La Domenica della Divina Misericordia e l'Indulgenza Plenaria

Nella Seconda Domenica di Pasqua, nota anche come Domenica della Divina Misericordia, la Chiesa Cattolica offre ai fedeli la possibilità di ottenere un'indulgenza plenaria, sia per sé stessi che per un defunto. Questa grazia straordinaria riporta l'anima allo stato di purezza in cui si trovava al momento del Battesimo, permettendo, in caso di morte successiva, l'accesso diretto al Paradiso.

Origine e Promesse: Le Apparizioni a Santa Faustina Kowalska

Ritratto di Santa Faustina Kowalska con l'immagine di Gesù Misericordioso sullo sfondo

La devozione alla Divina Misericordia affonda le sue radici nelle apparizioni di Cristo a Santa Faustina Kowalska, una mistica polacca. Gesù, nelle sue visioni annotate nel Diario, espresse per la prima volta il desiderio di istituire questa festa a Płock nel 1931, trasmettendo la sua volontà riguardo al quadro:

«Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia.»

Gesù definì non solo la collocazione della Festa nel calendario liturgico, ma anche il suo motivo, lo scopo, le modalità di preparazione e celebrazione, e le grandi promesse ad essa legate. In diverse apparizioni, promise molte grazie a coloro che si affidano alla sua misericordia, ribadendo: «Desidero che la Festa della Misericordia sia un rifugio e un riparo per tutte le anime, specialmente per i poveri peccatori… L’anima che si confesserà e riceverà la Santa Comunione otterrà il perdono totale delle colpe e delle pene… Nessuna anima tema di accostarsi a me, anche se i suoi peccati fossero come scarlatto.»

Questa festa è stata chiesta da Gesù a Suor Faustina, tra la prima e la seconda guerra mondiale, affinché fosse «di riparo e rifugio per tutte le anime». Il Signore le disse ancora: «La Festa della Mia Misericordia è uscita dalle Mie viscere a conforto del mondo intero.»

L'Istituzione Ufficiale e il Decreto del 2002

Nel giugno 2002, San Giovanni Paolo II istituì ufficialmente l'indulgenza plenaria per questa festa, che si celebra la Seconda Domenica di Pasqua. A tal fine, pubblicò il “Decreto sulle indulgenze concesse nella Festa della Divina Misericordia”. Il Cardinale Franciszek Macharski iscrisse per primo questa festa nel calendario liturgico per l'arcidiocesi di Cracovia (1985), e successivamente alcuni vescovi polacchi nelle proprie diocesi. Su richiesta dell'Episcopato polacco, il Santo Padre Giovanni Paolo II, nell'anno 1995, introdusse questa Festa in tutte le diocesi polacche.

Papa Giovanni Paolo II che proclama la Domenica della Divina Misericordia

Condizioni per Ottenere l'Indulgenza Plenaria

L'indulgenza plenaria viene concessa al fedele che partecipi ad atti di pietà in onore della Divina Misericordia, alle solite condizioni, che includono:

  1. Confessione sacramentale: Deve essere fatta entro circa venti giorni prima o dopo l'atto indulgenziato, purché il fedele sia in stato di grazia.
  2. Comunione eucaristica: Ricevuta nello stesso giorno o nei giorni vicini all'atto indulgenziato.
  3. Preghiera secondo le intenzioni del Papa: Generalmente un Padre Nostro, un'Ave Maria e un Gloria. Per esempio, nell'anno in cui la data ha coinciso con la sede vacante a causa della morte di Papa Francesco, si è pregato per le intenzioni della Chiesa, come spiegato da don Luis García Gutiérrez, Vicario Generale della Diocesi di León (Spagna).

A queste si aggiunge una condizione peculiare e spesso la più ardua per le indulgenze plenarie ordinarie: l'assenza di ogni attaccamento al peccato, anche veniale. San Filippo Neri, che aveva il dono di vedere lo stato delle anime, dichiarò una volta che in un'assemblea di 1.200 persone, solo due avevano ottenuto l'indulgenza plenaria a causa di questa condizione.

La Grazia Straordinaria della Domenica della Divina Misericordia

Rappresentazione simbolica dell'indulgenza come

La grazia promessa da Gesù per la Domenica della Divina Misericordia, come riportato nel paragrafo 699 del Diario di Santa Faustina, è ancora più straordinaria: «L’anima che si sarà confessata e avrà ricevuto la santa Comunione in questo giorno otterrà il completo perdono di tutti i peccati e delle pene.»

