L’Eremo di Tizzano, un luogo estremamente suggestivo, si erge sulle colline sopra Casalecchio di Reno, offrendo uno splendido panorama. Da qui, lo sguardo può spaziare su tutta la pianura bolognese, includendo la Valle del Reno sulla destra, il Santuario di San Luca di fronte, fino al Monte Mario e a Badolo.

L'Eremo di Tizzano: Storia e Architettura
L’Eremo, la cui chiesa è dedicata a San Benedetto, si presenta come un complesso monastico costituito da diversi edifici. L’inizio della sua costruzione risale al 1665, per volontà dei Monaci Eremitani Camaldolesi di Monte Corona, che decisero di avviare una nuova comunità nel Bolognese sul terreno della famiglia Guastavillani. La facciata dell'Eremo è caratterizzata da linee semplici in stile razionale barocco bolognese, spoglio ed elegante, di monastica severità.
All’esterno, sul lato sinistro, si può ammirare il campanile, costruito nel 1724 e un tempo abitato dal Priore. All’interno della chiesa, si trova un bellissimo Crocefisso cinquecentesco in legno d’olivo, alla base del quale è riposto un reliquiario che si dice custodisca frammenti della Vera Croce e altre reliquie a testimonianza della Passione di Cristo.
Il Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa
Il paesaggio circostante l'Eremo fa parte del Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, un'area di notevole importanza naturalistica e geologica.
Panoramica Geografica e Amministrativa
Il geosito, a ridosso della pianura, si sviluppa su una formazione gessoso-solfifera del Messiniano, rappresentando l'estrema propaggine occidentale dei Gessi Bolognesi, oltre il Reno. Con una superficie di 226 ettari, interessa i comuni di Casalecchio di Reno, Sasso Marconi e Zola Predosa nella provincia di Bologna. Il sito è gestito dalla Regione Emilia-Romagna ed è soggetto a specifiche Misure di Conservazione.

Formazioni Geologiche Uniche e Idrologia Carsica
Il parco è rinomato per le sue uniche formazioni geologiche. Le famiglie possono esplorare splendidi affioramenti di gesso, che creano un paesaggio di doline e falesie rocciose, e i drammatici calanchi (come i Calanchi dell'Abbadessa) con le loro creste frastagliate e ondulate. Il gesso cristallino ha persino una luminosità perlacea, che gli vale il nome di 'selenit' o pietra di luna.
Nonostante la relativa ridotta estensione dell’affioramento gessoso (alcune decine di ettari distribuiti tra Monte Rocca e Monte Malgotto), si rileva la presenza di uno dei più importanti e sviluppati complessi carsici della regione. Un esempio è la Grotta Michele Gortani, con circa 2 km di sviluppo complessivo, dotata di un inghiottitoio nella grande dolina a Sud di Monte Malgotto e risorgenze nel sottostante Rio dei Gessi, dove è localizzata anche una sorgente sulfurea. Questi gessi presentano inoltre la serie pressoché completa di morfologie carsiche tipiche, con rupi, doline, inghiottitoi e grotte. Determinante per la corretta gestione del sito è l’approccio consapevole alla continuità del sistema idrologico carsico, tutto collegato sopra e sottoterra dalla apparentemente scarsa circolazione idrica.
STORIA E CURIOSITA' DEL PARCO GESSI
Biodiversità: Flora e Fauna
Sono diffusi gli habitat naturali e seminaturali tipici dei Gessi, come rupi, garighe, praterie aride alternate ad ambienti freschi, soprattutto forestali, con forti contrasti. Il sito ospita 10 habitat di interesse comunitario, tra cui rocciosi, vegetazione rupicola pioniera e casmofitica, praterie termoxerofile e forestali (castagneti, querceti acidofili, roverelleti e lecceti).
