Le Spoglie Mortali di Santa Rita da Cascia: Dove Riposano

Le spoglie mortali di Santa Rita da Cascia, la venerata "santa dei casi impossibili", sono custodite permanentemente nel Santuario di Cascia, una famosa cittadina umbra. Questo luogo sacro è il punto di riferimento per i fedeli che desiderano venerare le sue reliquie e approfondire la conoscenza della sua vita.

vista esterna del Santuario di Santa Rita da Cascia in Umbria

Il Santuario di Cascia: Custode delle Sacre Reliquie

Il Santuario di Cascia è il cuore della devozione a Santa Rita e ospita il corpo incorrotto della Santa. È da qui che le reliquie, simbolo tangibile della sua presenza e della sua storia, partono per speciali occasioni di venerazione in altre chiese e santuari, riaffermando Cascia come il loro luogo di riposo principale.

Devozione e Viaggi delle Reliquie

Le reliquie della santa, pur essendo stabilmente a Cascia, sono occasionalmente prestate per eventi di particolare importanza spirituale, offrendo ai fedeli di altre località l'opportunità di una venerazione più ravvicinata. Questi eventi si svolgono in un clima di preghiera ed elevazione spirituale.

Un Esempio: L'Accoglienza a San Salvatore in Lauro, Roma

Un esempio di tale devozione si è avuto quando il santuario di San Salvatore in Lauro, scelto dal Dicastero per l’Evangelizzazione come Chiesa Giubilare con lo speciale compito di accogliere i pellegrini per l’anno santo, si è preparato ad accogliere le reliquie di Santa Rita. In quell'occasione, le reliquie arrivarono da Cascia nel pomeriggio di un lunedì, venendo accolte dalle ore 17:00. Alle 18:00, veniva celebrata una Santa Messa solenne, presieduta da importanti personalità ecclesiastiche, come S.E. Mons. Renato Tarantelli, Vicegerente della Diocesi di Roma.

Queste celebrazioni, a cui partecipano spesso gruppi di preghiera e che sono animate da cantori di cappelle musicali, aprono intense settimane di presenza delle reliquie. Durante tali periodi, è possibile venerare le reliquie ogni giorno, tipicamente dalle 17:00 alle 18:00 con la preghiera comunitaria, seguita dalla Santa Messa solenne delle ore 18:00. Per la celebrazione Eucaristica, possono essere presenti importanti personalità come S.E. Card. Dominique Mamberti, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, e S.E. il Card. Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi.

Le Sante Messe mattutine possono essere celebrate a orari specifici, ad esempio alle 10:30 e alle 12:00, mentre il pomeriggio può prevedere la preghiera del canto dei secondi vespri e una Santa Messa solenne conclusiva presieduta da cardinali di spicco.

Processione Reliquia Santa Rita da Cascia

Roccaporena: I Luoghi della Vita di Santa Rita

Sebbene le spoglie di Santa Rita riposino a Cascia, la sua vita è profondamente legata a Roccaporena, il suo paese natale, situato alle falde del Monte Rucino nel Comune di Cascia. Abitato fin dai tempi precedenti il cristianesimo, Roccaporena godeva di uno speciale prestigio nella geografia sacra degli Umbri.

Il Contesto Storico di Roccaporena

Nei Regesta di Farfa è annotato che nel Medioevo Roccaporena era parte del Castaldato Equano, a sua volta parte del Ducato di Spoleto. Gli abitanti erano dediti alla pastorizia e al lavoro dei campi, allevando pecore e capre e praticando un’agricoltura prevalentemente cerealicola. Nel 1080, i monaci di Farfa divisero il Castaldato in undici “celle” o comunità monastiche, di cui la quarta, con un Priore e sei monaci, era a Roccaporena. Il monastero fu poi dedicato a S. Montano e organizzato secondo la Regola di S. Benedetto. Fino al 1900, anno della canonizzazione di Santa Rita, Roccaporena è rimasta quasi identica a ciò che era nei secoli XIV e XV, completamente isolata dal resto del mondo.

La Casa Natale e Maritale

Gli atti del processo di beatificazione non forniscono dati certi circa la casa in cui Rita è venuta alla luce. Il Cardinale Fausto Poli, di Usigni e uomo di fiducia di Urbano VIII, per istituire a Roccaporena un luogo di culto pubblico in cui venerare Rita, fece riadattare a cappella la casa maritale. Questo è un segno evidente che quella natale non esisteva più, forse distrutta dal sisma del 1599. Il primo a fare menzione della «casa dove nacque la Beata» è padre Nicola Simonetti da Maltignano, biografo della Santa.