Questa promessa è, in sostanza, un secondo Battesimo, un'opportunità unica per una purificazione totale. Mai l'anima sarà più pura, dopo il Battesimo originale, di quanto lo sia dopo aver accolto questa grazia. È la realizzazione cristiana dello Yom Kippur ebraico, quel giorno in cui il sommo sacerdote entrava nel Santo dei Santi per ottenere il perdono completo del popolo. Questa grazia supera persino una normale indulgenza plenaria.

La grazia straordinaria della Domenica della Divina Misericordia richiede solo due condizioni principali: la Confessione (anche nei giorni precedenti, purché si sia in stato di grazia) e la Comunione. Dio, sapendo della fragilità umana e della difficoltà nel soddisfare pienamente la quarta condizione dell'assenza di ogni attaccamento al peccato, offre questa grazia in modo più accessibile. Viviamo in un tempo privilegiato in cui la misericordia di Dio si riversa con abbondanza straordinaria su chi la vuole accogliere.

La Pena Temporale e la Guarigione dell'Anima

Anche dopo una buona confessione che cancella il peccato e la pena eterna dell'inferno, può rimanere la pena temporale dovuta al peccato. Questa può essere paragonata a un chiodo conficcato in una tavola: Dio toglie il chiodo (il peccato) nella Confessione, ma il foro rimane (la pena temporale). Il film Mission offre un'immagine potente di questa realtà, con il protagonista che si trascina il peso delle sue colpe finché non viene liberato.

È esattamente questo il peso della pena temporale: il peccato è perdonato, il chiodo è tolto, ma il foro nella tavola rimane. La grazia straordinaria della Domenica della Divina Misericordia offre la remissione non solo delle colpe ma anche delle pene, cancellando quindi anche questo "foro". Questa grazia è considerata da don prof. Ignacy Różycki, teologo e postulatore della causa di beatificazione di Santa Faustina, una grazia più grande dell'indulgenza plenaria, poiché la remissione di tutte le colpe e di tutte le pene è la grazia sacramentale del Santo Battesimo. Tale affermazione sottolinea la profondità di questa purificazione, sebbene il carattere divino impresso dal sacramento del Battesimo rimanga unico e irripetibile.

Come Vivere la Domenica della Divina Misericordia

Per accogliere pienamente questa grazia, Gesù chiede una vera e propria azione e un impegno nel cammino di conversione. Non basta ammirare la misericordia da lontano: va ricevuta là dove viene effettivamente donata. Le pratiche consigliate sono:

  1. Accostarsi al sacramento della Penitenza: Il Cristo risorto ha dato alla sua Chiesa l’autorità di perdonare i peccati in suo nome.
  2. Ricevere il Corpo del Signore con fede e riverenza: Quando si riceve la Comunione, si riceve il corpo, il sangue, l’anima e la divinità di Cristo. Il raggio rosso dell'immagine di Gesù Misericordioso, il sangue, rappresenta proprio la vita divina che vince la morte. Dopo la confessione e la comunione, si può recitare una semplice preghiera: «Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivente, Tu hai promesso che l’anima che si è confessata e riceve la santa Comunione in questo giorno otterrà il completo perdono di tutti i peccati e delle pene. Gesù, Ti chiedo questa grazia.»
  3. Farsi artigiani di misericordia: Perdonare chi ha offeso, soccorrere chi è nel bisogno, pregare per chi è lontano. Il decreto della Penitenzieria Apostolica del 2002 esorta esplicitamente i sacerdoti a incoraggiare i fedeli nelle opere di carità e misericordia. Chi ha ricevuto la misericordia del Padre non può rimanere con il cuore indurito.

La preparazione a questa Festa consiste anche nella novena, ovvero nella recita, per nove giorni, della Coroncina alla Divina Misericordia, iniziando dal Venerdì Santo.

La Coroncina della Divina Misericordia - Spiegazione e preghiera (a cura di don Pino Fazio)

Il Significato Teologico e i Pericoli Spirituali

L'Ottava di Pasqua e il numero Otto

Nella tradizione ebraica, le feste troppo grandi per essere celebrate in un solo giorno si prolungavano per otto giorni, chiamati l'ottava. Nella Chiesa cattolica rimangono due grandi ottave: quella di Natale e quella di Pasqua. L'ottava di Pasqua culmina proprio nella Domenica della Divina Misericordia. Il numero otto, per gli Ebrei, era il numero dell'eternità: Dio creò il mondo in sei giorni, si riposò il settimo (il sabato, il tempo), e l'ottavo rimanda a ciò che è oltre il tempo. Cristo, lo Sposo, viene per la sua sposa nell'ottavo giorno, il giorno dell'eternità.

