Fabrizio Basile: L'Anima Vitivinicola di Pantelleria

Il viaggio a Pantelleria, l'isola del Mediterraneo nota come ‘Bent el Riah’, la figlia del vento, è un'immersione nel cuore di una terra unica. Nata da antiche eruzioni vulcaniche nel Canale di Sicilia, un crocevia culturale tra Europa e Africa, Pantelleria si estende su 83 km² a breve distanza dalla Tunisia e dalla Sicilia, offrendo un paesaggio davvero unico. La sua storia millenaria, segnata dal passaggio di diverse civiltà, ha lasciato un’impronta profonda sul patrimonio dell’isola, sia culturale che paesaggistico.

L'esplorazione dell'anima dell'isola passa attraverso le sue cantine, veri e propri scrigni di storia e tradizione. Simbolo di un'agricoltura eroica è l'Alberello Pantesco, riconosciuto Patrimonio UNESCO, da cui nascono uve Zibibbo di straordinaria qualità, materia prima per il celebre Passito di Pantelleria.

Veduta aerea dei vigneti ad alberello di Pantelleria

Cantina Basile: Tradizione, Passione e Innovazione a Bukkuram

Una Storia di Famiglia e Amore per la Terra

Visitare la Cantina Basile a Contrada Bukkuram è come entrare in un racconto di famiglia, dove la tradizione e la passione per la terra si fondono in ogni goccia di vino. Passeggiando tra i vigneti, è tangibile l’amore di Fabrizio per la sua terra, un’arte appresa dal padre e dal nonno, che hanno custodito questi terreni sin dagli albori del secolo scorso. La loro conoscenza dei segreti della terra, l’influenza del clima, l’importanza dell’esposizione al sole e della protezione dal vento, si traduce in vini che sono la pura espressione di Pantelleria.

Fabrizio Basile è un pantesco doc, in lui c’è la forza del vento, l’energia del vulcano, l’inquietudine del mare, il calore del sole e la scoperta di percorsi inesplorati. Ha deciso di ristrutturare i locali di un’antica falegnameria spagnola nella storica Contrada Bukkuram, a tre chilometri dal mare, per farne una cantina e un luogo dove accogliere amici e ospiti. Dopo la ristrutturazione del settecentesco “dammuso”, tipica abitazione di Pantelleria, nel 2006 avviene la prima vinificazione. Oggi la cantina produce 50mila bottiglie, con raccolta dell’uva e imbottigliamento fatti interamente sull’isola.

Accanto a lui c'è Simona Cavassa, oggi sua moglie. Milanese, pragmatica, risoluta, forte e tenace, Simona, con una carriera nella moda a Milano, ha scelto di lasciare la città nel 2004 e trasferirsi definitivamente nell’isola per seguire Fabrizio. La loro è una storia d’amore nata sull’Isola del Vento, in Sicilia.

Fabrizio Basile e Simona Cavassa tra i vigneti di Pantelleria

Fabrizio Basile: Il Vignaiolo Intraprendente

Vulcanico, intraprendente, spesso controcorrente, ma sempre fedele a se stesso, Fabrizio Basile è un vignaiolo che non ha mai smesso di investire sulla qualità dei suoi vini, senza prostrarsi passivamente alle richieste del mercato o alle mode del momento. «Il vino si fa in vigna» recita un antico detto, e questo Fabrizio lo ha imparato dal padre e dal nonno. Sapevano come lavorare la terra, conoscevano l’influenza delle condizioni meteorologiche sulla qualità del raccolto, l’importanza dell’esposizione al sole e della protezione dal vento che spesso soffia prepotente sull’isola.

Fabrizio è membro del consiglio di amministrazione del Consorzio Volontario di Tutela e Valorizzazione dei Vini a DOC dell’Isola di Pantelleria. Tra le sue proposte, l’introduzione della "menzione riserva" e la creazione di un’associazione di vignaioli di Pantelleria per differenziarsi da coloro che imbottigliano altrove in Sicilia. Lui e Simona sono giovani, instancabili, accoglienti e sempre sorridenti, un punto di riferimento per chi ha desiderio di autenticità.

