Frati, Eremiti ed Esorcisti: Il Mistero del Male e la Cura Spirituale in Italia, con un Focus sul Trentino

Il ministero dell'esorcista, la ricerca della solitudine eremitica e il confronto con le forze del male sono aspetti profondamente radicati nella tradizione spirituale e religiosa italiana. Questa panoramica esplora il ruolo degli esorcisti, le loro esperienze e la storia del movimento eremitico, con un'attenzione particolare alla situazione in regioni come il Trentino.

Il Ministero dell'Esorcista: Ruolo, Autorizzazione e Discernimento

Il ministero dell'esorcista è una funzione delicata e cruciale all'interno della Chiesa Cattolica. In ogni caso, l'esorcista deve essere autorizzato dal proprio vescovo. Per richiedere un esorcismo, è dunque opportuno rivolgersi in diocesi, che valuterà il caso.

I sacerdoti ed esperti incaricati di accompagnare i fedeli sofferenti devono essere sempre più preparati ad affrontare le richieste di aiuto. La prima fase dovrà essere quella di ascolto e discernimento dei singoli casi per definire la vera natura del disagio, allo scopo di capire se esso derivi da motivi di carattere psichico-psichiatrico, superstizione o reale azione del maligno. A quel punto, a seconda dei casi, si passerà alla cura medica o all'esorcismo.

Un aspetto fondamentale sottolineato è l'importanza di definire la vera natura del disagio: "Non bisogna vedere il diavolo ovunque. Occorre muoversi con molta cautela per rispetto della sofferenza delle persone e anche per ricondurre questa sofferenza a quelli che sono i motivi reali." Nelle famiglie la sofferenza psichica è reale e diffusissima: bisogna riconoscere ciò che è di competenza dello psichiatra e del medico, evitando di sostituirsi ad essi. Laddove il medico riconosce che la natura del disagio è un'altra, allora interviene anche l'esorcista.

Infografica: Il processo di discernimento per i casi di presunta possessione diabolica

Figure Esemplari dell'Esorcismo Italiano

Padre Matteo La Grua: Decano degli Esorcisti di Palermo

Padre Matteo Gregorio la Grua, nato a Castelbuono (Palermo) il 15 febbraio del 1914, è stato un sacerdote ed esorcista italiano di grande fama. Frate minore conventuale, ha ricoperto la carica di insegnante di teologia nel Collegio dell’Ordine Francescano a Palermo dal 1939 al 1952, e nel Seminario Arcivescovile e Convitto Ecclesiastico dal 1960 al 1965. È stato il Decano a livello mondiale degli esorcisti, ricoprendo per più di 40 anni il ruolo di esorcista ufficiale dell’Arcidiocesi di Palermo, svolgendo un infaticabile lavoro di accompagnamento spirituale e di cura delle anime.

Sono passati più di dieci anni da quel 15 gennaio del 2012, quando è salito al cielo lasciando un vuoto nella comunità del quartiere Noce e nella Palermo tutta. Ancora oggi molti lo ricordano per la sua semplicità e la sua gentilezza, umile e sempre pronto ad accogliere chi, anche a tarda notte, bussava alla sua porta per richiedere aiuto: mai smetteva di pregare per gli ammalati, mai negava ai bisognosi il conforto di dolci parole.

Nella chiesa Del Sacro Cuore di Gesù nel quartiere Noce a Palermo, sin dal 10 ottobre 1975, quando il cardinale Pappalardo gli affidò il mandato di guidare il popolo dei carismatici di Palermo, fino agli ultimi giorni della sua vita molti si recavano da lui. Erano semplici cittadini, nobili, personaggi dello spettacolo, politici, giudici e forze dell’ordine per richiedere preghiere di liberazione o esorcismi. Seppure, come specificò lo stesso Padre Matteo, “c’era chi si rivolgeva per chiedere una benedizione, ma non voleva la liberazione. Molti preferivano rimanere al servizio di Satana”.

