La Festa di Maria Santissima del Monte a Racalmuto, celebrata tradizionalmente nel mese di luglio, rappresenta una delle feste più caratteristiche e belle dell'intero territorio e della provincia agrigentina. Dal 1503, i festeggiamenti in onore di Maria Santissima hanno tradizionalmente inizio durante la seconda settimana di luglio, accompagnati dall'entrata della banda cittadina.

Il Mito di Fondazione: La Leggenda della Madonna sul Monte
Quando la devozione popolare che circonda un santuario non trova riscontri documentali circa la sua origine, nascono i "miti di fondazione", leggende che, tramandate oralmente, tentano di chiarire il motivo e la genesi del culto. La storia della Madonna del Monte a Racalmuto è profondamente radicata in una di queste affascinanti leggende.
Secondo la leggenda, tramandata dagli anziani con numerose varianti, la giovane figlia di una fornaia assai povera si recò sul monte, dove c'era un bosco, per raccogliere un fascio di legna da portare alla madre per alimentare il fuoco del forno. Sul monte, le apparve una bella signora che le rivelò il desiderio di voler restare su quel luogo.
La ragazzina andò e riferì l'accaduto, ma non fu ascoltata e fu tacciata di essere una visionaria. Per ben tre volte si fece messaggera del desiderio della bella signora e, finalmente, il sacerdote decise di salire sul monte per andare a vedere con i propri occhi quello che la bimba le andava narrando.
Veduta l'immagine sfolgorante di Maria, formatasi miracolosamente su un grosso masso, il sacerdote decise che tale effigie doveva essere portata nella chiesa parrocchiale del paese per avere una degna collocazione. A questo scopo fece salire sul monte un carro trainato da due forti e muscolosi buoi.
Caricato il masso, una lunga processione di persone, sacerdoti in testa, iniziò la discesa verso il paese. Tuttavia, più i buoi procedevano e più il peso di quel masso cresceva. Giunti ai piedi della discesa, i due buoi non riuscirono più a proseguire e si inginocchiarono, tanto grande era il peso che gravava sul carro. Così fu chiaro a tutti che la Madonna voleva restare sul monte e fu lì che venne edificato il santuario.
Nel luogo dove i buoi si erano inginocchiati venne costruita una piccola edicola detta "La Madonnella". Ancora oggi, davanti ad essa, il clero e la popolazione, salendo al santuario nel giorno della festa, si inginocchiano e intonano l'antico inno liturgico Ave Maris Stella.

Il Santuario di Maria Santissima del Monte
Alla Madonna del Monte Regina di Racalmuto è dedicato il santuario che sorge in cima a una scenografica scalinata e che conserva una statua della Madonna col Bambino, di scuola gaginesca. La tradizione vuole che la scultura sia giunta in paese nel 1503.

Momenti Salienti della Festa: Fede e Folklore
Diversi momenti ricchi di fede e folklore caratterizzano la festa, tra cui il tradizionale carro trainato dai buoi, il corteo storico, i cavalli bardati a festa e la solenne processione del simulacro della Vergine.
Il Corteo Storico e la Processione del Venerdì
Il venerdì che precede il giorno di festa si svolge la tradizionale processione del simulacro della Madonna, posto sul carroccio trainato dai buoi. Questa rappresentazione rievoca l'ingresso del simulacro della Vergine a Racalmuto, la cui scultura, secondo la tradizione, giunse in paese nel 1503 e da allora, ogni anno nel mese di luglio, viene portata in processione.
L’arrivo della Madonna di lu Munti a Racalmuto è rievocata con una recita che va in scena nella serata di venerdì al termine di una suggestiva processione che vede il pregevole simulacro percorrere le vie del centro, trainato sopra il carro addobbato.
La processione ha inizio al termine della sfilata dei personaggi in costume del corteo storico, che indossano abiti cinquecenteschi a cavallo. Essi rappresentano i componenti della famiglia Del Carretto, Signori di Racalmuto, e i principi di Castronovo di Sicilia, città gemellata con Racalmuto, rievocando l’arrivo in paese del Principe Gioeni. Il corteo si conclude al Santuario della Madonna, dove le autorità locali offrono un omaggio alla compatrona.
La Pigliata di lu Ciliu
Un altro momento ricco di folklore e fede è la "pigliata di lu ciliu", ossia la presa del cero. Qui un gruppo di scapoli borghesi (i "Burgisi", degli Ugliara e dei Cicirara) si contendono la bandiera che ricopre un cero con l'immagine della Madonna, posto su un'alta torre in legno da parte degli "schetti".
Le Prummisiuni: Offerte dei Fedeli
Il giorno delle "prummisiuni", che cade di domenica, è un altro momento caratteristico della festa. Consistono in offerte di doni alla Madonna donate dai fedeli e portate a piedi o a cavallo presso il santuario. Uomini e donne, per grazia ricevuta, seguiti da muli bardati e carichi di sacchi di frumento, si recano a piedi al santuario. Alcuni devoti cavalieri fanno il loro ingresso al santuario dopo aver percorso al galoppo la scalinata che conduce all'entrata. Le prummisioni continuano anche nel pomeriggio.

La Conclusione dei Festeggiamenti
Le celebrazioni culminano con la processione della Vergine su un carro a forma di nave, conosciuta anche come "u triunfu". I festeggiamenti si concludono in bellezza con i fuochi d'artificio in piazza Barona.