L'impegno per la pace e la giustizia nel mondo
Il mistero dell'Incarnazione del Verbo ci invita a meditare sugli avvenimenti che segnano il corso della storia. Ed è precisamente nella luce di questo mistero pieno di speranza che si tiene l'incontro tradizionale con i membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, che all'inizio dell'anno nuovo offre un'occasione opportuna per scambiare cordiali auguri. Per tutti, chiedo a Dio il dono di un anno che sia fecondo di giustizia, di serenità e di pace.

Nonostante tanti sforzi, la pace così desiderata è ancora lontana. Di fronte alle sofferenze causate da gravi catastrofi naturali e dai sanguinosi conflitti, non dobbiamo scoraggiarci o diminuire l'impegno a favore di una cultura di pace, ma raddoppiare gli sforzi per promuovere la sicurezza e lo sviluppo. In questo senso, la Santa Sede ha voluto essere tra i primi a firmare e ratificare la “Convenzione sulle munizioni a grappolo”, un documento che ha l'obiettivo di rafforzare il diritto umanitario internazionale.
La lotta contro la povertà
È verso i poveri che occorre rivolgere l'attenzione, seguendo l'invito a “combattere la povertà, costruire la pace”. Le parole dell'Enciclica Populorum Progressio di Paolo VI restano di grande attualità: “Essere affrancati dalla miseria, garantire in maniera più sicura la propria sussistenza... fare conoscere e avere di più, per essere di più”. Per costruire la pace, occorre ridare speranza ai poveri, affrontando le incertezze causate dalla crisi finanziaria, dalla crisi alimentare e dal surriscaldamento climatico.
La missione della Chiesa e il dialogo interreligioso
In questa delicata fase della storia umana, segnata da incertezze e dubbi, molti si aspettano che la Chiesa svolga con coraggio e chiarezza la sua missione di evangelizzazione e la sua opera di promozione umana. Il cristianesimo è una religione di libertà e di pace ed è al servizio del vero bene dell'umanità. Le discriminazioni di cui sono vittime migliaia di cristiani mostrano come non sia soltanto la povertà materiale, ma anche la povertà morale a nuocere alla pace.

È fondamentale che le autorità civili e politiche si adoperino con energia per mettere fine all'intolleranza e incoraggino il giusto rispetto per tutte le religioni, mettendo al bando ogni forma di odio. Auspico altresì che, nel mondo occidentale, non si coltivino pregiudizi contro i cristiani, semplicemente perché, su certe questioni, la loro voce dissente.
La figura di Sant'Agostino e il pensiero teologico
Riflettendo sulle catechesi del mercoledì, la figura di Sant'Agostino occupa un posto centrale. Egli è il Padre della Chiesa che ha lasciato il maggior numero di opere, fondamentali per la formazione di tutta la cultura occidentale. Tra queste spiccano:
- Confessiones: una sorta di autobiografia in forma di dialogo con Dio, che è al contempo confessione dei peccati e lode al Creatore.
- De civitate Dei: un'opera imponente che risponde alla crisi dell'epoca, presentando la storia dell'umanità come una lotta tra l'amore di sé e l'amore di Dio.
- De Trinitate: un approfondimento sul mistero trinitario, inteso come un "cerchio d'amore".
- De doctrina Christiana: una guida culturale all'interpretazione della Bibbia.

Il cammino della Quaresima: preghiera e sofferenza
Se l'Avvento è il tempo che ci invita a sperare nel Dio-che-viene, la Quaresima ci rinnova nella speranza in Colui-che-ci-ha-fatti-passare-dalla-morte-alla-vita. La Quaresima è definita un “cammino di vera conversione”. La preghiera e il soffrire sono “luoghi di apprendimento e di esercizio della speranza”.
Il valore della preghiera
La preghiera alimenta la speranza, perché nulla più del pregare con fede esprime la realtà di Dio nella nostra vita. La vera preghiera non è mai egocentrica, ma sempre centrata sull'altro. Senza la dimensione della preghiera, l'io umano finisce per chiudersi in se stesso. La vera preghiera è il motore del mondo, perché lo tiene aperto a Dio.
Quaresima con Maria: il cammino che trasforma la tua vita | Sacrificio, Preghiera e Carità
Il senso della sofferenza umana
La Pasqua è il mistero che dà senso alla sofferenza umana. Dio non può patire, ma può e vuole com-patire. Più è grande la speranza che ci anima, tanto maggiore è anche in noi la capacità di soffrire per amore della verità e del bene, offrendo con gioia le fatiche di ogni giorno e inserendole nel grande com-patire di Cristo.