Per anni la porta d’accesso della sacrestia, nel cortile di via Ruggerone, è stata un punto di riferimento fondamentale e meta di speranza per gente proveniente da ogni parte della città, della Sicilia e anche da diverse zone d’Italia. Oltre ad essere stato il promotore del movimento “Rinnovamento nello Spirito Santo” a Palermo e in tutta la Sicilia, è stato un grande mistico e profondo biblista. Laureato in Giurisprudenza, fu membro del Tribunale ecclesiastico di prima istanza e Giudice rotale presso la Curia palermitana. Era anche mineralogista e nel convento dei Frati francescani della Noce, dove visse prevalentemente negli ultimi 40 anni della sua lunga vita, conservava una ricca collezione di minerali. Esperto di gioielli e preziosi, fu estimatore della Curia vescovile, tanto che l'arcivescovo Ruffini gli diede incarico di stimare e mettere in vendita i tesori dei monasteri monacali palermitani per raccogliere risorse per quelli più poveri.

Don Mario Boretti: Il Parroco Esorcista di Firenze

Don Mario Boretti è stato parroco di San Donato a Livizzano e S. Maria a Pulica (Arcidiocesi di Firenze), dal 15 maggio 1953 fino alla sua morte, avvenuta il 27 marzo 2011. Nativo del sobborgo fiorentino di Peretola, Don Mario giunse nella parrocchia di San Donato il 15 maggio del 1953, festa della Madonna di Montenero, dopo essere stato a Palazzolo sul Senio, ai confini toscani con la Romagna. Inviato a Livizzano dall’arcivescovo Card. Elia Dalla Costa, vi trovò una situazione non facile ma non si perse d’animo per fede e tenacia, devotissimo a Maria.

Fu in relazione amicale e spirituale con San Pio da Pietrelcina, che "una volta mi ha chiamato 'confratello', tante altre volte 'figliolo'", come Don Mario ricordava il suo rapporto col santo frate di Pietrelcina, al quale dedicò un gruppo di preghiera. Nel 1982 don Mario fondò il movimento mariano di preghiera “Il roseto perpetuo”, nel quale gli aderenti si impegnano a meditare ogni giorno un mistero del Rosario, da loro scelto, recitando 1 Pater, 10 Ave Maria, 1 Gloria e la giaculatoria “Gesù ti amo, Gesù e Maria vi amo salvate anime”, per tutta la vita, secondo una serie di intenzioni. Il movimento conta più di 50 mila iscritti in tutto il mondo, fra cui vari cardinali e numerosi vescovi. Il Roseto Perpetuo di Maria ha avuto l’onore di essere riconosciuto in due diverse occasioni da papa Giovanni Paolo II.

Il lungo ministero di Don Mario ha trasformato quella parrocchia, una delle più povere della diocesi fiorentina, in un centro di attrazione e incontro spirituale per migliaia di persone, cambiando il volto della collina posta nel comune di Montespertoli. Il carisma di don Mario e la fama di San Donato si sono diffusi nel mondo irradiando ovunque l’amore alla Madonna come strada maestra per arrivare a Gesù. Come esorcista Don Mario ha lottato nella buona battaglia contro il nemico, aiutando numerosissime persone.

Un Esorcista di Firenze: Una Testimonianza Personale

Un sacerdote esorcista della diocesi di Firenze condivide la sua vocazione e le sue esperienze. Nato a Firenze da una famiglia credente ma non praticante, il primo pensiero di una chiamata al sacerdozio è maturato quando era chierichetto. Dopo un periodo di allontanamento dalla fede, il Signore lo ha riavvicinato attraverso un terziario carmelitano, che lo ha introdotto all'amore per la preghiera e la fiducia verso la Madre di Dio. A quasi 19 anni è entrato in seminario, dove ha trascorso dieci anni di preparazione e discernimento, recuperando le scuole superiori e studiando teologia.

Durante la sua formazione, ha iniziato una ricerca sul mondo della magia e delle realtà ad essa affini, cercando di capire cosa dicessero in merito la Scrittura e la teologia, soprattutto San Tommaso e Sant’Agostino. Questo studio, durato per tutto il tempo della scuola di teologia e anche dopo, è confluito nel libro "L’altra faccia dell’occulto" pubblicato nel 2005.

