L'Imposizione delle Mani: Significato, Storia e Pratica nel Cristianesimo

L'Imposizione delle Mani (IDM) è un gesto antico e profondamente significativo nella vita della Chiesa, considerato carico di efficacia spirituale, talvolta di guarigione fisica. Praticato sia da chierici che da laici, questo gesto si è evoluto nel tempo, mantenendo però la sua essenza come preghiera e canale della grazia divina. L'insegnamento su questo tema ci è stato trasmesso attraverso le testimonianze dei Padri della Chiesa e la Sacra Scrittura, offrendo un quadro completo della sua rilevanza.

L'Imposizione delle Mani nella Tradizione Patristica

I Padri della Chiesa hanno ampiamente documentato l'uso e il significato dell'Imposizione delle Mani nelle prime comunità cristiane.

Testimonianze dei primi secoli

  • Sant'Ireneo di Lione (circa 200 d.C.) parla dell'IDM come di un gesto spesso ricorrente nelle comunità dei credenti.
  • Tertulliano (circa 220 d.C.) attesta con grande chiarezza che l'imposizione delle mani per guarire ed espellere gli influssi degli spiriti maligni era una pratica estesa ad ogni cristiano, come dimostrato dalla sua esortazione: "Si porti qui una persona di cui consta che è tormentata da un demonio."
  • Sant'Ambrogio (397 d.C.) riteneva ovvia nella Chiesa la presenza di persone alle quali era stato concesso il dono delle guarigioni da praticare con l'imposizione delle mani. Tuttavia, ammoniva coloro che avevano ricevuto questo dono a non pensare che la guarigione dipendesse da un potere particolare della loro persona, ma da un intervento gratuito e imprevedibile del Signore, ricordando le parole di Cristo: "Nel mio nome scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti, e se avranno bevuto qualcosa di mortifero, non ne riceveranno alcun nocumento, imporranno le mani sugli ammalati e questi guariranno" (Mc 16,17-18). Sottolineava che "in tutte queste facoltà, niente proviene da un potere proprio dell'uomo; in esse è in azione la grazia del dono divino".
  • Sant'Agostino (430 d.C.) trattava dell'imposizione delle mani come di un gesto usato in varie circostanze nella vita della Chiesa, sia dai successori degli Apostoli sia dai semplici fedeli. Insegnava che l'IDM è da identificare con una preghiera rivolta al Signore per ottenere qualcosa che contribuisce alla nostra santificazione. "L'imposizione delle mani", scrive, "non è come il Battesimo che non si può ripetere. Che altro è infatti, se non una preghiera sull'uomo?" (De Baptismo contra Donatistas 3,16,21, PL 43,148). Questa pratica non è direttamente collegata all'ufficio dei sacerdoti, ma alla volontà di ogni credente con un cuore ben disposto che interviene, pregando in questo modo, a favore di chi soffre malattie, infermità e possessioni diaboliche. Egli evidenziava che questa preghiera diventa necessaria specialmente nei casi in cui il maligno "invade l'anima dal di fuori e conturba i sensi e produce una specie di furore negli esseri umani. Coloro che presiedono allo scopo di allontanare questo disturbo impongono la mano ed esorcizzano, cioè si servono del ricorso a scongiuri ed aiuti divini per scacciarlo" (De beata vita 3,18, PL 32,968).
  • Aponio (circa 430 d.C.) paragonava le mani di coloro che avevano ricevuto il carisma delle guarigioni e dell'espulsione dei demoni alle mani di Cristo. Il Signore si serve delle loro mani per mettere i corpi degli infermi e degli ossessi sotto il potere dello Spirito Santo, affermando che "Sono mani di Cristo coloro ai quali è stato concesso il potere di scacciare via gli spiriti immondi... Questi credenti esercitano l'operazione delle potenze, che snervano le forze del diavolo e mediante le quali il diavolo, cacciato fuori abbandona le anime o i corpi su cui stava accovacciato come un leone sulla preda."
  • San Cirillo di Alessandria (444 d.C.) collegava il valore dell'IDM con la santificazione e purificazione che Cristo opera nel corpo di coloro che comunicano con lui mediante l'azione del suo Santo Spirito, notando che "Il corpo con il tocco della mano comunica la santificazione" (cf Mt 8,3) e che "Gli concesse in aggiunta il tocco della mano affinché noi imparassimo come il suo santo corpo sia efficace per la purificazione."
  • San Pietro Crisologo (circa 450 d.C.) predicava che le promesse fatte da Cristo ai credenti costituiscono la somma prova della nostra fede. In virtù della sua fede, il credente che vive in piena comunione con Cristo diventa il primo medico di se stesso, e il suo corpo diventa portatore di energie risananti, tanto che ogni vero credente può essere chiamato ad allontanare, mediante il contatto fisico con la sua persona, le malattie e gli influssi malefici. Egli dichiarava: "Che i demoni, cioè gli antichi nemici, vengano scacciati dai corpi umani, che da un'unica bocca venga proferito un linguaggio vario di lingue, che i serpenti vengano toccati e per opera di Cristo non subiamo gli effetti dei loro veleni, che le bevande avvelenate non ci apportino per mezzo di Cristo nocumento alcuno, che le malattie dei corpi vengano allontanate al contatto con una persona che predica Cristo: questo, o fratelli, è somma prova della nostra fede." (Mc 16,17-18).

