Il diorama è una riproduzione in scala ridotta di una scenografia che ricrea diverse ambientazioni: habitat degli animali, momenti storici, scene di vita quotidiana, eventi mitologici o fiabeschi. Sebbene comunemente, in ambito edilizio e architettonico, venga definito plastico, il diorama presenta caratteristiche specifiche che lo distinguono da quest'ultimo, soprattutto in merito alla ricchezza dei dettagli che riportano, ricreando scenografie estremamente realistiche e dinamiche. Inizialmente, il diorama presupponeva la riproduzione della scenografia all’interno di una “scatola” semi aperta, dotata di un vetro per poterne ammirare il contenuto. Il termine "diorama", infatti, ha origini greche e significa “guardare attraverso”, quindi guardare attraverso un vetro o una lente.
Sulle origini del diorama non si hanno molte certezze, ma i più antichi risalgono probabilmente alla prima metà del XIX secolo per opera di Paolo Savi, geologo e ornitologo italiano, che ne realizzò alcuni per finalità didattiche e scientifiche. Le riproduzioni di Savi possono essere ancora ammirate presso il Museo di Storia Naturale e del Territorio di Calci, in provincia di Pisa. Nel tempo, i diorami si sono evoluti e sono stati utilizzati per scopi didattici, scientifici ed espositivi e, allo stesso modo, anche il numero di appassionati è cresciuto, arrivando oggi ad attribuire al diorama un ruolo da protagonista nel mondo del modellismo statico e dinamico.
Nell’ambito del modellismo, i diorami vengono utilizzati per la riproduzione di scenari reali o immaginari nei quali calare i soggetti più diversi. Il Presepe è una delle rappresentazioni dioramiche più antiche e suggestive. La natività è uno dei principali simboli religiosi nei Paesi cattolici e, per questo, l’allestimento dei presepi è un’usanza antica che rappresenta, a tutti gli effetti, un ottimo esempio di arte dioramica. Sono tanti gli appassionati che, a livello amatoriale, si preparano alla realizzazione del presepio in prossimità del Natale, ma crescono sempre più coloro che realizzano allestimenti della Natività dettagliati, fedeli e anche dinamici.
Tipologie di Presepe-Diorama
Il Presepe Storico o Orientale
Il Presepe Storico o Orientale è quello che si realizza riferendosi alla storia e alla vita in Palestina al tempo di Gesù, seguendo il più fedelmente possibile le notizie storiche e ambientali giunteci attraverso le scritture. Da esse si traggono informazioni indispensabili sia per la realizzazione della scena che per la scelta delle statuette e dei vari accessori. Gli abiti saranno in stile arabo, gli edifici bassi e talvolta cubici con tetti a cupola. Il paesaggio, quello di Betlemme, è formato da due colline, su una delle quali sorgeva la città, con rocce di un dominante colore giallo ocra con sfumature rosate.

Il Presepe Popolare
Il Presepe Popolare offre uno spaccato della vita quotidiana e delle tradizioni. Ad esempio, il "Presepe popolare contadino" ricrea una semplice scena di vita agricola e famigliare, tipica di una corte di campagna. Un diorama significativo è quello che racconta il primo Presepio ricreato da San Francesco la Notte di Natale del 1223, nella zona rupestre di Greccio. In questa rappresentazione, la mangiatoia è centrale all'interno della grotta, e tutti i personaggi e gli animali convergono univocamente verso il Bambino. Non ci sono personaggi che rappresentano Maria e Giuseppe, ma solamente un bue e un asino davanti a una mangiatoia con del fieno e un piccolo lenzuolo bianco, affiancati da un San Francesco chino sulla mangiatoia, accompagnato da Sant’Antonio e San Leopoldo Mandic. Questi diorami, partendo dall'episodio di Greccio, aiutano il visitatore a comprendere il punto di partenza di questa importante tradizione italiana, sviluppando il tema della Natività anche in ambientazioni contemporanee.
Il Presepe Pasquale: Un'Estensione della Tradizione
A cavallo tra i secoli XVIII e XIX, utilizzando la tecnica del diorama, si è diffusa anche la tradizione di un presepe, o diorama, dedicato alla Passione di Gesù. Questo ha come tema la tragica fine della sua storia, che trova svolta felice con la resurrezione. Sebbene questa tradizione sia stata dimenticata per un periodo in Europa centrale e occidentale, gradualmente gli scultori del legno hanno ricominciato a creare presepi della Passione, raffigurati nelle chiese per mostrare le scene di sofferenza di Gesù. La rappresentazione delle diverse fasi della storia della Passione richiede abilità artistica e la disponibilità a confrontarsi intensamente con scene tristi e crudeli.