Dopo l’ordinazione sacerdotale, mentre prestava servizio come viceparroco a Certaldo, ha studiato le sette e i movimenti spirituali alternativi della zona, individuando la presenza di maghi e streghe di vario genere. Ha conosciuto padre Francesco Bamonte, attuale vicepresidente dell’Associazione Internazionale Esorcisti, con cui ha mantenuto i contatti e si è confrontato su fenomeni strani in confessionale e sulle sue ricerche sull'esoterismo. Tra i suoi preziosi suggerimenti ci fu quello di riferire al Vescovo tutto quello che di anomalo avesse scoperto.

Nel settembre del 2006, l’allora arcivescovo di Firenze, il Card. Antonelli, lo ha convocato per nominarlo esorcista. Il sacerdote ha chiesto di essere affidato a un esorcista più anziano e di provata esperienza, così gli fu affidato don Mario Boretti. Don Mario, fino alla sua morte a 90 anni, diceva che si sentiva uno scolaretto. In seguito, ci furono l’aiuto e il confronto con altri esorcisti, sia della sua diocesi che di altre, come padre Bamonte e Don Gabriele Amorth, i cui consigli furono molto importanti.

Nel novembre 2006, poco dopo la nomina a esorcista e la consegna del rituale, si è iscritto all’Associazione Internazionale Esorcisti, partecipando ai suoi convegni dal respiro universale e autenticamente cattolico. Un’altra esperienza importante per il suo sacerdozio e per il ministero di esorcista è stata la venuta e la permanenza del Card. Ernest Simoni nella sua attuale parrocchia di San Donato a Livizzano. Padre Ernest, come ama essere chiamato, svolgeva il ministero di esorcista già da prima che il regime comunista ateo d’Albania lo arrestasse nel 1963, la notte di Natale. Oggi esercita il suo prezioso ministero anche in Toscana.

Ricorda un episodio particolare: il giorno dopo un esorcismo, celebrato dal Cardinale, in cui ci fu la liberazione di una persona da una legione di demoni, ha visto un nugolo di insetti addensati sotto il basamento della grande statua di Maria Immacolata (alta più di tre metri) sul piazzale antistante della parrocchia. Questi insetti neri non toccavano la statua dell’Immacolata, ma stavano a coprire un basamento del diametro di circa due metri. Dopo una preghiera di benedizione sono caduti e spariti. È un’esperienza unica vedere quest'uomo di 96 anni, con una storia di lavori forzati, prigionia e torture, predicare, benedire e girare il mondo senza un cenno di stanchezza.

All’inizio del suo ministero, un episodio che lo mise in crisi avvenne durante l’esorcismo di una persona che, grazie a Dio, adesso è libera. Una sera, in attesa di una signora afflitta da sette demoni, avendo bisogno di confessarsi ma non avendone modo, fece un atto di contrizione e richiesta di perdono, e iniziò l’esorcismo. Nel momento in cui chiese il nome al demonio, si sentì rispondere: “Oggi non te lo dico perché hai la coscienza sporca”. Il demonio non legge i pensieri, ma ha altri modi per intuire dall’esterno ciò che ci preoccupa e assilla. Il giorno dopo andò da don Mario per raccontargli il fatto e gli disse che forse si erano sbagliati tutti, e che era meglio che rinunciasse al ministero.

Fra Paolo Carlin: La Negazione dell'Esistenza del Diavolo

A Faenza, nella Chiesa dei Cappuccini, fra Paolo Carlin, frate minore cappuccino, opera da una decina d'anni come esorcista nelle Diocesi di Ravenna-Cervia e Faenza-Modigliana. Teologo morale e portavoce dell'Associazione Internazionale Esorcisti (Aie), è anche cappellano della Polizia di Stato per le province di Ravenna e di Rimini. Riguardo all'esistenza del diavolo, afferma che “La più grande menzogna che è riuscito a ordire è la negazione della sua stessa esistenza e chi parla di lui passa per pazzo o 'medioevale'”.

