La Cattedrale di Alba e l'Adeguamento Liturgico del 2008: Storia, Progetto e Significato

La Cattedrale di Alba, un edificio di profonda rilevanza storica e spirituale, sorge in corrispondenza del settore orientale del foro dell’antica città di Alba Pompeia. Qui sono emerse poderose mura romane di un grande complesso edilizio pubblico, testimoniando le sue antiche radici. Resti di una struttura ottagonale, individuati in fondo alla navata destra, segnano il luogo di prima edificazione del battistero, raccordato mediante un atrio alla basilica paleocristiana (VI secolo circa).

Pianta storica della Cattedrale di Alba con evidenza delle stratificazioni archeologiche e architettoniche

Storia Millenaria della Cattedrale di Alba

Origini e Trasformazioni Architettoniche

La sobria facciata in cotto della Cattedrale, rimaneggiata durante l’intervento di restauro (1867-1872) dell’architetto vercellese Arborio Mella, presenta un rosone centrale aperto durante questi lavori. Vi si trovano anche la statua di San Lorenzo martire, opera di Luigi Cocchio, e quelle dei Simboli degli Evangelisti di Carlo Dusio (1878).

L’interno della cattedrale lascia intuire la lunga storia dell’edificio, che racchiude le tracce di antichi restauri e ricostruzioni. La chiesa primitiva fu ampliata alla fine del X secolo, mentre l’impianto romanico risale all’ultimo quarto dell’XI secolo. A un complesso intervento della seconda metà del XII secolo si ascrive la realizzazione degli splendidi portali, di una pavimentazione in lastre di pietra su cui poggia la scala d’ingresso di forma poligonale e del campanile, che ne ingloba uno più antico (fine X - inizio XI secolo).

Tra il 1486 e il 1516, il vescovo Andrea Novelli dispose i lavori per una radicale ricostruzione della Cattedrale, quale fase conclusiva di un processo di riordino dell’assetto urbano della città. Nel 1652, il vescovo Paolo Brizio diede inizio a necessari lavori di ristrutturazione, con la realizzazione delle due profonde cappelle del transetto dedicate al Santissimo Sacramento e a San Teobaldo, che ospita l'Arca monumentale (1515-1525) dedicata al santo ciabattino. L’ultima complessa rielaborazione della Cattedrale è quella ottocentesca.

Gli Elementi Artistici Storici

I portali romanici in pietra arenaria accolgono i visitatori introducendoli nella Cattedrale. Nella prima cappella a sinistra si trova il fonte battesimale, opera dell’architetto Ugo Della Piana (1991). Questo è il luogo dove si diventa cristiani, entrando in comunione con Dio e a far parte della Chiesa Cattolica. Al termine della navata è presente anche il fonte battesimale paleocristiano (VI secolo).

Il settore absidale ospita l'altare maggiore in marmi policromi, realizzato nel 1712 da Giuseppe Gaggini su committenza di Monsignor Giuseppe Roero. Vi si trovano anche uno splendido coro ligneo del 1512 e la pala d’altare con S. Lorenzo, realizzata dal pittore Claudio Francesco Beaumont nel 1766. Nell’antico presbiterio, il monumentale altare barocco del 1712 è un'ulteriore opera del luganese Giuseppe Gaggini. Lungo la parete absidale si colloca il prezioso coro ligneo di Bernardino Fossati da Codogno (1512), i cui intarsi dei trentacinque stalli illustrano nature morte e paesaggi d’invenzione di elevata abilità tecnica. Questo spazio era dedicato al canto della liturgia delle ore, dove i presbiteri canonici elevavano gli inni e i salmi di lode e ringraziamento.

Le due grandi cappelle, fatte realizzare dal vescovo Paolo Brizio nel 1652, formano una sorta di transetto. Quella a destra, dedicata al SS. Sacramento, fu portata a termine da Mons. Carlo Francesco Vasco tra il 1746 e il 1748. Nel tabernacolo è presente Gesù che si è fatto pane per entrare in comunione con i suoi. Il tema iconografico dell’apparato decorativo, opera del saviglianese Francesco Antonio Cuniberti, è l’Eucarestia. La cappella di sinistra, sede della penitenzieria, è dedicata a San Teobaldo, il santo ciabattino compatrono della Cattedrale, cui è dedicata la monumentale Arca, opera scultorea del milanese Antonio Carlone (1515-1525). In essa si conservano alcune reliquie dei santi tutelari di Alba.