Esempi di Imposizione delle Mani e doni di guarigione

  • Sant'Eufrasia (410 d.C.) è descritta come una donna che aveva un particolare dono per scacciare i demoni.
  • Sulpizio Severo (circa 420 d.C.), nella "Vita di S. Martino" (397 d.C.), racconta che il Santo solo con la sua presenza creava terrore nei diavoli. S. Martino, nell'esorcizzare, non imponeva le mani su nessuno né rivolgeva parole di rimprovero, ma si ritirava in preghiera, prostrato a terra, e i demoni confessavano i loro crimini e si allontanavano.
  • San Gregorio di Tours (594 d.C.) elogia l'importanza dei benefici che il Signore opera tra i credenti mediante i carismi di guarigione, ma mette in guardia dalle illusioni che possono essere causate da interventi del maligno, permettendo tali illusioni per mettere alla prova la sincerità della fede. Un esempio è il racconto della guarigione di un giovinetto afflitto dal diavolo tramite l'eremita Menegonda che usò saliva e una foglia verde. Altro episodio è quello del diacono Secondello, illuso dal diavolo che si presentò come Cristo, compiendo guarigioni che non provenivano da Dio.
  • Sant'Isidoro di Siviglia (636 d.C.) parla di un riconoscimento da parte dell'autorità ecclesiastica a coloro che avevano il carisma delle guarigioni, riconoscimento che comportava l'uso di formule ufficialmente approvate. Ai suoi tempi, l'imposizione delle mani era un gesto molto comune unito a una supplica allo Spirito Santo per le guarigioni promesse dal Signore.

L'Imposizione delle Mani nella Sacra Scrittura

I Segreti Sepolti della Bibbia

La Sacra Scrittura fornisce un fondamento solido per la pratica dell'imposizione delle mani, evidenziandone gli scopi e i contesti.

Nel Vecchio Testamento

  • L'IDM è usata come modo per benedire i bambini, come Giacobbe che benedice i suoi nipoti (Gen 48,14).
  • È usata per ordinare o consacrare qualcuno per il ministero. Il popolo di Israele impone le mani sui Leviti per consacrarli al servizio del Signore (Num 8,9-10). Mosè impone le mani su Giosuè per comunicargli autorizzazione e potenza quale suo successore (Num 27,18-23; Dt 34,9).
  • Un utilizzo speciale si trova in Levitico (1:4; 3:2, 8, 13; 4:4, 15, 24, 29, 33; 16:21) e Esodo (29:10, 15, 19; Numeri 8:12), dove il sacerdote pone le mani sul sacrificio per spostare la maledizione di Dio sull'animale invece che sul popolo peccaminoso.

Nel Nuovo Testamento

  • Gesù impone le mani sui bambini come gesto di benedizione (Marco 10,16). Più spesso, però, usa l'IDM come mezzo di guarigione, come per l'uomo cieco (Marco 8,23-25), la donna curva (Lc 13,11-13) e la gente malata a Nazareth (Mc 6,5). Impone le mani anche per la liberazione dall'afflizione diabolica (Lc 4,40-41) e per risuscitare i morti (Mt 9,18, 25).
  • Il Signore Gesù lasciò detto: "Imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno" (Marco 16:18).
  • Negli Atti degli Apostoli, dopo l'ascensione di Gesù, i suoi apostoli diventano le Sue mani e guariscono toccando. L'IDM diventa anche un mezzo per impartire la pienezza dello Spirito Santo ai nuovi credenti (At 8,17-19; 19,6), considerata dalla tradizione cattolica la base biblica per il sacramento della Cresima.
  • In Atti 28:7-10, Paolo guarisce il padre di Publio, uomo principale dell'isola di Malta, che era a letto colpito da febbre e dissenteria. Paolo pregò, gli impose le mani e lo guarì. Dopo questo, anche altri malati sull'isola vennero e furono guariti.
  • L'IDM è un modo per dare un mandato alle persone a svolgere un nuovo compito o missione. Ad esempio, quando la chiesa scelse sette uomini come assistenti ufficiali degli apostoli, questi furono presentati, e gli apostoli, dopo aver pregato, imposero loro le mani (Atti 6:6). Lo stesso avvenne per Barnaba e Saulo, messi da parte dallo Spirito Santo per l'opera a cui erano chiamati (Atti 13:2-3).
  • In 1 Timoteo (4,12-14), Paolo esorta Timoteo a non trascurare il dono che gli è stato conferito, mediante una parola profetica, con l'imposizione delle mani da parte dei presbiteri.
  • Il Nuovo Testamento è ricco di momenti in cui c'è imposizione delle mani. Gesù ha impiegato l'imposizione delle mani come segno di misericordia, perdono e salvezza, e per ridare la vita alla figlia di Giairo (Mt 9, 18).
  • Marco 16:17-18: "Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto: nel nome mio scacceranno i demòni; parleranno in lingue nuove; prenderanno in mano dei serpenti; anche se berranno qualche veleno, non ne avranno alcun male; imporranno le mani agli ammalati ed essi guariranno."
  • Giacomo 5,13-16 invita alla preghiera per chi è sofferente o infermo, suggerendo di chiamare gli anziani della chiesa affinché preghino su di lui, ungendolo di olio nel nome del Signore, affinché la preghiera della fede salvi il malato e il Signore lo risani.