Il Terroir di Pantelleria nei Vini Basile

Lo Zibibbo o Moscato di Alessandria non è solo la varietà dell’isola per Fabrizio e Simona, ma rappresenta una creatura da allevare, da crescere e da proteggere. La prima volta che è stato incontrato Fabrizio Basile, egli era alla guida di un piccolo escavatore, intento a mostrare come, a 2 metri di profondità, il sottosuolo cambiasse colore e si facesse più scuro, a testimonianza della presenza di acqua. Lo Zibibbo, in questo ambiente torrido e siccitoso, sopravvive e vive grazie alla straordinaria capacità di andare a trovare l’acqua là dove c’è, un esempio di resilienza in un ambiente apparentemente ostile.

I loro vini hanno l’isola dentro, con il vento, i pendii scoscesi e le viti che si affacciano sul mare. Il caldo torrido, il vento e l’energia del vulcano sono solo alcuni degli elementi che fanno, di ogni etichetta, un piccolo capolavoro. Assistere al processo di appassimento delle uve è emozionante non solo per la concentrazione di zuccheri e di aromi, ma per il cambio di sfumature nel colore delle uve e per il profumo che si sprigiona nell’aria.

Stesura Zibibbo per appassimento

Le Espressioni Enologiche di Cantina Basile

La Cantina Basile produce una gamma di vini che spaziano da bianchi secchi a passiti, tutti espressione autentica del territorio.

Vini Bianchi Secchi

Tra le proposte di Cantina Basile spiccano i vini bianchi secchi, dove lo Zibibbo è il protagonista, e un rosso inaspettato.

  • Zibibbo Secco (es. Sora Luna 2023): un vino solare, freschissimo, succoso, con note aromatiche e floreali molto eleganti di zagare, susine, ricordi di cedro e un effluvio di sentori della vegetazione dell’isola. Ha una chiusura quasi mentolata e tropicaleggiante tra ananas e mango. L'ingresso è molto verticale, con il vino che via via prende il suo spazio, sino a regalare sensazioni ricche, strutturate e con una perfetta corrispondenza naso-bocca, lasciando un effetto dissetante.

  • Trequartidiluna (Moscato di Alessandria): questo vino, prodotto in sole 1300 bottiglie, è un bianco secco macerato e affinato in tonneau di rovere per un mese, seguito da una maturazione in acciaio per 10 anni. In etichetta la frase “Se Trequartidiluna è nelle tue mani è perché ci conosci” indica i valori di amicizia, fedeltà e fiducia. Si tratta di un’evoluzione dell’interpretazione di Fabrizio Basile del Moscato di Alessandria. È un vino ricco, opulento, aristocratico e ambizioso, capace di competere con grandi Bianchi internazionali. Conquista per la sua acidità ancora sferzante nonostante i 13 anni trascorsi e una vena sapida protagonista. Note speziate di vaniglia, cardamomo e coriandolo impreziosiscono la beva, in un sorso ricamato nel suolo di Pantelleria. È un vino magico, vibrante, teso e mai arrendevole, seduttivo e perfetto in abbinamento a pesci affumicati, salumi e formaggi.

  • Cabernet Franc: un’altra sorpresa della Cantina Basile è il cabernet franc più a sud d’Italia, coltivato a soli 150 metri in linea d’aria dal mare.

Il Passito di Pantelleria: Un Nettare di Storia e Innovazione

Il passito di Pantelleria della Cantina Basile racchiude in sé profumi di agrumi canditi, dattero, fico secco e caramello, con un finale lungo, persistente e fresco che regala nuove note di cacao, menta e una bella sensazione salina. Sono tre i passiti di Basile assaggiati e apprezzati, ognuno con caratteristiche distintive.

  • Shamira: dedicato alla principessa Simona, questo passito di Pantelleria DOP ha vinto la gran medaglia d’oro al concorso “Mondial des vins extrêmes” nel 2016 con l'annata 2009. Il suo colore mattone deriva da Zibibbo in purezza, con aggiunta di uve appassite al sole durante la vinificazione. Ha in sé il calore di Pantelleria e, nonostante sia diventato maggiorenne con il 2024, dimostra una straordinaria gioventù. Incredibilmente fresco ed elegantissimo, presenta note di zafferano molto intense e ricordi di dattero, fico e miele. Si percepiscono anche sentori di origano, anice e alloro, con ricordi di salsedine e di scoglio bagnato. La sua acidità viva e l’eleganza, unite alla vena sapida comune ai vini di Fabrizio, lo rendono ammaliante. L’aromaticità del vitigno fa un passo indietro per lasciare spazio alla finezza.

