Con il termine esegesi (composto di ex = da dentro ed egesis = condurre, guidare) si intende l'interpretazione critica di un testo, finalizzata alla comprensione del suo significato. Si tratta di un termine di origine greca, giunto fino a noi attraverso la grafia latina e letteralmente traducibile in estrarre. In riferimento a testi, il significato del termine è quindi quello di spiegare, interpretare.
L'esegesi è un'operazione critica e interpretativa che tiene conto del significato delle parole e delle espressioni in relazione alla cultura del tempo (interpretazione esegetica). Il risultato è la spiegazione di un testo (sia esso giuridico, letterario o sacro) basata sul suo studio critico. Si definisce esegeta colui che studia i testi e l'ambiente culturale che li ha prodotti, al fine di comprenderne il significato originario.
Esegesi Biblica: Definizione e Ambiti
L'esegesi biblica è lo studio che si occupa di indagare sulle origini, sulle circostanze e sugli autori dei testi biblici. Oggetto dell'esegesi biblica sono anche le fonti dei testi stessi e il messaggio che vogliono diffondere, la corretta conservazione e l'utilizzo di determinati termini.
Una lettura attenta, volta all'estrazione più pura, completa e articolata del significato di un testo biblico costituisce dunque un'esegesi. Per giungere alla più pura e corretta interpretazione di uno scritto, l'esegeta si concentra sul significato delle parole, contestualizzandole storicamente, così da meglio comprendere il significato veicolato dall'autore.

Esegesi e Ermeneutica Biblica: Una Distinzione
Inizialmente non si distingueva tra esegesi ed ermeneutica biblica; ora, invece, con la prima si preferisce indicare la teoria dell'interpretazione del testo biblico e con la seconda la prassi della ricerca del senso, fino al momento finale della sua proposta o spiegazione. L'esegesi ha una forte affinità con la critica testuale o filologia testuale e con l'ermeneutica, che è la scienza della corretta esegesi di un testo, e del testo biblico in particolare. Spesso, in casi di dubbio sulla corretta lezione di un termine, si deve ricorrere alla Paleografia.
I Quattro Sensi del Testo Biblico nell'Esegesi
Cogliere nei suoi significati il senso del testo biblico è l'obiettivo primario dell'esegesi. Tradizionalmente, si distinguono quattro sensi della Scrittura, che dal più immediato al più profondo, permettono di cogliere la ricchezza del messaggio divino.
Il Significato Letterale
Il significato letterale è quello che la lettera insegna i fatti. Per cercare il senso originario di un brano, dobbiamo osservare le persone che vi agiscono, i luoghi descritti, le condizioni in cui si svolgono gli avvenimenti, gli usi e i costumi coinvolti, il fattore temporale, la geografia, il contesto storico e le motivazioni.
Nella lettura, l'attenzione al senso originario del testo deve cercare di dare una risposta a una serie di domande semplici:
- Chi? Chi agisce? Quali relazioni intercorrono fra le persone?
- Cosa? Cosa accade? Quali mutamenti intervengono?
- Perché? Quali sono le motivazioni dietro le azioni?
- Quando? Quali indicazioni temporali vengono date?
- Dove? Quali luoghi vengono menzionati nel testo?
- Come? Come si svolgono gli eventi?
La conoscenza della Scrittura si acquisisce attraverso la Scrittura stessa. Occorre cercare di capire prima di tutto il brano nel suo contesto originale storico, geografico e culturale. Poi occorre domandarsi: Qual era lo scopo spirituale che l'autore aveva in mente? Com'è stato ricevuto quel messaggio dai destinatari originali?
Il Significato Allegorico
Il significato allegorico è nella Scrittura la visione delle cose con gli occhi della fede. Siamo chiamati a guardare con gli occhi della fede, per scoprire il mistero dell'agire di Dio. Il significato allegorico va colto, però, dove c'è, ovvero dove la Scrittura lo mostra. Non sempre è presente e non dobbiamo vederlo dove non c'è.
Il Significato Morale
Il senso morale ci insegna come comportarci. La Bibbia, in fondo, ci reca il messaggio di Dio per avere una vita piena, vera e riuscita. Si tratta dunque di trovare le indicazioni della parola di Dio su come condurre la nostra vita alla luce della fede. Il testo biblico diventa allora come uno specchio: "Se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com’era. Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare" (Gc 1:23-25).
Confrontandoci con quanto dice la Sacra Scrittura possiamo comprendere meglio la nostra esistenza. Cerchiamo, cioè, di conoscere chi siamo realmente, che cosa possiamo e dovremmo fare. Le domande-chiave da porci sono:
- Dove sono arrivato/a nel mio progresso spirituale?
- Com'è la mia vita?
- Per quale situazione della mia vita questo brano della parola di Dio è indicativo?
Con introspezione più psicologica, possiamo domandarci: A quale personaggio del testo assomiglio?