Rispondere a Disperazione e Presunzione

La Domenica della Divina Misericordia risponde ai due grandi pericoli della vita spirituale: la disperazione di chi pensa che Dio perdoni gli altri ma non lui; e la presunzione di chi tratta la misericordia come se il peccato non fosse serio. La misericordia non è Dio che finge che la ferita non ci sia: è Dio che entra nella ferita per guarirla. A chi vive schiacciato dalla vergogna, a chi ha rimandato la Confessione da anni, a chi crede nella misericordia di Dio per gli altri ma non per sé, questa domenica risponde con le piaghe del Risorto e con la promessa che nessuno, tornando a Lui con pentimento e fiducia, verrà respinto. Nessuno.

«La misericordia è un oceano. La tua fiducia è il secchio», disse Gesù a Santa Faustina. La sua promessa di un completo perdono di tutti i peccati e delle pene significa che Gesù desidera togliere ogni debito e ogni pena meritata per i peccati a chi si avvicina a Lui con cuore contrito e fiducioso nella Sua bontà. Questo è il meraviglioso rinnovo della Pasqua e della Vittoria di Cristo sul male e sul peccato, il trionfo dell'amore e della bontà divina sui peccatori.

Il Decreto della Penitenzieria Apostolica del 29 Giugno 2002

La Chiesa, al fine di evitare dubbi o errori, ha posto le solite condizioni per ottenere l’indulgenza plenaria, normate da un decreto ecclesiastico della Penitenzieria Apostolica del 29 giugno 2002, firmato dal pro-Penitenziere maggiore Mons. Luigi De Magistris. Questo documento stabilisce le modalità per l'ottenimento dell'indulgenza sia plenaria che parziale.

Di seguito, il testo integrale del Decreto:

Actus cultus in honorem Divinae Misericordiae Indulgentiis ditantur

«DEUS CUIUS MISERICORDIAE non est numerus et Bonitatis infinitus est thesaurus...» (Oratio post hymnum «Te Deum») et «Deus, Qui Omnipotentiam Tuam parcendo maxime et miserando manifestas...» (Oratio Dominicae XXVI per annum), humiliter et fideliter canit Sancta Mater Ecclesia. Intimo hinc animi affectu christifideles trahuntur ad commemoranda et pie prosequenda mysteria Divinae veniae, et clare perspiciunt summam convenientiam, immo vero debitum ut aptis precandi formulis populus Dei Divinam Misericordiam dilaudet, et, necessariis praestitis operibus et adimpletis condicionibus, de thesauro Ecclesiae spiritalia emolumenta consequatur. «Paschale ideo mysterium culmen huius revelationis et exsecutionis est misericordiae, quae hominem potest iustum facere iustitiamque ipsam reficere, prout ea ordo salvificus est, quem ab initio Deus in homine optaverat ac per hominem in mundo» (Litt. Enc. «Dives in Misericordia», 7).

Quae quidem animi dispositiones veniam peccatorum mortalium actu consequuntur, cum Sacramentum Paenitentiae rite christifidelis recipit aut, cum proposito illud quam primum recipiendi, perfecta caritate et contritione de iisdem dolet: profecto Ipse D.N. Iesus Christus in parabola de filio prodigo nos docet peccatorem Deo confiteri suam miseriam debere, dicentem: «Pater, peccavi in caelum et coram te et iam non sum dignus vocari filius tuus» (Lc 15, 18-19), a Deo autem hoc fieri: «hic mortuus erat et revixit, perierat et inventus est» (Lc 15, 32).

Provida exinde cura Summus Pontifex Ioannes Paulus II voluit ut, ad salutaria haec christianae professionis praecepta et doctrinas animis christifidelium penitus imprimenda, suavi ex consideratione Patris Misericordiarum, Dominica II Paschae peculiari devotione commemorandis his gratiae donis dicaretur, appellatione adhibita «Dominica Divinae Misericordiae» (Congr. pro Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum, Decr. «Misericors et miserator», diei 5 Maii 2000). Etenim Evangelium Dominicae II Paschae refert mirabiles illas res a Christo Domino ipso die Resurrectionis - in prima nempe publica apparitione - peractas: «Cum esset ergo sero die illa prima sabbatorum, et fores essent clausae, ubi erant discipuli propter metum Iudaeorum, venit Iesus et stetit in medio et dicit eis: «Pax vobis!». Et hoc cum dixisset, ostendit eis manus et latus. Gavisi sunt ergo discipuli, viso Domino. Sicut misit me Pater, et ego mitto vos«. Et cum hoc dixisset, insufflavit et dicit eis:»Accipite Spiritum Sanctum. Quorum remiseritis peccata, remissa sunt eis; quorum retinueritis, retenta sunt"» (Io 20, 19-23).

