Veni, Veni, Emmanuel: Storia e Profondo Significato dell'Inno Liturgico

Introduzione: Le Antifone Maggiori dell'Avvento

L'inno latino “Veni, veni, Emmanuel” è un canto dell’Avvento, ovvero il tempo liturgico che “attende” il Natale, il quale inizia, secondo il rito romano, con la prima delle quattro domeniche che precedono il Natale. Questo inno è tratto dalle “Antifone Maggiori”, conosciute anche come “Antifone O”. Esse accompagnano il Magnificat nei vespri della Liturgia delle Ore di rito romano durante l'ultima settimana di Avvento, dal 17 al 23 dicembre. Composte, probabilmente, intorno al IX secolo, queste antifone contengono «tutto il succo della liturgia, sono adorne di un canto armonioso e pieno di gravità», come scrisse l'abate Prosper Guéranger (1805-1875). L'idea di unire in un unico canto questi sette testi, la cui origine risale agli albori del Cristianesimo (già Boezio ne fa menzione), si diffuse presto.

Il Significato di "Emmanuel" e le Invocazioni

Il cuore dell'inno è l'invocazione di "Emmanuel", un termine ebraico il cui significato è "Dio con noi". Fu il profeta Isaia a preannunciare la nascita del Messia: “Ecco, una vergine concepirà e partorirà un figlio, e il suo nome sarà Emmanuele”.Le Antifone O sono sette e ciascuna inizia con l'invocazione “O”, seguita da un appellativo diverso per Gesù, quasi a formare una litania al Dio che sta per venire nel mondo. Questi appellativi sono:
  • O Sapientia (O Sapienza): Invoca la saggezza divina, chiedendo a Cristo di dare saggezza ai credenti.
  • O Adonai (O Signore): Richiama la maestà della gloria di Dio, che donò la legge al suo popolo sulla vetta del Sinai.
  • O Radix Jesse (O Radice di Jesse): Fa riferimento all'albero genealogico di Gesù, discendente da Jesse, padre del re Davide, come profetizzato da Isaia (11:1-2): “Un germoglio spunterà dal tronco di Jesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici.” Spesso Gesù è raffigurato negli inni come la rosa che sboccia da Maria.
  • O Clavis David (O Chiave di David): Invocata per aprire le porte del regno celeste, rendendo sicura la via verso di esso e chiudendo l'accesso agli inferi, intesi come baratro della morte.
  • O Oriens (O Oriente): Questo appellativo descrive Gesù come il "sole che sorge ad Est", il Nuovo Sole che spodesta il *Sol Invictus* celebrato dagli imperatori romani. È la luce che disperde le tenebre della notte, del Male, dell'Inferno e della Morte.
  • O Rex Gentium (O Re delle Genti): Appello a Gesù come Redentore di tutti i popoli, il Salvatore che dà salvezza eterna a chi si pente.
  • O Emmanuel (O Emmanuele): L'invocazione finale, che sintetizza tutti i titoli cristologici come Re, legislatore, speranza delle genti e Salvatore.
Queste sette invocazioni, quando lette al contrario partendo dalla festa di Natale e risalendo all'indietro (Emmanuel, Rex, Oriens, Clavis, Radix, Adonai, Sapientia), formano l'acrostico latino ERO CRAS, che significa "(Ci) sarò domani". Questa promessa di Avvento, un messaggio di speranza sulla venuta di Cristo, risale ai tempi di Gregorio Magno.

Struttura e Contenuto dell'Inno "Veni, Veni, Emmanuel"

Il testo dell'inno "Veni, veni, Emmanuel" è molto più recente delle Antifone stesse. Una parafrasi dal titolo "Veni, veni, Emmanuel", forse risalente al XII secolo, si diffuse in tutto l'Occidente durante il tardo Medioevo. La prima pubblicazione si ebbe però solo nel 1710 nel *Psalteriolum Cantionum Catholicarum*, realizzato a Colonia da Johannes Heringsdorf per incarico delle scuole dei gesuiti.Nella versione originale, l'inno consta di cinque sestine, in cui gli ultimi due versi sono fissi e formano il ritornello.La prima strofa invoca: «Vieni, vieni Emmanuel, libera Israele, che geme, prigioniero in esilio e privo del Figlio di Dio».Il ritornello annuncia la speranza: «Rallegrati, rallegrati, Israele: per te nascerà Emmanuele».Nelle strofe successive, a ogni appellativo è associata un'invocazione che ne sviluppa il significato:
  • Al Germoglio di Jesse si chiede di liberare il suo popolo dal baratro dell'inferno.
  • L'Oriente, inteso come stella del mattino, è pregato affinché dissolva le nebbie della notte e la terribile oscurità della morte.
  • La Chiave di David è invocata perché apra le porte del regno celeste, rendendo sicura la via verso di esso e chiudendo l'accesso agli inferi.
  • Infine, si ricorda che Adonai (Dio), nello splendore della sua maestà, diede al suo popolo la legge sulla vetta del Sinai.
Nel XIX secolo vennero aggiunte altre due strofe: una alla divina Sapienza, perché dia saggezza ai credenti, e una al Re delle genti, Redentore di tutti, per ottenere da lui la salvezza eterna per chi si pente dei propri peccati.

