Il Cardinale Pietro Parolin, attuale Segretario di Stato della Santa Sede, è una figura di spicco nel panorama ecclesiale e diplomatico vaticano. Nato e cresciuto nel Vicentino, la sua carriera lo ha portato dalle parrocchie locali ai vertici della diplomazia pontificia, fino a diventare uno dei più stretti collaboratori di Papa Francesco.
Infanzia e Formazione
Le Origini e la Famiglia
Pietro Parolin è nato a Schiavon, in provincia di Vicenza, il 17 gennaio 1955, nella diocesi di Vicenza. La sua famiglia era semplice e profondamente cattolica. Il padre, Luigi Parolin, gestiva un negozio di ferramenta ed era una figura molto presente, andando a messa tutti i giorni. La madre, Ada Miotti, era un'insegnante di scuola elementare, ricordata come una donna che aveva "imparato a conoscere il Vangelo" sulle ginocchia della mamma. Pietro ha una sorella, Maria Rosa, e un fratello, Giovanni, che è magistrato.
Un evento tragico segnò la sua infanzia: il padre Luigi morì in un incidente stradale nel 1965, sulla strada tra Bassano e Vicenza, quando Pietro aveva solo dieci anni. Questo evento fu "molto destabilizzante per Pietro, aveva solo 9 anni" come ricordato dalla sorella Maria Rosa, che all'epoca aveva solo 5 anni. La madre, Ada, scomparsa più recentemente, aveva confidato alla figlia Maria Rosa di essersi "innamorata colpita dal suo modo di pregare in questa chiesa".

La Vocazione e il Seminario
La vocazione di Pietro Parolin fu precoce e innata. Già da bambino, come racconta la sorella, "giocava a fare il prete, si vestiva di nero e fingeva di celebrare la messa coinvolgendo noi fratelli, cugini ed amici". Si era persino distinto nel catechismo, venendo premiato a Roma con un gruppo di bambini. L'entrata in seminario, inizialmente posticipata a causa della morte del padre, avvenne a 14 anni, al termine della terza media, nel seminario di Vicenza nel 1969. Lì frequentò il liceo classico, proseguendo poi gli studi in filosofia e teologia.
La sorella Maria Rosa ricorda le visite al fratello in seminario: "Ogni due settimane andavamo con mamma a trovarlo in questo silenzioso istituto enorme, passeggiavamo tra gli archi del cortile, e poi ci fermavamo nella stanza dei colloqui. Io ero piccola, mi sentivo in soggezione."
I Primi Anni di Sacerdozio
Cappellano a Schio
Pietro Parolin è stato ordinato sacerdote il 27 aprile 1980 nel Duomo di Vicenza, all'età di venticinque anni. La sua prima, e unica, esperienza di comunità parrocchiale fu a Schio, nella parrocchia di Santissima Trinità. Lì arrivò nel 1979 come diacono dal seminario di Vicenza, e celebrò la sua prima Messa l'11 maggio 1980. Come cappellano, rimase a Schio per due anni, fino al 1982.
In quel periodo, "don Piero" - come lo chiamano tutti - era molto attivo tra i giovani, dividendo il suo tempo tra le attività degli scout, quelle dell'Azione Cattolica, la cura dei catechisti e l'insegnamento nelle scuole medie del quartiere. Pierpaolo Galbusera, all'epoca capo scout, ricorda: "Quando è arrivato, noi capi scout lo avevamo inquadrato come un tipo non molto atletico, più di testa che di braccia... In effetti era una persona già allora molto riflessiva e pacata. Ma quanto alla resistenza fisica, fu una sorpresa: partimmo per un campo scout di due settimane e lui affrontò tutte le escursioni e le attività con gran piglio; s'incamminava con il suo zaino sulle spalle, che era anche piuttosto pesante, prendeva il suo passo e non si fermava mai. Finiva che arrivava sempre per primo e ci aspettava. Fu soprannominato don Scheggia."
