La Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi ha affrontato un percorso significativo di riflessione e rinnovamento riguardo alle feste e processioni religiose. Questo cammino è culminato nella pubblicazione del documento "Dalla liberazione alla comunione. Principi e norme sulle feste e processioni nella Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi", che ha ridefinito le modalità e il significato di queste importanti espressioni di fede.
Il Significato delle Processioni nella Storia della Religione
Il termine "processione" deriva da "pro-cedere", ovvero camminare, avanzare in modo sostenuto e ordinato. Questa esigenza, prima ancora che nel cristianesimo, affonda le sue radici nello spirito umano e religioso, essendo una forma di espressione diffusa in tutti i popoli e le culture. Già nell'Antico Testamento si trovano esempi di questa pratica religiosa, con norme precise e rigide. In contesto cristiano, l'esperienza viene ripresa con contenuti diversi. Il fenomeno delle processioni appartiene quindi alla storia delle religioni, accentuando ora il "sacro" e il "santo" attraverso forme pubbliche legate a luoghi e ricorrenze particolari. La fede, pur essendo una realtà intimistica, non è isolata; esiste la necessità che la fede personale sia condivisa con gli altri, divenga pubblica e si manifesti comunitariamente.
Un "Kairòs": La Sospensione delle Processioni a Oppido Mamertina
Nei mesi precedenti la pubblicazione del documento, il Vescovo Mons. Francesco Milito aveva presentato un documento frutto di un lavoro comunitario di quasi due anni. Questo periodo è stato un tempo di "astinenza e digiuno", una "quaresima" durata circa due anni, scaturita da un episodio che ha rappresentato un "kairòs", ovvero un intervento particolare di Dio nella storia della Diocesi. L'episodio di Oppido Mamertina (RC), nel luglio 2014, che vide la processione della Madonna delle Grazie fermarsi davanti all'abitazione del presunto boss della 'ndrangheta Peppe Mazzagatti, ha generato una tempesta mediatica a livello mondiale, portando il Vescovo a una decisione "drastica" e "impopolare": la sospensione di tutte le processioni della diocesi a tempo indeterminato, a partire da quel momento. Mons. Milito, con una lettera intitolata "Un atto di amore per la nostra Chiesa tra passato e futuro", ha spiegato la decisione come un "convinto e preciso gesto di cautela, di invito alla riflessione e al silenzio".
La Processione dei Misteri a Taranto
Il Lavoro della Commissione di Studio
Di fronte a tale situazione, è stata istituita un'apposita Commissione di studio che ha lavorato per circa due anni, esaminando ogni aspetto con passi graduali e ordinati. La verifica con i sacerdoti è stata continua, con l'invio di due bozze delle Norme affinché ognuno potesse esprimere il proprio parere. Delle 96 sacerdoti, 93 hanno partecipato, indicando motivazioni per i "non placet" o "placet juxta modum". Tutte le osservazioni sono state riesaminate dalla Commissione, portando alla redazione del testo definitivo.
"Dalla Liberazione alla Comunione": Principi e Novità
Il nuovo documento si aggancia a normative preesistenti, in un percorso di continuità, ma introduce diverse novità. La prima esigenza è stata di riprendere la normativa già esistente in Diocesi in tema di processioni. Tra le novità più rilevanti vi è la puntualizzazione della tipologia delle feste e la "relativizzazione" delle processioni, che non sono la quintessenza della fede cristiana, bensì un aspetto di essa. Il cuore del documento sta nel ricordare e raccordare feste e processioni al Mistero pasquale, affermando la centralità della domenica per tutti i cristiani, in modo che i festeggiamenti per il santo non distraggano dalla festa per eccellenza.