  • Passito Sperimentale "Vino dei Pirati": Fabrizio sta sperimentando un passito maturato all’aperto in una botte scolma di castagno. Questo vino, che lui stesso definisce «dei pirati» per la sua intensità sulfurea che ne richiede poco, uscirà con la prima annata in meno di 500 bottiglie, offrendo un'esperienza che fa «sentire proprio Pantelleria».

  • Passito dal colore differente: con qualche lampo dorato, questo passito presenta al naso note immediate di chinotto, macchia mediterranea, noce moscata, ricordi eterei di smalto, nocciola e un finale che ricorda il caramello bruciato e le erbe quasi da vermouth. Il sorso ha una progressione incredibile, dalla profondità alla superficie in pochi attimi, con una metrica degustativa lineare, sempre caratterizzata da un tratto sapido. Il residuo zuccherino non limita la freschezza, per una chiusura tridimensionale.

  • Passito Giovanissimo: con sentori riconoscibili di albicocca e di pesca sciroppata e note fresche di glicine e ricordi mentolati. Fichi, datteri, frutta tropicale, pepe bianco e cannella si alternano ad alloro essiccato e a timo. È un vino ancora molto fruttato, accarezzato da note di miele, potenziate da sbuffi di liquirizia e di cappero. Un vino elegante, sottile al palato, che si muove danzando e soggiogando il degustatore, con calibro e proporzione e una lunga vita davanti.

Vetro di Passito di Pantelleria con riflessi ambrati

Abbinamenti Raccomandati per i Passiti

I passiti di Fabrizio Basile sono vini versatili, capaci di mutare abito a seconda dell'abbinamento. Sono stati degustati con formaggi come il Castelmagno, il Pecorino sardo e due erborinati, uno più dolce e uno più piccante, creando una perfetta comunione tra la dolcezza del vino e la parte amaricante delle muffe, in un connubio molto interessante dal punto di vista sensoriale. A seguire, l’immancabile pasticceria secca, con dolci di mandorle, nocciole e la sbrisolona mantovana, ha esaltato ulteriormente la complessità di questi nettari.

Pantelleria: Un Invito all'Esplorazione

Pantelleria è un’isola dove l’equilibrio tra uomo e natura si manifesta in un paesaggio ricco di biodiversità, tanto da essere diventata Parco Nazionale nel 2016. Oggi è una meta ambita per chi ama scoprire antiche vestigia, bellezze naturali, fenomeni termali e produzioni enogastronomiche di pregio. La produzione vinicola, con 343 viticoltori e 22 produttori di vini Pantelleria DOC, vanta una superficie DOC rivendicata di 359 ettari. La viticoltura gioca un ruolo centrale nell’economia dell'isola.

Pantelleria ha bisogno di giovani appassionati, desiderosi di custodire le tradizioni vitivinicole e di abbracciare l’innovazione nel rispetto del territorio. Le iniziative intraprese dal Consorzio, come i contratti di blocco spazio con ITA e l’introduzione di nuovi voli da Perugia, dimostrano un impegno concreto per migliorare l’accessibilità e promuovere le bellezze uniche dell'isola.

Se l’idea di scoprire quest’isola autentica e selvaggia vi stuzzica, lasciatevi guidare da questi consigli: gustate lo Zibibbo, esplorate le cantine, immergetevi nei paesaggi lunari e nelle calette nascoste. Pianificate la vostra visita in primavera o autunno, noleggiate un’auto o uno scooter per esplorare ogni angolo nascosto. Avventuratevi lungo i sentieri di trekking e le piste ciclabili e deliziate il vostro palato con la cucina pantesca. Non mancate di visitare il Lago di Venere e il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, tesori naturali di inestimabile valore.

tags: #fabrizio #basile #pantelleria