La liturgia della parola della domenica 21 febbraio ci offre spunti di profonda riflessione sulla chiamata di Dio, sulla conversione e sulla natura della sua misericordia. Attraverso le letture bibliche e il brano evangelico, siamo invitati a considerare il nostro rapporto con il Signore e il significato del seguire Cristo.
Salmo Responsoriale: Un Inno alla Misericordia Divina
Il salmo responsoriale, con le parole "Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, perché io sono povero e misero. Custodiscimi perché sono fedele; tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida", esprime la profonda dipendenza del credente dalla grazia divina. La ripetizione del ritornello "Mostrami, Signore, la tua via" sottolinea il desiderio di essere guidati da Dio nella retta via.
Il salmista implora pietà e misericordia, riconoscendo la propria fragilità e il bisogno costante dell'aiuto divino. La fiducia è riposta nella bontà e nella infinita misericordia del Signore, che è sempre pronto ad ascoltare le suppliche di chi lo invoca con cuore sincero.
R. Mostrami, Signore, la tua via.
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi,
perché io sono povero e misero.
Custodiscimi perché sono fedele;
tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida. R.
Pietà di me, Signore,
a te grido tutto il giorno.
Rallegra la vita del tuo servo,
perché a te, Signore, rivolgo l’anima mia. R.
Tu sei buono, Signore, e perdoni,
sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera
e sii attento alla voce delle mie suppliche. R.
Prima Lettura: La Torre di Babele e la Confusione delle Lingue
La prima lettura, tratta dal libro della Genesi (Gn 11,1-9), narra il celebre episodio della Torre di Babele. In un tempo in cui tutta la terra parlava un'unica lingua, gli uomini decisero di costruire una città con una torre che raggiungesse il cielo, per farsi un nome ed evitare di disperdersi. Il Signore, vedendo la loro ambizione e la loro unità volta a sfidare la volontà divina, decise di confondere la loro lingua, disperdendoli poi su tutta la terra.
Questo racconto biblico simboleggia le conseguenze dell'orgoglio umano e della ricerca di un potere autonomo, scollegato dal Creatore. La confusione delle lingue rappresenta la divisione e l'incomprensione che derivano dal voler prescindere da Dio.
Dal libro della Gènesi
Tutta la terra aveva un'unica lingua e uniche parole. Emigrando dall'oriente, gli uomini capitarono in una pianura nella regione di Sinar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da malta. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo, e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che i figli degli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un unico popolo e hanno tutti un'unica lingua; questo è l'inizio della loro opera, e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.

Seconda Lettura: Cristo, il Giusto per gli Ingiusti
La prima lettera di san Pietro (1 Pt 3,18-22) ci ricorda il sacrificio redentore di Cristo. Egli, il giusto, è morto per gli ingiusti, per ricondurci a Dio. La sua morte nel corpo e la sua vivificazione nello spirito sono il fondamento della nostra salvezza.
Il testo sottolinea anche il significato del battesimo come acqua che salva, non solo come purificazione esteriore, ma come invocazione di salvezza rivolta a Dio in virtù della risurrezione di Gesù Cristo. Questo ci collega alla promessa di vita eterna e alla vittoria sul peccato e sulla morte.
Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito. E nello spirito andò a portare l'annuncio anche alle anime prigioniere, che un tempo avevano rifiutato di credere, quando Dio, nella sua magnanimità, pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l'arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell'acqua. Quest'acqua, come immagine del battesimo, ora salva anche voi; non porta via la sporcizia del corpo, ma è invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo.
Dal Vangelo secondo Luca: La Chiamata di Levi
Il brano evangelico secondo Luca (Lc 5,27-32) ci presenta un momento cruciale nella vita di Gesù: la chiamata di Levi, un pubblicano, al discepolato. Gesù, vedendo Levi seduto al banco delle imposte, gli rivolge un invito diretto: "Seguimi!". Levi, senza esitazione, lascia tutto e segue Gesù.
Questo evento è significativo perché Levi era considerato un peccatore dalla società del tempo. La scelta di Gesù di chiamarlo dimostra la sua missione di salvare coloro che sono perduti e la sua volontà di includere tutti nel suo Regno, indipendentemente dal loro passato.
La reazione dei farisei e degli scribi, che mormorano sul fatto che Gesù mangi con i pubblicani e i peccatori, mette in luce il contrasto tra la mentalità umana e quella divina. Gesù risponde con chiarezza: "Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori".
