La figura di Fra Modestino da Pietrelcina, al secolo Damiano Fucci, si staglia nel panorama della spiritualità cappuccina come confratello, compaesano e discepolo prediletto di San Pio da Pietrelcina. La sua vita, interamente dedicata a Dio e al prossimo, è stata un ponte vivente tra la terra natale di Padre Pio e il suo operato a San Giovanni Rotondo, lasciando un'eredità di umiltà, preghiera e profonda dedizione.

Le Origini e i Primi Incontri con Padre Pio
Nato a Pietrelcina (BN) il 19 aprile 1917, Damiano Fucci ha vissuto 94 anni di intensa dedizione a Dio. La connessione con Francesco Forgione, il futuro Padre Pio, affonda le radici nell'infanzia: la madre di Fra Modestino, Anna, era coetanea e vicina di casa di San Pio. Le rispettive famiglie possedevano un piccolo podere a Piana Romana, dove spesso la mamma di Fra Modestino e Padre Pio, da bambini, si incontravano. Padre Pio, talvolta, accettava di accudire il piccolo Antonio, il primo dei tre figli della famiglia Fucci, per aiutare Anna nelle fatiche dei campi. Fin da piccolo, dunque, Damiano sentì parlare di Padre Pio.
Il primo incontro significativo con il frate stigmatizzato avvenne il 20 novembre 1940, alla vigilia della sua chiamata alle armi. Insieme alla madre, Damiano si recò a San Giovanni Rotondo per chiedere la benedizione del frate. Dopo la celebrazione, si confessò con Padre Pio. Lo sguardo penetrante del frate e le sue parole, un'esortazione chiara e diretta: «Uagliò, camminam dritt» e «Camminiamo dritto», rimasero impresse per sempre nel suo cuore, trasformandosi in un programma di vita.
La Vocazione e la Vita Religiosa
Nel 1944, il futuro Fra Modestino tornò a San Giovanni Rotondo e si trattenne per due settimane con Padre Pio. Durante questo periodo, manifestò il desiderio di abbracciare la vita religiosa. Padre Pio, in tono scherzoso, gli aveva già risposto in gioventù alla domanda: «Padre, ma Gesù mi chiama?», con un deciso «Sì, ti chiama».
Tuttavia, il percorso vocazionale fu guidato da una profezia. Padre Pio gli rispose che il Signore non lo chiamava a servirlo nell’Ordine dei Benedettini. Di fronte all’insistenza del giovane pietrelcinese, Padre Pio gli disse: «Se tu vuoi andare a Roma, vai. Però ti è stata riservata una bruttissima sciagura». Tre anni dopo, infatti, l’abbazia benedettina a cui pensava fu assaltata da rapinatori che pugnalarono a morte l’abate e lasciarono un fratello laico legato e imbavagliato, morto soffocato. «Quella sorte - raccontava Fra Modestino - era riservata a me». A seguito di ciò, Padre Pio gli ordinò di tornare al suo paese, prendere della biancheria e trasferirsi per un po’ di tempo a San Giovanni Rotondo. Qui, Damiano ebbe la possibilità di conoscere l’intimo rapporto che legava il Frate al Signore e decise di diventare anch’egli cappuccino. Padre Pio accolse la notizia con l’esortazione: «Paesano, non mi far fare brutta figura!».
Il 14 marzo 1946, all'età di 29 anni, entrò in noviziato nel convento di Morcone. L’anno successivo, il 18 marzo 1947, emise la prima professione di voti temporanei. Dopo aver svolto il servizio fraterno a Pietrelcina, Fra Modestino sentì maturare la sua chiamata alla consacrazione definitiva al Signore. Il 19 marzo 1950 emise la professione perpetua a Pietrelcina, legando la sua vita all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, di cui visse ben 65 anni.
Fratello laico, Fra Modestino svolse per decenni i compiti più umili del convento: fu portinaio, cuoco e addetto ai servizi quotidiani della fraternità.