L’apparato decorativo, risalente all’ultimo “restauro” ottocentesco, si ispira chiaramente a modelli medievali, reinterpretati alla luce delle esigenze e delle mode del tempo, e costituisce uno dei rari esempi ottimamente conservati.

Foto panoramica dell'interno della Cattedrale di Alba, mostrando l'altare maggiore e il coro ligneo

L'Adeguamento Liturgico del 2008: Un Nuovo Cuore Celebrativo

L’intervento di adeguamento liturgico attuato nella Cattedrale di Alba nel 2008, a seguito del concorso bandito dalla diocesi nel 2007, ha costituito la creazione ex novo del “cuore celebrativo” della Cattedrale, distinto rispetto a quello precedente, di impostazione tridentina, che viene integralmente conservato.

Necessità e Finalità dell'Adeguamento

L'adeguamento liturgico è un'azione complessa ma indispensabile per adattare quei luoghi di culto che, edificati per un tipo di liturgia, devono ora ospitare un'azione liturgica rinnovata alla luce del Concilio Vaticano II. Nasce così l'esigenza di recuperare una criteriologia che possa orientare il lavoro nell'ottica di custodire con cura la tradizione, ma con l'obiettivo di aprirsi coraggiosamente a un agire liturgico che trasforma uomini e luoghi. L'analisi e l'accostamento attento degli studi ha permesso di reperire un'ampia e articolata criteriologia adatta a illuminare ogni adeguamento liturgico che ospiti una rinnovata celebrazione, a servizio di una concreta comunità cristiana.

La storia della Chiesa e della Liturgia è caratterizzata dal modificare se stessa per rispondere alle mutate condizioni del popolo credente. Quando si mette mano a un edificio sacro, come una chiesa o una cattedrale, sempre ricche di storia, di rilevanza culturale ed ecclesiale, ci si scontra subito con un dilemma: mantenere e restaurare il passato riducendo al minimo il proprio intervento? La storia della liturgia ha entrambe le soluzioni: luoghi conservati per secoli senza modifiche e luoghi trasformati continuamente. È successo anche per la storia quasi bimillenaria della Cattedrale di Alba. La finalità principale di un adeguamento liturgico è offrire alla comunità diocesana un luogo adatto per celebrare meglio la liturgia post-conciliare.

I Nuovi Poli Liturgici: Altare, Ambone, Cattedra

Nella navata centrale trovano posto i poli liturgici frutto dell’adeguamento attuato nel 2008:

  • L’ambone, il luogo della proclamazione della Parola di Dio.
  • L’altare, il luogo dell’Eucarestia, ove ogni domenica viene ripresentato il gesto del Pane e del Vino obbedendo al comando del Signore.
  • La cattedra, il luogo della presidenza del Vescovo che guida la sua diocesi.

Questi elementi non configurano la consueta tipologia del presbiterio “onnicomprensivo”, ma delineano piuttosto un sistema di luoghi “eminenziali” interconnessi e gerarchicamente ordinati, acquisendo così maggiore autonomia e riconoscibilità. Ciascuno dei tre elementi è collocato in modo tale da favorire una più diretta relazione con l’assemblea, evitando ogni eccesso di “prossimità” e garantendo il giusto decoro e un ottimale dinamismo celebrativo anche in caso di celebrazioni particolarmente affollate. Le distanze interposte agiscono sul tempo della celebrazione, enfatizzandone i ritmi e le movenze.

L’altare, uniformemente rivolto verso le quattro direzioni, enfatizza il proprio ruolo di “centro” e fa convergere su di sé una doppia valenza simbolica: la sagoma “a blocco” richiama infatti l’ara del sacrificio, mentre la mensa, candida e corposa, rimanda alla tavola dell’Ultima Cena. Il prisma dell’altare appare come “plasmato” dalla geometria significativamente circolare della tovaglia, sottolineando quanto profondamente la novità cristiana della frazione e condivisione del pane abbia trasformato il rito sacrificale pagano.

L’ambone, che reinterpreta la tradizionale tipologia “a cassa”, vede la relazione simbolica con l’altare affidata alla forma, ancora una volta derivata dalla semplice geometria del quadrilatero e del cerchio. Contrapponendosi all’ambone, la cattedra, robusta e lineare, pone in evidenza il ruolo di colui che presiede la comunità diocesana e lo addita come primo ascoltatore del Vangelo.