Chi si rivolge a lui presso il convento dei Cappuccini? “Chi ha disturbi spirituali causati dall’azione straordinaria del demonio, per la maggior parte persone che hanno perso la guida in Gesù e sono cadute in mano a operatori dell’occulto e dell’esoterismo per risposte immediate ai loro bisogni. C’è poi una percentuale minore di persone ossessionate, vessate e ancora meno possedute”.

Altri Noti Esorcisti Italiani

Fra gli esorcisti italiani più noti, oltre a quelli già menzionati, ci sono p. Francesco Bamonte, attuale presidente dell’Aie; p. Daniele Libanori; p. Vincenzo Taraborelli (che opera al centro di Roma); p. Sante Babolin (nel nord, direttore spirituale di p. Amorth); a Milano operano il diocesano don Ambrogio Villa e p. Massimo Giustozzi, sacerdote agostiniano; della diocesi di Mantova; della diocesi di Reggio Emilia, esorcista dal 2008. Un esorcista legato al rinnovamento nello Spirito, docente e teologo, è anche liberatore e guaritore. Nella diocesi di San Severo (Foggia) è, dal 2014, don Matteo de Meo. Tra i più conosciuti esorcisti della Sicilia, si annoverano anche i minori rinnovati di Corleone e Pasqualino DI DIO (Gela, Caltanisetta, 1983) della Casa della Misericordia di Gela, all’attivo anche delle pubblicazioni.

L'Esorcismo nel Trentino e nel Nord-Est

L'Alleanza delle Chiese del Triveneto

A Trento si è concretizzata un’alleanza tra le chiese del Nord-Est contro il maligno. I vescovi del Triveneto, riuniti a Zelarino, in provincia di Venezia, hanno deciso di unire le loro forze per aiutare i fedeli in grave situazione di sofferenza, attraverso la presenza di sacerdoti ed esperti, ricorrendo “ove necessario, all’esorcismo”. Una riflessione su questo tema è partita “dalle esperienze delle singole diocesi”. L'esorcismo viene praticato da anni in Trentino, dove esiste un sacerdote incaricato dalla Curia. I vescovi hanno preso in esame l’esorcismo “sia dal punto dottrinale che pastorale”, quindi anche pragmatico. Da Venezia dunque arriva una nuova legittimazione, l’imprimatur delle gerarchie ecclesiastiche per una pratica che talvolta è sembrata essere relegata ad un ambito quasi carbonaro. Se il diavolo esiste, e la Chiesa lo ha affermato in più occasioni anche in tempi recenti, bisogna combatterlo e per farlo serve personale specializzato.

L'Esorcista della Diocesi di Trento

La Chiesa trentina si è già attrezzata da una decina d’anni, incaricando un sacerdote giudicariese. “È lui l’esorcista unico a livello di diocesi trentina. È un mandato che ha ricevuto dal vescovo”, precisa don Ivan Maffeis, responsabile dell’ufficio stampa della Curia. Questo sacerdote, nato a Buttapietra nel 1950 da contadini, è il primo di quattro figli maschi. Oltre al suo ministero, coltiva la passione per le icone bizantine, che realizza con la tempera all'uovo su tavole di legno gessate. Aveva accantonato questa passione, ma a 55 anni ha deciso di riprenderla, pensando: "Giovanni Paolo II scriveva poesie, Benedetto XVI suona il pianoforte, il Signore un giorno ti chiederà conto del dono che non hai coltivato".

Lui e i confratelli ogni anno affrontano circa 20.000 incontri con persone sofferenti. Tra i casi che segue personalmente, otto sono persone che si recano settimanalmente dalla Bergamasca e dal Vicentino per forme di vessazione, e una da Treviso una volta al mese. La risposta dei fedeli è sempre la stessa: “Sto male. Ho disturbi che i medici non riescono a guarire”. Questi disturbi includono malessere interiore, forme ossessive del pensiero, insonnia, incubi notturni, percezioni di presenze oscure. Si sentono presi per il collo fino a soffocare, vedono ombre in giro per la casa. L'esorcista chiede sempre se uno psichiatra li ha già visitati, e se la risposta è negativa, li indirizza a professionisti di fiducia, come il professor Francesco Amaddeo e la dottoressa Maria Concetta Nicotra.