La realizzazione di un presepe pasquale, allo stesso modo di quello natalizio, mira a rendere visibili e comprensibili agli occhi della maggior parte delle persone, gli avvenimenti sacri e le vicende legate alla vita e alla morte di Gesù. Quando l’alfabetizzazione non era così diffusa, l'arte presepiale era uno strumento essenziale per comprendere e diffondere il contenuto delle Sacre Scritture. Si tratta di un tipo di devozione popolare che richiama le sacre rappresentazioni e le laude drammatiche già diffuse nel XIV secolo, veri e propri spettacoli teatrali di argomento religioso allestiti per raccontare alla gente comune, che non conosceva il latino, episodi della vita di Gesù o della Madonna e altre storie edificanti. Questa rappresentazione aveva il vantaggio di coinvolgere tutti i presenti, facendo leva sulla spiritualità e sulla pietas popolare. Anche il presepe natalizio nasce come presepe vivente, con una finalità didascalica e di diffusione di verità altrimenti destinate a rimanere appannaggio dei pochi dotti.

Il Presepe Olografico: Innovazione Digitale
Con il termine ologramma si intende la proiezione di immagini in modo tridimensionale, consentendo di riprodurre un'immagine precedentemente registrata. Questa tecnologia ha trovato applicazione anche nella rappresentazione della Natività. Un esempio è la realizzazione di un set virtuale e una sceneggiatura dettagliata, suddivisa in sette scene salienti, frutto della collaborazione con l'associazione De-Sidera ODV. I 17 attori dell’associazione hanno seguito il copione sotto l’attenta direzione tecnica e le indicazioni del regista; l’intera produzione della Natività è stata girata su greenscreen, grazie al quale il fondale è stato successivamente eliminato in computer grafica per rendere gli attori “olografici” e arricchire le scene con effetti speciali. Dopo aver studiato attentamente il punto di vista dello spettatore e aver creato una scenografia ad hoc, unendo i contenuti virtuali con la scenografia reale, l'allestimento è stato esposto nella Chiesa del Gesù a Como. L’associazione De-Sidera ODV, attiva dal 1993, è un gruppo di amici che propone il Presepe vivente per comunicare il Natale come “l’Avvenimento di Dio che si fa carne, uomo tra gli uomini, compagnia umana all’uomo”.
Principi Fondamentali della Costruzione del Diorama Presepiale
Progettazione e Pianificazione
Per realizzare un bel presepe è fondamentale definire prima cosa si vuole fare, in tal modo si potrà preparare un progetto che permetterà di realizzare le varie parti della scena disponendole nel modo più armonioso e rispettandone le proporzioni. Bisogna tradurre l'idea in un progetto sviluppando una piantina delle varie parti della scena, disegnando le strutture come se fossero viste dall’alto. Questo permette di disporre i vari volumi vedendo concretamente lo spazio che occuperanno le costruzioni, spesso portando a modificare l'idea iniziale se troppo grande o troppo piccola rispetto allo spazio disponibile. Attualmente, molti presepisti si avvalgono delle nuove tecnologie per la progettazione, tra cui la più usata è la tecnica del 3D al computer. Sebbene meno tradizionale e per certi versi “fredda” rispetto alla produzione artigianale, permette di avere un'anteprima completa e dettagliata del presepe finito.
Tecniche di Prospettiva e Profondità
Se si osserva un paesaggio, si nota che gli oggetti vicini sono più grandi di altri di uguale dimensione ma posti in lontananza. La altezza dell'orizzonte del presepe deve coincidere con l'altezza degli occhi dell'osservatore e deve essere posizionata oltre il fondo del presepe. Fissando una stringa in questo punto e tendendola verso gli edifici, si otterranno tutte le inclinazioni esatte dei tetti, degli architravi, delle porte e delle finestre. Creare piccole siepi, ciottolati e una strada aiuta a convergere al punto di fuga. La strada deve anche essere nascosta da curve e massi, per poi riprendere molto lontano. Anche la colorazione è essenziale per creare l'effetto di profondità, come verrà spiegato in seguito.

Illuminazione per Creare Atmosfera
L'illuminazione è un altro elemento fondamentale per l'atmosfera della scena. Per lo skyline notturno, si possono usare lampadine opaline blu da 25W dimmerate, sempre accese ma con una lieve luminosità. Per la luce lunare su tetti o piante, è ideale uno spot direzionato bianco dimmerato. Per il tramonto, se il sole scende dalla parte dello spettatore, la scena va illuminata con spot bassi laterali con gelatina arancione per simulare il sole che colpisce direttamente le facciate. I colori da usare non sono tantissimi, ma sono le varie sfumature che, secondo per secondo, mentre la scena si svolge, devono cambiare. Si raccomanda di abbandonare il classico concetto a 4 fasi che si incrociano a vicenda.