Che cos'è l'ambone?

Il Velario Luminoso: Simbolismo e Tecnologia

Al di sopra dell’altare, un prezioso ciborio luminoso assolve a una triplice funzione: segnala la centralità della mensa eucaristica, allude alla discesa dello Spirito Santo al momento della consacrazione (dimensione epicletica) e infine convoglia lo sguardo del fedele verso l’alto e verso la profonda prospettiva del coro, dominata dal Crocifisso sospeso in corrispondenza dell’arco santo.

Il morbido drappo luminoso si compone di elementi disposti secondo un disegno originale, che riecheggia la geometria delle costellazioni, richiamando il cielo punteggiato di stelle dipinto sulle volte sovrastanti. Al contempo, allude al tessuto urbano delle grandi città, istituendo un parallelo tra città dell’uomo e Gerusalemme celeste. Il grande velario luminoso si compone di elementi tipo “aste” e “nodi”, ed è assicurato a un telaio in alluminio anodizzato argento antico, a sezione scatolare, sospeso alle volte mediante sottili trefoli d’acciaio. Ciascun nodo funziona al pari di un giroscopio, e consente di modulare la luce, dosandola sulla base delle diverse esigenze liturgiche e orientandola sull’onphalos, sul Crocifisso e sull’altare, cuore pulsante della liturgia. I dettagli tecnici del sistema, compresa la costruzione e la messa in opera, sono stati appositamente elaborati da Mario Nanni, progettista illuminotecnico e titolare di Viabizzuno Srl.

Il velario, ben visibile da ogni punto della cattedrale, contribuisce a consolidare la “nuova centralità” realizzata con l’intervento. Costituisce, nell’architettura della chiesa, il riscontro visivo in posizione elevata, dell’altare e degli altri elementi del presbiterio. Questa soluzione è stata considerata fortemente innovativa, coniugando elementi di varia provenienza e funzione. Per il suo significato simbolico - la biblica nube che discende sulla tenda dell’alleanza - il “velo luminoso” di Alba ricorda da vicino il ciborio e il baldacchino fisso.

Filosofia di Progetto e Scelta dei Materiali

Ispirandosi al modello delle antiche chiese romaniche (così come romanico è l’impianto di cui ancora si conserva traccia nei tre portali del nartece, nel campanile e in numerosi elementi decorativi), altare, ambone e cattedra si configurano non come oggetti di valore plastico-scultoreo, ma come vere e proprie architetture in miniatura. Il loro disegno sobrio non persegue velleità decorative, ma è il puro riflesso di una logica costruttiva rigorosa ed essenziale.

In accordo con le richieste della Committenza, che ha specificato come il disegno pavimentale non potesse essere oggetto di modifica alcuna, sono stati selezionati materiali dai colori caldi, compresi tra il beige e il rosso, direttamente estrapolati dalle decorazioni pittoriche che arricchiscono l’interno della cattedrale. Questo ha efficacemente sostituito le tonalità “fredde” proposte nella prima fase concorsuale. Altare e ambone si elevano al di sopra di un basamento realizzato in opera e dotato di blocchi monolitici e di lastre lapidee in Quarzite beige. Nell’ambone, in particolare, tale piattaforma si arricchisce di una piastra circolare in calcestruzzo armato adatta ad assorbire gli sforzi di trazione generati dallo sbalzo della tribuna sovrastante.

Rendering o foto dettagliata del nuovo altare e dell'ambone nella Cattedrale di Alba

Il Concorso di Progettazione e i Criteri Guida

Il Concorso e l'Approccio Innovativo

Il nuovo “cuore celebrativo” della Cattedrale di Alba consiste nell’altare, l’ambone e la cattedra episcopale collocati nella navata, in prossimità della gradinata di accesso al precedente presbiterio sopraelevato, in posizione ravvicinata ai fedeli e, per quanto possibile, centrale rispetto all’intera assemblea. La nuova configurazione e collocazione di quello che in altri tempi veniva denominato “presbiterio” presenta tre aspetti originali: la nuova articolazione planimetrica degli elementi evidenzia meglio l’identità di ciascuno e individua con chiarezza le relazioni tra essi; la più stretta relazione tra ambone e cattedra è stata pensata in modo che il vescovo, quando è seduto in cattedra, appaia in modo evidente come il primo ascoltatore della Parola proclamata per tutta l’assemblea; il velario luminoso, ben visibile da ogni punto, contribuisce a consolidare la “nuova centralità”.