Mappa delle diocesi del Triveneto con i centri di esorcismo

Fenomeni e Azioni Diaboliche

Manifestazioni durante gli Esorcismi

Durante gli esorcismi, le manifestazioni possono essere terrificanti: bestemmie orrende, persino difficili da concepire nella loro oscenità, mal di testa insopportabili, conati di vomito incoercibile, movimenti parossistici del corpo, irrigidimenti, urla. Spesso, alla fine dell’esorcismo, la persona si sente dire: “Capivo le sue parole, ma non ero padrone del mio corpo”. Il 70% dei casi purtroppo non ha una comprensione finale se non al momento della preghiera.

Si raccontano anche fenomeni di disturbo diabolico nella casa, come lavatrici che di notte si avviano da sole, lampade e televisori che si accendono autonomamente. A volte, scherzando, l'esorcista consigliava di chiamare l'elettricista.

Un esempio vivido è quello di due sorelle sulla settantina che vivevano insieme. Una delle due aveva sempre dolori alle gambe e allo stomaco. Entrambe donne di fede, durante l'invocazione dello Spirito Santo e un esorcismo deprecativo, le mani della sofferente furono scosse da movimenti incontrollabili, e si udirono bestemmie orrende pronunciate a occhi chiusi, rivolte al sacerdote.

Di tutti i casi visti, solo due o tre erano andati a cercarsi rogne con pratiche spiritistiche, messe nere, riti di consacrazione al demonio. L'esorcista sottolinea che la realtà del male esiste e non va sottovalutata: il diavolo è il contrario di dialogo, cioè tutto quello che divide la persona da Dio, dagli altri e anche interiormente.

“Liberaci dal male. La testimonianza di un esorcista” 3 aprile 2023

La Storia della Ragazza Asiatica

Tra le persone incontrate, afflitte da possessione diabolica in seguito a pratiche di magia, ci fu una ragazza asiatica. Da piccola era stata portata, per motivi di salute, da un guaritore tribale e più avanti aveva stretto amicizia con una ragazza che praticava stregoneria, e che la iniziò ai riti magici. Sua madre, quando lei aveva circa undici anni, era giunta in Italia per lavorare, svolgendo servizio presso una famiglia di industriali. La giovane aveva poi raggiunto la mamma dopo qualche anno.

Poco dopo che era arrivata in Italia, cominciò ad avere manifestazioni strane. Si incupiva, aveva momenti di assenza, diceva di vedere e sentire voci di qualcuno, e venne trovata di notte in giardino, come in stato di trance, a danzare cantando una nenia in una lingua incomprensibile e con una voce metallica, che non era certamente la sua. Questa famiglia l’aveva quindi portata in ospedale dove gli diagnosticarono un disturbo della personalità con tratti anoressici e demonopatici. La situazione peggiorò a breve, perché la ragazza aveva cominciato ad andare in una sorta di trance per diverse ore al giorno manifestando di non essere spesso pienamente cosciente. Allora questa famiglia, credente, decise di portarla, con il consenso della madre, da un sacerdote per farla benedire: lì si manifestò la presenza di un gruppo di demoni capeggiati da Satana. Davanti al sacerdote, che era ungherese, incominciò a parlare e ad offenderlo in latino ed ungherese. Manifestava una forza incredibile che si acquietava completamente solo dopo averle messo il Rosario al collo.