Il Legame Profondo con Padre Pio
Fra Modestino da Pietrelcina è considerato da molti l’erede spirituale di Padre Pio, avendo goduto di un rapporto filiale privilegiato. Padre Pio non lo rimproverava mai, tranne una sola volta, quando gli chiese il catino con l’acqua calda per lavarsi i piedi. Fra Modestino glielo portò e Padre Pio gli disse: «Ora puoi andare». Tuttavia, Fra Modestino desiderava restare con lui per aiutarlo, temendo che il padre cadesse. Padre Pio replicò: «Va’, posso fare da solo». Fra Modestino uscì nel corridoio continuando a pensare: «Padre, ma perché vuoi rischiare di cadere?».
Un grande desiderio di Fra Modestino era sapere se Padre Pio avesse avuto o meno la famosa piaga sulla spalla. Quando Fra Modestino voleva ottenere qualcosa di speciale, faceva sacrifici, offriva rinunce, usava tanta carità verso il prossimo e soprattutto prolungate preghiere.
Dopo la scomparsa di Padre Pio, Fra Modestino si sentì investito della promessa di perenne assistenza che il suo illustre confratello gli aveva fatto. La sua vita divenne un’offerta per i peccatori: spingeva chiunque incontrasse ad accostarsi al sacramento della Riconciliazione. Per tutti i figli spirituali di Padre Pio, Fra Modestino aveva fissato un appuntamento con il rosario sulla tomba alle ore 21.00.

Profezie e Intercessioni di Padre Pio
Fra Modestino riporta nei suoi scritti diverse parole profetiche di Padre Pio, che hanno segnato profondamente la sua vita e quella di altri. Un esempio toccante riguarda la morte del padre di Fra Modestino. Dopo aver iniziato la sua vita religiosa a Pietrelcina, Fra Modestino fece visita ai genitori. Suo padre, tornato da poco da San Giovanni Rotondo dopo essersi confessato con Padre Pio, gli aveva chiesto: «Padre, quando ci rivedremo?». E Padre Pio aveva risposto: «Ci rivedremo nell’aldilà. Salutami il nostro paese». Queste parole turbarono Fra Modestino. L'indomani, suo padre morì a mezzanotte per un attacco cerebrale. Dopo otto giorni, Padre Pio consolò Fra Modestino e alla domanda se il padre fosse in paradiso, rispose: «Era figlio della colpa. Deve scontare la pena». Fra Modestino comprese che si trovava in Purgatorio e, su suggerimento di Padre Pio, fece celebrare messe gregoriane in suo suffragio. Dopo alcuni mesi, Padre Pio comunicò tramite Fra Giovanni Iamarrone: «Di’ a fra Modestino che suo padre è salvo. Si è salvato per le sue preghiere e per le sue intenzioni. Ora è in paradiso».
Un’altra significativa profezia riguarda Padre Luca, il guardiano di Pietrelcina. Nel 1947, Padre Luca, addolorato dalla probabilità di un trasferimento, si recò da Padre Pio. Quest'ultimo, vedendo il futuro, disse al confratello: «Guardiano del mio paese, vieni, diamoci un bacio», stringendolo forte al petto. Alla confidenza di Padre Luca: «Padre, ho lavorato e lavoro tanto per il suo paese, poi, alla fine, mi mandano via», Padre Pio rispose: «Stai tranquillo, figlio mio, tu rimarrai a Pietrelcina fino alla morte». Padre Luca fu rincuorato, ma un mese dopo si ammalò di paratifo, subentrò la meningite e rese la sua anima a Dio il 2 novembre di quell’anno. Nel gennaio successivo, Padre Pio inviò un messaggio: «Dì ai frati di Pietrelcina che padre Luca è salito in Paradiso la notte di Natale, con tanto splendore e tanta gioia, e che dal cielo prega per i suoi frati e per Pietrelcina».
