Padre Gabriele Amorth, il noto esorcista recentemente scomparso, ha lasciato una serie di appunti inediti su Medjugorje, il contestato santuario delle apparizioni mariane. Per lui si trattava di un sito speciale, dove si contrastava l'azione del Maligno con la preghiera dei fedeli, e per questo era da difendere da ogni critica. Nonostante per la Chiesa e Papa Francesco le apparizioni mariane dei veggenti siano ancora tutte da dimostrare, padre Amorth vi credeva «con tutto se stesso».
In contrasto con la posizione ufficiale del Vaticano, più prudente sulle apparizioni mariane raccontate dai veggenti, la convinzione di padre Amorth era ribadita in diversi appunti, scritti di suo pugno e ritrovati dopo la sua morte.

L'Inizio delle Apparizioni e il Contesto Storico
La prima apparizione a Medjugorje avvenne in un momento particolare per tutta la regione balcanica. Era il 1981, era appena morto Tito e la Jugoslavia stava implodendo. A quell'epoca a Medjugorje, dove vivevano i ragazzini veggenti, non c'era nulla. La località si trovava su una collinetta isolata, chiamata Podbrdo. Non era come oggi, che è piena di alberghi, b&b, ostelli, una grande chiesa, ristoranti, trattorie, negozi per souvenir e agenzie di viaggio (una delle quali appartenenti ad uno dei veggenti). Ogni giorno, puntualissima, la Vergine appariva alle 17:45, e più si ingrossava l'accorrere dei devoti e dei curiosi.
La Convinzione di Padre Amorth e le Sue Visite
Padre Amorth fu fin da principio convinto della totale sincerità dei veggenti. Esorcista tra i più agguerriti nella lotta al Maligno e anche fine mariologo, devoto alla Vergine, fu uno dei primi a recarsi a più riprese nella cittadina bosniaca, mischiandosi alle folle di migliaia di pellegrini. Lo credeva sin dal 1981, quando visitò da solo il santuario e scrisse un primo articolo su Medjugorje nell’ottobre del 1981, intitolato: "I ragazzi sono sinceri".
In Bosnia padre Amorth tornò diverse volte e ogni volta trascrisse sul suo taccuino le impressioni positive dei suoi pellegrinaggi. Queste note rappresentano un'occasione rara per scoprire un padre Amorth forse meno conosciuto, ma certo non meno intenso: un uomo saldo nella fede che si è posto in ascolto e in cammino, prima di mettersi con coraggio al servizio del bene nelle lotte di liberazione degli esorcismi e nell’attività pastorale.
La sua profonda conoscenza in mariologia lo spingeva a rendersi conto personalmente dei fatti. Amorth ebbe modo di conoscere bene i veggenti, stabilendo un'amicizia con padre Tomislav e, in seguito, con padre Slavko, e poi continuò a contattarli.
Le Sfide Iniziali e il Sostegno Indiretto
Non fu facile andare a Medjugorje nei primi anni a causa della presenza delle pattuglie della Polizia del regime. Inizialmente, anche il Vescovo di Mostar, Mons. Žanić, si dimostrò contrario, arrivando a disperdere quanti si recavano sulla collina delle apparizioni. Tuttavia, in seguito, Mons. Žanić si mostrò molto più tollerante, il che fu un grande bene per la diffusione del fenomeno. Padre Amorth fu sempre favorito da Padre Tomislav (anche quando il parroco, Padre Jozo, era stato incarcerato) e da Padre Slavko.
I "Frutti" di Medjugorje: Un Criterio di Veridicità
Padre Amorth era contrario ai Vescovi e ai sacerdoti che non credevano a Medjugorje, poiché il suo ragionamento era che la Chiesa si pronuncia solo quando i fatti sono finiti, ma Medjugorje dura da oltre trent'anni. Egli si appellava a una legge della Chiesa, la più importante per distinguere i fatti straordinari da quelli che non lo sono: «dai frutti si conosce la pianta». Affermava che Medjugorje produceva «frutti squisiti» da decenni.
Don Gabriele Amorth parla della Madonna di Medjugorje
Esempi Concreti dei "Frutti"
Tra i "frutti" più evidenti e potenti, Amorth citava:
- Guarigioni: Come quella di Diana Basile nel 1984, con testimonianze verificate da commissioni specializzate (una italiana, guidata dal dott. Mattalia, e una francese, presieduta dal prof. Joyeux).
- Conversioni: Migliaia di testimonianze di cambiamenti di vita.
- Nuove Comunità Religiose: Ispirate alla Regina della Pace, come le famose "Case per drogati" di Suor Elvira, riconosciute dalla 'Pontificia Accademia Mariana Internazionale' (PAMI).
- Sviluppo Spirituale: Medjugorje è vista in crescente sviluppo, con la costruzione di «strutture sociali stabili» e un afflusso continuo di pellegrini, che portano a una vita religiosa intensa, caratterizzata da Messa, confessione, predicazione, rosario e preghiera finale.
