La croce rappresenta l’emblema della passione di Cristo, un simbolo universale, potente ed evocativo. Le Gallerie degli Uffizi custodiscono una straordinaria collezione di croci dipinte che tracciano l'evoluzione dell'arte sacra medievale, riflettendo il passaggio dall'iconografia del Cristo trionfante a quella del Cristo sofferente.
Il Maestro della Croce n. 432 e il Christus Triumphans
Il crocifisso realizzato dal Maestro della Croce n. 432 è l'opera dipinta più antica della Galleria. Raffigura Cristo vivo, vale a dire «triumphans», ovvero trionfante sulla morte. Il Cristo ha gli occhi vivi, vigili, attenti, e sembra essere oltre il dolore terreno. Questa tipologia iconografica è predominante nella pittura italiana fino all'inizio del XIII secolo.
Nel dipinto sono illustrate le storie della Passione: la Lavanda dei piedi, il Bacio di Giuda, la Flagellazione, l'Andata al Calvario, la Deposizione dalla Croce, la Deposizione nel Sepolcro e la Discesa nel Limbo.

Il Maestro del Crocifisso Corsi e l'influenza di Giotto
Il Maestro del Crocifisso Corsi, attivo a Firenze tra il 1300 e il 1325, reinterpreta i modelli di Giotto con un linguaggio più patetico e aspro. In quest'opera, il Cristo morto è raffigurato con il corpo inerte che grava sulle ginocchia flesse, una naturalezza accentuata dalla posa della testa e del busto piegati in avanti.
- Iconografia: Inventata da Giotto, sostituisce il modello espressivo ma innaturale precedente.
- Dettagli: Nei tabelloni laterali, la Vergine Maria e Giovanni evangelista contemplano il Salvatore. Sovrasta la croce un pellicano, allegoria di Cristo che nutre l'umanità col proprio sangue.
- Provenienza: L'opera giunse agli Uffizi nel 1782 dalla chiesa di San Pier Scheraggio.
Il Maestro della Croce 434: Christus Patiens
Il Maestro della Croce 434 presenta il modello del «Christus patiens», sofferente, che si diffuse in Italia nel XIII secolo per porre l'accento sull'umanità del Salvatore. Qui il sangue sgorga dalle ferite e il corpo è trasfigurato dal dolore. L'opera è attorniata da sette scene evangeliche, tra cui l'incontro delle pie donne al sepolcro e l'apparizione ai discepoli a Emmaus.
Crocifisso Chigi: Un capolavoro Barocco
Oltre alle croci dipinte, il complesso museale ospita il Crocifisso Chigi, situato sull'altare della Cappella Palatina. Si tratta di un gruppo scultoreo in avorio, bronzo dorato e legno pietrificato, realizzato nella seconda metà del XVII secolo.
| Elemento | Autore | Data |
|---|---|---|
| Cristo in avorio | Lorenz Rues | 1670 |
| Santa Maria Maddalena | Antonio Raggi | 1672 |
Restaurare un capolavoro antico: La storia del Crocifisso di Sant'Eutizio
Scambi artistici e valorizzazione delle collezioni
Recentemente, un importante scambio di opere tra gli Uffizi e la Galleria dell'Accademia ha permesso di ricollocare il Cristo Crocifisso del Maestro del Crocifisso Corsi nella sala 2 degli Uffizi, in dialogo con le grandi Maestà di Cimabue, Giotto e Duccio di Buoninsegna. Come sottolinea il direttore Eike Schmidt, tali iniziative permettono di riscoprire il museo non solo per i suoi capolavori scultorei, ma come un autentico manuale della pittura medievale fiorentina.
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