Il compimento del settantacinquesimo anno di età rappresenta, per ogni vescovo, una tappa fondamentale stabilita dal Codice di Diritto Canonico, che prevede la presentazione della rinuncia all’ufficio pastorale nelle mani del Santo Padre. Per la diocesi di Locri-Gerace, questa ricorrenza assume oggi un significato particolare, coincidente con il compleanno di monsignor Francesco Oliva.
Arrivato alla guida della comunità locrese nel luglio 2014, il presule ha attraversato oltre un decennio di sfide sociali ed ecclesiali in un territorio complesso, diventandone una voce autorevole. In questa circostanza, il Vicario Generale, don Pietro Romeo, ha inteso interpretare i sentimenti del clero e dei fedeli attraverso una lettera aperta che non si limita agli auguri di rito, ma traccia un bilancio dell’operato svolto. È il giorno della festa, ma anche della gratitudine per la Chiesa di Locri-Gerace che oggi si stringe attorno al suo pastore. Il settantacinquesimo compleanno di monsignor Francesco Oliva, vescovo della diocesi locrese, segna un passaggio storico e anagrafico rilevante che il Vicario Generale, don Pietro Romeo, ha voluto sottolineare con una lettera aperta indirizzata alla comunità e al presule.
La Diocesi di Locri-Gerace, con una superficie di 1.248 kmq, 128.609 abitanti e 73 parrocchie, ha trovato in Monsignor Oliva una guida sicura.
L'Arrivo e l'Inizio del Mandato Episcopale
Monsignor Francesco Oliva è il nuovo vescovo di Locri-Gerace, subentrato a monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, da settembre scorso arcivescovo metropolita di Reggio Calabria. La bolla di nomina emessa da Papa Francesco è stata letta nella Cattedrale di Locri dall'amministratore diocesano, don Cornelio Femia. L'Amministrazione Comunale di Locri ha accolto con gioia e felicità la nomina di monsignor Francesco Oliva quale nuovo Vescovo di Locri-Gerace, concludendo così, dopo otto mesi di attesa, il processo per la nomina del nuovo Pastore Diocesano. Egli ha raggiunto Locri dalla vicina Cassano allo Jonio, presso la quale ha svolto il ruolo di vicario generale.
Il sindaco Giovanni Calabrese ha sostenuto la lieta notizia, affermando che finalmente Locri e tutta la Diocesi hanno il loro Vescovo. Ha aggiunto: "Confidiamo nelle eccellenti qualità di monsignor Oliva, uomo di spessore e di indubbia esperienza spirituale, e che da calabrese sicuramente saprà approcciarsi in maniera appropriata con la nostra gente e saprà aiutare in maniera idonea questo territorio, che ha tanto bisogno di certezze basate su solidi pilastri, come quelli espressi dai valori spirituali e della Chiesa".
Un Episcopato all'Insegna della Concretezza
Al centro della riflessione proposta dal Vicario generale vi è un tratto distintivo che ha caratterizzato l’intero mandato: la capacità di tradurre la fede in opere tangibili. «Se volessimo riassumere l’episcopato di Monsignor Oliva con una sola parola, questa sarebbe concretezza» scrive don Romeo, evidenziando come il vescovo abbia interpretato il suo ruolo «camminando sulle strade della Locride, sporcandosi le mani con le difficoltà quotidiane» e fuggendo ogni formalismo. La sua è un’indole pragmatica: una spiritualità che non resta chiusa in sé stessa, ma che si traduce in azione sociale.
Per Monsignor Oliva, annunciare il Vangelo ha sempre significato denunciare le ingiustizie, promuovere la dignità del lavoro e stare accanto a chi vive ai margini, non con sterili proclami, ma con progetti capaci di generare futuro.

I Pilastri del Mandato Pastorale
Dal suo ingresso in Diocesi nel luglio 2014, l’impronta impressa dal Vescovo Francesco è stata profonda. In questi dodici anni, la Curia è diventata un laboratorio di partecipazione attiva.
L'Impegno per la Legalità e il Patrimonio Diocesano
- L'impegno per la legalità, non solo a parole, ma attraverso l’educazione dei giovani e il sostegno in favore di azioni reali.
- La valorizzazione del patrimonio diocesano, con il recupero della bellezza artistica e architettonica - con Gerace in prima linea - non come sfoggio estetico, ma come «volano di riscatto culturale, economico e sociale».