Per Amorth, «basta andare là e aprire gli occhi» per riconoscere questi frutti, come dice il Vangelo: «Ogni albero buono dà frutti buoni e ogni albero cattivo dà frutti cattivi». Queste opere sorte sotto l'ispirazione della Regina della Pace dimostrano che Medjugorje «probabilmente non ha ancora esaurito quanto deve dirci».
Medjugorje come Opera di Catechesi e Lotta al Male
Nel libro “Un esercito contro il male” (Rizzoli), padre Amorth, fra gli esorcisti più famosi del mondo, sviscera i messaggi della Madonna di Medjugorje, perché secondo lui «sono una massiccia opera di catechesi» che ci guida cristianamente dentro ogni giornata. Il volume raccoglie infatti le catechesi mensili del sacerdote sui messaggi mariani rivelati tramite la veggente Marija ogni 25 del mese. Queste catechesi, accompagnate dalla Messa e dall'Adorazione Eucaristica, si svolgevano di fronte a migliaia di persone nella parrocchia romana di San Camillo de Lellis.
Quello che emerge da questi testi è la potenza della preghiera, che l’umanità non ha ancora compreso, per cui alla Madonna tocca ripetere continuamente, come solo una madre può fare: «Pregate, pregate, pregate». Padre Amorth ripeteva che «chi prega tutti i giorni il Rosario si salva», perché il Rosario «è la più potente di ogni arma distruttrice».
Cambiare Vita secondo i Messaggi di Maria
Le catechesi dell’esorcista insegnavano anche come si deve pregare, quando e dove, spiegando l’importanza della lettura del Vangelo e come trasformare la vita alla sua luce, con consigli molto concreti. Nello stesso modo parlava del silenzio, dell’adorazione eucaristica e del digiuno. Per Amorth, cambiare vita significa essere luce in un mondo feroce e diabolico: «Dove si bestemmia tu preghi e offri a Dio delle giaculatorie di riparazione. Dove si parla male tu non accetti discorsi cattivi. Potrai essere criticata», ma «l’importante è piacere a Dio. E spesso capita che il seme porti frutto».
Queste catechesi avevano il merito di sviscerare con profondità i messaggi della Madonna, rispondendo all’obiezione di chi, fermandosi a una lettura superficiale, commenta che «questa Madonna dice sempre le stesse cose». Invece, per Amorth, è un cammino quello di Maria che può cambiare profondamente chi lo intraprende, fino a trasformare la vita: basta un messaggio e una catechesi al giorno per essere guidati cristianamente dentro ogni giornata.
Il Legame Indissolubile tra Fatima e Medjugorje
Secondo padre Amorth, «il rapporto fra Fatima e Medjugorje è strettissimo». A suo parere, le due apparizioni «costituiscono il grande messaggio della Madonna per il nostro secolo». Dopo i messaggi in Portogallo, «era indispensabile una nuova spinta». Egli vedeva Medjugorje come «l’apparizione-pilota», un «avamposto nella lotta contro il demonio».
Entrambe le apparizioni puntano sul ritorno alla vita cristiana, alla preghiera, al digiuno e contengono avvertimenti sui pericoli di guerra e la diffusione degli errori, specialmente la magia, lo spiritismo e le sette sataniche. Amorth vedeva in Medjugorje un prolungamento delle apparizioni di Fatima, con un messaggio che punta, come a Fatima, sulla pace.
La Libertà dei Veggenti
Riguardo ai veggenti, Amorth era convinto della loro sincerità. In particolare, sottolineava un aspetto curioso: cinque di loro, tranne Vicka, si sono sposati, dimostrando di essere «inclinati al matrimonio». I ragazzi chiedevano spesso alla Madonna che cosa avrebbero dovuto fare, e la Madonna rispondeva invariabilmente: «Siete liberi. La libertà è il più grande regalo di Dio. La libertà!» Questo evidenziava la libertà di scelta concessa anche a chi vive un'esperienza carismatica, senza imporre una vita consacrata, ma invitando a seguire le proprie inclinazioni.

Il Futuro di Medjugorje secondo Amorth
Padre Amorth vedeva il fenomeno di Medjugorje in «crescente sviluppo». Pur non aspettandosi nulla in termini di approvazione ufficiale (che, a suo dire, non è necessaria per l'afflusso di pellegrini e non impegna a essere creduto), egli poneva l'accento sul «fatto culturale», ossia il continuo accorrere di milioni di pellegrini. Per lui, la vitalità del luogo è evidente: «Basta andare là e aprire gli occhi. Non c'è alcun dubbio che i messaggi di Medjugorje siano buoni».
In un mondo in crisi, gli «instancabili appelli di Maria alla pace, alla fratellanza, alla speranza, all’amore» trasposti e tradotti con semplicità nel quotidiano delle nostre vite, sono ancora capaci di scuotere le coscienze e sconfiggere il male, senza piegarsi alle sue seduzioni. Medjugorje rappresenta un invito per tutti alla meditazione e alla crescita spirituale, se non alla conversione, del cuore.
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