Etty Hillesum: un percorso di fede e speranza nella tormenta della Shoah

La figura di Etty Hillesum, giovane donna olandese che condivise il tragico destino di molti suoi connazionali ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, merita una profonda riflessione. Sebbene non fosse una filosofa o una teologa, né possedesse una formazione religiosa specifica, la sua voce risuona con una forza sorprendente, offrendo spunti di comprensione in un periodo storico segnato dalla barbarie.

L'eredità di Etty Hillesum: Diario e Lettere

Etty ci ha lasciato un'eredità preziosa racchiusa in alcuni quaderni trasformati in diario e in una manciata di lettere. Nonostante la mole esigua rispetto alla vasta letteratura sulla Shoah, le sue parole sembrano racchiudere una chiave di lettura per gli interrogativi suscitati da eventi come Auschwitz. Le sue riflessioni, maturate nel pieno dello sterminio, pur essendo frutto di una ricerca personale e non scientifica, offrono speranza e consolazione, fungendo da conclusione ideale per un'indagine profonda.

Ritratti di Etty Hillesum in giovane età

Origini e Famiglia: Un Contesto Complesso

Nata a Middelburg, Zelanda, il 15 gennaio 1914, Etty proveniva da una famiglia eterogenea. Suo padre, Louis Hillesum, ebreo assimilato e non praticante, insegnò lingue antiche ma dovette abbandonare l'insegnamento per problemi di salute e carattere riservato. La madre, Rebecca Bernstein, ebrea russa giunta in Olanda dopo un pogrom, possedeva una personalità forte e dominante, con cui Etty ebbe un rapporto inizialmente complicato, ma che si fece più affettuoso e solidale durante la persecuzione. La coppia ebbe altri due figli: Jacob (Jaap), brillante studente di medicina, e Michael (Mischa), dotato di talento musicale. Entrambi i fratelli soffrirono di problemi comportamentali e furono sottoposti a cure psichiatriche. Etty stessa, appassionata di lingue e letteratura, attraversò periodi di depressione e difficoltà psicologiche, con frequenti problemi di salute di natura psicosomatica. Si ipotizza che la fragilità dei figli potesse riflettere i conflitti tra i genitori, personalità diverse e poco equilibrate.

Tragicamente, nessuno dei membri della famiglia Hillesum sopravvisse allo sterminio nazista.

L'invasione dell'Olanda e la Vita ad Amsterdam

Il 10 maggio 1940, l'Olanda fu invasa dalle truppe naziste. La comunità ebraica locale era considerevole, composta sia da ebrei olandesi che da rifugiati tedeschi. Etty, laureata con scarso profitto in giurisprudenza, si era trasferita ad Amsterdam per approfondire lo studio delle lingue, in particolare il russo. Alloggiava presso un commerciante olandese non ebreo, Han Wegerif, con cui intrattenne una relazione amorosa.

Nella capitale, Etty iniziò a confrontarsi con le crescenti restrizioni imposte agli ebrei. Nonostante la sua situazione fosse relativamente privilegiata, trovando un ambiente accogliente e la possibilità di studiare, la morsa della persecuzione si stringeva.

L'incontro con Julius Spier e la Crescita Personale

Nel 1941, su consiglio di un'amica, Etty incontrò Julius Spier, ebreo tedesco fuggito da Berlino nel '39. Allievo di Jung, Spier era specializzato in psicochirologia, disciplina che studia la psiche attraverso l'analisi delle mani. Ad Amsterdam, continuò la sua attività, attirando un nutrito gruppo di clienti, soprattutto donne. Etty rimase profondamente affascinata da Spier, frequentandolo assiduamente e passando dal ruolo di paziente a quello di assistente. La loro relazione fu complessa, un intreccio indissolubile di attrazione fisica e comunione spirituale.

Spier svolse un ruolo cruciale nella vita di Etty, guidandola in un percorso di crescita e maturazione personale. Grazie a quest'uomo colto e dotato di profonda interiorità, Etty intraprese un cammino che le trasformò l'esistenza, portandola alla scoperta della fede e a compiere scelte radicali.

Ritratto di Julius Spier

Il Consiglio Ebraico e l'Esperienza di Westerbork

Mentre la persecuzione nazista si intensificava, Etty accettò, seppur con riluttanza, di entrare nel Consiglio Ebraico nel 1942, convinta di poter essere utile alla sua gente. Il suo compito consisteva nell'assistere gli ebrei in partenza per i campi di sterminio. Questa esperienza la mise a contatto con la terribile realtà del campo di transito di Westerbork, luogo di raduno prima dei trasporti verso i luoghi di annientamento. Qui incontrò numerose persone, tra cui le sorelle Edith e Rosa Stein, prima della loro deportazione.

Dopo la morte di Spier per malattia il 15 settembre 1942, Etty si dedicò interamente al lavoro nel campo, alternando periodi di soggiorno ad Amsterdam per motivi di salute. Durante questi soggiorni, rifiutò categoricamente le proposte di fuga degli amici.

