Furtei: Le Chiese e le Tradizioni Parrocchiali

Furtei, un suggestivo paese di chiara origine medioevale, si sviluppa nella parte settentrionale della Provincia del Sud Sardegna. Situato a nord-ovest dei colli Trexenta, al margine della piana del Campidano, Furtei si trova a cavallo del confine che separa la Provincia di Oristano da quella del Sud Sardegna, nella regione storica della Marmilla. Il suo territorio comunale presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche accentuate, offrendo suggestivi e variegati panorami sia nella parte collinare, sia nella parte più bassa in prossimità del Flumini Mannu e del laghetto di Santu Miali.

Il paese è parte dell’Associazione nazionale delle Città della Terra Cruda, un’iniziativa volta a promuovere il recupero delle tradizioni e del patrimonio edilizio, naturalistico, artistico e storico delle comunità. Furtei, inoltre, è nota per i resti dei suoi siti archeologici e per essere stata sede dell’unica miniera d’oro della Sardegna.

Brevi Cenni Storici ed Economici

Il nome del paese, attestato a partire dal 1341 con la frase Ecclesie de Frutey calaritane diocesis, è verosimilmente di origine latina, sebbene le interpretazioni siano incerte. Il territorio è stato frequentato fin dall’età preistorica, come attestato dai numerosi siti prenuragici e nuraghi presenti. Scarse sono le testimonianze puniche e romane, delle quali rimane solo un antico ponte in pietra nelle vicinanze del paese.

Il borgo nasce in periodo medioevale, verso il 1290, e nell’undicesimo secolo appartenne al Giudicato di Càralis, venendo conteso a più riprese con il Giudicato di Arborea. Con la caduta del Giudicato di Càralis nel 1258, fu assegnato all’Arborea e successivamente al Comune di Pisa. Occupato dagli Aragonesi, venne dato in feudo nel 1358 a G. Bertrando de torrente e godette di privilegi e franchigie. Nel 1414, gli Aragonesi costituirono la Baronia di Furtei, rimasta infeudata alla famiglia dei Sanjust fino al suo riscatto nel 1839.

Accanto alle tradizionali attività agro-pastorali, Furtei ha sviluppato un modesto tessuto industriale. Il settore primario è presente con la coltivazione di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, vite, olivo e agrumi, e l’allevamento di bovini, suini, ovini ed equini. Il settore secondario è costituito da imprese che operano nei comparti lattiero-caseario, dei laterizi e dell’edilizia, mentre il terziario offre una sufficiente rete distributiva ma servizi limitati. La gastronomia locale è significativa, con il Gateau, un croccante di mandorle, miele e limone, come tipico dolce nuziale.

Il Centro Storico e l'Architettura Religiosa

L’abitato di Furtei, che non mostra segni di significativa espansione edilizia, è addossato al versante occidentale di un piccolo colle. Si sviluppa con una pianta a semicerchio, dove le strade seguono l’andamento delle curve di livello. L’architettura delle tipologie abitative riflette la posizione di Furtei, ai confini tra la Marmilla, la Trexenta e il Campidano, presentando caratteristiche di tutte queste regioni storiche. Lungo le strade del centro storico si affacciano alcuni edifici ricchi di elementi architettonici di gran pregio.

La Chiesa Parrocchiale Principale

Sebbene non esplicitamente nominata nel testo come "parrocchiale", una delle chiese principali di Furtei presenta un’architettura notevole. Dal prospetto si può dedurre con molta probabilità che la facciata originaria dovesse essere “a salienti”. La facciata ha tre portali; quello centrale, a guisa di portale di tipo gotico, è inserito in un arco modanato con decorazioni floreali. Sopra di esso si apre una monofora modanata e la traccia di un’apertura ad arco murata. Sulla destra dell’edificio si innalza il campanile, costruito all’inizio del XX secolo, a pianta quadrata e diviso in tre ordini da cornici aggettanti.

Facciata della Chiesa Parrocchiale di Furtei con tre portali e dettagli gotici

L’interno della chiesa è a tre navate, di diversa larghezza, suddivise da arcate a sesto acuto. La navata principale è coperta da volta a botte, mentre le altre due presentano copertura piana, leggermente inclinata e ribassata rispetto a quella principale.

Interno a tre navate della Chiesa Parrocchiale di Furtei con volte a botte

La Chiesa della Sacra Famiglia

Arrivando a Furtei dalla SS197, uno svincolo porta sulla SS547 di Guasila, che conduce all’interno dell’abitato. Proseguendo lungo via Roma, dopo una cinquantina di metri si trova l’ingresso della Chiesa della Sacra Famiglia, il cui impianto originale risale al periodo giudicale.

La Chiesa della Natività di Maria (Santa Maria)

Proseguendo nel centro di Furtei, di fronte al Municipio e alla piazza della Resistenza, si trova la piccola Chiesa della Natività di Maria, edificata in periodo giudicale e riedificata e benedetta con due campane nel 1934. Il suo interno non è suddiviso in navate, presenta solo una piccola aula dove le persone possono accomodarsi per seguire la messa, e una piccola sacrestia. Il tetto è di legno e la chiesa è illuminata da un piccolo lampadario antico. Nella parete di fondo, in alto, in una nicchia ricavata nel muro e chiusa da un vetro, è presente una piccola statua di Santa Barbara, la patrona del paese. La statua della Madonna è sistemata accanto al piccolo altare. Il piazzale della chiesa è costituito da un piccolo loggiato, dove nei giorni di festa si usava ballare il ballo sardo.

