La reazione di Utterson alla confessione e al mistero di Jekyll e Hyde

Il sollievo apparente e il ritorno dell’inquietudine

Dopo la notizia che una taglia di migliaia di sterline pende su Edward Hyde e che l’uomo sembra essere svanito nel nulla, il clima intorno alla figura del dottor Henry Jekyll muta radicalmente. Per Utterson, questa sparizione rappresenta un ritorno alla normalità: il medico appare più sereno, ha ripreso a frequentare gli amici e mostra una rinnovata dedizione alla vita sociale e religiosa. Tuttavia, questo nuovo equilibrio dura solo due mesi. La rinnovata vitalità di Jekyll si interrompe bruscamente e l’avvocato, preoccupato da questo ennesimo mutamento, cerca conforto presso il dottor Lanyon.

Illustrazione che mostra Utterson che visita un Lanyon visibilmente invecchiato e terrorizzato.

L’incontro con Lanyon lascia Utterson sconcertato: il medico appare pallido, smagrito e invecchiato, con un’espressione stralunata e terrorizzata. La situazione precipita quando, quindici giorni dopo, Lanyon muore. La notte successiva al funerale, Utterson apre la busta lasciatagli dall’amico, trovandovi un messaggio incredibile: una busta sigillata da aprirsi solo prima della morte o della scomparsa di Henry Jekyll. Il riapparire del concetto di “scomparsa” getta l’avvocato in uno stato di profonda confusione.

La crisi nel laboratorio e la scoperta della verità

Il tempo passa e Jekyll si confina sempre più nel suo laboratorio, diventando taciturno e triste. Durante una passeggiata, Utterson ed Enfield comprendono che la misteriosa porta, da cui Hyde era solito uscire, è in realtà l’ingresso secondario della casa di Jekyll. Poco dopo, Utterson vede l’amico alla finestra dello studio, intento a ribadire il suo stato di profondo malessere. La situazione degenera definitivamente quando Poole, il domestico, si reca da Utterson terrorizzato, temendo che sia stato commesso un delitto all'interno della residenza.

Schema che illustra la struttura della casa di Jekyll e il collegamento tra l'ingresso secondario e il laboratorio.

Giunti sul posto, Utterson e Poole trovano la servitù riunita, nel panico. Bussano alla porta dello studio e notano che la voce di chi risponde è innaturale, diversa dal solito. Poole riferisce che quella voce non appartiene al suo padrone e che l’individuo nascosto nello studio è fisicamente molto più piccolo di Jekyll. Utterson, deciso a fare chiarezza, minaccia di abbattere la porta. Una volta entrati, trovano il corpo senza vita di Edward Hyde, vestito con abiti troppo grandi, adatti alla corporatura di Jekyll. Del medico, invece, non vi è alcuna traccia.

Il memoriale di Lanyon e la confessione di Jekyll

Nella stanza, Utterson rinviene una busta contenente documenti che chiariscono il mistero. Il racconto di Lanyon rivela l’orrore a cui ha assistito: l’incontro con un uomo di bassa statura che, dopo aver bevuto una pozione, si è trasformato sotto i suoi occhi nel dottor Jekyll. Questa visione ha causato lo shock fatale all'amico.

La confessione di Jekyll, contenuta nell'ultima lettera, svela infine l'origine della sua tragedia:

  • La natura duplice dell'uomo: Jekyll desiderava separare il suo lato rispettabile da quello più sordido e irrequieto.
  • L'esperimento: Attraverso agenti chimici, era riuscito a trasformarsi in Edward Hyde, un alter ego libero da inibizioni.
  • La perdita di controllo: Col tempo, le trasformazioni divennero involontarie e il potere della pozione iniziò a scemare, poiché il sale utilizzato conteneva un'impurità fondamentale che non riusciva più a reperire.
  • Il conflitto finale: Jekyll si rese conto che Hyde stava prendendo il sopravvento, rendendolo prigioniero della sua stessa creazione malvagia.

Jekyll conclude la sua confessione con una domanda angosciante: Hyde morirà sulla forca o troverà il coraggio di uccidersi? La morte di Hyde nel laboratorio segna la fine definitiva dell'infelice Henry Jekyll, vittima di un esperimento che ha svelato la reversibilità inquietante della natura umana.

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