Il Significato Anagogico
Anagogico è un aggettivo che deriva dal greco αναγογικός (anagoghikòs) e che letteralmente implica il conoscere a fondo. Indica il significato più profondo e recondito delle Sacre Scritture. L'anagogia ci insegna a cosa si deve tendere. Si tratta della ricerca della nostra speranza. Ci mostra come il testo biblico risponde alla domanda fondamentale: In cosa posso sperare? Il testo può darci queste indicazioni. Tali indicazioni indirizzano il nostro sguardo - come dice la stessa parola anagogia - verso l'alto.
Il testo è letto ponendoci queste domande sul significato della nostra vita e sul nostro futuro: Quali ragioni di speranza si trovano nel testo?
Mentre il significato letterale sta alla base, gli altri tre sensi ne costituiscono l'approfondimento e il senso spirituale.

Principi e Metodi nell'Esegesi Biblica
Non Confondere Traduzione e Testo Ispirato
Non bisogna confondere una traduzione biblica con la Bibbia. La Bibbia è ispirata, le sue traduzioni no. Ciò che è scritto in una traduzione o versione biblica non è necessariamente ciò che la Scrittura dice. Si dice, con un gioco di parole, che tradurre è un po' tradire.
Il Messaggio Divino nel Linguaggio Umano
I testi biblici contengono anche errori di grammatica perché Dio non fa errori di grammatica, ma lo scrittore ispirato si esprime con il linguaggio che gli è proprio. L'ispirazione non fa di lui un erudito onnisciente. L'agiografo fa da portavoce: riceve l'ispirazione e scrive con i mezzi intellettuali che ha. Ecco perché troviamo nella Bibbia pagine letterariamente splendide accanto a pagine scritte in linguaggio non certo classico. Gli agiografi non fanno altro che esprimersi nel modo con cui i nostri sensi vedono le cose. Occorre capire che gli scrittori della Bibbia si esprimono secondo la mentalità del tempo. Questo fatto non tocca minimamente il messaggio biblico.
Impiegare la propria mentalità per esprimere un pensiero ispirato da Dio può essere paragonato all'impiegare la propria lingua per esprimere quello stesso pensiero. Un profeta o un evangelista ha un pensiero ispirato da Dio e lo esprime con la sua lingua, ebraica o greca che sia. Nessuno capirebbe "le lingue degli angeli", né gli agiografi potevano conoscerle. L'ispirazione riguarda il messaggio, non le singole parole come se fossero state dettate a una a una.
Interpretazione in Armonia con la Dottrina Biblica
È fondamentale interpretare in armonia con la dottrina biblica e non con quella della propria religione. Per esempio, Gv 1:1 "Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio" può essere interpretato diversamente a seconda delle precomprensioni. Per sapere cosa sia la "parola" di cui si parla, basta esaminare con quale significato il vocabolo "parola" è usato da Giovanni in tutto il suo Vangelo. Si scoprirà allora che si tratta sempre della parola sapiente di Dio, mai di una persona. Se ne può dedurre allora che fu con la sua "parola" che Dio in principio creò tutto e che "ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta" (v. 3).
L'Importanza del Contesto Testuale
Il significato è spesso celato nel contesto. Spesso, per comprendere un dato che può sembrarci oscuro, è sufficiente leggere l'intero brano: messo nel suo contesto, quel dato diventa chiaro. Ciò vale anche per l'interpretazione di un intero brano e perfino di un intero libro biblico. Nel Cantico dei Cantici, ad esempio, nulla autorizza a interpretarlo come un'allegoria sull'amore di Dio per Israele o di Yeshùa per la sua chiesa. Tali interpretazioni, sebbene diffuse, appaiono basate sul pensiero personale dell'esegeta e non sulla Bibbia, poiché l'amore divino o di Yeshùa non è descritto con amplessi e riferimenti espliciti al corpo femminile. Tutto il libro è un poema all'amore coniugale e al matrimonio. I brani allegorici riguardanti l'amore di Dio verso il suo popolo presentano caratteristiche ben diverse, mai soffermandosi a descrivere il corpo divino, ma presentando la miseria della sposa-Israele caduta in adulterio (ovvero nell'idolatria). In tutti quei passi permane l'idea ebraica e biblica che Dio non ha sesso e non ha moglie.
Cogliere il Significato tramite Parallelismi
La Bibbia è ricca di parallelismi sinonimi. Gli ebrei amavano ripetere lo stesso concetto con parole diverse. Il parallelismo sinonimo è di grande aiuto nella comprensione di un testo. Ad esempio, nel libro di Zaccaria 9:9, il parallelismo sinonimo tra "Sion" e "Gerusalemme" è immediato. Analogamente, la descrizione del re che viene "in groppa a un asino" e "sopra un puledro, il piccolo dell'asina" chiarisce che si tratta di un solo animale, tipico della poesia ebraica che ripete lo stesso concetto in modi diversi.
