Gasparo Contarini e le Correnti Evangeliche

Il XVI secolo fu un'epoca di profondo fermento religioso e di tensioni dottrinali che portarono alla divisione della cristianità occidentale. In questo contesto, figure come il cardinale veneziano Gasparo Contarini emersero per il loro tentativo di dialogo e ricomposizione dottrinale con i protestanti, cercando di avviare un movimento riformatore all'interno della Chiesa romana.

Il Contesto della Riforma Cattolica e dell'Evangelismo

Il termine "Controriforma", coniato in Germania alla fine del XVIII secolo, è spesso affiancato o sostituito da "Riforma cattolica" da alcuni storici, per sottolineare l'autonomia e la spontaneità del processo di rinnovamento ecclesiale. La Riforma cattolica si distingue tra un esame di coscienza della Chiesa cattolica, mirato a un rinnovamento interno secondo l'ideale di vita cattolico, e una successiva fase di affermazione dogmatica e repressiva in lotta contro il protestantesimo.

Accanto a questi movimenti, si sviluppò l'"evangelismo", che indicava un profondo bisogno di una vita religiosa più aderente agli insegnamenti di Cristo e degli apostoli.

Fattori Scatenanti il Rinnovamento in Italia

In Italia, le istanze di rinnovamento religioso furono particolarmente sentite, alimentate da diversi fattori:

  • Ampia circolazione delle opere di Erasmo da Rotterdam, spesso interpretate in chiave luterana come alternativa globale ai dogmi e alle istituzioni della religione tradizionale.
  • Un'ondata di profezie e attese apocalittiche, sostenute da predicatori come Savonarola a Firenze e dalle sofferenze delle Guerre d'Italia.
  • L'anticlericalismo diffuso, sia negli strati colti che in quelli popolari, con critiche alle preoccupazioni mondane del clero e una svalutazione delle pratiche esteriori di devozione, come il culto dei santi e delle reliquie, a favore delle massime evangeliche.
  • La suggestione esercitata da figure ecclesiastiche e laiche di intensa spiritualità, tra cui il cardinale Gasparo Contarini, Gian Matteo Giberti vescovo di Verona, Juan de Valdés a Napoli e Reginald Pole in Inghilterra.
  • L'attività degli Oratorî del divino amore, dedicati alla preghiera e alle opere di carità.

Le Speranze di Riforma dall'Alto

Papa Paolo III Farnese (1534-1549) alimentò le speranze di un'iniziativa dall'alto per la Riforma della Chiesa, sollecitata anche da Carlo V. A tal fine, nominò cardinali diversi esponenti delle correnti riformatrici, tra cui Contarini, Giberti e Pole. Il pontefice manifestò l'intenzione di convocare un nuovo Concilio ecumenico e istituì una commissione con il compito di studiare e proporre rimedi ai mali della Chiesa.

La Vita di Gasparo Contarini: Dalla Nascita alla Carriera Politica e Religiosa

Giovinezza e Formazione

Gasparo Contarini nacque a Venezia il 16 ottobre 1483. Primogenito di dodici figli di Alvise di Federico Contarini e Polissena di Tommaso Malipiero, apparteneva a un'antica e nobile famiglia veneziana. Dopo un'educazione primaria in casa, frequentò la scuola d'umanità di S. Marco e successivamente la scuola di logica e filosofia di Rialto, orientata verso l'aristotelismo-averroistico.

Dal 1501 al 1509, studiò all'Università degli Studi di Padova, dedicandosi a greco, matematica, filosofia e teologia, contrariamente ai desideri paterni di vederlo impegnato negli affari di famiglia. La morte del padre nel 1502 e della madre un anno dopo lo costrinsero a rientrare a Venezia per occuparsi del patrimonio familiare, ma tornò presto a Padova per proseguire gli studi. Durante questo periodo, ebbe un celebre dibattito con il suo professore Pietro Pomponazzi sull'immortalità dell'anima.