Marina Testa Antonietti, catechista e animatrice, ricorda: "L'arrivo di don Pietro fu anticipato da quello di una gran quantità di libri... Invece si dimostrò subito un giovane aperto e sempre disponibile ad ascoltare e a imparare. Serio, calmo, ma anche allegro e spiritoso: una persona riflessiva e sempre garbata, ma con la battuta sempre pronta, capace di sdrammatizzare le cose."

La Carriera Diplomatica nella Santa Sede
Dalle Nunziature al Sottosegretariato
Nel 1982, il vescovo di Vicenza Onisto lo inviò a Roma per proseguire gli studi. Si iscrisse all'Università Gregoriana e, dal 1983, entrò alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, l'istituzione vaticana che forma i diplomatici. Si laureò in Diritto Canonico nel 1986 presso la Pontificia Università Gregoriana con una tesi dedicata al Sinodo dei vescovi, ottenendo anche un diploma in scienze diplomatiche.
Assunto nel servizio diplomatico della Santa Sede il 1° luglio 1986, iniziò la sua carriera come segretario della nunziatura apostolica in Nigeria (1986-1989) e poi in Messico (1989-1992). Nel 1992 fu richiamato a Roma e iniziò a lavorare nella Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, prima sotto la guida del Cardinale Angelo Sodano. Per diciassette anni, si occupò di temi spinosi e delicati, compiendo missioni di grande responsabilità. Il 30 novembre 2002, Papa Giovanni Paolo II lo nominò Sottosegretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati. In questo ruolo, per quasi sette anni, intervenne in diversi consessi internazionali, testimoniando l’attenzione della Santa Sede ai temi della pace, dei diritti essenziali della persona umana, dello sviluppo economico e sociale mondiale, e delle questioni riguardanti l’area mediorientale e l'Asia.
Gli oscuri segreti del Vaticano documentario
Nunzio Apostolico in Venezuela
Nel 2009, la sua carriera diplomatica proseguì con la nomina ad arcivescovo titolare di Acquapendente e Nunzio Apostolico in Venezuela da parte di Papa Benedetto XVI, il 17 agosto. Consacrato vescovo nel 2009, partì per il Sudamerica. La sua nunziatura lo mise a "duro confronto con la povertà", in un periodo in cui la situazione in Venezuela era "molto difficile, allora ancora più tesa sotto la guida di Chavez". Amici come Mario Peron e Daniele Scortegagna lo hanno visitato in Venezuela, ricordando che li ha "ospitati in Nunziatura apostolica, perché a Caracas non si è particolarmente sicuri neanche negli alberghi".
Segretario di Stato Vaticano
Nomina e Incarichi
Il 31 agosto 2013, Papa Francesco lo nominò Segretario di Stato di Sua Santità il Sommo Pontefice, accettando le dimissioni del Cardinale Tarcisio Bertone. Pietro Parolin assunse l'incarico il 15 ottobre 2013, diventando il primo Segretario di Stato di origine veneta da trecento anni. Giunto in Vaticano il 16 novembre 2013, iniziò ufficialmente la sua missione il 18. Il suo motto episcopale è: Quis nos separabit a caritate Christi? ("Chi ci separerà dall'amore di Cristo?").
Papa Francesco lo creò e pubblicò Cardinale nel Concistoro del 22 febbraio 2014, aggregandolo al Collegio cardinalizio. Dal dicembre 2013, partecipa ai lavori del Consiglio di Cardinali, divenendone membro a pieno titolo dal luglio 2014. Il 26 giugno 2018, è stato cooptato nell’Ordine dei Vescovi.

Ruolo nei Rapporti Internazionali
Come Segretario di Stato, Parolin ha svolto un ruolo cruciale in importanti accordi diplomatici. Ha contribuito a rilanciare il dialogo tra israeliani e palestinesi e ha giocato un ruolo fondamentale nel ristabilire il contatto diretto tra la Santa Sede e Pechino nel 2005. L'«accordo provvisorio» tra Santa Sede e Cina sulla nomina dei vescovi è stato sottoscritto il 22 settembre 2018 e da allora rinnovato nel 2020, 2022 e 2024. Sua anche la mediazione tra USA e Cuba nel 2014 con l'accordo per la fine dell'embargo.
