La diocesi di Nardò-Gallipoli si è costituita, per unificazione, nel 1986. Fino a questa data le due diocesi hanno segnato storie diverse. Quella di Nardò si innesta sull’abbazia benedettina, con il primo vescovo abate benedettino Giovanni De Epifanis (1413-1423), favorita dai Normanni tra l'XI e il XV secolo. La cattedrale di Nardò è dedicata a Maria Santissima Assunta.
La Cattedrale di Gallipoli, dedicata a Sant'Agata, porta solo i segni del XVII secolo, quando è stata ricostruita, in quanto l'originaria fu distrutta dagli Angioini tra il 1268 e il 1269. Nel frattempo, la residenza vescovile si era trasferita in località vicine: prima nel monastero di S. Mauro e poi in un piccolo centro abitato, l’attuale Alezio.

Il Seminario Diocesano: Un Polo Formativo
Origini e Fondazione
Fin dal tempo in cui la Diocesi di Nardò era retta dagli Abati benedettini (XI-XV secolo) vi era nella città un «collegium» per la formazione dei giovani in cui venivano educati anche gli aspiranti al presbiterato. L’istituzione sopravvisse all'erezione della sede vescovile (1413), ma solo dopo il Concilio di Trento, sotto l’episcopato di Mons. De Franchis (1611-1616), si prese a discutere della possibile erezione di un vero e proprio Seminario.
Il 27 febbraio 1674 il vescovo Mons. Tommaso Brancaccio (1669-1677) emise la bolla di costituzione del Seminario Diocesano sotto il titolo di San Filippo Neri. Il 15 settembre 1675 fecero ingresso i primi sei chierici di Nardò e della Diocesi nei locali attigui al Palazzo Vescovile di Nardò, prima sede della nuova Istituzione. La comunità del seminario di Nardò è, infatti, legata alla figura del santo in modo speciale, per volontà del vescovo fondatore.
Evoluzione e Nuove Sedi
Fino al 1908 il Seminario Diocesano si prese cura dell’intera formazione umanistica, filosofica, teologica e spirituale dei futuri presbiteri. Successivamente, con l'erezione e l’apertura del Seminario Regionale Pugliese, il ruolo del Seminario locale si ridefinì.
Fu il Cardinale Corrado Ursi, allora vescovo di Nardò (1951-1961), che nel 1960 diede avvio alla costruzione del nuovo complesso che avrebbe ospitato il Seminario minore, identificando come luogo idoneo quello adiacente alla chiesa extraurbana dei Frati minori in Nardò, comunemente detta dei Cappuccini. Il 31 maggio 1960, Mons. Corrado Ursi pose e benedisse la prima pietra, nella quale a ricordo fu inclusa una pergamena. Il 21 novembre di quello stesso anno ebbero inizio i lavori. Correva l’anno 1964 quando monsignor Antonio Rosario Mennonna, allora vescovo di Nardò, inaugurò la sede del seminario vescovile diocesano “San Filippo Neri”. Era il 7 maggio e in quel giorno si realizzava il progetto del suo predecessore.
A seguito dell'unificazione delle due antiche diocesi di Nardò e Gallipoli (1986), anche i rispettivi seminari furono unificati. Ciò avvenne con decreto vescovile del 6 gennaio 1988, a firma del primo vescovo della nuova diocesi di Nardò-Gallipoli, Mons. Aldo Garzia. Fu proprio Mons. Garzia che volle realizzare un coraggioso intervento di ristrutturazione globale dell’edificio, che portò ad inaugurare l’attuale conformazione del Seminario l’8 dicembre 1993.
Non si possono dimenticare i contributi formativi e le attenzioni che sia Mons. Vittorio Fusco (1995-1999) che poi Mons. Domenico Caliandro (2000-2012), che spesso amava definire questo luogo “cuore della diocesi”, hanno investito energie in una sempre più adatta ai tempi struttura del seminario, sia a livello dell’investimento di risorse umane che nella manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura materiale. Il 6 maggio 2014 il Seminario ha festeggiato il 50° anniversario dell’inaugurazione della nuova sede, sotto l’episcopato del vescovo Mons. Fernando Filograna.