Il Ruolo dei Portatori e la Purificazione della Fede
I "portatori" sono considerati fratelli di fede sincera che rendono un indubbio servizio. Non è richiesta solo la forza fisica, ma anzitutto che siano persone notoriamente vicine e frequentanti la Chiesa, educate a svolgere questa prestazione come un servizio alla Chiesa, senza altri motivi aggiunti o infondate supremazie. Il documento invita anche a chiarire la differenza tra la "Tradizione" secolare della Chiesa e le "tradizioni" popolari. La "Tradizione" inerisce alla "Rivelazione", tramandando il dato rivelato. Le tradizioni popolari, invece, dovrebbero riflettere e mantenere puro il "tradito", evitando di distorcere la rivelazione a proprio piacimento, il che potrebbe portare a scismi o eresie. Le manifestazioni di fede devono riflettere lo spirito del santo o della devozione mariana. Per far cogliere questo aspetto, si è posto l'accento sul "mistero pasquale", di cui i santi sono l'espressione più alta.

Aspetti Economici e Collaborazione Civile-Religiosa
Il documento ha affrontato anche il tema delle collette e delle spese. Non si può negare che ci siano state azioni che hanno inquinato processioni e feste. Le collette, pur contribuendo al sostegno economico delle Parrocchie, devono essere gestite nel rispetto delle leggi civili e canoniche. Viene sottolineato che una festa religiosa non necessita di entrate stratosferiche. È auspicabile una collaborazione tra autorità civili e religiose, ma l'aspetto civile della festa non deve stravolgere quello religioso. La festa civile può aiutare a maturare il senso ludico, vivendolo con parsimonia di spesa e intelligenza anche innovativa.
Il Ritorno delle Processioni e le Aspettative
Il Decreto di promulgazione del documento stabilisce un triennio "ad experimentum" per le nuove norme, inteso come tempo di radicamento e maturazione. Dopo quasi due anni di stop, le processioni religiose nella Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi sono riprese a partire dal 4 aprile, come annunciato dal Vescovo Milito, con la processione della Madonna dell'Annunziata a Oppido. Il Vescovo si aspetta una positiva accoglienza dal popolo, confidando nella sua capacità di comprendere e interiorizzare il contenuto dei "Principi e Norme". La processione è preghiera autentica se purificata da tutto ciò che non è necessario al suo svolgimento, diventando un segno di evangelizzazione per gli altri, capace di trasmettere il senso della preghiera anche in una realtà multietnica e multireligiosa. Le nuove direttive sono state presentate ai parroci, ai sindaci e saranno discusse in un'assemblea pubblica per avviare il cammino di ripresa delle processioni senza "incrostazioni e sedimentazioni nella pietà popolare". La ripresa è stata fortemente voluta per via della peculiare natura della Settimana Santa, cuore dell'Anno Liturgico, e per richiamare che ogni forma di pietà popolare, riferita alla venerazione della Madre di Dio e dei santi, va sempre riferita e perfezionata alla luce del Mistero Pasquale.
Santuari e Devozioni nella Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi
La Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi vanta un ricco patrimonio di santuari e devozioni, ognuno con una propria storia e peculiarità. La prima chiarificazione giuridico-pastorale sui santuari, basata sul Codice di Diritto Canonico e le Istruzioni della Conferenza Episcopale Italiana, è iniziata nel 2002.
Basilica Minore di Maria Santissima Madre dei Poveri - Seminara
Il luogo sacro dedicato alla Madonna dei Poveri o "Maria dei Poveri" è situato al centro della città di Seminara. La chiesa è stata elevata a Basilica Minore da Pio XII il 30 maggio 1955 e a Santuario da Mons. Vincenzo De Chiara il 12 dicembre 1956. Dal 26 febbraio 2009, il Santuario è affiliato alla Basilica Papale di Santa Maria Maggiore. La Penitenzieria Apostolica ha concesso l'indulgenza plenaria, alle consuete condizioni, in giorni specifici. Il 14 agosto 2020, Seminara è stata dichiarata "Civitas Mariae".
Architettura e Arte del Santuario
L'attuale edificio, a forma di croce e in stile romanico a tre navate, presenta una volta a capriate, un pronao esterno e una duplice torre campanaria. Le pareti frontali del transetto e quelle del presbiterio ospitano mosaici raffiguranti episodi della storia di "Maria dei Poveri". Il catino dell'abside è interamente occupato da un affresco raffigurante l'incoronazione di Maria, mentre sotto l'affresco si trovano medaglioni raffiguranti i sette sacramenti. Nel transetto, due altari laterali sono dedicati al Sacro Cuore di Gesù (oggi cappella del Santissimo Sacramento) e all'Immacolata Concezione. Lungo le navate laterali si trovano sei altari dedicati a San Giuseppe, Santa Lucia, San Mercurio, Santa Rita, Ecce Homo e Anime del Purgatorio, dove è collocato il battistero del XV secolo.