Gli Anni a San Giovanni Rotondo e l'Apostolato
Il 17 gennaio 1969, Fra Modestino fu assegnato a San Giovanni Rotondo, dove si stabilì definitivamente come portinaio del convento. La sua porta divenne un luogo di incontro per pellegrini di ogni estrazione sociale, incluso il clero. Qui, memore della promessa ricevuta da Padre Pio, assicurava ai tanti che lo incontravano le sue preghiere per invocare l’intercessione del suo venerato compaesano, ottenendo numerose grazie dal cielo. Fino alla sua morte, Fra Modestino dedicò gran parte del suo tempo ad ascoltare le persone, offrendo parole di conforto e consigli ispirati alla sapienza evangelica.
La Morte e la Sepoltura
Fra Modestino da Pietrelcina morì il 14 agosto 2011, vigilia della Solennità dell’Assunzione di Maria, all’età di 94 anni, nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo. Alla sua morte, secondo il suo testamento olografico del 2 giugno 2009, ha chiesto di essere sepolto nella sua terra di origine, Pietrelcina. Le sue spoglie mortali furono in effetti sepolte a Pietrelcina il 17 agosto 2011, presso la chiesa conventuale della Sacra Famiglia.
Dopo la sua morte, Fra Modestino fu ricordato come una figura umile e riservata che, sotto la guida di Padre Pio, crebbe spiritualmente e diffuse la spiritualità del Santo. Numerose testimonianze attestano la sua santità e la grande devozione del Popolo di Dio verso di lui.
L'Apertura della Causa di Beatificazione e Canonizzazione
Con grande gioia per i suoi devoti, dopo aver ottenuto il nihil obstat della Congregazione dei Santi, l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo S. Ecc. Padre Franco Moscone ha firmato l’Editto con cui promuove la Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Fra Modestino da Pietrelcina. Di seguito, il decreto che dichiara Fra Modestino SERVO di DIO.
L’arcivescovo ha deciso «di promuovere la Causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio fra Modestino da Pietrelcina (al secolo Damiano Fucci), religioso professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, della Provincia di Sant’Angelo e Padre Pio (Foggia)», non chierico e figlio spirituale del Confratello stigmatizzato, «nato a Pietrelcina (BN) il 19 aprile 1917 e morto a San Giovanni Rotondo il 14 agosto 2011 in fama di santità». È quanto si legge nell’editto firmato il 28 luglio scorso dal Pastore diocesano e controfirmato dal cancelliere arcivescovile, don Matteo Tavano.
Il 14 settembre 2020 si è aperta l’inchiesta diocesana sulla sua vita e sulle sue virtù eroiche. Questo processo prevede la raccolta degli scritti, dei documenti e delle testimonianze, che verranno poi inviati alla Congregazione delle Cause dei Santi per la valutazione. Con lo stesso documento, padre Franco Moscone ha disposto che «quanti sono a conoscenza del Servo di Dio e conservano significativi ricordi e documenti utili alla Causa, ne diano relazione alla Cancelleria della nostra Curia arcivescovile o al Tribunale delegato, indicandone le fonti della propria conoscenza e apponendo alla stessa relazione la firma, la data e il proprio indirizzo» e ha invitato «tutti coloro che sono in possesso di scritti di qualsiasi genere […] a consegnarli quanto prima alla medesima Cancelleria della Curia arcivescovile o al Tribunale delegato, in originale o in fotocopia, debitamente autenticata dal nostro Cancelliere o dal proprio Parroco». L’editto sarà notificato «al Clero, ai Religiosi e» sarà affisso «alle porte delle chiese e degli oratori pubblici per la durata di due mesi».
In virtù di questo decreto, i festeggiamenti annuali in ricordo della sua morte, avvenuta il 14 agosto 2011, assumono un rilievo di particolare importanza. Come ogni anno, il 13 agosto, si tiene un incontro nella chiesa conventuale della “Sacra Famiglia” per il Santo Rosario, l’Adorazione Eucaristica e la Solenne Eucaristia, culminando con un saluto e un omaggio alla tomba di Fra Modestino.