La dimora di Santa Rita, dove Rita visse dall’anno del matrimonio fino al giorno in cui fu ammessa a vestire l’abito monastico nell’Ordine di S. Agostino, è di particolare importanza. Nella generale devastazione provocata dal terremoto del 1599, che rase al suolo Roccaporena, la casa maritale non subì alcun danno. I giudici del processo di beatificazione, nel 1626, raccolsero testimonianze chiare e univoche concernenti questa abitazione, appartenuta alla famiglia del marito di Rita. Nel 1629 il Cardinale Fausto Poli, che perorò la causa di beatificazione di Rita presso Papa Urbano VIII, finanziò con cinquecento scudi la trasformazione del piccolo edificio in cappella aperta al pubblico culto.

Il Lazzaretto e la Chiesa di San Montano

Ai tempi di Rita il Lazzaretto era posto sotto la protezione della Madonna della Concezione, offrendo ospitalità ai forestieri che passavano per Roccaporena. Secondo un’antica tradizione, Rita vi si recava spesso per assistere i malati. Il nome “Lazzaretto” suggerisce l’uso della struttura quale luogo sanitario durante le epidemie di peste. Dei tre ambienti che originariamente componevano questo complesso, oggi ne restano due.

La chiesa di S. Montano, risalente al XII secolo, ebbe un ruolo importante nei trentasei anni trascorsi da Rita a Roccaporena: qui ricevette la prima istruzione religiosa, qui si recava per partecipare alla Messa e alle altre celebrazioni, qui sposò Paolo di Ferdinando. Secondo la tradizione, Montano venne a Roccaporena dall’Asia Minore per predicare il Vangelo, morì con fama di santità e fu proclamato protettore dal popolo, intitolandogli la chiesa parrocchiale. La costruzione attuale è frutto di vari rifacimenti: la chiesa più antica era ad una sola navata, corrispondente all’odierna di sinistra; nel Trecento fu aggiunta la navata destra.

L'Orto del Miracolo e Lo Scoglio

L’Orto del Miracolo è situato in un fazzoletto di terra scosceso, denso di cespi di rose. Al suo interno c’è un bronzo dello scultore romano Rodolfo Maleci che rappresenta la Santa gravemente malata con la cugina china su di lei che ascolta dalla sua flebile voce l’ultimo desiderio: «Portami una rosa e due fichi dal mio orticello di Roccaporena»! La parente sorride a simile richiesta: nel mese di gennaio, infatti, non è possibile trovare a Roccaporena una rosa fiorita e dei fichi.

l'Orto del Miracolo con le rose a Roccaporena

Lo Scoglio, alto 827 metri, sulla cima un tempo sorgeva la “Rocca del Barone”, forse una torre di guardia tardo-romana distrutta durante le invasioni barbariche del VI secolo. La memoria di Rita è profondamente legata a questo luogo; in esso la voce popolare ha come materializzato il messaggio della Santa, la ragione profonda del suo agire: la preghiera. Lo Scoglio è il “segreto” di Rita: una vita come tutte, eppure capace di elevarsi; un’esistenza segnata dalla durezza, eppure in grado di sbocciare come rosa profumata e di produrre frutti dolcissimi. Rita è stata una donna di preghiera, che nella relazione con Dio ha trovato la forza di trasfigurare la realtà senza fuggirla e di viverla intensamente con sapienza e amore. Lo Scoglio è quindi il simbolo della spiritualità ritiana di Roccaporena.

Lo Scoglio di Santa Rita a Roccaporena

La Basilica di Roccaporena

Costruita su disegno dell’architetto torinese Oreste Della Piana, la basilica di Roccaporena è stata consacrata nel 1948. Nel mosaico dell’abside, eseguito da Righini-Politi e inaugurato il 18 giugno 1967, troviamo: il Crocifisso, l’Addolorata, Sant’Agostino, San Nicola da Tolentino, Santa Rita, San Giovanni Battista e San Montano. Due cappelle affiancano la navata centrale: in quella sinistra c’è il Santissimo Sacramento, in quella destra è esposta una statua di Santa Rita.

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