Materiali e Tecniche di Realizzazione
L'Uso del Gesso
Il gesso è un materiale versatile e fondamentale. Per preparare l'impasto, in un recipiente come una ciotola di silicone o una mezza bottiglia di plastica, versare dell'acqua pulita e lasciar cadere a pioggia il gesso scagliola finché non si formerà una specie di “isoletta” al centro; è importante non mescolare subito la miscela, altrimenti diventerà troppo dura per poterla lavorare. Si dovrà lasciar riposare per qualche minuto. Per far solidificare rapidamente il gesso, basta aggiungere un cucchiaino di sale comune all'acqua. Il gesso è sensibile all'umidità, quindi va conservato in un luogo asciutto e ventilato. Prima che il gesso applicato si asciughi, si può picchiettare leggermente con un pennello in modo da formare delle rugosità tipiche di un vecchio intonaco. Per creare l'intonaco nell'angolo interno in basso, non c'è bisogno di spatolare il gesso, basterà picchiettare la superficie con un pennello intinto nel gesso.

Il Sughero: Versatilità e Applicazione
Il sughero è un materiale leggero che può essere usato anche senza supporto, è facile da incidere e tagliare e non deve necessariamente essere stuccato. Si trova in fogli di diversi spessori (dimensioni 50 cm x 100 cm) o allo stato naturale (corteccia). Dopo aver incollato il sughero e realizzato tutte le finiture come cornici alle finestre o cornicioni, si prepara l'impasto per stuccare usando acqua, gesso, segatura fina precedentemente setacciata o polvere di sughero e della colla vinilica. L'impasto dovrà essere liquido in modo da poterlo dare con un pennello. Dovrà essere dato dappertutto per rendere sia i mattoni che l'intonaco ruvidi.
Colorazione e Dettagli Aggiuntivi
I colori che si usano sono gli acrilici, ma possono essere usati anche tempere, olio, lavabile ecc. Per iniziare, è consigliabile utilizzare colori acrilici, diluibili con acqua ma che, una volta asciutti, creano una pellicola impermeabile e lavabile. Dopo aver passato il vinavil come fondo, si passa il colore di base ben diluito, che deve essere scuro (o perlomeno il più scuro che si desidera per il pezzo che si sta costruendo), assicurandosi di non lasciare nessun punto bianco. Ad esempio, per una casa palestinese si usa come colore di base giallo ocra e bianco come finale. Successivamente, si passano colori non diluiti con un pennello asciutto, dando rapide pennellate per schiarire le parti in rilievo utilizzando diversi colori e, infine, qualche tocco di bianco. Si possono anche sporcare le fughe delle pietre per invecchiarle.
Quando il presepe sarà ben asciutto, pulirlo dalla polvere di gesso (con un vecchio aspirapolvere o un pennello morbido) e iniziare la colorazione. Su un vecchio piatto, sistemare quattro colori base (bianco, ocra, terra di Siena naturale e bruciata), lasciandoli separati e mescolando solo piccole quantità di volta in volta, in modo che le tonalità non siano troppo uniformi.
Per realizzare le montagne si può utilizzare la carta da imballo, arricciata con le mani e riaperta, fissandola sull'intelaiatura con biadesivo o colla vinilica. Per le scenografie e gli edifici in primo piano si utilizzano polistirolo e polistirene, che riproducono pietre, sassi di una vecchia casa, portali e travature in legno di una stalla, coppi e tegole che ricoprono i tetti delle abitazioni. La base può essere preparata creando una sagoma delle dimensioni necessarie con pezzi di polistirolo, possibilmente usando pezzi irregolari che simulino già la posizione delle rocce. Per rendere il tutto più realistico, si possono inserire pezzi di corteccia ed eventualmente anche pezzi di sughero naturale. Una volta che la composizione soddisfa e la colla si è asciugata, si procede alla stuccatura, utilizzando stucco già pronto o gesso. Nel caso del gesso, serve maggiore maestria poiché va lavorato nel momento in cui comincia ad indurirsi e fare presa. Per maggiore facilità di lavorazione, è consigliabile non aspettare che lo stucco o il gesso si sia completamente seccato. Si passa quindi alla colorazione delle rocce partendo sempre dai colori scuri e arrivando a quelli più chiari, usando il colore acrilico puro e non diluito. Come tocco finale, si inserisce la vegetazione.
