Il Museo della Basilica di Santa Maria Assunta di Gandino (Bergamo), allestito nel Palazzo del Vicario (XVI secolo), è stato inaugurato il 15 dicembre 1929. Destinato a raccogliere le opere d'arte e la suppellettile liturgica della parrocchiale, venne ideato dal prevosto mons. Giovanni Bonzi. Tra i più antichi in Italia nel suo genere, il museo contiene una grande quantità di tesori e opere d’arte provenienti sia dalla Basilica di Gandino (da cui prende il nome), la cui costruzione è del 1423 e fu ricostruita all'inizio del Seicento in forme barocche, sia dalle numerose chiese sussidiarie presenti sul territorio parrocchiale.
Nel 1963, il palazzo, divenuto insufficiente per ospitare la ricca dotazione accumulata dalla Parrocchia nel corso dei decenni, venne ristrutturato e ampliato dal prevosto mons. Antonio Giuliani. Successivamente, tra il 1985 e il 1988, lo spazio espositivo fu ulteriormente ampliato utilizzando un antico edificio limitrofo, per accogliere le nuove sezioni dedicate ai presepi e all'archeologia tessile.

Struttura e Collezioni
L'itinerario museale si sviluppa in tre sezioni espositive, lungo il quale sono presentate opere e suppellettile liturgica, databili dal XV al XX secolo. La dotazione della Basilica e delle altre chiese sussidiarie è estremamente ricca, frutto di commissioni alle più importanti manifatture italiane ed europee. A Gandino, la fede radicata nella popolazione e le considerevoli possibilità economiche dei mercanti hanno permesso lungo i secoli l'acquisizione di suppellettile sacra di grande interesse.
Le collezioni principali riguardano svariati ambiti artistici, tra cui:
- Arazzi fiamminghi
- Intagli lignei dal XIV al XVII secolo
- Il Tesoro
- La Pinacoteca
- Preziosi tessuti dal XV al XX secolo
- Trine e merletti
- Corali e antifonari miniati e a stampa
- Mobili e stendardi
Parte degli arredi conservati in Museo sono ancora oggi utilizzati nelle più solenni celebrazioni della Basilica, mantenendo così il legame con la valenza liturgica che portò alla loro realizzazione.
Il Tesoro della Basilica e le Opere d'Arte Sacra
Tra i numerosi oggetti d'arte sacra, si segnalano la cosiddetta Croce di Matrenyanos de' Filippis del XV secolo, dipinti e sculture lignee (XV-XVII secolo), arazzi fiamminghi del XVI secolo, arredi, preziosi paramenti (piviali, dalmatiche, pianete, baldacchini), ostensori e calici. All’ingresso si trovano un monumentale crocifisso ligneo policromo e una rara croce lombarda dipinta su tavola.
Un autentico unicum nel panorama artistico bergamasco è la croce processionale (XV secolo), tempera su tavola, di anonimo pittore lombardo, proveniente dall'arco trionfale della Basilica. Era stata collocata per volere di San Carlo Borromeo e realizzata con lo scopo di impartire lezioni di catechesi.
L'imponente apparato dell'altare maggiore, costituito da paliotto, tabernacolo, vasi sacri, candelabri e croce (ultimo quarto del XVII - primo quarto del XVIII secolo), è realizzato in argento e rame argentato e dorato. Proveniente dalla Basilica di Santa Maria Assunta, fu creato da botteghe orafe milanesi, altoatesine e tedesche. Viene ricollocato sull'altare sei volte l'anno per le maggiori solennità liturgiche.

Dipinti e Sculture Lignee
La numerosa collezione di dipinti del Museo è visibile in un'ampia galleria. In questa sala è possibile ammirare dipinti provenienti dalle confraternite, databili dal XIX all'inizio del XX secolo. Non meno rimarchevole è la teoria di statue lignee di fattura lombarda e tedesca del Quattrocento e del Cinquecento. Ventidue curiosi pannelli dipinti con scheletri costituiscono una delle più belle rappresentazioni macabre conservate in bergamasca.

Tessuti, Paramenti e Arazzi
Al secondo piano sono esposti alcuni preziosissimi paramenti che fanno della collezione gandinese una delle prime in Italia. Nella sala sono conservati paramenti sacri e tessuti di notevole pregio. I numerosi arazzi sacri e profani, come del resto l’altare d’argento stesso, sono tra i più begli esemplari di questo tipo conservati in Europa.
La collezione di pizzi e merletti del Museo, una tra le più importanti d'Italia, è composta fondamentalmente da due categorie: quelli in fibra tessile (cotone, lino...) e quelli in oro e argento, che rappresentano una vera rarità.

Manoscritti e Libri Corali
Molto interessante è la collezione di messali, antifonari e graduali, databili dal XV al XVIII secolo. La collezione conserva alcuni esemplari di grande interesse storico-artistico impreziositi da miniature, i quali provengono dai conventi dei francescani riformati e delle benedettine situati a Gandino.
Sezione dei Presepi
La sezione dei Presepi, inaugurata nel Natale del 1988 e disposta in tre sale, fa parte del museo e si colloca come una delle migliori in Italia nel settore. La sezione è stata creata a seguito di un’esposizione di presepi, provenienti da svariati Paesi del mondo, presentata all’UNESCO, a Parigi, nel 1984.
Oggi, i presepi esposti sono oltre 600, realizzati con i materiali più disparati, e la collezione si incrementa ogni anno, rappresentando 56 Paesi. Il corpus centrale delle opere è stato donato da mons. L. Frana, già osservatore permanente della Santa Sede all’UNESCO sotto il pontificato di Papa Giovanni Paolo II. Proprio al Papa polacco è intitolata la sezione, che ospita anche un suo zucchetto (o solideo).
La peculiarità della collezione tipologica, costituita quasi esclusivamente da presepi d’autore, consiste nel presentare la Natività come opera d’arte nelle diverse declinazioni che essa ha avuto nel mondo. Pregiati esemplari in terracotta, vetro di Murano, oro zecchino, corallo, avorio, argento, ceramica di Capodimonte sono accostati a uno splendido dossale ligneo cinquecentesco.
museo del presepe gandino
Sezione di Archeologia Tessile
La sezione di Archeologia tessile è situata a piano terra, nella nuova ala del Museo della Basilica. Costituita da quattro sale, venne aperta al pubblico nel Natale del 1985 per volere di mons. Alessandro Recanati. Fu concepita come omaggio alla secolare tradizione tessile della Val Gandino che consentì agli antichi tessitori di trasformarsi in abili mercanti. L'obiettivo di questa sezione è far conoscere la tessitura e la sua centralità nella storia e nello sviluppo economico di Gandino. Espone macchinari per la lavorazione della lana, databili dal XVIII al XIX secolo.

Informazioni Utili
Il museo è aperto sabato, domenica e festivi dalle ore 14:00 alle ore 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00).