Monteluco, che si innalza per circa 850 metri s.l.m. a pochi chilometri da Spoleto, è un luogo di profonda importanza storica e spirituale. Fin dall'antichità, le fonti ricordano l'importanza assunta dal lucus, il bosco sacro, tutelato e protetto con la Lex Luci Spoletina redatta nel III-II secolo a. C. Questa legge, per il suo contenuto che vietava il taglio degli alberi nei boschi sacri del territorio spoletino, è considerata la prima legge forestale.
Il monte era noto anche ai monaci siriani eremiti del V-VI secolo, chiamati "Eremiti della Congregazione del Monteluco di Spoleto".

L'Arrivo di San Francesco e la Nascita dell'Eremo Francescano
Da antico luogo di culto, Monteluco si afferma come dimora spirituale dei francescani a seguito del loro primo insediamento nel 1218. In quell'anno, i monaci benedettini di San Giuliano, ai quali apparteneva l'intera montagna, donarono a San Francesco la piccola chiesa di Santa Caterina.
Appena un anno prima, nel 1217, San Francesco aveva dato inizio alla stesura della "Regola per coloro che vogliono vivere negli eremi". La grotta naturale all’interno del santuario, adattata a cappella e ricordata dalla tradizione come la Grotta di San Francesco, dovette essere il primitivo nucleo dell’insediamento.
L'intera montagna era posta sotto clausura e le donne potevano accedervi solo in determinate festività. Non sappiamo perché San Francesco scelse proprio questo luogo per ritirarsi in solitudine dalle sue frequenti missioni, di certo fu a Spoleto che a cavallo tra il 1204 e il 1205 ebbe il primo richiamo verso la fede, quando ventiquattrenne in veste di cavaliere si apprestava a raggiungere la Puglia per arruolarsi nella quarta crociata ed accampatosi per la notte ricevette in sogno la rivelazione.

La Struttura dell'Eremo: Celle, Cortili e Luoghi di Culto
Oltrepassata l’entrata del santuario con il cortile circondato da edifici Quattro-Cinquecenteschi e un secondo modesto cortile interno con il Pozzo di San Francesco, cosiddetto per via dell’acqua che il santo vi fece miracolosamente sgorgare, si arriva sulla soglia di uno stretto corridoio con le celle francescane, l’ambiente forse più suggestivo dell’intero eremo.
Attorno alla chiesa di San Caterina, il santo costruì sette cellette usando solo vimini e calcina. Queste erano piccole stanze di due metri per due, spoglie di ogni arredo, in fila una accanto all’altra appena illuminate da anguste finestre. Questo è il primo nucleo dell’Eremo francescano, dove i frati si ritiravano, lasciando ad altri le grotte solitarie frequentate sin dal loro arrivo e che ancora oggi possiamo vedere inoltrandoci nel bosco.
Il nostro sguardo scruta ogni singola cella, pur sapendo che in definitiva devono esser tutte uguali: una tavola per giaciglio, pochi oggetti poggiati sul pavimento, porte in legno consumate dal tempo. Eppure si continua ad indagare, arrivando fino in fondo, perché il tempo sembra essersi fermato al 1200 ed ogni stanza racchiude in sé una storia.

Eremo delle Carceri - Il Rifugio Spirituale di San Francesco ad Assisi
Figure Illustri e Le Loro Cappelle
Queste celle furono abitate da diverse figure di santi e beati che qui vissero per lunghi o brevi periodi nel corso dei secoli:
- San Bonaventura (1217/1221-1274)
- Sant'Antonio di Padova (1195-1231)
- San Bernardino da Siena (1380-1444)
- Il beato Paolucci Trinci da Foligno (1309-1391)
- Il beato Leopoldo da Gaiche (1732-1815) e molti altri nomi meno noti.
A San Bernardino da Siena è dedicata la cappella posta a sinistra dell’entrata all’eremo, eretta pochi anni dopo la sua morte in memoria del suo operato. Una seconda cappella, trasformata in piccolo oratorio, era invece dedicata a Sant’Antonio di Padova, che fu ospite dell’eremo nel corso del suo viaggio verso la Sicilia nel 1221 e al cui nome è legata una delle Grotte più impervie dislocate nel bosco.
Sempre all’entrata dell’eremo, nel cortile, si trova sulla destra una chiesina cinquecentesca. Questa si distingue per la cappella dedicata al Beato Leopoldo da Gaiche, morto nel 1815 e beatificato nel 1893, e accoglie negli armadi in noce le seicento reliquie donate dal papa Urbano VIII Barberini, già vescovo di Spoleto. Leopoldo da Gaiche, nato nel 1732 nei pressi del Lago Trasimeno in provincia di Perugia, fu un grande predicatore e una delle figure più importanti del francescanesimo, al quale diede forte impulso nel corso dei secoli XVIII-XIX.
Il Bosco Sacro e le Grotte Eremitiche
Oggi come allora la sacralità del bosco sembra essersi mantenuta intatta. Non resta che attraversarlo alla ricerca delle Grotte, piccole e strette, ricavate in aspri speroni di roccia, dedicate ad illustri figure di santi, tra i quali come già indicato Sant’Antonio di Padova e San Bernardino da Siena, che qui si ritiravano in completa solitudine.