La Deportazione ad Auschwitz

Nel 1943, i genitori di Etty e suo fratello Mischa la raggiunsero a Westerbork. Per stare loro accanto, Etty non abbandonò più il campo. Nonostante i tentativi di amici di salvarli, il 7 settembre 1943, Etty e la sua famiglia salirono sul treno diretto ad Auschwitz.

Una "Giovane Donna Come Tante Altre": La Complessità di Etty

Prima di addentrarsi nei messaggi più significativi del suo Diario e delle Lettere, è importante sottolineare che Etty Hillesum fu una "giovane donna come tante altre". La sua vita fu caratterizzata da inquietudine, insoddisfazione e periodi di depressione. Cercò un senso alla sua esistenza attraverso relazioni complesse, consapevole che queste non potessero offrirle una risposta definitiva. Divenne l'amante di un uomo più grande, forse alla ricerca di una figura paterna assente, e mantenne questo legame nonostante l'incontro con Spier, anch'egli coinvolto in una relazione preesistente.

Etty interruppe volontariamente una gravidanza indesiderata, motivando la sua scelta con il desiderio di non mettere al mondo un essere "infelice", preoccupazione forse legata alla difficile condizione degli ebrei e alle problematiche psichiatriche familiari.

Il Cammino Spirituale: Dalla Ricerca Interiore alla Fede Autentica

Nonostante le sue imperfezioni e inquietudini, Etty intraprese un affascinante cammino di ricerca spirituale. Questo percorso la condusse alle radici della sua interiorità, permettendole di accedere a una fede autentica e di scoprire la presenza di Dio dentro e fuori di sé. Una fede profonda, viva, che trascendeva ogni definizione religiosa convenzionale.

Questo percorso, stupefacente per la sua rapidità (poco più di due anni) e le drammatiche circostanze in cui si svolse, le permise di scoprire se stessa e la propria dignità in un periodo in cui i nazisti cercavano di disumanizzare gli ebrei. Anche l'ambiente familiare non era sereno, e lei stessa era una ragazza "per certi versi inquieta".

Il Dialogo con Dio: Preghiera e Lode

Mentre molti deportati si interrogavano sul silenzio di Dio, Etty iniziò a cercarLo e a parlarGli, desiderando trovarGli un posto dentro di sé. Instaurò con Lui un dialogo franco e aperto, quasi "a tu per Tu", in cui la preghiera si trasformava in inno di lode, talvolta assumendo tratti poetici. Rassicurata da questo "alleato", Etty riuscì ad affrontare la realtà con onestà e coraggio, senza smettere di amare l'esistenza.

La Fede Attraverso Julius Spier e una Spiritualità Originale

L'avvicinamento alla fede di Etty, ebrea non praticante e priva di formazione religiosa, avvenne in gran parte attraverso la relazione con Julius Spier, da lei definito "intermediario" tra sé e Dio. Prima di questo incontro, la religione non occupava un posto nella sua vita. Tuttavia, anche dopo, Etty mantenne una posizione originale: pur riscoprendo la sua identità ebraica "grazie" alle persecuzioni naziste, non può essere ascrita a una comunità o fede religiosa specifica. Non era ebrea nel senso stretto, né pienamente cristiana, sebbene nel suo Diario si avverta un'atmosfera evangelica e riferimenti al Nuovo Testamento.

Ciò che Etty desiderava era incontrare Dio nella sua vita, percepirne la presenza in ogni respiro, scorgerlo negli occhi altrui, sperimentarlo nella propria esistenza senza la mediazione di testi sacri o istituzioni.

Il diario di Etty Hillesum

"Dentro di me c'è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c'è Dio."

Etty descriveva la sua interiorità come una sorgente profonda dove risiedeva Dio. A volte riusciva a raggiungerla, altre volte era coperta da "pietre e sabbia", e allora Dio era "sepolto". La sua ricerca implicava un lavoro di "dissotterramento", un'immersione nella propria fonte interiore per raggiungere una comprensione più profonda di sé e della presenza divina.

Il suo percorso era chiaro: prima di tutto, era necessario confrontarsi con la propria "fonte interiore", analizzandola con lucidità e realismo, senza trascurare gli aspetti meno positivi. Solo dopo, poteva scoprire che questa interiorità così ricca era abitata da una presenza più grande: Dio. Senza aver rimosso le "inquietudini, i dubbi, le miserie esistenziali", Etty non avrebbe potuto "dissotterrare" Dio nel suo cuore.

Un Dio Intimo e Vicino: Il Dialogo e la Responsabilità

Ciò che Etty incontra è un Dio intimo e vicino, con cui dialogare apertamente. Un amico a cui confidare le difficoltà delle dure giornate a Westerbork e chiedere forza per affrontarle con serenità. Una presenza che, sebbene a volte fragile e bisognosa di essere "dissepolta", non cessa mai di essere fonte di vita e coraggio.

Il tono intimo e colloquiale con cui Etty si rivolge a Dio nel suo diario rivela le sue origini ebraiche. Utilizzando le parole del filosofo ebreo A. J. Heschel, il suo profondo coinvolgimento con Dio è dominato dal pathos, categoria ermeneutica che definisce la logica e il linguaggio dell'approccio al divino, permettendo una comprensione più autentica.