Per iniziare, si consiglia un piccolo presepe che permetterà di sperimentare varie modalità di costruzione e sarà più semplice da portare a termine. Un progetto pensato per statuine da 6 cm può avere misure del foglio e dell'interno della cornice di 23 cm. Nell’angolo che sarà occupato dalla grotta, si fisseranno due fogli di compensato che costituiranno il retro della grotta stessa. Si fissa su un supporto di legno un portalampade resistente al calore, con attacco per lampadine mignon (E14, da 3 candele), collocandolo poi sul tassello verticale. Terminate le pareti, si fissa al di sopra di esse il “tetto” della grotta (già preparato insieme alle pareti con strati di polistirolo tenuti insieme da colla vinilica e chiodi o stuzzicadenti). È bello lasciare in cima una parte leggermente arrotondata dove creare un praticello. Le due pareti possono essere disegnate su un foglio, anche con la parte alta irregolare per simulare un edificio quasi crollato, riducendo di un centimetro il lato più alto di una parete per formare l'angolo con l'altra parete, anch'essa ricoperta da cartongesso alto un centimetro. Prima di incollare il cartongesso sul compensato, si toglie una strisciolina della carta che lo ricopre lungo i bordi esterni per evitare che si veda. Le pietre sopra l’architrave e quelle vicine alle pietre laterali della finestra vanno abbassate.
Cenni Storici sul Presepe a Roma
La storia dell'arte presepiale a Roma è ricca e affascinante. La prima testimonianza documentata in città risale al 1289, con le statue lignee scolpite da Arnolfo Di Cambio, ancora oggi conservate nella cripta della Cappella Sistina della Basilica di Santa Maria Maggiore. Successivamente, nel 1581, le cronache del frate francescano Juan Francisco Nuno informarono sull’uso consolidato a Roma di allestire presepi in monasteri e luoghi di culto, in particolare nella Chiesa dell'Aracoeli, dove era venerata la statua del Bambinello (rubata il 1 febbraio 1994 e mai più ritrovata), attribuita a un frate francescano che l'aveva intagliata in un tronco d'olivo del Getsemani.
Nel XVII secolo, la nobiltà romana iniziò a esibire presepi nei propri palazzi. Si trattava di opere sontuose in linea con lo stile barocco dell'epoca, commissionate a artisti famosi come Bernini, che realizzò un presepe per il Principe Barberini. Anche il XVIII secolo mantenne viva la tradizione dei presepi nelle case patrizie, ma chiese e monasteri non furono da meno, come attestano le grandi statue della Natività in San Lorenzo, i presepi in Santa Maria in Trastevere e Santa Cecilia.

Fu però nell'800 che la creazione di presepi si diffuse a livello popolare, grazie alla produzione a basso costo con gli stampi di innumerevoli serie di statuette in terracotta modellate da artigiani figurinai, tra cui il giovane Bartolomeo Pinelli, poi famoso come pittore della Roma del suo tempo. Tuttavia, le famiglie più importanti per ricchezza e classe sociale realizzavano i presepi più imponenti in competizione, vere e proprie ricostruzioni di paesaggi biblici o vedute della campagna romana, caratterizzate da pini e ulivi, edifici rustici e rovine dell'antichità, da mostrare non solo a parenti e amici ma anche a concittadini e turisti, attratti da rami appesi ai cancelli a mo' di insegne.
Tra gli esempi notevoli si ricordano quello della famiglia Forti, situato sulla cima della Torre degli Anguillara, o quello della famiglia Buttarelli in Via De’ Genovesi, che riproduceva la città di Greccio e la scena del presepe vivente voluto da San Francesco. Altro esempio era quello di padre Bonelli nel portico della chiesa dei Santi XII Apostoli, in parte meccanico con la ricostruzione del Lago di Tiberiade attraversato da barche e le città di Gerusalemme e Betlemme. Nel più usuale presepe romano, il paesaggio rurale faceva da sfondo alla grotta in sughero, dominata da un tripudio di angeli volanti sopra le nuvole, disposti in nove cerchi concentrici che ponevano la Natività al centro della scena. La scena era povera sia nella rappresentazione dei personaggi (pastori con le loro greggi e contadini che lavorano con i loro animali) sia nell'architettura (modeste case e locande di campagna tra i resti di antichi archi e acquedotti), tipici dei luoghi rappresentati. A partire dalla seconda metà del XX secolo, l'ambientazione è cambiata, proponendo anche aree della Roma scomparsa, demolite per far posto all'urbanizzazione di Roma capitale, ma preservate nella memoria grazie agli acquerelli dell'artista tedesco E.
Anche nel nostro territorio crescono passione e sensibilità verso quest’arte popolare di antica tradizione che affonda le sue radici nei secoli. L’Associazione Cammino ad Oriente, nata nel 2008, accoglie al suo interno Presepisti del Veneto, della Lombardia e dell’Emilia Romagna e si ispira ai principi e ai valori dell’Associazione Italiana Amici del Presepio.