Don Tonino Bello e Papa Francesco: la Chiesa del grembiule

Una delle doti di don Tonino Bello fu quella di saper esprimere con un linguaggio moderno e anticonvenzionale i valori del Vangelo e l'amore agli ultimi che testimoniava ogni giorno. Non aveva mai parole innocue don Tonino; le sue erano parole libere, liberate dal Vangelo vissuto. La sua stessa vita era “sine glossa”: senza gli orpelli della carica, senza le distanze imposte dal ruolo.

La "Chiesa del grembiule" come paradigma pastorale

Tutti ricordano la sua celebre espressione, la “Chiesa del grembiule”, che tanto echeggia la “Chiesa povera per i poveri” di Papa Francesco. Questa formula non è il motto brillante di un abile affabulatore, ma la forma che esalta la sostanza: quella di un vescovo che si sedeva dal barbiere come tutti, si mischiava agli operai in sciopero e offriva le stanze della curia agli sfrattati.

Infografica che illustra il simbolismo della

L'idea nasce dal ministero vissuto come esercizio di prossimità. Don Tonino spiegava che il grembiule, insieme al catino e alla brocca, rappresenta un'immagine che "declassa" la Chiesa al rango di fantesca, rendendola una Chiesa “ospedale da campo”, espressione che sarebbe piaciuta molto a Papa Francesco.

Il Vangelo scomodo e la critica alla politica

Don Tonino non temeva di denunciare le assenze della politica. Ai politici chiedeva: “Chi state servendo, il bene comune o la carriera personale? Un giorno il Signore vi chiederà conto se lo spirito che ha animato il vostro impegno politico è stato quello del servizio o quello del self-service”. Anche i suoi auguri di Natale divennero celebri come “auguri scomodi”, rivolti a una società che dimenticava il Festeggiato nelle “sbornie dei cenoni” e nell'indifferenza verso gli ultimi.

Impegno per la pace: da Sarajevo al Mediterraneo

Negli anni Novanta, don Tonino si spese contro i conflitti, marciando sulla Sarajevo crivellata dai cecchini. Per lui la pace non era un semplice vocabolo, ma un “vocabolario”. La sua visione della guerra includeva la consapevolezza che essa non è solo il tuono dei cannoni, ma l'esistenza stessa di un violento sistema economico basato sull'ingiusta distribuzione dei beni.

L'impresa di pace di don Tonino Bello a Sarajevo raccontata da don Albino Bizzotto

L'incontro tra Papa Francesco e il messaggio di don Tonino

In occasione del XXV anniversario della morte di don Tonino, Papa Francesco ha reso omaggio alla sua tomba ad Alessano, definendola “tutta piantata nella terra”. Il Pontefice ha ripreso i temi cari al presule:

  • La finestra: Il Sud non come luogo di subalternanza, ma come luogo di riscatto che si apre al mondo.
  • Il grembiule: Lo stile pastorale che deve animare la Chiesa.
  • La fragranza: La necessità che la fede "profumi di popolo".
  • Il tabernacolo: L'invito a non separare mai la preghiera dall'azione.

Essere "contemplattivi"

Don Tonino amava definirsi “contempl-attivo” (con due ‘t’): una persona che parte dalla contemplazione di Dio per lasciar sfociare il suo impegno nell'azione concreta. Papa Francesco ha fatto suo questo monito, esortando i fedeli a non lasciarsi imbrigliare da nostalgie passate o paure del futuro, ma a seguire il giovane ardore cristiano di chi ha saputo vivere il Vangelo senza sconti.

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