Esempio di Strofa con Traduzione

Testo Latino

Veni, veni, Emmanuel,
Captivum solve Israel,
Qui gemit in exilio,
Privatus Dei Filio.
R: Gaude! Gaude! Emmanuel
Nascetur pro te, Israel!

Traduzione Italiana

O vieni, o vieni, Emmanuele,
libera Israele prigioniero,
che geme in esilio,
privato del Figlio di Dio.
R: Rallegrati! Rallegrati! L'Emmanuele
nascerà per te, o Israele!

Spartito del canto Veni, Veni, Emmanuel o illustrazione storica delle Antifone O

Origini e Diffusione della Melodia

"O come Emmanuel" è un antifonario di origine Alto-Medievale, sebbene spesso ricondotto al XII secolo. La melodia ritenuta originale, nel primo modo gregoriano, è tramandata solo da un codice quattrocentesco delle suore francescane di Lisbona (Portogallo). Tuttavia, le tracce sono così labili da non permettere di stabilire nessuna origine certa.L'inno latino “Veni, Veni, Emmanuel” è molto amato nei paesi anglosassoni, dove è conosciuto come "O Come, O Come, Emmanuel", ma è meno noto in Italia. Ha raggiunto una grandissima popolarità grazie alla sua diffusione. Nel 1851, il reverendo britannico John Mason Neale pubblicò la prima versione inglese nella raccolta *Mediaeval Hymns and Sequences*. Altri traduttori e poeti, come il reverendo Thomas A. Lacey e il ministro presbiteriano Henry Sloane Coffin, contribuirono alla revisione del testo. La melodia fu arrangiata dal pastore anglicano Thomas Helmore e pubblicata nel 1854 in *The Hymnal Noted* con il testo tradotto dal Rev. Neale.Dalla Gran Bretagna, il canto si diffuse rapidamente oltre l'Oceano, trovando posto nei repertori americani, sia cattolici che evangelici. Anche una versione in francese si diffuse in varie nazioni. In Germania, il riferimento a Israele portò al suo divieto durante il nazismo; dopo la guerra, fu immediatamente ripreso e oggi trova meritata collocazione sia nel repertorio cattolico *Gotteslob* sia nei libri di canto delle varie chiese protestanti.

Interpretazioni e Adattamenti Musicali

Pochi canti religiosi hanno goduto di un numero di melodie pari a questo inno d'Avvento. Alla melodia gregoriana tramandata si sovrapposero ben presto altre versioni, facilitato dalla forma metrica regolare dell'inno che ne rendeva facile l'adattamento a linee melodiche preesistenti, incluso lo stesso inno latino *Conditor alme siderum*.Tra i musicisti del XIX e XX secolo che vollero comporne di nuove, le più diffuse si devono a Heinrich Bone (1847) e a J.B.C. Schmidt (1836). Negli Stati Uniti ebbe fortuna un adattamento a una nota melodia del compositore russo Dmitri Bortnjanskyj (1751-1825), mentre in alcune chiese il testo fu adattato a una melodia di Charles Gounod. Un'elaborazione in polifonia fu realizzata dal compositore ungherese Zoltán Kodály (1882-1967).Negli anni recenti, il canto è stato ripreso da numerosi gruppi musicali con versioni melodiche moderne. Nel 1991, il musicista scozzese James MacMillan compose un Concerto per percussioni e orchestra basato su di esso. Negli Stati Uniti e in Europa, sono state create versioni Heavy Metal, New-Age e Punk Rock. Numerosi cantanti folk e complessi hanno inserito questi brani nel loro repertorio, tra cui Enya e Loreena McKennitt nel 2008, gli U2 nel 2009 e Anna Hawkins nel 2015 con una nuova versione in lingua ebraica.

Anonimo - Veni, veni Emmanuel

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