La Formazione Oggi e il Recente Rinnovamento
Il 29 ottobre, il Seminario diocesano “San Filippo Neri” a Nardò ha celebrato la riapertura e benedizione dopo recenti lavori di ristrutturazione. Don Angelo Casarano, rettore del Seminario diocesano, ha affermato: “Dopo anni di attesa e di impegno, vedere il Seminario tornare a vivere è una gioia profonda per tutti noi. Questo risultato è frutto di un lavoro condiviso, con don Stefano Manta e don Luca Albanese, insieme a quanti, in tempi e modi diversi, hanno camminato prendendosi cura di questo luogo. La poliedricità della struttura, riconosciuta e valorizzata nel tempo, ha guidato l’intero progetto di ristrutturazione, restituendo alla comunità un ambiente rinnovato e versatile, capace di accogliere esperienze spirituali, formative e relazionali.”
Il vescovo Fernando Filograna ha sottolineato: “Questo momento ci riempie di gioia e di gratitudine. Il seminario è la casa del cuore della nostra Chiesa, il luogo dove il Signore continua a chiamare e a plasmare i suoi amici. Rivederlo rinnovato e pronto ad accogliere nuove vite e nuove speranze è un dono grande per tutta la diocesi.” Monsignor Filograna, anch’egli ex-alunno di un seminario minore, ha ricordato gli anni della sua formazione, affermando: “Le scuole medie e superiori in seminario sono un’occasione formidabile di crescita umana e spirituale. È durante quel periodo che alcune dimensioni della personalità giungono a maturazione. Sono gli anni dell’amicizia e della condivisione, gli anni dei sogni, delle grandi speranze. Come in una palestra l’animo si rinvigorisce e si educa alla solidarietà, alla comunione. Si vive immersi nella fede, le ore sono scandite dalla preghiera e dal lavoro, da un sano stare insieme che educa al confronto e al dare spazio all’altro. Ci si misura con i propri limiti e si comprende l’importanza della testimonianza nel mondo. Gesù lo si conosce oltre che come il Signore della vita, come l’amico e il confidente migliore.”
La comunità del Seminario è chiamata a studiare, imparare a crescere nella preghiera e conoscere la vita spirituale, riconoscendo l'importanza della vita comunitaria. Ad accompagnare don Quintino Venneri nell'incarico di rettore ci sono don Luca Albanese (padre spirituale), il diacono (prossimo al sacerdozio) don Pierluigi Santo e il neo-diacono don Francesco Fiore.
Il vescovo Filograna ha concluso: “Certo la società contemporanea, complessa e liquida, pone sfide nuove all’educazione e alla formazione del nostro seminario. Chiediamo l’intercessione di San Filippo Neri, protettore del nostro seminario e, nonostante le correnti avverse, nonostante i limiti e i peccati, nonostante le tante situazioni negative e avvilenti con le quali siamo chiamati a fare i conti, non perdiamo mai la gioia e la speranza! Siamo operosi nella carità, saldi nella fede. Buon compleanno Seminario diocesano di Nardò-Gallipoli.”
Attività Pastorali e Movimenti nella Diocesi
La Cura delle Vocazioni
La Chiesa Diocesana è costantemente in preghiera per le vocazioni, custodita ed illuminata dallo sguardo materno di Maria. Ogni anno, la Diocesi celebra l’8 dicembre la Giornata per la preghiera e la carità del Seminario Diocesano, offrendo uno strumento per la preghiera in vista della solennità dell’Immacolata Concezione di Maria. Viene organizzato un momento di preghiera mensile per pregare insieme per le vocazioni. Il 1° settembre la comunità diocesana si riunisce a Sannicola per il tradizionale pellegrinaggio mariano e vocazionale, un appuntamento che si rinnova ogni anno per aprire il nuovo anno pastorale e chiedere alla Madonna il dono delle vocazioni.
Formazione, Carità e Cultura
La Chiesa diocesana di Nardò-Gallipoli festeggia regolarmente per l'ordinazione di fratelli chiamati al diaconato. Vengono proposti percorsi culturali come il Concerto-meditazione con canti gregoriani nel mese di Santa Cecilia, Patrona della Musica, a cura del gruppo vocale "Viri Cantores de Fini bus Terrae", e il cammino "traVolti di Bellezza" a cura dell'équipe diocesana itinerArte.
