sua nascita è dovuta alla grazia divina accordata attraverso l'intermediazione dello Spirito che ha recato alla Vergine il “soffio”. Questo evento è visto come un magnifico miracolo, una prova e un atto di misericordia di Dio, come si incontra nel versetto 50 della sura “I credenti” (al-Mu'minûna): «E Noi designammo il figlio di Maria - come pure sua madre - come un segno; e a tutti e due noi demmo asilo presso un luogo tranquillo da cui sgorgava un ruscello d'acqua». Dunque, lo Spirito Santo è venerato anche nell'Islam.
Miracoli di Gesù e la Fuga in Egitto
Nel Corano si parla di Gesù che opera miracoli e di Allah che gli ha dato il Vangelo. Tra i miracoli di Gesù va ricordata una “profezia” secondo la quale Gesù avrebbe predetto la venuta di Muhammad, come scritto nella sura 61 al versetto 6. I testi islamici, come quelli del Tabari, abbondano di dettagli sulla vita di Gesù, inclusa la sua infanzia e la fuga in Egitto. Si narra che Erode, invidioso di Gesù dopo aver saputo della sua nascita miracolosa, decise di ucciderlo. Maria, avvisata da un angelo o per ispirazione divina, fuggì in Egitto con Gesù e Giuseppe, il cugino falegname, dove Gesù fu educato fino all'età di dodici anni. In Egitto, Gesù compì altri miracoli, come quello di smascherare i ladri di un fattore e trasformare l'acqua in vino per un banchetto nuziale, o far discendere una tavola imbandita dal cielo.
La storia di Gesù nell'Islam
Divergenze Teologiche tra Islam e Cristianesimo
La Trinità e la Divinità di Gesù
Una delle divergenze più significative e forse il più grande motivo di contrasto tra le due religioni è il concetto di Trinità, che è alla base della fede cristiana e secondo cui Gesù Cristo è considerato Figlio di Dio. La fede musulmana ammette soltanto Dio, del quale non si può affermare né che è stato generato né che ha generato un figlio. Dio è Uno, e distinguerlo in tre sarebbe come attribuirgli dei simili, il che contraddice nettamente i principi fondamentali del monoteismo. I problemi posti dalla Trinità furono a lungo dibattuti nel corso della storia, sia dai cristiani che dai musulmani.
L'Islam fa una distinzione netta, dichiarando che Gesù è parola di Dio, ma per nulla Dio né figlio di Dio. I cristiani che credono che Gesù sia Figlio di Allah sono condannati e maledetti nel Corano (sura 9 vers. 30): “Il Cristo è figlio di Allah, questo è ciò che dicono con la loro bocca, imitando ciò che dicevano i miscredenti che li hanno preceduti. Allah li maledica! Come sono fuorviati!”
La Crocifissione e la Resurrezione di Gesù
Un'altra differenza cruciale riguarda la morte di Gesù in croce, che l'Islam nega. I versetti 156-158 della quarta sura del Corano affermano (riferendosi agli ebrei): “Noi li punimmo per la loro incredulità, e per aver proferito contro Maria una calunnia orrenda, e aver dichiarato: “Sì abbiamo ucciso il Messia, Gesù Figlio di Maria, l'inviato di Dio”, mentre essi non lo uccisero né lo crocifissero, ma semplicemente così apparve loro. Chè di sicuro essi non lo uccisero, ma Dio lo innalzò a sé, e Dio è potente e giusto”. Pertanto, per i musulmani, Gesù non è stato crocifisso né tanto meno è risorto da morte; al suo posto sarebbe stato crocifisso un sosia. Questo è un punto di assoluta incompatibilità teologica tra le due confessioni religiose, poiché nei Vangeli la Croce è al centro della missione di Gesù, e la sua resurrezione è l'inizio di qualcosa di nuovo, con gli apostoli che affermano di averlo visto dopo la sua resurrezione e che vanno a portare la buona notizia.