La soluzione adottata nella Cattedrale di Alba sembra molto significativa nel panorama nazionale per almeno tre motivi: l’adozione del concorso come strumento per la ricerca del progettista e del progetto più idoneo, scelta rara in casi di questo genere; la completa trasparenza dell’iniziativa in tutte le sue fasi, fino alla pubblicazione dei progetti e di un’ampia documentazione; la conferma di una linea di ricerca molto significativa che privilegia il “presbiterio articolato” rispetto a quello “plenario” o ad altri modelli confusi.

Nel nuovo presbiterio di Alba si celebrano i vari riti della vita diocesana, e si sono tenute addirittura più ordinazioni episcopali. Molti ricordano come l'attuale vescovo, Mons. Marco Brunetti, ordinato proprio lì (2016), abbia più volte detto che «Qui si celebra bene!». Egli notava come, durante la preghiera eucaristica, sia possibile avere intorno tutti i presbiteri, che circondando l’altare concelebrano insieme. I luoghi del nuovo presbiterio permettono che la cattedra, l’altare e l’ambone, non siano distanti, ma inseriti nell’assemblea che celebra.

Criteri per l'Adeguamento Liturgico

Dall'esperienza dell'adeguamento liturgico della Cattedrale di Alba, intervista a cura di don Francesco Mollo, presbitero della diocesi di Alba, parroco e direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, si evidenziano i criteri guida. Un primo criterio è certamente la liturgia che si celebra in quel luogo. Essa è la ragion d’essere di chiese e cattedrali: esse sono nate intorno a una specifica azione liturgica, luoghi creati per celebrare la fede. Poi l’assemblea, quella che concretamente si raduna in quella cattedrale con il proprio vescovo, che lo sente come luogo di fede e di incontro con il Signore. La conservazione del bene è un altro criterio fondamentale, in quanto non si possono depredare selvaggiamente beni storico-artistici in nome del cambiamento.

Dopo 60 anni, la riforma liturgica sembra che in alcune chiese non sia ancora arrivata. L’azione liturgica continua a inserirsi acriticamente negli spazi precedenti, senza aver modificato nulla. Non ci sono altari fissi, ma solo oggetti recuperati da contesti in disuso; non esistono amboni dignitosi, ma solo leggii esigui e reperiti da differenti destinazioni; non c’è attenzione all’assemblea a cui viene concesso unicamente “il sentire messa”. Si è sottovalutata la forza trasformante della liturgia del Vaticano II. Ci sono fedeli che trovano difficile “comprendere” il linguaggio artistico contemporaneo e temono che trovarlo in chiesa li allontani.

Riflessioni e Suggerimenti per Progetti Futuri

Nell’intento di migliorare le scelte compiute dalla diocesi di Alba, considerate complessivamente valide, si suggerirebbe in primo luogo di prevedere una più ampia disponibilità di tempo per la realizzazione dell’opera. L’esperienza ha insegnato che un congruo tempo di sperimentazione del progetto vincitore dà ottimi risultati. Nella logica della globalità e coerenza dell’intervento di adeguamento, si suggerisce inoltre che il progetto di adeguamento liturgico non venga limitato ai soli elementi primari, ma comprenda anche il progetto complessivo dell’illuminazione e della pavimentazione.

Alcuni suggerimenti riguardano il bando di concorso: si ritiene decisamente troppo numerosa una giuria di 20 persone, eccessivamente rappresentata la parrocchia con 6 membri, e non chiaramente motivata la presenza in giuria di funzionari della Soprintendenza, non tanto per l'indubbia competenza, quanto per il fatto che la Soprintendenza stessa non è vincolata dalle valutazioni della giuria ma esprime le sue valutazioni in autonomia relativamente al progetto da realizzare e ai profili della tutela.