L'Ufficio catechistico pubblica annualmente la proposta formativa per il nuovo anno pastorale, mentre l'Ufficio missionario diocesano mette in campo diverse iniziative per tenere viva, nella comunità diocesana, l'attenzione al sostegno delle missioni e a vivere ogni giorno la gioia del Vangelo. L'ISSR Metropolitano di Lecce "Don Tonino Bello" propone iniziative per approfondire il rapporto tra arte e annuncio.
La Quaresima è un tempo di conversione, di ritorno a Dio attraverso la preghiera, la carità e l’ascolto della Sua Parola, e il Seminario diocesano accoglie giovani per ritiri e momenti di preghiera. La Caritas diocesana, con sede operativa a Palazzo Leuzzi, organizza incontri per affrontare le sfide della famiglia di oggi e offre risposte concrete al grido della Terra Santa, testimoniando l'impegno verso le situazioni di conflitto e bisogno, come l'incontro a Copertino sulla situazione a Gaza.
Il cammino formativo del laicato diocesano prevede percorsi sulla comunione ecclesiale tra ascolto, confronto e corresponsabilità nelle Foranie. La Scuola Diocesana di Formazione Teologica propone un ricco programma di corsi per quanti desiderano approfondire la conoscenza della fede e della teologia. Periodicamente si tengono incontri dedicati ai Consigli direttivi e assistenti delle aggregazioni laicali diocesane e incontri del clero diocesano, come quello con il cardinale coreano, prefetto del Dicastero per il clero.
Storia dell'Azione Cattolica
A Gallipoli viene formalmente istituito il primo Comitato diocesano nel 1882 con il vescovo Enrico Carfagnini (1880-1898), ma nel 1884 è già sciolto per ricostituirsi, per alcuni mesi, nel 1887, anno in cui, per la prima volta, è costituito nella diocesi di Nardò con il vescovo Michele Mautone (1876-1888). Con le “circolari” del Di Rudinì nel 1898, dai vescovi Giuseppe Ricciardi (1888-1908) a Nardò e Carfagnini a Gallipoli vengono sciolti i Comitati.
Entrambe le diocesi, pur rispettando gli indirizzi nazionali relativi alla ristrutturata Azione Cattolica (A.C.), hanno visto evoluzioni. Dopo i brevi episcopati a Nardò di Francesco Minerva (1948-1950) e a Gallipoli di Biagio D’Agostino (1954-1956), cui segue quello di Pasquale Quaremba (1958-1982), soprattutto nella diocesi di Nardò per circa un ventennio, dagli anni ’50 alla fine degli anni ’60, con gli episcopati di Corrado Ursi (1951-1961) e con parte di quello di Antonio Rosario Mennonna (1962-1983) l’A.C. ha avuto un significativo sviluppo.
Con la crisi dell’associazionismo, a partire dai primi anni ’70, si è verificato un ridimensionamento quantitativo (gli iscritti mediamente diventano poco più di 4 mila unità), rientrante anche in una strategia di riqualificazione di identità dei quadri e della base, in riferimento alla stessa riforma dell’Associazione, che non può a sua volta non risentire del messaggio del Concilio Vaticano II. L’attività continua con identica intensità, grazie ad altrettanto impegnati presidenti diocesani, coadiuvati da validi dirigenti, e a motivati assistenti spirituali, che trovano nel vescovo Mennonna un convinto propugnatore della presenza dell’A. C.
Il Museo Diocesano "Mons. Aldo Garzia"
Inaugurazione e Missione
Il Museo Diocesano di Nardò (Lecce), allestito al primo piano dell'ex Seminario Vescovile, è stato aperto al pubblico il 7 giugno 2017, per volontà dei vescovi Vittorio Fusco (1995-1999) e Domenico Caliandro (2000-2012). È intitolato a “Mons. Aldo Garzia”, primo vescovo della nuova circoscrizione diocesana di Nardò-Gallipoli, ideatore del Centro Diocesano Beni Culturali e medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte. Il suo obiettivo è conservare, valorizzare e promuovere la conoscenza del patrimonio storico-artistico, proveniente dalla Cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine e dal territorio diocesano.