Accoglienza, Carità e Progetti per il Lavoro
- L’accoglienza e la carità, con il potenziamento delle strutture Caritas, da quella Diocesana a quelle parrocchiali, e l’attenzione costante ai migranti e alle nuove povertà, rendendo la Diocesi una «casa aperta».
- I progetti per il lavoro, con l’impulso dato a iniziative di imprenditoria sociale, per dimostrare che restare in Calabria è possibile, riuscendo a dare un segno tangibile con l’utilizzo dei fondi del PNRR, che si sono tramutati in progetti che hanno contribuito a dare lavoro per decine di famiglie.
“Firmato da te” 2026 – Caritas diocesana Orbetello – Progetto “L’orto del mandorlo”
La Voce Profetica nelle Istituzioni e la "Chiesa in Uscita"
Monsignor Oliva ha saputo dialogare con le istituzioni senza mai rinunciare alla propria voce profetica. È stato un «pungolo costante per la politica» su temi cruciali quali la sanità, le infrastrutture e l’emergenza ambientale. La sua visione di una «Chiesa in uscita» lo ha portato ad attraversare le periferie esistenziali durante la Visita Pastorale, coltivando il desiderio di una comunità che cresce in modo sinodale. Non solo, il suo più grande desiderio è stato sempre quello di vederla crescere in modo sinodale: molteplici carismi, una sola anima.
Il Traguardo dei 75 Anni e la Gratitudine della Comunità
Arrivare ai 75 anni significa, secondo il diritto canonico, presentare le dimissioni. Ma, al di là delle procedure burocratiche, ciò che conta oggi è la gratitudine di una comunità che ha visto nel proprio Vescovo un uomo umile, un lavoratore instancabile e un padre premuroso. Il traguardo odierno dei 75 anni comporta, secondo il diritto canonico, la presentazione delle dimissioni, ma al di là degli adempimenti burocratici resta il legame profondo con la gente. A Monsignor Francesco Oliva vanno i nostri auguri più sinceri.
Il Messaggio Pasquale di Speranza (2026)
La Diocesi di Locri-Gerace rende noto il Messaggio Pasquale 2026 di S.E. Monsignor Francesco Oliva, un testo intenso e ricco di speranza, che invita le comunità della Locride a lasciarsi raggiungere dalla luce del Risorto in un tempo segnato da sfide sociali, economiche e spirituali. Monsignor Oliva apre il suo messaggio con l’annuncio pasquale «Cristo è risorto!», auspicando che esso possa risuonare nelle case, nei paesi costieri e nelle aree interne spesso segnate da solitudine e abbandono.
Il Vescovo ha condiviso la gioia dell’incontro avuto lunedì santo con Papa Francesco, definito «un padre e pastore vicino, attento e rispettoso». Al Santo Padre sono stati donati un’ampolla di profumo di bergamotto, simbolo della nostra terra e dell’olio del sacro crisma, e una Croce di Polsi lavorata a mano, segno della profonda devozione mariana del popolo della Locride. Il Papa - riferisce Monsignor Oliva - ha manifestato sincero interesse per la nostra realtà e per la pietà popolare, riconoscendone il valore e incoraggiando a un cammino di evangelizzazione che renda la fede sempre più matura e autentica. Il Santo Padre ha invitato la Chiesa locale a restare unita nella preghiera e nella carità operosa, assicurando la sua benedizione e la sua vicinanza.
Nel suo messaggio, il Vescovo affida alla Pasqua il desiderio di una pace vera e duratura per il mondo e per la nostra terra, chiedendo che la luce del Risorto illumini le ferite della Locride: la mancanza di lavoro, le difficoltà economiche, l’emigrazione, la violenza e ogni forma di illegalità. «Quando il buio sembra più fitto - scrive - il Signore Risorto irrompe con la forza della vita nuova e apre cammini di speranza. Nessuna situazione è senza via d’uscita».
Un appello particolare è rivolto ai giovani, invitati a non rassegnarsi e a diventare protagonisti di un futuro più giusto: «Questa terra ha bisogno della vostra passione e del vostro coraggio». Monsignor Oliva richiama poi le parole profetiche di San Giovanni Paolo II: «Non abbiate paura!».