La **ESSICCATOIO BOZZOLI SOCIETA' COOPERATIVA AGRICOLA** è un'azienda con sede in Italia, specificamente nelle regioni di Trieste e Friuli-Venezia Giulia, con particolare riferimento a Basiliano. Operativa nel settore agricolo sin dal 1920, l'azienda impiega un team composto da 20 a 49 dipendenti.
La cooperativa si dedica primariamente alla **produzione** di **Cereali e granaglie** e **Oleaginose**, destinati in prevalenza al mercato nazionale. La sua struttura produttiva è altamente specializzata nella fornitura di prodotti per l'agricoltura, la silvicoltura, l'itticoltura e l'orticoltura, garantendo sia la qualità che la conformità ai rigorosi requisiti del settore.

Servizi e Consulenza della Cooperativa
L'attività svolta dalla Società Cooperativa Agricola si prefigge di migliorare la resa economica dei Soci conferenti. Ciò avviene attraverso la razionalizzazione, l'incremento, la valorizzazione e la tutela della produzione agricola conferita.
La cooperativa invia inoltre informative agronomiche ai soci, finalizzate a migliorare la qualità dei prodotti senza trascurare l'aspetto fondamentale della sostenibilità ambientale. Questa rappresenta una valida soluzione per tutti i Soci che hanno la necessità di conferire la propria produzione.
Gli impianti della cooperativa sono stati rinnovati e potenziati in linea con le esigenze dei nuovi mercati e dei vari prodotti, a beneficio della crescita e della congrua remunerazione degli Agricoltori associati.
Consulenza Agronomica
Grazie ad una continua attività di ricerca sul mercato, l'Essiccatoio Bozzoli è in grado di indirizzare i propri associati nelle scelte colturali più idonee ai patti di filiera. Questo include:
- Procedure corrette delle buone pratiche agricole.
- Linee guida per il controllo e la prevenzione delle micotossine in campo.
- Buone prassi nella fase di raccolta.
Aree di Attività e Presenza
L'azienda opera e serve diverse località, tra cui:
- Aquileia
- Basiliano
- Fossalon
- San Vito al Torre
- Fauglis di Gonars
- Coderno di Sedegliano
- Turrida di Sedegliano
- Dignano
- Pozzo di Codroipo
La sede si trova in Via Napoleonica, N. Castions di Strada (UD).
La Storia dell'Essiccatoio Cooperativo Bozzoli di San Vito al Tagliamento
A metà del XIX secolo, San Vito al Tagliamento emerse come il secondo centro più popolato della regione. La sua economia, principalmente agricola, fu favorita dalla nobiltà latifondista. In questo periodo si registrò anche il consolidamento delle manifatture locali con il sorgere di filande e filatoi, grazie allo sviluppo della produzione serica che si diffuse in Friuli durante la prima metà dell'Ottocento.
Contributi Chiave alla Bachicoltura Friulana
Una figura di particolare importanza fu quella di **Paolo Giunio Zuccheri** (San Vito al Tagliamento, 2 luglio 1807 - 17 dicembre 1886). Egli non solo innovò e modernizzò la sua produzione agraria, ma realizzò anche una filanda, dotandola a partire dal 1852 di una caldaia a vapore all'avanguardia, con trentadue bacinelle. Nel 1844, creò un «opificio di Torcitojo». I suoi manufatti serici furono particolarmente apprezzati a Vienna, tanto che l'Imperiale regia camera aulica generale gli riconobbe per un quinquennio il beneficio esclusivo sull’impiego dei sistemi di filatura da lui brevettati.
L'attività della filanda di Zuccheri venne interrotta, con ogni probabilità, nel 1917 a causa dell’occupazione austro-ungarica.

