Gaudete et exsultate: un invito alla santità quotidiana

L’esortazione apostolica Gaudete et exsultate, pubblicata da Papa Francesco, rappresenta un profondo invito a riscoprire la vocazione universale alla santità. Il documento non si configura come un trattato accademico ricco di definizioni, ma come un richiamo a far risuonare la chiamata di Dio nel contesto contemporaneo, indicandone i rischi, le sfide e le opportunità.

Infografica che illustra i cinque capitoli dell'esortazione apostolica

La santità della porta accanto

Il Papa esorta a non guardare esclusivamente ai modelli di santità canonizzati, che a volte appaiono irraggiungibili. Esiste una "classe media della santità", ovvero quella dei santi della porta accanto: genitori che crescono i figli con amore, uomini e donne che lavorano per portare il pane a casa, malati e anziani che sorridono. La santità non è riservata a pochi eroi, ma è il modo ordinario di vivere l’esistenza cristiana attraverso piccoli gesti quotidiani.

Papa Francesco parla della santità su Tv2000 nella nuova puntata di ‘Ave Maria’

I nemici della santità: Gnosticismo e Pelagianesimo

Nel percorso di santificazione, Papa Francesco mette in guardia contro due derive antiche ma di allarmante attualità:

  • Gnosticismo: una fede ridotta a logica fredda e intellettualistica, che pretende di dominare il mistero di Dio e controllare la vita altrui, preferendo un "Dio senza Cristo" e una "Chiesa senza popolo".
  • Pelagianesimo: l'ossessione per lo sforzo personale e per la legge, che porta a un autocompiacimento elitario. Chi cade in questo errore si sente superiore agli altri perché osserva determinate norme, dimenticando che la grazia divina precede sempre ogni nostra azione.

Le Beatitudini come carta d’identità

La strada maestra per la santità è indicata da Gesù nelle Beatitudini. Esse non sono un ideale astratto, ma la "carta d’identità" del cristiano. Vivere le Beatitudini significa:

  • Reagire con umile mitezza in un mondo segnato dalla violenza.
  • Avere fame e sete di giustizia, rifiutando le logiche della corruzione.
  • Praticare una misericordia concreta verso il prossimo.

In particolare, il Capitolo 25 del Vangelo di Matteo definisce la "grande regola di comportamento": essere santi significa riconoscere Cristo nel povero, nell'affamato e nel migrante. Non si può proporre un ideale di santità che ignori le ingiustizie del mondo.

Schema riassuntivo delle Beatitudini e loro applicazione pratica nel quotidiano

Caratteristiche dello stile di vita santo

Per comprendere lo stile di vita cui il Signore chiama, il Papa indica cinque espressioni spirituali indispensabili:

  1. Sopportazione, pazienza e mitezza: evitare la violenza verbale e non assumere il ruolo di giudici spietati.
  2. Gioia e senso dell’umorismo: il malumore non è un segno di santità; il santo vive con spirito positivo e speranza.
  3. Audacia e fervore (parresia): uscire dalla mediocrità e non avere paura di andare verso le periferie.
  4. Cammino in comunità: la santità è difficile da perseguire nell'isolamento.
  5. Preghiera costante: apertura abituale alla trascendenza e contemplazione.

Combattimento, vigilanza e discernimento

La vita cristiana è una lotta permanente contro il Maligno, che non è un mito ma un essere personale. Per resistere, il Papa suggerisce le "armi" della preghiera, dei Sacramenti e della carità. Fondamentale è il discernimento, inteso come strumento necessario per riconoscere la missione affidata da Dio, evitando di diventare "burattini" delle tendenze del momento o della tecnologia che non lascia spazio al silenzio.

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