L'Eremo di San Cataldo e l'Eremo di San Pietro vicino Esanatoglia

Nel cuore delle Marche, dove le propaggini dei Monti Sibillini dominano la magnifica e impervia Valle dell'Esino, sorgono due luoghi di profonda spiritualità e storia: l'Eremo di San Cataldo e l'Eremo di San Pietro, entrambi nel comune di Esanatoglia, in provincia di Macerata, vicino Matelica.

L'Eremo di San Cataldo: Storia, Architettura e Tradizioni

L'Eremo di San Cataldo è un caratteristico sito di natura medievale che, a picco sopra uno sperone roccioso del Monte Corsegno a 766 metri di altezza, sembra quasi gettarsi nel vuoto sulla sottostante Valle di San Pietro. La sua posizione dominante, che permetteva di visionare perfettamente il territorio circostante, era cruciale per prevedere in anticipo eventuali incursioni dei comuni e signorie limitrofe, in particolare quelle di Fabriano, Matelica e Camerino.

Mappa o vista aerea della posizione strategica dell'Eremo di San Cataldo

Origini e Sviluppo

Gli edifici dell'eremo dovrebbero risalire a un imprecisato periodo medievale, originariamente come eremo del sottostante monastero benedettino di Fonte Bono. Venne successivamente dedicato al santo monaco irlandese Cataldo, vescovo di Taranto e qui sepolto dopo aver "trovato" la morte di ritorno dalla Terra Santa. Il culto di San Cataldo si diffuse nel territorio maceratese intorno all'anno 1000, e solo nel 1616 la popolazione di Esanatoglia chiese di proclamarlo patrono del paese, affiancandolo a San.

L'eremo è citato per la prima volta negli Statuti comunali del 1324, ma la chiesa, nella sua forma attuale, risale al XVIII secolo. La struttura è formata da quattro corpi di fabbrica aggregati e rivolti verso il fianco più ripido della montagna, in parte scavati nella roccia stessa. L'edificio che vediamo oggi ha la forma consolidata tra XVII e XVIII secolo: la piccola chiesa è a navata unica, con cappella laterale affrescata e presbiterio rialzato, circondata da alcune costruzioni in pietra che un tempo servivano per l'abitazione dei monaci o come stanze di servizio. L'eremo sorge sulle macerie di un'antica torre difensiva di incerta datazione, che proteggeva il castello di Esanatoglia.

Leggende e Tradizioni Popolari

Una delle storie più note legate al luogo racconta che San Cataldo abbia fermato con la sola imposizione della mano un masso in caduta libera, salvando il paese sottostante. Tutt'oggi, lungo lo stradone che conduce all'eremo, è presente il presunto macigno sopra il quale sono impresse dei curiosi "fori" che la gente del posto attribuisce appunto alle impronte lasciate dalle dita del santo.

Foto del macigno con i

Il 9 e 10 maggio rappresentano i giorni della festa del Patrono, e con una suggestiva processione che culmina con l'arrivo all'eremo, si venera San Cataldo.

Escursione e Panorama

L'Eremo di San Cataldo è un itinerario molto amato da chi adora fare trekking o anche solo passeggiare in montagna, vantando un panorama stupendo. Dall'Eremo di San Cataldo la vista è magnifica, con viste panoramiche su Esanatoglia e la Gola delle Sorgenti dell’Esino. Per quanto riguarda il trekking (il percorso è anche percorribile in mountain bike) verso l'Eremo di San Cataldo, la partenza del percorso è a Esanatoglia. Non è necessario un lungo trekking impegnativo per raggiungere l'Eremo di San Cataldo. Si risale lungo la Valle dell'Esino per circa 4-5 km, si lascia la strada principale, si guada un torrente e si sale lungo il sentiero con dieci tornanti. Si prosegue in quota fino a Prato Pero, poi le Fonti del Merennino e si continua sulla forestale verso Pizzetto di Mutula e Monte Giuoco del Pallone. Dopo averlo aggirato, si cammina sul sentiero che risale il Monte Corsegno: da qui si avrà una bella panoramica su tutta la Valle di Matelica.

Eremo di San Cataldo - Monte Nardo (920 m s.l.m.)

Recupero e Valorizzazione

L'analisi dei danni causati dal sisma 2016/2017 ha messo in luce un quadro strutturale compromesso, con lesioni diffuse nelle murature, degrado dei solai e indebolimento dei collegamenti strutturali. L'approvazione del progetto segna un passo determinante verso il recupero di uno dei luoghi più identitari e suggestivi del territorio. L'intervento restituirà all'Eremo di San Cataldo la sua piena funzionalità, valorizzandone la memoria storica, la rilevanza culturale e la naturale vocazione alla contemplazione, assicurandone la conservazione per le generazioni future. San Cataldo è, di fatto, il copatrono di Esanatoglia, e l'eremo funge da punto di ritrovo e socialità. Restituire questo luogo al territorio significa riattivare le pulsioni positive legate al ricordo e alla tradizione, rendendolo socialmente rilevante.

L'Eremo di San Pietro di Esanatoglia

Risalendo il corso principale del fiume Esino, nei pressi delle sorgenti, nel punto in cui la strada termina in uno spiazzo erboso, sulla destra in alto, in mezzo al bosco, sorge tutt'ora l'Eremo di San Pietro di Esanatoglia. In antico doveva essere probabilmente una struttura edilizia più consistente dell'attuale, che consta della chiesa con il suo sotterraneo a volta e delle mura perimetrali del pianterreno dei locali di abitazione.

Architettura e Datazione

Gli edifici attuali, costruiti con conci rettangolari abbastanza regolari di pietra calcarea bianca, sembrerebbero risalire al XIV secolo. È a quest'epoca infatti che risalgono le più antiche notizie su San Pietro, citato negli Statuti di Santa Anatolia del 1324. L'edificio si presenta come una semplice costruzione di conci di pietra a base rettangolare, con tetto a capanna (di recente costruzione). Consta di due corpi, di cui l'inferiore, accessibile tramite due varchi nella muratura, è costituito da un vano coperto da volta a botte, mentre il superiore, adibito a chiesa, presenta due strette monofore nelle pareti laterali e soffitto a capriate. Nel lato a monte si apre la porta d'ingresso, nobilitata da un arco a tutto sesto poggiante su piedritti.

Schema architettonico o ricostruzione dell'Eremo di San Pietro

Tra le curiosità, compare in occasione di visite pastorali svoltesi nei secoli XVI-XVII, dove l'edificio è detto essere una "simplicem ecclesiam" unita alla Confraternita del Santissimo Sacramento di San.

Come arrivare agli Eremiti di Esanatoglia

Esanatoglia si trova in provincia di Macerata, vicino a Matelica. Per arrivare agli eremi, bisogna prendere la superstrada n. 75 che parte da Falconara. Si arriva a Matelica e da qui si prende per Esanatoglia. È consigliabile informarsi sulla effettiva agibilità dei percorsi e sulle condizioni meteo prima di intraprendere le escursioni, e verificare gli orari di apertura degli eremi, specialmente per San Cataldo, poiché non sempre è aperto al pubblico per visite interne.

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