Sede e Struttura
Il Museo è collocato nell'antica sede della Diocesi di Nardò, ospitato in un palazzo di pregevole fattura in piazza Pio XI. L’edificio comprende costruzioni di epoche diverse, che in passato hanno ospitato l’Ospedale cittadino e dal 1674 al 1964 il Seminario Diocesano. Al suo interno si trovano anche l'archivio storico diocesano e la biblioteca diocesana. Il luogo della cultura è stato allestito su iniziativa della Diocesi di Nardò-Gallipoli, con il contributo della Conferenza Episcopale Italiana, dell’Unione Europea e della Regione Puglia.
Il museo è allocato al primo piano dell’antico Seminario e dispone di uno spazio espositivo molto ampio con sette grandi sale e due corridoi, oltre ai servizi (biglietteria, bookshop, servizi igienici, depositi, sala per il restauro). È presente un ingresso per disabili e un ascensore, un'area multimediale a disposizione di scolaresche ed utilizzabile a richiesta anche per l’organizzazione di seminari aziendali.
Nel piano terra, oltre alcuni uffici della Curia Diocesana, vi è la prestigiosa Biblioteca Diocesana “Mons. Antonio Sanfelice”, una sala per convegni e il lapidario del Museo sistemato nel chiostro, a sua volta destinato a luogo di socializzazione e ristorazione. Nel piano ammezzato è collocato l’importante Archivio Storico Diocesano - sezione di Nardò “Mons. Domenico Caliandro”.

Percorso Espositivo
L'itinerario museale si sviluppa in sette sale espositive, lungo il quale sono presentate opere e suppellettile liturgica, databili dall'XI al XX secolo.
- Prima Sala: documenta la storia della Diocesi di Nardò-Gallipoli attraverso testimonianze scritte e l'esposizione delle opere più rappresentative, fra cui spiccano: la bolla di fondazione della Diocesi di Nardò (11 gennaio 1413), pubblicata da papa Giovanni XXIII; la statua di sant'Agata (XVIII secolo) in cartapesta e il busto reliquiario di san Gregorio Armeno (1716) in argento, opera di Giovanni Battista Forieri.
- Seconda Sala: riunisce le opere riferibili al XIV ed al XV secolo, tra i quali il bassorilievo che raffigura il Transito di Maria Vergine o ‘Dormitio Virginis’ (seconda metà del XIV secolo), proveniente dalla Chiesa delle Anime del Purgatorio, ma in origine collocato sul portale meridionale della Cattedrale.
- Terza Sala: espone dipinti, arazzi, opere di oreficeria e sculture, riferibili all'arco temporale compreso tra il XVI e XVII secolo, commissionate in gran parte dai vescovi Giovan Battista Acquaviva d'Aragona (1536-1569), Ambrogio Salvio (1569-1577), Luigi De Franchis (1611-1616) e Orazio Fortunato (1678-1707).
- Sala del Settecento: conserva pregevoli dipinti del XVIII secolo, fra cui spicca per valore ed interesse culturale, quello eseguito sulle due grandi ante dell'armadio delle reliquie (XVIII secolo) dalla Cattedrale, attribuito a Francesco Solimena.
- Sala V (o ex Cappella del Seminario): riunisce le opere del periodo compreso fra il XVIII ed il XX secolo come oggetti liturgici e paramenti sacri, quasi tutti di ambito napoletano, commissionati dai vescovi che si sono succeduti, a partire da Antonio Sanfelice (1707-1736) fino ai vescovi più recenti. È allestita inoltre l’ex Cappella del Seminario con una ricostruzione del monumento funebre del vescovo Orazio Fortunato (inizio del XVIII secolo), commissionato dal cardinale Vincenzo Orsini, futuro papa Benedetto XIII e una serie di altri arredi liturgici: paliotto, candelieri e vasi portapalma (prima metà del XVIII secolo), in argento, commissionati in parte dal vescovo Antonio Sanfelice ed in parte dal successore Francesco Carafa (1736-1754), destinati all'altare maggiore della Cattedrale.