La Festa della Madonna dei Poveri
La festa in onore di Maria si svolge dal 1 al 15 agosto, preceduta dalla quindicina. Molti fedeli giungono a piedi dai paesi vicini per la messa del mattino. Il momento di maggiore intensità è il 14 agosto, con l'afflusso maggiore di pellegrini. Nel pomeriggio, l'icona viene portata in processione per le vie del paese tra applausi e il grido di "Viva Maria". Prima del rientro, l'icona sosta nella piazza principale, dove viene accolta con canti e preghiere. Fino agli anni '70, al suo arrivo in piazza, veniva acceso "U castejiu", una forte struttura in legno per i fuochi d'artificio. Il 13 agosto, il Santuario si riempie per "a jornata" di preghiera. Dopo la messa vespertina, la Basilica si svuota per riempirsi nuovamente per la Veglia in onore di Maria, che si conclude dopo la celebrazione della prima messa del mattino del 14 agosto.

Santuario del Santissimo Crocifisso - Palmi
Dal XIV secolo è attestato il culto al miracoloso Crocifisso, che attira numerosi fedeli. I miracoli del 1533 e del 1593, quando il Crocifisso sudò sangue e poi latte e sangue, hanno rafforzato il pellegrinaggio, soprattutto per la festa principale del 3 maggio. Il 19 dicembre 1963, la Chiesa Santuario del Santissimo Crocifisso ha ricevuto il riconoscimento della personalità giuridica. Il 4 settembre 2016, il Vescovo Francesco Milito ha conferito il titolo di Santuario Diocesano.
Celebrazioni al Santissimo Crocifisso
La festa principale, preceduta da un novenario, si svolge il 2 e 3 maggio. Durante la novena, dal 24 aprile, si celebrano messe con lodi. Il 2 maggio si tiene la liturgia con discesa ed esposizione del Crocifisso, seguita la sera dalla processione. Il 3 maggio si officiano funzioni religiose in parrocchia.
Santuario Diocesano di San Rocco - Acquaro di Cosoleto
Il Santuario dedicato a San Rocco di Montpellier è situato nella frazione di Acquaro di Cosoleto, ai piedi dell'Aspromonte. La chiesa è stata elevata a Santuario Diocesano. La festa principale si celebra il 15 e 16 agosto con grande concorso di fedeli-pellegrini. Il 1° novembre si svolge la salita della statua di San Rocco. La statua, posta in una nicchia alta sei metri sopra l'altare maggiore, viene trasportata al centro del luogo sacro a mezzanotte del 15 agosto tramite un binario speciale, per poi essere riportata nella nicchia a mezzogiorno del 1° novembre.
Santuario Diocesano di San Bartolomeo - Giffone
Il Santuario dedicato a San Bartolomeo, patrono di Giffone, si trova in contrada "Contura". Fu costruito negli anni 1960/70. Nelle vicinanze fu realizzata la "fontana di Lu Mustazzolaru", oggi "fonte San Bartolomeo", punto di ritrovo per i devoti. Il Santuario è stato elevato a Diocesano il 10 novembre 1997. La festa principale si svolge il 24 agosto con una processione per le vie cittadine di Giffone. Il 23 agosto si tiene la processione eucaristica. Il 14 agosto, dopo la celebrazione eucaristica, la statua lignea di San Bartolomeo Apostolo viene portata in pellegrinaggio a piedi dalla parrocchia di Maria Santissima del Soccorso al Santuario.
Santuario di San Biagio - Plaesano di Feroleto della Chiesa
Nella frazione di Plaesano, a due chilometri da Feroleto della Chiesa, il 3 febbraio si celebra San Biagio con grande affluenza di pellegrini. Durante la giornata, i fedeli ricevono il rito della benedizione della gola. Il 3 febbraio e la prima domenica di giugno vengono compiute le "tre girate" intorno al Santuario, una tradizione per essere preservati dalle affezioni gastroenteriche. Il Santuario è stato elevato a Diocesano il 12 dicembre 1956.