La Carriera Laica e Diplomatica

La sua partecipazione all'attività politica fu tardiva. Dopo piccoli incarichi in patria, il 24 settembre 1520 fu eletto ambasciatore presso Carlo V, partendo il 16 marzo dell'anno seguente. Giunse a Worms nell'aprile del 1521, dove incontrò Carlo V, impegnato con i principi elettori nella ricerca di soluzioni al problema della riforma protestante.

Durante il conflitto tra Carlo V e Francesco I, alleato di Venezia, Contarini dovette affrontare ingenti spese e disagi seguendo la corte imperiale dalla Germania alle Fiandre e poi in Spagna, sperimentando un profondo senso di isolamento dalla patria. In questo periodo spagnolo, iniziò la stesura del trattato De magistratibus et Reipublica Venetorum (completato dieci anni dopo a Venezia), in cui descriveva Venezia come il modello più riuscito di stato misto.

Rientrato a Venezia nel novembre 1525, il 1° settembre 1530 entrò nel Consiglio dei Dieci e fu ripetutamente uno dei suoi "cai", tornando a farne parte il 1° luglio 1533. Nel 1527, rappresentò Venezia nella seconda Lega Santa, l'alleanza anti-asburgica. Successivamente, si occupò della pace tra l'Impero e la Serenissima, siglata a Bologna nel gennaio 1530.

La Conversione Interiore e l'Evoluzione Religiosa

Il lungo periodo di otium e la "civil conversation" coltivata fin dagli anni padovani, unendo l'ideale aristotelico di philia con il precetto evangelico dell'amore per il prossimo, furono fondamentali per la sua evoluzione religiosa. Si legò a un gruppo di patrizi e intellettuali, tra cui Giambattista Egnazio, Alberto Pio da Carpi e Tommaso Giustiniani, quest'ultimo anima del gruppo che aspirava a una riforma interiore e a un approfondimento della religione individuale attraverso il ritorno alla morale evangelica e lo studio delle Sacre Scritture.

Profondamente scosso dall'esempio degli amici, ma convinto a non seguire la via eremitica, Contarini cercò una "sua" strada alla salvezza. Nel dialogo con Giustiniani, oppose alla vocazione monastica una concezione religiosa della vita intesa come impegno civile e politico, e come dedizione al prossimo, insistendo sull'equivalenza delle diverse forme di vita cristiana.

La sua evoluzione religiosa fu segnata da una problematica simile a quella del giovane Lutero, incentrata sulla misericordia divina e sulla sfiducia nella capacità umana di salvarsi con le proprie forze. Un'esperienza determinante fu quella del sabato santo del 1511, quando, sentendosi "assai mal contento et poccho men che quasi disperato", un confessore gli fece comprendere che "la via de la salute era più ampia di quel che molti se persuadeno". Questa "illuminazione" lo portò a credere che nessuna penitenza umana potesse cancellare le colpe passate, ma che la passione di Cristo fosse sufficiente a compensare i peccati. Tale consapevolezza, sebbene non immediatamente tradotta in una sistemazione teologica, avrebbe avuto un peso determinante sul suo futuro atteggiamento nei confronti dei protestanti. Solo nel 1523, scrivendo al Giustiniani da Valladolid, riassunse la sua evoluzione religiosa, concludendo che "niuno per le opere sue se puol iustificare over purgare lo animo da li affecti, ma bisogna rincorrere a la divina gratia la quale se ha per la fede in Iesu Christo".

Quando il PAPA scoprì che il suo Cardinale viveva una Doppia Vita nei Conventi Italiani

Gasparo Contarini Cardinale e Legato Pontificio

La Nomina a Cardinale e l'Impegno per la Riforma della Chiesa

Nel 1535, a sorpresa, Papa Paolo III (1534-1549), grande ammiratore della sua cultura e del suo sapere teologico, nominò Contarini cardinale nel Concistoro del 21 maggio, assegnandogli anche il vescovado di Belluno (Cividale del Friuli dal 1536). Contarini accettò, recandosi a Roma in ottobre per l'investitura. Come cardinale, fu il più deciso tra i fautori di una riforma interna della Chiesa.