Feste e Tradizioni Religiose di Furtei

Le tradizioni religiose e le feste sono un pilastro della vita comunitaria di Furtei, scandendo l'anno con celebrazioni ricche di storia e folclore.

Le Celebrazioni Annuali

Tra le principali feste e sagre che si svolgono a Furtei, si segnalano:

  • Il 19 gennaio: la Festa di San Sebastiano, durante la quale nei rioni del paese si accendono i falò, chiamati Is Fogadonis.
  • Il 2 febbraio: la Festa della Candelora, che ricorda la presentazione di Gesù bambino al tempio. In questa occasione, la Prioressa del Popolo offre al Parroco e alla Confraternita del Rosario due tipici gattou artisticamente lavorati.
  • Il 3 febbraio: la Festa di San Biagio, con l’imposizione delle candele contro il mal di gola e ogni altro male.
  • In occasione della Pasqua: i riti della Settimana Santa, con il Venerdì Santo la cerimonia di Su Scravamentu, ossia lo schiodamento e deposizione del Cristo dalla Croce, e la Domenica di Pasqua S’Incontru.
  • Il 15 maggio: la Festa di Sant’Isidoro, festeggiata dagli agricoltori.
  • Il 19 maggio: la Festa di San Daniele, celebrata da pastori e allevatori.
  • Il 20 maggio: la Festa di San Bernardino.
  • Il 22 maggio: la Festa di Santa Rita, festeggiata da tutte le donne che ne portano il nome, con la caratteristica offerta delle rose.
  • Il 13 giugno: la Festa di Sant’Antonio, organizzata dalle persone del paese che ne portano il nome.
  • La penultima domenica di agosto: la Festa di San Biagio, che si festeggia nella piccola chiesa campestre.
  • L’8 settembre: la Festa di Santa Maria, che è la festa principale del paese. Tradizionalmente organizzata da Is Bagadius (i giovani non sposati), prevede una settimana di festeggiamenti, dall’8 al 15 settembre. In questa occasione, la statua della Madonna viene abbellita da una parrucca con lunghi capelli castani, una corona d’argento e un vestito bianco con ricami dorati, adornato con numerosi oggetti d’oro. Durante la festa, caratteristiche sono Is Processionis me in Bixinaus de Sa Idda, ossia le processioni nei rioni del paese, e anche le danze come Su Ballu de Meigamma, il ballo del pomeriggio, che si svolgono nel piazzale della chiesa. In questi otto giorni la gente si delizia mangiando dolci fatti in casa come gli amaretti, Is pirichittus, Su gattou, oltre al maialetto arrosto e altre pietanze.
  • L’ultima domenica di ottobre: la Festa di San Narciso.
  • Il 4 dicembre: si festeggia la Patrona nella Festa di Santa Barbara.
  • Il 13 dicembre: la Festa di Santa Lucia, protettrice contro i mali della vista.

La Domenica delle Palme: "Sa Prama de Su Passiu"

La Domenica delle Palme è tradizione che il primo cittadino consegni al Parroco Sa Prama de Su Passiu, ossia la Palma della Passione. Questa palma, alta circa un metro e trenta e finemente intrecciata, viene portata in processione dal parroco in segno di comando e benedizione. La tradizione attribuisce il rito della Pintadura de Sa Prama, ovvero la decorazione della palma, a una controversia storica tra gli agricoltori di Furtei e i pastori e conciatori di pelli di Nuraxi, distanti non più di un chilometro. A stragi di greggi, i cui responsabili erano i contadini di Furtei, si contrapponeva la bruciatura delle messi da parte dei pastori nuragesi. Una faida insostenibile che, nel 1604, il barone di Furtei Francesco Sanjust riuscì a dirimere dopo lunghe trattative. Con la consegna della Palma della Passione, gli abitanti di Furtei ricordano il momento della firma della pace tra i due antichi borghi, quando il barone fece consegnare, simbolicamente, a tutte le famiglie un ramoscello di palma tagliata nel suo giardino.

Palma intrecciata per la Domenica delle Palme a Furtei

La Tradizione di "Is Doppiadoris"

Un tempo a Furtei si teneva la Festa di Is Doppiadoris. Con questo nome venivano identificati i campanari, che nella ricorrenza di Ognissanti e nella commemorazione dei defunti, suonavano le campane a ritmo de S’Addoppiu, dal pomeriggio dell’1 novembre per tutto il giorno e la notte, sino al pomeriggio del giorno successivo. Nel frattempo, i bambini e i ragazzi passavano di casa in casa e chiedevano Is fadeis Is doppiadoris?, ricevendo in dono frutta secca, mandorle, noci e castagne, che riponevano in un fazzoletto o in un tovagliolo.

Arriva Halloween e poi Ognissanti

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