La Prospettiva Rivoluzionaria di Etty: L'Uomo Preoccupato per Dio

Secondo Heschel, Dio si preoccupa per l'uomo. Etty, invece, ritiene che, in tempi dominati dall'odio e dalla crudeltà, spetti all'uomo preoccuparsi per Dio. In un periodo in cui molti ebrei si chiedevano se fosse ancora possibile credere, e le promesse fatte ai patriarchi sembravano infrante, Etty comprese che il rapporto tra Dio e l'uomo non si era interrotto, ma si basava su presupposti diversi. Non si interrogò sul perché gli ebrei venissero perseguitati o sul silenzio divino, ma accettò il mistero.

Capì che, mentre ci sarebbe stato un tempo per le domande e le risposte, in quel momento l'uomo poteva solo scegliere come affrontare l'oscurità dilagante. Etty scelse di chiedersi cosa l'uomo potesse fare per Dio, ritenendo che la responsabilità degli eventi ricadesse unicamente sull'uomo e sulla sua malvagità, che aveva allontanato Dio. Se Dio taceva, era perché l'uomo non era più in grado di ascoltare la Sua voce. Etty era convinta che anche Dio soffrisse insieme agli ebrei.

Consigli per un Partner non Condividente la Fede

Il testo include anche una sezione che affronta la complessa questione di come comportarsi quando la persona amata non condivide la propria fede. Vengono offerti diversi spunti di riflessione e consigli pratici:

  • Non scartare a priori: Non chiudere la porta a una persona solo perché non condivide la stessa fede. Dio chiama tutti.
  • Invita a partecipare: Invita il partner ad attività religiose o sociali, senza vergognarti delle tue abitudini e tradizioni.
  • Godetevi momenti insieme: Condividete interessi comuni come musica, sport, teatro o letteratura.
  • La vita intima è privata: Non è necessario esporre pubblicamente promesse di castità o verginità; queste tematiche richiedono tempo e conoscenza reciproca.
  • Amare come Gesù: Implica impegno e rinuncia, ma è importante conoscere i propri limiti e non permettere che i propri valori vengano compromessi.
  • Non aver paura di dire "no": Non cedere a pressioni o manipolazioni per timore di perdere la persona amata.
  • Conosci il suo mondo: Il fatto che una persona non sia cristiana non la rende automaticamente "cattiva". Apriti al suo mondo, alle sue attività e ai suoi amici.
  • Supera le paure: Non temere il giudizio dei suoceri o l'ingelosimento dei fratelli. Conosci la sua famiglia e i suoi amici.
  • Usa la libertà: Prendi decisioni consapevoli nella relazione, valutando oggettivamente se essa stia andando nella giusta direzione.
  • Il "giogo estraneo": San Paolo ammonisce a non unirsi sotto un "giogo estraneo", metafora che suggerisce l'importanza di condividere la stessa fede per un cammino comune.
  • Non trascurare i Sacramenti: Attenzione alle attività di coppia che escludono la vita spirituale.
  • Rialzati con ostinazione: La perseveranza è fondamentale.
  • Cerca qualcuno di maturo con cui parlare: Condividi le tue esperienze con persone sagge e spiritualmente preparate.
  • Diventare santi insieme: Non si tratta di imporre i propri valori, ma di viverli come coppia per crescere spiritualmente.
  • Affronta i dubbi: Poni domande concrete sulla relazione, sul futuro, sui figli e sulla compatibilità dei valori.
Coppia che studia insieme la Bibbia

Testimonianza di un Lettore: La Sfida di un Amore Interreligioso

Un lettore, Luca, condivide la sua dolorosa esperienza. Sposato con una donna dominicana, ex pentecostale, si trova in crisi a causa delle pressioni della cugina di lei, pastora, che insiste affinché Luca diventi pentecostale per poter stare con sua moglie. Nonostante l'impegno di Luca nel percorso religioso e il sostegno della sua pastora, la sua incapacità di dichiararsi "convertito al 100%" porta a ripetute separazioni, causate dalla moglie, succube della cugina.

Luca esprime il suo dolore e la disperazione, chiedendo consiglio su dove stia l'errore, se suo o della moglie, temendo di mettere in difficoltà la sua pastora.

Simbolo cristiano della croce e della Bibbia

Risposta e Consigli per Luca

La risposta a Luca sottolinea il pericolo di cercare di compiacere la moglie a tutti i costi, annullandosi. Viene evidenziata l'importanza di accettare l'altro così com'è e di dare tempo alla fede di maturare. Viene criticato il comportamento della moglie e della cugina pastora, che sembra agire indebitamente. Si consiglia a Luca di parlare apertamente con la moglie, chiedendo tempo e collaborazione, e, in caso di mancato ascolto, di considerare di lasciarla andare, poiché la situazione potrebbe ripetersi.

tags: #evangelico #non #esco #mai #mai #un