I Gatti Famosi della Storia: Tra Leggende e Compagni Illustri

Ci sono gatti che sono diventati famosi in tutto il mondo perché resi immortali dalle parole di celebri scrittori, ma anche gatti del cinema che hanno saputo emozionarci con le loro avventure e altri gatti famosi perché compagni di vita di personaggi che hanno fatto la storia. Le storie di gatti famosi sono numerose e appartengono a epoche diverse. Non che abbiano firmato con le loro adorabili zampotte pelose trattati o affini, ma semplicemente con la loro presenza sono riusciti a modificare il corso della storia. Scopriamo quali sono le storie di alcuni dei gatti più famosi di tutti i tempi.

Un gatto dall'aspetto maestoso o regale, con elementi che richiamano la storia o la letteratura

Pangur Bán: Il Gatto di Martin Lutero

Sembra che Martin Lutero, il famoso teologo tedesco e iniziatore della Riforma Protestante, fosse molto affezionato a un gatto randagio dal manto bianco a cui diede il nome di Pangur Ban (o Pangur Bán). Martin Lutero, padre della chiesa protestante, adorava il colore bianco e di conseguenza l'amore per questo gatto, a cui dedicò diverse poesie e versi, fu immediato.

Martin Lutero alla sua scrivania con un gatto bianco, possibilmente in un'ambientazione storica o con libri

Gatti iconici: Compagni di Regnanti, Scrittori e Leader

Gatti di scrittori e figure della letteratura

  • Snow White, il gatto di Ernest Hemingway: Quello fra letteratura e gatti è un connubio di successo, basta pensare alla conosciutissima fiaba de “Il gatto con gli stivali” o all'inquietante racconto “Il gatto nero” di Edgar Allan Poe. Pochi però sanno che un grande scrittore come Ernest Hemingway amava circondarsi di gatti, per cui nutriva una reale passione. Tra i suoi tanti amici pelosi la preferita era Snow White, una gattina dotata di una curiosa caratteristica, ovvero zampine polidattili con sei dita.
  • Cattarina (o Kate), la gatta di Edgar Allan Poe: Edgar Allan Poe aveva una gatta di nome Cattarina, soprannominata Kate. Manto a squama di tartaruga e amore per i suoi umani sono le caratteristiche che hanno reso famosa la micia: la leggenda vuole che amasse stare acciambellata sulla spalla dello scrittore, scaldandolo, visto che la casa dello scrittore pare fosse molto fredda.

Gatti reali e presidenziali

  • Brillant, il gatto di re Luigi XV: Nel febbraio del 1754 re Luigi XV di Francia ricevette come regalo di compleanno uno splendido gatto bianco d'Angora, una razza nuova venuta dall'Italia, con un collarino di diamanti al collo. Il re ne rimase folgorato e lo chiamò Brillant. Il piccolo felino aveva il privilegio di poter entrare per primo, al mattino, nella stanza del re.
  • White Heather, il gatto della regina Vittoria: White Heather era il bel gatto della Regina Vittoria. La regina Vittoria adorava particolarmente i gatti. Amante dei gatti, la sovrana inglese aveva una predilezione per questo gatto persiano che veniva trattato come membro della famiglia reale e che doveva sottostare all’etichetta di corte: White Heather non poteva girovagare liberamente da solo per il palazzo ma doveva stare sempre in compagnia della regina. Le cronache dell’epoca lo dipingono come un micione rotondetto, in salute e molto amato. In suo onore organizzò la prima esposizione felina della storia, al Crystal Palace di Londra, nel 1871.
  • Nelson, il gatto di Winston Churchill: Il grande statista britannico Winston Churchill possedeva moltissimi gatti, ma il suo preferito era Nelson, un grosso micio grigio che amava partecipare al Consiglio dei Ministri rimanendo accovacciato su una sedia preparata per lui su misura. Churchill amava moltissimo i gatti e ne ebbe diversi. Il preferito fu però Nelson, un grosso gatto grigio tigrato che partecipava anche al Consiglio dei Ministri, accoccolato su una sedia preparata appositamente per lui.
  • Tobia, il gatto di Benito Mussolini: Anche Benito Mussolini aveva un gatto. Si chiamava Tobia ed era tigrato. Il duce fece collocare un suo ritratto gigantesco nella Sala del mappamondo, a Palazzo Venezia.
  • Socks (Calzini), il gatto di Bill Clinton: Bill Clinton aveva un gatto bianco e nero chiamato Socks. Quando l'animale morì di tumore, il presidente lo fece cremare e le ceneri furono sparse in Arkansas, dove era nato.
  • Micetto, il gatto di Papa Leone XII: Papa Leone XII amava moltissimo il suo gatto grigio tigrato di nome Micetto.
  • Siam, il gatto di Rutherford Hayes: Siam era il gatto di Rutherford Hayes, XIX presidente americano: gli era stato inviato, come dono diplomatico, dal console americano a Bangkok. Siam fu il primo esemplare di gatto siamese a giungere negli Stati Uniti.
  • Trixie, la gatta di Henry Wriothesley: Henry Wriothesley, terzo conte di Southampton, aveva una gatta bianca e nera di nome Trixie. Quando fu condannato all'ergastolo per aver congiurato contro Elisabetta I, la gatta riuscì a intrufolarsi nella cella e alleviò le sue sofferenze. Alla morte della regina, i due furono liberati e il conte si fece ritrarre con Trixie sullo sfondo, in segno di gratitudine.
Collage di ritratti storici di personaggi famosi con i loro gatti

Gatti che hanno segnato la storia con le loro avventure

  • Oskar (o Unsinkable Sam), il gatto della corazzata Bismarck: Oscar è una vera e propria leggenda: stiamo parlando del gatto che si trovava a bordo della corazzata Bismarck, la nave da battaglia tedesca, affondata nel 1941 durante la Seconda Guerra Mondiale. Tra i pochi membri dell’equipaggio sopravvissuti, c'era questo gatto nero dal collo bianco di nome Oskar che venne tratto in salvo da un marinaio della nave alleata Cossack e ribattezzato Oscar. Questo gatto è leggenda. La Bismarck venne affondata nel 1941 durante la sua prima e unica missione. Fra i pochi membri dell’equipaggio sopravvissuti, sembra che vi fosse Oskar: un marinaio della nave alleata Cossack vide questo gatto galleggiare su una tavola e lo trasse in salvo. Ma non finì qui. La Cossack, sempre nel 1941, venne silurata e affondò. I superstiti vennero accolti sul cacciatorpediniere Legion. E indovinate chi c’era fra costoro? Ribattezzato Unsinkable Sam, mesi dopo Oscar venne imbarcato sull’Ark Royal. E anche questa nave affondò, con Oscar sempre in salvo su una tavola galleggiante. Riportato a Gibilterra, Oscar venne rimpatriato: la sua fama di portasfortuna lo precedeva e nessun comandante voleva più imbarcarlo. Oscar andò in pensione forzata e venne collocato presso l’House for Sailors di Belfast, casa di riposo per marinai.
Illustrazione o foto di un gatto su una nave o salvato dal mare, che richiami la storia di Oskar

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