Abbazia di Santa Maria di Pulsano: Storia, Architettura e Patrimonio

L'Abbazia di Santa Maria di Pulsano, situata a Monte Sant'Angelo, sul Gargano, si erge cinta da robusti muri perimetrali, tra rocce grigie e strapiombi profondi oltre 200 metri. Attorno all'abbazia si trovano gli Eremi di Pulsano, che nel 2010 sono stati eletti "Luogo del cuore FAI". Nel rispetto della più genuina e autentica tradizione abbaziale, il complesso monastico riesce a trasmettere un senso di mistero e fascino, coniugando il dinamismo vitale della realtà con un onirico e fantasioso aspetto contemplativo.

Veduta aerea dell'Abbazia di Santa Maria di Pulsano e degli eremi circostanti sul Gargano

Origini e Primi Insediamenti Monastici (VI-X secolo)

L'abbazia fu edificata nel 591 d.C. sul sito di un antico tempio oracolare pagano dedicato a Calcante. Fu inizialmente affidata ai monaci dell'ordine di Sant'Equizio Abate, strettamente legato alla famiglia Anicia, alla quale apparteneva anche il monaco-papa San Gregorio Magno, considerato l'artefice della sua istituzione nel VI secolo. L'Abbazia Santa Maria di Pulsano, con i suoi eremi circostanti, è stata da allora, attraverso alterne vicende storiche, un luogo di monaci, anacoreti e cenobiti, sia orientali che latini. Dopo il primo insediamento dei monaci di Sant'Equizio, l'originario monastero eremo passò, per un breve periodo a ridosso del X secolo, sotto la giurisdizione dell'ordine cluniacense.

La Rinascita con San Giovanni da Matera (XII secolo)

La storia del complesso fu segnata da un periodo di abbandono e incursioni saracene, fino a quando, nel XII secolo, un evento cruciale ne segnò la rinascita. Grazie all'intervento di San Giovanni da Matera e della sua Congregazione Pulsanense, l'abbazia fu rinnovata. San Giovanni da Matera fondò l'ordine monastico autonomo dei poveri eremiti pulsanesi, conosciuti anche come "gli Scalzi". I lavori di ricostruzione della chiesa abbaziale terminarono nel 1177. Nonostante San Giovanni da Matera fosse deceduto nel 1139, la chiesa fu dedicata alla Santa Madre di Dio e il suo altare, sotto il quale furono riposte le spoglie del Santo, fu consacrato da papa Alessandro III durante una sua visita al Gargano. Una leggenda popolare narra che San Giovanni da Matera eresse l'edificio esattamente nel luogo che gli era stato indicato dalla Vergine apparsagli in sogno.

Interno della chiesa abbaziale di Pulsano, mostrando elementi romanici e l'altare

Declino e Successione di Ordini (XIV-XIX secolo)

Al termine del XIV secolo, durante il pontificato di papa Martino V, l'Ordine Pulsanense si estinse. I pochi eremiti superstiti, rinunciando alla regola di San Giovanni abate, aderirono all'Ordine benedettino. Nel XV secolo, furono i Celestini ad assumere la custodia dell'abbazia, proteggendola dalle pretese dei signori locali. Ciononostante, l'abbazia rimase sotto l'amministrazione di un cardinale commendatario di Roma. Tra i Celestini, il monaco garganico Ludovico Giordani è ricordato per la costruzione di due altari laterali nella chiesa abbaziale (oggi purtroppo distrutti) e del monastero dei Celestini a Manfredonia.

Un violento terremoto nel 1646 colpì il Gargano, distruggendo l'archivio e la biblioteca dell'abbazia. I Celestini di Manfredonia continuarono a gestire Santa Maria di Pulsano fino all'emanazione delle leggi napoleoniche del 1806. In quell'anno, Giuseppe Bonaparte soppresse definitivamente la presenza di un ordine monastico e permise ai fittuari di mantenere i beni in enfiteusi. Nel 1842, il sacerdote montanaro Nicola Bisceglia ricevette ufficialmente in enfiteusi dal Demanio il complesso del protomonastero pulsanense, con l'intento di "sottrarlo all'abbandono e agli atti vandalici dei pastori e pecorai", ad eccezione della chiesa, che rimase sotto la giurisdizione diocesana. Nel secolo scorso, durante gli anni '70, una pregevole icona della Madre di Dio di Pulsano fu trafugata e non è mai stata ritrovata.

Architettura e Caratteristiche Attuali

Dell'originaria Abbazia, la parte più antica che rimane è la piccola chiesa risalente al XII secolo, poiché il resto della struttura fu distrutto verso la fine del XIII secolo. La chiesa, in stile romanico, si presenta a navata unica con volta a botte, interrotta da grandi archi trasversali, ed è ricavata in parte da una grotta naturale che funge da abside. Sulle pareti e sui pilastri della navata, è ancora possibile osservare decorazioni scultoree raffiguranti aquile angolari, teste umane e altre specie animali. Alcuni di questi preziosi ornamenti sono oggi custoditi nel Museo della Basilica di San Michele a Monte Sant’Angelo.

Di notevole valore artistico è il portale dell’abbazia, composto da due colonnine, sui cui capitelli poggia un arco intagliato a foglie d’acanto. Ai ricchi, ma mai sfarzosi, fregi dell’abbazia, si contrappongono meravigliosi affreschi rappresentati sulla nuda roccia. Il monastero ospita una ricca biblioteca e una foresteria, che offre accoglienza per brevi periodi di ritiro a un numero limitato di pellegrini. Degno di nota è il laboratorio di restauro del libro, diretto dai monaci benedettini, un unicum nell’Italia Meridionale e insulare.

Visita ad Abbazia Santa Maria di Pulsano e suoi eremi

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