Ut vero hanc celebrationem piissime christifideles vivant, Ipse Summus Pontifex Indulgentia Plenaria praedictam dominicam diem ditandam decrevit, prout infra adnotatur, quo donum consolationis Sancti Spiritus uberius fideles accipiant et sic caritatem usque maiorem erga Deum et proximum alant, et, a Deo remissione peccatorum accepta, sua vice fratribus facile ignoscant. Ita fideles perfectius sequentur spiritum Evangelicum, in se recipientes renovationem a Concilio Oecumenico Vaticano II illustratam et inductam: «Christiani, memores verbi Domini «in hoc cognoscent omnes quia discipuli mei estis, si dilectionem habueritis ad invicem» (Io 13,35), nihil ardentius optare possunt quam ut hominibus mundi huius temporis semper generosius et efficacius inserviant... Vult autem Pater ut in omnibus hominibus Christum fratrem agnoscamus et efficaciter diligamus, tam verbo quam opere» (Const. pastoralis «Gaudium et Spes», 93).

Idem, proinde, Summus Pontifex, ardenti flagrans desiderio hos pietatis erga Divinam Misericordiam sensus in populo christiano maxime fovendi ob uberrimos spiritales fructus quos exinde sperare licet, in Audientia die 13 currentis mensis Iunii infrascriptis Moderatoribus Apostolicae Paenitentiariae concessa, benigne dilargiri dignatus est Indulgentias, prout hic sequitur:

Plenaria Indulgentia conceditur, suetis sub condicionibus (nempe Sacramentali Confessione, Eucharistica Communione et Oratione ad mentem Summi Pontificis) christifideli, qui, die Dominica II Paschae seu «de Divina Misericordia», in quacumque ecclesia vel oratorio, animo quidem omnino elongato ab affectu erga quodcumque peccatum, etiam veniale, pium exercitium in honorem Divinae Misericordiae participaverit, vel saltem coram SS.mo Eucharistico Sacramento, publice exposito vel etiam in tabernaculo adservato, Orationem Dominicam ac Symbolum Fidei recitaverit, addita pia aliqua invocatione ad Misericordem Iesum (e.g. «Misericors Iesu in Te confido»).

Insuper nautae, per maris immensa spatia officio suo fungentes; innumeri illi fratres, quos bellicae perturbationes, politicae vices, inclementia locorum aliaeque id generis causae a patrio solo extorres effecerunt; infirmi atque illi, qui eis sua opera adsunt; omnesque qui legitima causa domo exire nequeunt vel operam non differendam communitatis utilitati navant, Plenariam Indulgentiam, die Dominica de Divina Misericordia, consequi valebunt si, omnimoda concepta detestatione cuiusque peccati prout supra dictum est et intentione simul concepta praestandi, ubi primum licuerit, tres consuetas condiciones, coram pia D.N.I.C. imagine Orationem Dominicam et Symbolum Apostolorum recitaverint, addita pia aliqua invocatione ad Misericordem Iesum (e.g. «Misericors Iesu in Te confido»).

Sacerdotes, cura pastorali fungentes, praesertim parochi, de hac salutari Ecclesiae dispositione, proprios fideles opportune certiores faciant, prompto et generoso animo sese praebeant ad confessiones eorundem excipiendas, et die Dominica de Divina Misericordia preces, ut supra definitas, ad Misericordem Iesum, post S. Praesenti in perpetuum valituro. Datum Romae, ex aedibus Paenitentiariae Apostolicae, die 29 Iunii 2002, in sollemnitate Ss. ALOISIUS DE MAGISTRIS Archiep. tit. IOANNES FRANCISCUS GIROTTI, O.F.M. Conv.

Indulgenza Parziale

Il decreto del 2002 concede anche l'Indulgenza parziale «al fedele che, almeno con cuore contrito, elevi al Signore Gesù Misericordioso una delle pie invocazioni legittimamente approvate».

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