Nascita e Sviluppo dell'Essiccatoio Cooperativo
Nel 1924, lo stabile della filanda fu acquistato dall'**Essiccatoio cooperativo bozzoli**, costituitosi il 30 gennaio 1920. Alla sua presidenza venne nominato **Andrea Pascatti** (San Vito al Tagliamento, 21 agosto 1881 - 11 giugno 1957), già fondatore a San Vito nel 1913 del primo essiccatoio sociale, il quale lo diresse per circa trent'anni.
Tra la fine dell'Ottocento e fino alla metà del Novecento, la produzione serica riprese vigore in tutto il territorio friulano e veneto, dopo la battuta d'arresto registrata intorno agli anni Sessanta del XIX secolo a causa della pebrina.
Dal 1920 al 1928, l'Essiccatoio cooperativo bozzoli di San Vito registrò il più alto ammasso di bozzoli di tutta la provincia. Il progetto del nuovo stabilimento di via Fabrici, approvato l'8 giugno 1930, fu successivamente realizzato grazie anche al contributo straordinario stanziato dal Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste.
Descrizione dell'Impianto Storico
L'impianto dell'Essiccatoio di San Vito, oltre ai magazzini e al camino per la caldaia, venne dotato di due essiccatoi ad aria calda e a funzionamento automatico del tipo Bianchi-Dubini. Ciascuno di essi era capace di stufare in ventiquattro ore quindici tonnellate di bozzoli freschi.
In tutta la sua lunga attività, l'essiccatoio sanvitese promosse e sostenne la **bachicoltura** e la **gelsicoltura**, bandendo concorsi per migliorare l'allevamento dei bachi e la coltivazione dei gelsi. Favorì inoltre l'impiego delle camere di incubazione con delle sovvenzioni.
Declino e Riqualificazione
A partire dagli anni Cinquanta, la produzione registrò una battuta d'arresto a causa della ripresa dell'emigrazione, ma soprattutto della crisi del mercato della seta dovuta alla concorrenza del Giappone e alla commercializzazione del nylon. Il 12 ottobre 1971, l'attività bacologica nel territorio sanvitese veniva dichiarata ormai inesistente e il consiglio di amministrazione dell'essiccatoio deliberò di affittare i locali al mobilificio di Giovanni Del Mei, la cui attività si protrasse fino al novembre del 1992.
L'edificio fu venduto al comune il 31 dicembre 1994. Gli ultimi soci dell'Essiccatoio cooperativo bozzoli decisero nel 1999 di unirsi alla Cantina sociale di Ramuscello, che assunse la denominazione di Cantina produttori di Ramuscello e S. Vito al Tagliamento.
Risale al 2003 il progetto di riqualificazione e valorizzazione di questo importante sito di archeologia industriale, mentre al 2005 l'inizio dei primi lavori.
Il Processo di Essiccazione dei Bozzoli
Quando i bozzoli giungevano a maturazione, nei mesi di maggio e giugno, i soci li portavano nei locali dell'essiccatoio destinati all'ammasso. Da qui venivano trasportati negli spazi adibiti all'essiccazione, dove l'alta temperatura uccideva la crisalide. Decine di donne avevano poi il compito di scartare quelli difettosi (faloppa e realino) e i non filabili (doppioni, sfarfallati e tarmati); da qui giungevano al deposito in attesa della vendita.
Rovereto e la seta
La Struttura dell'Essiccatoio Storico
Il complesso è costituito da un edificio principale, disposto su 3 piani, con un corpo a pianta rettangolare cui è addossato, nella parte terminale a Sud-Est, un corpo quadrangolare più largo. Al piano terra di quest'ultimo si trovavano l'essiccatoio orizzontale e i 2 forni.
Di seguito, a Sud-Ovest, si trova un fabbricato su 2 piani, a copertura piana, dove è situato l'essiccatoio verticale. Parallelamente al corpo principale, un secondo fabbricato, su 3 livelli, era destinato a magazzino e sala incubazione, con muratura in ciottoli e mattone faccia a vista.
Le strutture orizzontali sono in legno e cemento armato, mentre le strutture verticali sono in ciottoli e mattoni faccia a vista con cordoli in cemento. Il tetto è parte a falde e a padiglione con manto in tegole su ossatura in legno, e parte piano in cemento armato e laterizio, con prospetti lineari.
Un sottoportico a sezione quadrangolare si apre in testa del corpo principale e nel punto di intersezione con il corpo posto in chiusura a Sud-Est; qui una scala in legno conduce al primo piano.

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