Il Team di Progetto per l'Adeguamento Liturgico

Il Gruppo Vincitore del Concorso

Il progetto vincitore dell'adeguamento liturgico della Cattedrale di Alba è stato realizzato da un gruppo di professionisti con diverse specializzazioni:

  • Capogruppo: Arch. Massimiliano Valdinoci
  • Arch. Liturgista: Goffredo Boselli (Monastero di Bose)
  • Artista: Erich Demetz (Bolzano)

Massimiliano Valdinoci (Capogruppo)

Massimiliano Valdinoci (Verona, 1959) è architetto, laureato presso la facoltà IUAV di Venezia. Esercita l’attività professionale operando prevalentemente nel campo del restauro edilizio e monumentale. Dal 1998 è membro della commissione di Arte Sacra della Diocesi di Verona. Dal 2003 è titolare della cattedra di Elementi di architettura e urbanistica all’Accademia di Belle Arti di Verona e dal 2006 ne dirige il corso di restauro. È stato relatore a diversi convegni, tra i quali il Convegno internazionale liturgico di Bose (2005 e 2006), e ha partecipato, come docente e tutor, a corsi su Architettura e liturgia organizzati dalla CEI (2000-2005, 2007), dalla Diocesi di Verona (2004-2005), dall’OAPPC di Torino e dall’Università di Bologna (2006). Ha collaborato all’organizzazione e all’allestimento di diverse mostre per conto dell’Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della CEI, tra cui "Segni del 9cento" (CEI Roma 2001) e convegni "Arte, Architettura e Liturgia nel Novecento" (CEI-Patriarcato di Venezia, Venezia 2003-2006 nell’ambito degli eventi ufficiali della Biennale di Venezia). Tra le sue ricerche e pubblicazioni sul tema del progetto e dell’adeguamento dello spazio liturgico figurano: "Antichi spazi per la nuova liturgia. Le Cattedrali del Triveneto" (2002), "Casa di Dio" (2005), "Costantino Ruggeri. L’architettura della chiesa" (2006), "Le cattedrali dell’Emilia Romagna".

Altri Professionisti e Studi Coinvolti

  • Un architetto (Campegine, 1953), laureato alla Facoltà di Architettura di Firenze nel 1978 in Progettazione Architettonica con una tesi dal titolo “Progettazione di un sistema edilizio per una scuola materna” (relatore Prof. Arch. Paolo Felli, valutazione 110 e lode). Dal 1978 è socio della Cooperativa Architetti e Ingegneri e dello Studio Tecnico Associato. Dal 1999 è Presidente della Cooperativa Architetti e Ingegneri - Progettazione. Si è particolarmente interessato alla progettazione architettonica sociale e nel campo dell’edilizia Sacra ha maturato esperienze professionali significative, includendo progetti di complessi parrocchiali e adeguamenti liturgici in diverse chiese.
  • Lo studio R+C Architetti, nato come sodalizio professionale nel 2007 ma con premesse nei Laboratori di Progettazione Architettonica della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. I suoi fondatori sono:
    • Andrea Ricci (ricercatore in Composizione architettonica e urbana e responsabile dell’Unità operativa per il progetto di ricerca scientifica di ateneo “Le figure dello spazio sacro”).
    • Andrea Cavicchioli (cultore della materia dopo la laurea e membro dell’Unità operativa per il progetto di ricerca scientifica di ateneo “Le figure dello spazio sacro”).
    • Cristiano Cossu (Zurigo 1970), architetto, Dottore di Ricerca in Progettazione architettonica e urbana (Firenze 2005), curatore della rivista di composizione architettonica "Ordinè", fotografo di architettura, paesaggio e interior design.
    • Ada Toni (Brindisi 1969), architetto, Diplomata in Storia, Analisi e Valutazione dei Beni architettonici e ambientali (Firenze 2002), Dottoressa di Ricerca in Progettazione architettonica e urbana (Firenze 2007). Ha ricevuto una menzione di merito come migliore diplomata nel Master di II livello in Architettura, arti sacre e liturgia (Università Europea di Roma, Roma 2009). Dal 2010 è membro della Commissione di Arte sacra dell’Arcidiocesi di Otranto.
    Lo studio si occupa di progettazione architettonica, restauri e ristrutturazioni di edifici civili e monumentali, di adeguamenti liturgici e progettazione di nuove chiese, di interior design e fotografia di architettura. Affianca all’attività professionale la ricerca teorica sulla composizione architettonica e cultuale, pubblicando alcuni risultati e indagini nella rivista elettronica "Ordinè".
  • Don Francesco Mollo (classe 1964), presbitero della diocesi di Alba, parroco e direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, ha conseguito la licenza in Liturgia con una tesi su “Adeguare una cattedrale. Il perché e il come dell’adeguamento liturgico della cattedrale di San Lorenzo in Alba”.

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