Flora
La vegetazione comprende boschetti termofili di Quercus pubescens sui versanti meridionali e ostrieti più compatti in esposizioni settentrionali. Permangono situazioni arbustive in generale evoluzione verso il bosco, caratterizzate dalla ginestra odorosa e localmente oscillanti dalla tipica gariga gessosa a elicriso, saponaria, timo, artemisie ed eliantemi, alla macchia con ginepro o sempreverdi mediterranei come ligustro, pungitopo o addirittura leccio. Queste si trovano soprattutto in corrispondenza degli affioramenti gessosi, dove la roccia esposta al sole immagazzina calore. Ridotte ma significative forre fresche ospitano felci e il raro borsolo Staphylea pinnata. Tra le presenze floristiche di rilievo si citano le geofite Galanthus nivalis e Scilla bifolia, e le orchidee Limodorum abortivum e Epipactis muelleri.
Fauna
Il sito è relativamente ricco di specie faunistiche tendenzialmente mediterranee. Tra i mammiferi, sono accertati il topolino d’oro (Moscardinus avellanarius) e l’istrice. I chirotteri sono tra le presenze più significative: nella grotta sono segnalati i ferri di cavallo maggiore e minore (Rhinolophus ferrum-equinum e R. hipposideros), oltre a una decina di altre specie come il miniottero e alcuni vespertilionidi. L’avifauna include specie di ambiente termofilo collinare come l'Averla piccola, il Succiacapre e rapaci come il Pecchiaiolo, l'Albanella minore e il Pellegrino. Tra i migratori abituali si segnalano Allocco, Torcicollo, Luì piccolo, Verzellino, Verdone, Zigolo nero, varie Silvie e sicuramente Usignolo e Picchio verde.
Sono presenti anfibi come i Tritoni crestato e punteggiato, l’Ululone ventre giallo e la Testuggine palustre, nonché la rana agile (Rana dalmatina). Tra i rettili si segnalano il Saettone (Zamenis longissimus), il biacco (Coluber viridiflavus) e la rapida Luscengola (Chalcides chalcides). Gli invertebrati d’interesse naturalistico includono il Cervo volante (Lucanus cervus) e il Cerambice Eroe (Cerambix cerdo), coleotteri legati agli ambienti forestali. Una menzione speciale merita l’ortottero troglofilo Dolichopoda sp., con adattamenti da troglobio, che popola gli anfratti delle grotte prossimi all’esterno.
Sentieri Escursionistici nel Parco
Il Parco Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa offre numerose opportunità per le escursioni, adatte a diverse esigenze.
Offerta Generale e Livelli di Difficoltà
Ci sono oltre 40 sentieri escursionistici adatti alle famiglie nel Parco Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa. Questi percorsi variano in difficoltà, con 13 opzioni facili perfette per famiglie con bambini piccoli e molti sentieri moderati per coloro che cercano un po' più di avventura. La community di Komoot valuta molto positivamente i sentieri, con un punteggio medio di 4,4 stelle, elogiando le uniche formazioni geologiche, i sentieri ben segnalati e l'opportunità di immergersi nella natura incontaminata.
Percorsi per Famiglie e Periodo Migliore
Per una passeggiata facile e relativamente breve, si può considerare il giro Calanchi dell'Abbadessa - Agriturismo Biologico Dulcamara da Stalla didattica UniBo, lungo poco più di 6 km con un dislivello moderato. Molti dei sentieri adatti alle famiglie sono progettati come anelli, permettendo di iniziare e finire nello stesso punto, come il Sentiero lungo l'Idice - Sentiero del Fiume Idice da Ca' dei Mandorli.
Il parco offre habitat diversi, rendendolo piacevole in tutte le stagioni. La primavera e l'autunno sono particolarmente gradevoli, con temperature più miti e colori vivaci; la primavera porta fioriture di fiori selvatici, mentre l'autunno mostra splendidi fogliami. L'estate può essere calda, quindi si consigliano escursioni al mattino presto o nel tardo pomeriggio, specialmente sui sentieri con meno ombra.