Sfide e Controversie
Il suo approccio risoluto alle relazioni sino-vaticane, sebbene lodato all'epoca, è stato anche oggetto di discussione. La gestione da parte di Parolin di alcuni aspetti delle finanze vaticane è stata messa in discussione, in particolare il suo ruolo nell’ostacolare, o quantomeno nel non promuovere, la riforma finanziaria. È stato coinvolto in uno scandalo immobiliare londinese per il quale non fu mai incriminato, ma che portò a pene detentive per alcuni dei suoi collaboratori in Segreteria di Stato. Alcuni lo considerano inoltre un maestro della criticata Ostpolitik diplomatica degli anni ’60, soprattutto nei rapporti con la Cina.
Il Profilo Umano e Spirituale
Umiltà e Semplicità
Gli amici lo descrivono come "una persona del popolo" che "non è mai stato un amante del potere", ma che "ama confrontarsi con la gente, pur essendo uno che parla poco ma lo fa bene". Lo chiamano ancora "don Piero", e lui stesso, al suo paese natale, preferisce essere chiamato così, schermendosi quando i compaesani lo chiamano "eminenza". Arriva nella sua terra natale con la valigia al seguito e senza scorta, a bordo della sua auto.
Il sindaco di Schiavon, Simone Dellai, ha raccontato che dopo la morte della madre Ada Miotti, Parolin tornava un po’ meno, ma prima "tornava spessissimo, ogni mese, celebrando messa nella nostra chiesa, intrattenendosi con le persone, i vecchi amici, rapportandosi con semplicità, come un qualsiasi parroco". La sorella Maria Rosa lo descrive come "un uomo sereno, che sa stare insieme alle persone, di qualsiasi età o di grado sociale. Non giudica, ascolta e sa dare consigli, è facile confidarsi con lui. Mantiene i rapporti con gli amici, quando può incontra i malati. È un uomo di fede."
Il Legame con la Terra Natale
Nonostante gli importanti incarichi, Parolin ha mantenuto un forte legame con la sua terra. Ha celebrato i riti, inclusa la messa, nella chiesa interna di Casa Gerosa a Bassano del Grappa quando la madre vi risiedeva. Una decina di anni fa cresimò i ragazzi nella frazione di Longa, un evento che generò "una grande emozione per loro". Immancabile era anche il suo appuntamento con la celebrazione liturgica del lunedì dell’Angelo, fino allo scorso anno. Anche dopo la sua partenza da Schio, ha sempre mantenuto un rapporto di stima e amicizia con tutti, tenendo una corrispondenza e incontrando gli amici per una pizza quando tornava in zona.
La Figura del "Papabile"
Il nome del Cardinale Pietro Parolin è spesso citato tra i "papabili" in vista di un futuro conclave, specialmente in momenti di riflessione sul futuro del pontificato. Viene visto come un nome di continuità con Papa Francesco, con il quale c'è stata "fiducia e collaborazione", ma anche come un nome di compromesso: "troppo progressista per i conservatori, troppo conservatore per i progressisti". Questa posizione potrebbe renderlo una figura capace di mettere d'accordo diverse fazioni qualora non emergesse una convergenza su altri nomi.
Le voci su Parolin come possibile successore hanno suscitato interesse e partecipazione, in particolare nel Vicentino. La Santa Sede, tuttavia, smentisce prontamente le "fake news" che circolano sul suo conto, come un presunto intervento medico, segno che l'attenzione sul suo ruolo e la sua persona è alta in vista di future assemblee conclave. La sorella Maria Rosa, pur consapevole del ruolo importante del fratello, preferisce non addentrarsi in discorsi così impegnativi quando si incontrano, godendosi i pochi momenti in famiglia.