Dopo qualche tempo, l'esorcista di Firenze incominciò a seguirla sotto la guida di don Mario. Durante gli esorcismi, oltre che parlare e scrivere bene in latino e greco - la ragazza non conosceva queste lingue ma solo italiano, inglese e la sua lingua madre - espulse grandi quantità di sangue dalla bocca. Quando si riprendeva dalla crisi di trance non ricordava più nulla. Fu difficile convincerla che aveva bisogno di affrontare un serio cammino di fede, perché non si rendeva proprio conto. L'esorcista la inviò più volte dai medici a controllare che quel sangue non fosse uscito da qualche ferita interna; il risultato: era sana come un pesce. Dopo aver ricevuto la Cresima, espulse altro sangue scuro e riprese a mangiare: fu una prima liberazione. Quindi quei sintomi anoressici non erano causati da una patologia, ma da una situazione malefica.

Le Cause della Possessione

La vanità, definita dal demonio stesso come "decisamente il mio peccato preferito" nel film L'avvocato del diavolo, è strettamente parente del successo, del potere, della ricchezza. Spesso ci si vende l'anima pur di ottenere ciò che Satana offre. L'esorcista Frate Indovino, poco prima di morire, raccontò di aver avvertito la presenza del diavolo in seminario, quando un frate anziano bruciò "Il libro del comando", attribuito a Satana, ricevuto in confessionale. Questo è uno dei tanti grimori, libri esoterici che si trasmettono da stregone a stregone, come il Lemegeton Clavicula Salomonis, contenenti testi liturgici al contrario per malefici, pratiche occulte e invocazioni di demoni.

Il Percorso di Liberazione e Guarigione Spirituale

“Senza la comunione non si guarisce”, diceva il caro e compianto don Mario. Una vita sacramentale intensa è determinante; un amore a Cristo Eucaristico, all’Eucarestia è la via maestra alla guarigione e alla liberazione. Adorazione e comunione sono fondamentali. Inoltre, vivere coerentemente anche il sacramento della confessione. Con esso incontriamo la misericordia di Dio che non solo ratifica il perdono dei nostri peccati, ma con la sua grazia entra in profondità nelle zone più oscure dell’anima dove i nostri peccati hanno le loro radici. E inoltre, vivere, come dice San Paolo, per quanto dipenda da noi, in pace con tutti. Una vita intensa di carità dove non solo pensiamo ai nostri bisogni, ma anche a quelli degli altri pregando e operando per il loro bene. Ricercare e donare il perdono.

Oltre alla vita sacramentale, l’uso dei sacramentali è di molta utilità. Sono come medicine che, insieme ai sacramenti, ci aiutano a fare arrivare la grazia di Dio in tutti gli ambiti della nostra vita. Facciamo nostra la preghiera della Chiesa: oltre alla Santa Messa e alla Liturgia delle ore anche il Santo Rosario.

Il Movimento Eremitico: Una Panoramica Storica

Il movimento eremitico conobbe una prima grande espansione tra il secolo V e VIII. Il più grande eremita fu S. Antonio Abate che attirò un gran numero di solitari nel deserto dell’Alto Egitto. Da qui gli eremiti si diffusero in tutto il Medio Oriente. Gli eremiti orientali sono conosciuti per varie forme di penitenza.

In occidente il movimento eremitico si diffuse per opera di S. Atanasio e S. Martino. Fin dal secolo IX erano stati fondati ordini religiosi di erranti per ridurre i pericoli legati all’isolamento. Il più noto è l’ordine degli Eremitani di S. Agostino.

La ripresa dell'eremitismo avvenne nei secoli XI e XII e si caratterizzò più per la povertà che per la ricerca della solitudine. Una terza stagione dell’eremitismo si ebbe in Italia dopo il Concilio di Trento, in pieno Rinascimento. Mentre precedentemente gli eremiti provenivano da famiglie benestanti e da ricche e potenti abbazie, in questa fase furono principalmente gente del popolo, spesso senza un mestiere e magari anche analfabeta.

Oggi il convento dei frati Cappuccini in viale Fra Ignazio a Cagliari accoglie gli indemoniati ogni mercoledì da mezzogiorno alle 21, dove fra Roberto Zaru, francescano per vocazione ed esorcista per "professione", dedica una mezz'oretta a ciascun "paziente", affermando che il diavolo "Certamente sì" esiste.

Illustrazione storica di San Antonio Abate e altri eremiti nel desdeserto

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