Aspetti Culturali e Storici lungo i Sentieri
Oltre alla bellezza naturale, il paesaggio del parco è costellato di elementi storici. Si incontreranno vecchie case coloniche, ville nobiliari ed edifici antichi. Tracce di vecchi campi coltivati e terrazzamenti aggiungono pittoresco al paesaggio. Per coloro interessati alla preistoria, il Museo di Preistoria 'Luigi Donini' si trova ai margini del parco, ospitando importanti reperti archeologici.
Accessibilità e Regole per i Visitatori
Sebbene le opzioni specifiche di trasporto pubblico varino a seconda del punto di partenza, la regione è generalmente accessibile; si consiglia di controllare gli orari degli autobus locali o i collegamenti ferroviari regionali. I cani sono i benvenuti sui sentieri, a condizione che siano tenuti al guinzaglio; è sempre meglio controllare i regolamenti specifici del parco o la segnaletica. I sentieri variano, ma molti percorsi adatti alle famiglie sono ben mantenuti, con un mix di terreni da tratti pianeggianti a dolci salite e discese; si raccomandano calzature robuste.
Itinerari Specifici
Il Sentiero dei Gessaroli di Zola Predosa
Un percorso ricco di suggestioni tra natura e memoria è il 'Sentiero dei Gessaroli' di Zola Predosa (Bo). Questo itinerario, recentemente riaperto e finanziato dal Comune di Zola Predosa, dalla Provincia di Bologna e dalla Fondazione Cassa di Risparmio, si snoda tra i gessi di Zola Predosa, un tesoro storico e naturalistico riconosciuto 'Sito di importanza comunitaria'. Questo cammino è stato percorso per secoli dai gessaroli, i minatori che estraevano a mano e lavoravano in forni rudimentali il minerale gessoso per l'edilizia. L’antica strada comunale, lunga circa un chilometro, parte dal Borgo dei Gessi, un tempo residenza dei minatori, e attraversa l’area degli affioramenti gessosi di Monte Rocca e Monte Capra. Lungo il sentiero c’è un belvedere da cui si può ammirare la cima di Monte Castello, dove si trovano i resti del maniero che faceva parte dei possedimenti di Matilde di Canossa. Durante il percorso, è possibile avvistare caprioli e cinghiali, trovare tracce di volpi e tassi e ammirare il volo del falco pellegrino.
Percorso da Gesso all'Eremo di Tizzano
Un itinerario interessante è quello che parte dalla piscina di Gesso, comune di Zola Predosa. Seguendo la segnalazione CAI biancorossa 102 si attraversa la SP e si prende Via dei Gessi. Al termine della strada asfaltata, all'altezza di un gruppo di case, si mantiene la destra e si continua sul sentiero dei gessaroli. Dopo poco, una breve variante sulla destra porta ad una grotta. Tornati sui propri passi, si sale fino al bivio, segnavia 270, dove si va a sinistra sul sentiero CAI 126. Dopo circa un paio di chilometri ci si immette su Via Carrani, che diventa Via Tizzano, e in leggera discesa su asfalto si prosegue verso l'Eremo.
Dopo una sosta al santuario, si torna sulla strada asfaltata (KM7) e si scende verso Ceretolo, comune di Casalecchio. Si prosegue verso nord-nordest, si attraversa la strada principale fino a prendere verso sinistra la ciclopedonale che affianca i binari del treno. Arrivati a Riale, dopo una sosta gelato al segnavia 274, si riprende verso Gesso. All'altezza del cimitero si gira a destra e dopo 300 metri a sinistra. Questa stradina porta sul sentiero lungo il torrente Lavino che, a sinistra e nuovamente sul CAI 102, riporta al parcheggio della piscina.
Percorsi più lunghi e impegnativi
Per famiglie con bambini più grandi o per coloro che cercano un'avventura più lunga, il Sentiero dei Calanchi e dell'Eremo - Giro dei Calanchi di Casola Canina da Bologna offre un'escursione più estesa.