Panorami e Itinerari Escursionistici
Dal Belvedere Grande, si può ammirare la Valle spoletana, con l’abitato di Spoleto, la Rocca, il Duomo, il nucleo del centro storico, circondato dal verde dell’ampia valle.
Un possibile itinerario escursionistico parte parcheggiando le auto in un parcheggio libero in cima a Via Nursina. Si scende alla Ponzianina e si imbocca il sentiero CAI 407 fino ad arrivare con erta salita ai ruderi di S. Elisabetta. Si prosegue poi per tutta la sua lunghezza, circa 6 km, fino ad arrivare alla Forcella di Castelmonte a 950 m s.l.m. Da qui si torna verso Spoleto con il sentiero CAI 406. Arrivati a Monteluco si visita il Bosco Sacro e gli eremi ivi presenti, compreso quello di Sant'Antonio da Padova. Un belvedere consente di spaziare lo sguardo su tutta la valle spoletana. Si prosegue visitando l’Eremo di S. Francesco, suggestivo perché conserva ancora le vestigia del 1200 circa, soprattutto le celle dei monaci. Il cammino prosegue in decisa discesa fino al Ponte delle Torri ed al Duomo di Spoleto, senza mancare di visitarlo, magari con una guida. Al termine della visita si prendono le scale mobili in discesa ed in breve si torna al parcheggio da cui si è partiti.

Residenza D'Epoca Eremo Delle Grazie: Un Soggiorno Esclusivo
La Residenza D'Epoca Eremo Delle Grazie è un'esclusiva dimora storica 4 stelle situata a Monteluco, a pochi chilometri da Spoleto (PG). Questa struttura unica è ricavata da un antico eremo francescano del XIII secolo, immerso nel celebre bosco sacro, offrendo un'esperienza di soggiorno che unisce lusso discreto, tranquillità e una profonda atmosfera spirituale.
Le camere e suites sono arredate con un'eleganza sobria e raffinata, che rispetta la storia del luogo. Gli ambienti conservano i materiali originali, come travi in legno a vista e pavimenti in cotto, combinati con comfort moderni. Molte sistemazioni offrono una vista spettacolare sulla valle o sul parco. Tutte le stanze dispongono di aria condizionata, TV satellitare, minibar e una stabile connessione Wi-Fi gratuita.
La ristorazione all'Eremo celebra i sapori genuini dell'Umbria. Il Ristorante offre una cucina basata su ricette tradizionali rivisitate, utilizzando prodotti locali e di stagione, spesso provenienti dalla coltivazione propria. La colazione è curata con prodotti freschi e casalinghi.
L'Eremo è un rifugio di tranquillità, ideale per chi cerca relax. Dispone di suggestivi spazi comuni, tra cui un'antica chiesa ancora consacrata. La struttura offre ampie terrazze panoramiche. Sebbene non sia un centro benessere, la natura circostante invita a pratiche di benessere spirituale, meditazione e lunghe passeggiate nel bosco di lecci secolari.
L'Eremo Delle Grazie è situato a Monteluco, noto per il Bosco Sacro e l'antico Eremo di Sant'Antonio, e si trova a circa 15 minuti di auto dal centro storico di Spoleto, famosa per il Festival dei Due Mondi e il Ponte delle Torri. Città come Assisi e Todi sono facilmente raggiungibili. La struttura offre un ampio parcheggio privato gratuito, indispensabile data la posizione collinare isolata.