Conclusioni Dottrinali e Pastorali sull'Imposizione delle Mani

Nella vita della Chiesa di tutti i tempi si possono distinguere tre specie di Imposizione delle Mani.

Forme dell'Imposizione delle Mani

  • Forma Sacramentale: L'IDM è un gesto che riveste un significato particolare quando è riservato ai Vescovi o ai Sacerdoti (es. Confermazione, Ordinazione, Unzione degli Infermi). Basata su questo fondamento biblico, l'imposizione delle mani ha un posto importante nei sacramenti della Chiesa, come la Cresima e l'Ordine. Nella Cresima, l'imposizione delle mani conferisce lo Spirito Santo in un modo unico, completando la grazia del battesimo.
  • Forma Benedizionale: L'IDM è un gesto da praticare secondo le prescrizioni del Rituale delle Benedizioni, che prevedono casi nei quali laici e laiche sono invitati a praticare benedizioni in cui non si esclude, anzi si incoraggia, il gesto evangelico dell'IDM (cf BEN n, 27).
  • Forma Carismatica: È un gesto evangelico che va messo sullo stesso piano del dono delle lingue, destinato a far parte dei segni che "accompagneranno quelli che credono" (Mc 16,17). Il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 1508), ispirandosi agli insegnamenti di S. Paolo (cf 1Cor 12,9.28.30), ammette che nelle comunità cristiane "lo Spirito Santo dona ad alcuni un carisma speciale di guarigione per manifestare la forza della grazia del Risorto". La Chiesa non ha mai dato direttive dottrinali o pastorali che, in linea di principio, vietassero ai Christifideles Laici di imporre le mani sulle persone con le quali e per le quali pregano.

Principi e Discernimento nella Pratica

icona di due mani che si stringono in segno di solidarietà e cura

L'imposizione delle mani, pur non essendo un atto magico, è un "mezzo di grazia" e affianca parole di raccomandazione e preghiere collettive per coloro che credono. È un atto di fede e obbedienza alla Parola di Dio.

  • È importante che il fedele laico abbia purezza di intenzione e sia un esempio di sana vita cristiana, molto legato alla vita della Chiesa e goda di buona reputazione.
  • Le imposizioni delle mani devono portare ai sacramenti e a una vita ecclesiale migliore e più autentica, e non devono essere un sostituto dei sacramenti.
  • È fondamentale togliere a questo gesto tutto ciò che potrebbe privarlo del suo carattere cristiano e sacro, non dandogli un carattere magico o esoterico.
  • Durante le Messe di guarigione, bisogna tener conto che tutte le Messe sono sante e guariscono.
  • Non bisogna dogmatizzare sui dettagli di forme, tempi e luoghi.
  • L'imposizione delle mani e l'unzione con olio vanno di pari passo con la preghiera.
  • Il discernimento è cruciale per comprendere le vere necessità del fratello, distinguendo tra desideri umani, problemi psicologici, legami con idolatrie o la necessità di preghiere di guarigione interiore o liberazione.
  • È importante prepararsi con la preghiera personale, chiedendo al Signore di coprire con il suo Sangue e la sua protezione.
  • L'atteggiamento di fede è indispensabile; la preghiera perde efficacia se i partecipanti non credono fermamente nella possibilità di guarigione.
  • Nel gruppo di preghiera, ci deve essere unità spirituale e sottomissione l'uno all'altro, senza prevaricare.
  • È meglio evitare la presenza di parenti o amici della persona per cui si prega, per favorire l'apertura del cuore.
  • In caso di liberazione, l'intimazione allo spirito di disturbo deve avvenire senza creare danno ai presenti, distinguendo tra possessione e isterismo. Non è necessario assecondare situazioni di isteria.
  • L'esercizio dei carismi attraverso l'imposizione delle mani non ha niente a che vedere con poteri paranormali o fluidi nelle mani. Non si devono imporre le mani sulle parti malate per non confondersi con la pranoterapia.
  • Non vanno imposte le mani a chi non desidera ricevere tale preghiera.
  • Questa pratica serve come mezzo di grazia per il candidato, per confermare la chiamata di Dio tramite la chiesa e per fornire un momento tangibile e concreto da ricordare nelle difficoltà che accorreranno durante il ministero.
  • L'imposizione delle mani è un mezzo della grazia di Dio anche per le autorità che commissionano, le quali espandono il loro cuore ed il loro lavoro ad una persona fidata. In tutto ciò, colui che dà e benedice è solo Dio.

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