Questa comprensione aiuta a risolvere apparenti discrepanze tra i Vangeli. Mentre Marco 11:7, Luca 19:35 e Giovanni 12:14 menzionano un solo animale ("puledro" o "asinello"), Matteo 21:7 menziona "l'asina e il puledro". Comprendendo il parallelismo sinonimo, si deduce che Matteo ha riportato la frase ebraica senza la consapevolezza che "asina e puledro" si riferivano al medesimo animale attraverso una forma poetica. L'ispirazione divina riguarda il messaggio, non la dettatura di ogni singola parola, e gli agiografi scrivevano secondo il proprio stile e cultura, come dimostrato dal fatto che Matteo era un esattore di tasse, non un erudito biblico, prima di diventare discepolo.
Il Metodo Storico-Critico nell'Esegesi
Per fissare lo statuto dello studio del testo biblico, è necessario aver presenti le caratteristiche e le difficoltà peculiari di questo. Un lavoro di secoli si è misurato con questi problemi, affinando metodi sperimentati e proponendone di nuovi, sulla base degli stimoli provenienti dagli studi filologici o dalle scienze umane, come la psicoanalisi, lo strutturalismo, l'analisi materialista della storia. Nonostante l'utilità di molte osservazioni e proposte offerte da questi metodi, nessuno di essi è in grado di offrire da solo un itinerario di ricerca completa, mentre i loro suggerimenti possono essere incorporati nel complesso programma del metodo storico-critico.
Il Concilio Vaticano II afferma anzitutto la necessità dell'esegesi storico-critica, e fa esplicito riferimento alla conoscenza e individuazione dei vari generi letterari. Per ricavare l'intenzione degli agiografi, si deve tener conto fra l'altro anche dei generi letterari. La verità infatti viene diversamente proposta ed espressa in testi in vario modo storici, o profetici, o poetici, o anche in altri generi di espressione.
È necessario dunque che l'interprete ricerchi il senso che l'agiografo in determinate circostanze, secondo la condizione del suo tempo e della sua cultura, per mezzo dei generi letterari allora in uso, intendeva esprimere e ha di fatto espresso. Perciò, dovendo la sacra Scrittura essere letta e interpretata alla luce dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta, per ricavare con esattezza il senso dei sacri testi, si deve badare con non minore diligenza al contenuto e all'unità di tutta la Scrittura, tenuto debito conto della viva tradizione di tutta la Chiesa e dell'analogia della fede. È compito degli esegeti contribuire, seguendo queste norme, alla più profonda intelligenza ed esposizione del senso della sacra Scrittura, affinché mediante i loro studi, in qualche modo preparatori, maturi il giudizio della Chiesa.
Momenti Fondamentali del Metodo Storico-Critico
Il metodo storico-critico si articola in diversi momenti:
- Esame del testo originale e versione: Anzitutto occorre esaminare il testo, nella lingua originale, per essere sicuri di leggere ciò che l'autore ha scritto inizialmente. Si procede intanto alla versione, che è il primo e l'ultimo momento dell'interpretazione, per acquisire la familiarità necessaria col testo.
- Esame delle strutture: L'esame delle strutture del testo preso in considerazione parte dalle strutture esterne, cioè dal contesto (prossimo o remoto, grammaticale o logico o storico). È importante anche la struttura di superficie, segnalata da elementi letterari formali, quali le inclusioni, i parallelismi, gli annunci dei temi, la presenza di "termini uncinetto". Questa struttura spesso rivela una corrispondenza con la struttura profonda, che si raggiunge con l'analisi strutturale.
- Analisi letteraria: È molto complessa: s'interessa dei singoli termini, della loro storia e significato, in seguito dello stile e del genere letterario di un testo, per averne notizie sull'autore e sulle sue intenzioni.
- Analisi delle fonti o della tradizione: Indaga sui caratteri letterari che permettono di stabilire quanto, di un testo, è stato trasmesso all'autore e quanto è sua composizione.
- Analisi storica: Rincorre da una parte gli usi, le istituzioni, la storia e le tradizioni del momento e delle realtà a cui si riferisce un testo e dall'altra l'intenzione storiografica con cui l'autore presenta le sue narrazioni. Cogliere la visione biblica della storia al di là della storia è essenziale; la Bibbia non è un libro di storia e ciò che narra, sebbene sia realmente accaduto, non ha un intento puramente storico. Le narrazioni della Bibbia sono fatte con il desiderio di far luce sul presente o sul passato in vista del futuro che esse anticipano: "Tutte le cose che furono scritte anteriormente furono scritte per nostra istruzione, affinché per mezzo della nostra perseveranza e per mezzo del conforto delle Scritture avessimo speranza".
- Sintesi: Propone il messaggio globale del testo: dottrina e impegno di vita. Esige sempre un confronto con l'intero pensiero dell'autore e con l'analogo insegnamento presente altrove nella Bibbia. Momento complementare è quello della verifica dei documenti che possono avere influito sul pensiero biblico e anche del modo come l'esegesi ha accolto e interpretato un determinato testo.
Sinonimi e Termini Correlati all'Esegesi
Per estensione, sinonimi di esegesi possono essere considerati: analisi, commento, critica, esplicazione, interpretazione, spiegazione, esame critico, ermeneutica. Un "approccio esegetico" si configura di conseguenza come interpretativo, critico, esplicativo, chiarificatore, espositivo, analitico.