Nel 1536, il Papa lo nominò presidente della commissione convocata per preparare il concilio e studiare le basi della riforma della Curia. In questo contesto, Contarini si accostò all'evangelismo, alle dottrine di Erasmo e al circolo degli "spirituali", ecclesiastici che desideravano una riforma interna della Chiesa Cattolica. Questo gruppo includeva cardinali come Giovanni Morone e Reginald Pole, il futuro cardinale Pietro Bembo, Bernardino Ochino (generale dei cappuccini), l'umanista Marcantonio Flaminio e la marchesa Vittoria Colonna.

L'anno successivo, la commissione, di cui facevano parte anche i cardinali Jacopo Sadoleto, Reginald Pole, Gian Pietro Carafa (il futuro papa Paolo IV) e Girolamo Aleandro, produsse il documento Consilium de emendanda Ecclesia. Tale documento consigliava al papa di non abusare del suo immenso potere e ai vescovi di vigilare per la disciplina e il buon ordine nelle loro diocesi. Tuttavia, i consigli rimasero inascoltati, e paradossalmente, nel 1559, Papa Paolo IV, che aveva fatto parte della commissione pur non condividendone le conclusioni, incluse il documento nell'Index librorum prohibitorum.

Il Colloquio di Ratisbona (1541)

Nel 1540, Contarini influenzò positivamente la decisione papale di approvare la costituzione della Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio di Loyola. Il 4 aprile 1541, su specifica richiesta dell'imperatore Carlo V, Contarini fu inviato come legato pontificio al Colloquio di religione di Ratisbona, con l'obiettivo di elaborare un documento comune tra cattolici e protestanti e cercare una ricomposizione dottrinale e la "pace religiosa".

Nonostante gli sforzi mediatori di Contarini per i cattolici e di Melantone per i protestanti, la riunione si rivelò di difficile risoluzione. I gruppi oltranzisti cattolici e luterani non desideravano un accordo. Sebbene si giunse a una formula faticosamente accettata, evangelica nel suo pensiero teologico e cattolica nel testo, il successivo cambiamento di rotta del papa, che attraverso Contarini informò l'imperatore che il tutto doveva essere sottoposto alla sua personale approvazione, indispettì i principi protestanti tedeschi, portando al fallimento del tentativo di conciliazione.

Durante la Dieta, il pensiero dottrinale di Contarini si precisò attraverso diversi lavori da lui scritti, come De libero arbitrio, De justificatione e De Praedestinatione. Egli accettava la giustificazione per fede, ma con la variante del libero arbitrio del peccatore di detestare e volersi allontanare dal peccato, traendo spunto più dagli insegnamenti di Erasmo e San Tommaso d'Aquino che da quelli di Martin Lutero.

Ultimi Anni e il "Formulario di Fede"

Rientrato in Italia, Contarini fu ingiustamente accusato di luteranesimo e confinato come legato pontificio di Bologna nel gennaio 1542. Come ultimo atto ufficiale della sua vita, aiutò il cardinale di Modena Giovanni Morone a redigere gli Articuli orthodoxae professionis, un formulario di fede cattolica (che glissava sul punto controverso della giustificazione per fede) da far firmare ai partecipanti dell'Accademia Grillenzoni, sospettati di eresia.

Nominato legato di Bologna nel gennaio 1542, pochi mesi dopo ospitò nel capoluogo emiliano Bernardino Ochino, che si stava recando a Roma su "invito" di Paolo III. Forse anche in base ad alcune considerazioni suggeritegli da Contarini, Ochino invertì la rotta e decise di fuggire in Svizzera. Pochi giorni prima di morire, il 17 agosto 1542, Contarini incontrò Ochino a Bologna.

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