Punti di Convergenza e Dialogo Interreligioso
Nonostante le divergenze, i punti di convergenza tra Cristianesimo e Islam sono numerosi e riguardano l'essenziale. Il giudaismo, il cristianesimo e l'islamismo riconoscono tutti e tre che un solo creatore ha creato l'universo. Il creatore è misericordioso, benigno, ama e perdona. Tra le sue creature, l'uomo è quello che più gli assomiglia, avendo ricevuto da Lui ragione, volontà e coscienza, ed è in grado di distinguere il bene dal male, assumendosi la responsabilità delle proprie azioni. Dio non abbandona mai l'uomo, e la salvezza è possibile soltanto obbedendo alla Parola divina.
Tutte e tre le religioni monoteiste credono nell'inferno e nel paradiso, negli angeli e nel demonio, nella vita nell'aldilà, nel giudizio finale, nella risurrezione, eccetera. Dio è essenzialmente una volontà inaccessibile, indeterminabile, impercettibile. Tuttavia, la religione cristiana comporta una maggiore immanenza rispetto alla fede musulmana che, salvo per quanto attiene ai sufiti, si colloca maggiormente sul piano della trascendenza.
In tutte e tre le religioni, i primi esseri umani sono Adamo ed Eva. Diversamente dall'Islam e dal Giudaismo, la religione cristiana dà un fondamento materiale e concreto al peccato originale. Secondo la fede musulmana, Allah ha posto ad Adamo ed Eva una scelta libera tra il bene e il male, per dimostrare la loro dignità, non per subire una penitenza, in quanto erano già stati perdonati. Questo punto di vista islamico è accettato dalle Chiese nestoriana, siriaca e ortodossa.
Dal punto di vista della convivenza con i cristiani, è di grande importanza guardare a questi problemi solo per approfondirli nella prospettiva di creare un clima favorevole al dialogo interreligioso, favorendo il processo di pace ed evitando discussioni puramente filosofiche che potrebbero provocare reazioni negative e sfruttate da politici male intenzionati o mercanti di armi.
Il Patrimonio UNESCO: Un Contesto di Diversità e Conservazione
Sebbene la sezione fornita contenga ampie informazioni sul patrimonio UNESCO in Italia, non è direttamente collegata alle discussioni teologiche tra Islam e Cristianesimo riguardo a Gesù e agli apostoli. L'Italia detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista del patrimonio mondiale UNESCO, con 55 riconosciuti “patrimonio dell'umanità” e 12 iscritti nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale.
La definizione di "patrimonio mondiale" nasce nel 1972, quando l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) adotta la Convenzione per proteggere i siti di "eccezionale valore universale". Questa lista comprende siti naturali, archeologici, monumenti, ville, dimore storiche, città e isole. Il patrimonio culturale di una nazione include anche tutte le tradizioni orali, il linguaggio, le arti dello spettacolo, le pratiche religiose, i riti e le feste trasmesse da una generazione all'altra. Per questo motivo, l'UNESCO ha adottato nel 2003 la Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, ratificata dall'Italia nel 2007.
Esempi di Siti UNESCO in Italia
- Valle Camonica: Con una delle più grandi collezioni di incisioni rupestri al mondo, è stato il primo sito italiano iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO nel 1979.
- Centro Storico di Roma: Fondata secondo la leggenda nel 753 a.C., Roma è stata centro di uno dei più grandi imperi e poi cuore della spiritualità cristiana. Il sito racchiude strutture di impareggiabile valore artistico edificate nell'arco di quasi tre millenni.
- Il Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano: Dipinto tra il 1495 e il 1497, è considerato un capolavoro mondiale per la sua innovativa interpretazione della composizione e la rappresentazione delle emozioni degli apostoli.
- Centro Storico di Firenze: Culla del Rinascimento italiano, ha esercitato un'influenza predominante sullo sviluppo dell'architettura e delle arti monumentali.
- Piazza del Duomo a Pisa: Conosciuta come Campo dei Miracoli, ospita quattro capolavori dell'architettura medievale: la Cattedrale, il Battistero, il Campanile (la Torre Pendente) e il Cimitero.
- Venezia e la sua Laguna: Risultato di un processo dinamico che dimostra l'interazione tra l'uomo e l'ecosistema del suo ambiente naturale, con opere idrauliche e architettoniche di elevata capacità tecnica e creativa.
- Centro Storico di San Gimignano: Una testimonianza eccezionale della civiltà medievale con le sue 14 torri gentilizie intatte e un virtuoso dialogo con il paesaggio circostante.