Antonio Corsaro: un Sacerdote, Poeta e Intellettuale tra Avanguardia e Spiritualità

La figura di Antonio Corsaro, sacerdote, poeta, maestro, saggista, studioso e creatore di avanguardie, rappresenta un faro intellettuale spesso trascurato nella letteratura europea della seconda metà del Novecento. La sua opera, vasta e profonda, ha segnato la poesia e il pensiero del suo tempo, pur rimanendo in parte circoscritta all'ambito catanese, dove visse gran parte della sua esistenza terrena.

Ritratto di Antonio Corsaro da giovane sacerdote

Una Vita Dedicata all'Arte e alla Parola

Nato a Camporotondo Etneo il 5 novembre 1909, Antonio Corsaro fu ordinato sacerdote nel 1933. La sua formazione accademica fu di altissimo livello: laureato in Lettere e Filosofia all'Università Cattolica di Milano, dove fu compagno di studi di Carlo Bo, coltivò fin da giovane un profondo interesse per la letteratura, stringendo legami con figure come Montale, Pound, Ungaretti e Quasimodo, alcuni dei quali collaborarono alle sue iniziative letterarie.

La sua carriera ecclesiastica fu caratterizzata da una forte indipendenza di pensiero, tanto da essere definito un "prete senza parrocchia" o "prete rosso". Questa sua peculiarità, unita a un'inclinazione per le idee progressiste e al dialogo tra diverse correnti di pensiero, lo portò a scontrarsi con l'istituzione ecclesiastica, subendo la sospensione dall'insegnamento in Seminario.

Opere e Percorso Poetico

La produzione poetica di Antonio Corsaro spazia attraverso diverse raccolte, che testimoniano un percorso artistico in continua evoluzione. La sua prima raccolta, "Castello marino", pubblicata nel 1941, fu accolta con favore da Carlo Bo, che ne riconobbe la sincerità e la forza espressiva. Seguirono opere significative come:

  • "Responsori" (1948), che gli valse il prestigioso "Premio Roma" nel 1949.
  • "Plurabella" (1950) e "Il Figlio dell’Uomo" (1951), quest'ultimo con una prefazione di Carlo Betocchi che ne sottolineò la spiritualità.
  • "Aaron" (1953), "L’ombra del primo giorno..., fino al settimo" (1954), "Responsorio dell’Avvento" e "Responsorio della Passione" (1954).
  • "Pietra di solitudine" e, in particolare, "Antifone per una fanciulla santa" (1955), considerata da molti il suo volume più riuscito, in cui raggiunge vette eccelse tra luce e tenebre.
  • "Quartine cloniche" (1993), la sua ultima silloge poetica.

La sua poetica, come evidenziato dai critici, si muove tra luce e tenebra, esplorando la misticità, il peccato e il nulla, ma anche la concretezza delle cose terrene, come dimostra la sua celebre definizione della poesia come "costruzione" e "forma". Corsaro vedeva la poesia non solo nell'espressione artistica, ma anche negli atti minimi della quotidianità, letti attraverso una lente di critica profonda.

Copertina dell'Antologia poetica edita per il I° premio Corsaro

L'Intellettuale e lo Sperimentatore

Antonio Corsaro non fu solo poeta, ma anche un instancabile animatore culturale. Negli anni Cinquanta e Sessanta fondò e diresse la rivista letteraria "Incidenza", un progetto ambizioso che mirava a creare un dialogo tra il riformismo cattolico e le correnti di pensiero più avanzate. Questa iniziativa, che vide la collaborazione di intellettuali del calibro di Sebastiano Vassalli, Jean Cardonnel, Sebastiano Addamo, Pier Paolo Pasolini ed Ezra Pound, gli costò la sospensione dall'insegnamento in Seminario.

Fu inoltre un pioniere del teatro d'avanguardia in Sicilia, fondando con l'attore e regista Gianni Salvo il "Piccolo Teatro" di Catania, un'istituzione che ancora oggi prosegue sulla scia dello sperimentalismo ideato da padre Corsaro.

Traduttore e Saggista

La sua profonda conoscenza della lingua e della letteratura francese lo portò a tradurre opere fondamentali, tra cui l'intera opera poetica di Stéphane Mallarmé e "Sous le soleil de Satan" di Georges Bernanos, oltre a testi di Péguy.

Come saggista, si dedicò allo studio di filosofi e pensatori come Blaise Pascal e, in particolare, François Fénelon, nella cui parabola vitale forse intravide un riflesso della propria.

Riconoscimento e Attualità

Nonostante la sua statura intellettuale e la vastità della sua opera, Antonio Corsaro è rimasto a lungo una figura semi-dimenticata. Tuttavia, negli ultimi anni, si è assistito a un rinnovato interesse per la sua figura e il suo pensiero. Un esempio significativo è la recente cerimonia di premiazione del primo Concorso internazionale di Poesia dedicato ad Antonio Corsaro, organizzato dall'Associazione Akkuaria e dall'AICS, che ha visto la partecipazione di un numeroso e qualificato uditorio presso l'Orto Botanico di Catania.

Questa iniziativa, promossa da Vera Ambra, ha avuto il merito di riportare alla luce l'importanza di questo intellettuale europeo, figlio della Sicilia, che ha saputo coniugare la profondità spirituale con l'audacia della sperimentazione artistica.

Premiazione concorso nazionale di poesia 2017

I relatori intervenuti alla cerimonia, tra cui Nino Amico, Gianni Salvo e Francesco Giordano, hanno tratteggiato la complessità e la ricchezza della personalità di Corsaro, evidenziando il suo ruolo di "maestro puparo" della parola, di teorico di correnti artistiche come il Verticalismo e l'Universalismo, e di guida intellettuale per la sua vasta cultura di respiro europeo.

La figura di Antonio Corsaro continua a ispirare, ricordandoci l'importanza della ricerca della parola, della forma e del contenuto, in un percorso di luce e redenzione che abbraccia l'intera specie umana.

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