Santuario Diocesano di Maria Santissima del Rosario - Cittanova
Nella piazza di Cittanova si venera con particolare devozione la Beata Vergine Maria del Rosario, il cui culto ad ottobre richiama numerosi fedeli. L'8 dicembre 1999, la Chiesa Parrocchiale di Maria Santissima del Rosario è stata eretta a "Santuario Diocesano di Maria Santissima del Rosario". La prima pietra del santuario fu posta il 7 maggio 1823, sul sito di una precedente chiesa distrutta dal terremoto del 1783.
Cattedrale di Oppido Mamertina
Fin dal 1051 è attestata una cattedrale intitolata alla "Theotokos" a Oppido Mamertina. L'attuale imponente edificio sacro, il terzo sullo stesso sito, fu progettato nel 1926 e consacrato il 24 marzo 1935. I lavori di decorazione e l'acquisto di arredi sacri sono proseguiti negli anni successivi. La Beata Vergine Annunziata è la Patrona principale della città e della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, con festa principale il 25 marzo.
Santuario della Madonna del Carmine - Palmi
I Frati Carmelitani giunsero a Palmi intorno al 1540. La chiesa fu ricostruita dopo i terremoti del 1894 e del 1908. Sull'altare maggiore è posta la scultura lignea della Madonna del Carmine, realizzata nel 1782. La festa principale si svolge il 16 novembre, con una processione devozionale che rievoca il miracoloso intervento della Madonna durante il terremoto del 1894. La sera del 30 ottobre si tiene la tradizionale "calata" della sacra effigie. Il 15 novembre 1994, in occasione del I° Centenario del Miracolo, la chiesa è stata elevata a Santuario. Il luogo di culto dispone di un salone, due sale per pellegrini, una biblioteca, un piccolo museo e un presepe meccanico permanente.
Santuario di Maria Santissima dell'Itria - Palmi
Il 18 agosto 1997, la chiesa della Trinità è stata elevata a Santuario Diocesano con il titolo Santuario di Maria Santissima dell'Itria. All'interno è conservato un quadro della Madonna dell'Itria di fine XVI secolo e un gruppo statuario ligneo realizzato tra il 1798 e il 1799. La statua, danneggiata nell'incendio del 1988, fu restaurata nel 1989.
Santuario Diocesano di Maria Santissima di Patmos - San Giovanni Battista
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, che custodisce l'immagine di Maria Santissima di Patmos, è stata elevata a Santuario Diocesano il 1° novembre 1999. La festa si svolge la seconda domenica di agosto, preceduta il sabato da una processione penitenziale di circa cinque chilometri.
Santuario Mariano di Maria Santissima delle Grazie - Tresilico
La chiesa parrocchiale di Tresilico, dedicata a Santa Caterina e San Leone Magno, è stata elevata a Santuario Mariano il 2 luglio 1958 con il titolo di "Maria Santissima delle Grazie". In origine, il culto alla Vergine era legato al titolo di "Madonna del Pilar", di cui una statua in marmo è esposta nella sala del Santuario. Nel luglio 1832 fu acquistata la statua lignea processionale della "Madonna in piedi con Gesù bambino in braccio".
Dati Geografici e Demografici della Diocesi
Secondo l'Annuario Pontificio (dati aggiornati al 31 dicembre 2011), la Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi copre una superficie di 930 Kmq ed è suddivisa in 66 Parrocchie, organizzate in 4 Vicariati foranei, per una popolazione totale di 186.500 cattolici. I Presbiteri Diocesani incardinati e residenti in diocesi sono 89, più 3 residenti fuori diocesi, per un totale di 92. I Religiosi presenti sono 10, i Diaconi permanenti 22, i Seminaristi 11 e le Religiose 150. La Beata Vergine Annunziata è la Patrona principale della Diocesi e San Nicola di Bari è il Patrono secondario.

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