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù vide un pubblicano di nome Levi, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, lasciando tutto, si alzò e lo seguì. Poi Levi gli preparò un grande banchetto nella sua casa. C’era una folla numerosa di pubblicani e d’altra gente, che erano con loro a tavola. I farisei e i loro scribi mormoravano e dicevano ai suoi discepoli: «Come mai mangiate e bevete insieme ai pubblicani e ai peccatori?».

Riflessioni sulla Conversione e la Misericordia
Il tema della conversione è centrale nella liturgia di questa domenica. La chiamata di Levi è un esempio lampante di come Dio chiami anche coloro che la società considera indegni. La sua missione è quella di offrire la salvezza a tutti, invitando alla conversione e al cambiamento di vita.
Gesù, scegliendo Levi, ci insegna che Dio non cerca l'eccellenza umana o l'apparenza di giustizia, ma un cuore pentito e disponibile. Come sottolinea Sant'Agostino, "Dio ti ha scelto debole per darti il suo proprio potere". Dobbiamo evitare di pensare che Dio voglia solo servitori immacolati; Egli desidera invece un cuore umile e pronto ad accogliere la sua grazia.
La misericordia divina è infinita, e la gioia in cielo per un peccatore convertito è immensa, come ci ricorda Gesù stesso nel Vangelo.
«Misericordia io voglio e non sacrifici», dice il Signore.
«Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori». (Mt 9,13)
Oppure:
Io non sono venuto a chiamare i giusti,
ma i peccatori perché si convertano.
La Sequela di Cristo: Rinnegare se stessi e prendere la Croce
Il brano evangelico, in una delle sue possibili letture alternative, ci presenta anche le parole di Gesù sulla sequela: "Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua". Questo implica un distacco dai propri desideri egoistici e un'offerta totale della propria vita a Cristo.
La vera vita si trova nella perdita di sé per amore del Vangelo. Chi cerca di salvare la propria vita a tutti i costi, la perderà, mentre chi la perde per seguire Cristo, la troverà in pienezza.
Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, convocata la folla insieme ai suoi discepoli, Gesù disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».
Preghiera Comunitaria: Testimoni del Vangelo
La comunità è chiamata a pregare per essere resa testimone attiva del Vangelo. Le intenzioni di preghiera si concentrano sulla trasformazione interiore, sulla carità sociale, sulla saggezza dei governanti e sul sostegno a chi soffre.
Si chiede al Signore di rendere la Chiesa fervida nelle opere sociali e caritative, attenta ai bisogni della società. Si prega per la saggezza dei governanti, affinché operino per il bene comune, e per il conforto di chi porta pesanti croci, affinché comprendano che la vita spesa per Dio trasforma il lutto in gioia.
Preghiamo:
Rendici testimoni del vangelo, Signore.
Accompagna, o Signore, il cammino degli uomini verso di te. Purifica la loro fede, in modo che a ciò che dicono, corrisponda ciò che fanno. Preghiamo:
Rendi, o Signore, la tua Chiesa fervida di opere sociali e caritative. Rendila attenta e sensibile a quei bisogni cui la società ancora non provvede. Preghiamo:
Libera, o Signore, i nostri governanti dalla litigiosità e dalla discordia. Concedi loro un cuore saggio e un atteggiamento costruttivo per il bene comune. Preghiamo:
Consola, o Signore, chi si trova a portare una croce pesante. Aiutalo a comprendere che la vita spesa per te, trasformerà il suo lutto in gioia. Preghiamo:
Fortifica, o Signore, la nostra comunità nella sequela del tuo Cristo. La serenità e la pace siano il frutto della fiducia che ha posto in lui. Preghiamo:
Per il rispetto delle minoranze etniche e religiose. Per una testimonianza coraggiosa della fede.
La Promessa dell'Alleanza e la Nuova Creazione
Il passo biblico sull'alleanza di Dio con Noè, menzionato nella seconda lettura, ricorda il patto stabilito dopo il diluvio, simboleggiato dall'arco nelle nubi. Questo patto assicura che la terra non sarà più distrutta dalle acque e rappresenta la fedeltà di Dio verso la sua creazione.
La liturgia ci invita a riconoscere che Dio è la nostra roccia e la nostra fortezza, e che la sua fedeltà è la guida costante del nostro cammino. Egli è il Dio della salvezza, che indica ai peccatori la via giusta e insegna ai poveri la sua via.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 24 (25)
R. Tutti i sentieri del Signore sono amore e fedeltà.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi, perché sei tu il Dio della mia salvezza.
Ricòrdati, Signore, della tua misericordia e del tuo amore, che è da sempre.
Ricòrdati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore.
Buono e retto è il Signore, indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia, insegna ai poveri la sua via.
Antifona alla comunione
Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo.