L'Impegno delle Diocesi Abruzzesi in Africa: Tra Storia e Progetti
L'Abruzzo ha una lunga storia di impegno nel volontariato internazionale, con diverse diocesi e associazioni che hanno esteso la loro azione caritatevole e di sviluppo al continente africano. Queste iniziative mirano non solo ad alleviare le condizioni di povertà, ma anche a costruire un futuro sostenibile per le comunità locali, attraverso progetti integrati e la mobilitazione di risorse umane ed economiche.

La Missione di Ryarusera in Burundi: Il Gemellaggio con la Diocesi di Teramo
Verso la fine degli anni Sessanta del secolo scorso, un importante accordo ha segnato l'inizio di una significativa missione abruzzese in Africa. L'allora Vescovo della Diocesi di Teramo, Mons. Abele Conigli, si incontrò con il Vescovo di Bujumbura, Mons. Michel Ntuyahaga, per sottoscrivere un protocollo di accordo. Questo protocollo riguardava un gemellaggio tra le due diocesi, finalizzato a creare una "missione" a Ryarusera, un popoloso villaggio a circa cinquanta chilometri dalla Capitale del Burundi.
Il Contesto del Burundi
Il Burundi si trova nel cuore dell'Africa, nella regione dei Grandi Laghi. È uno Stato piccolo, circa due volte e mezzo l'Abruzzo, con una popolazione di circa 10 milioni di abitanti. È un piccolo paradiso con un clima dolce, dove le stagioni sembrano fondersi in un'unica primavera. Tuttavia, la vita non è facile per gli abitanti burundesi che per la maggior parte traggono sostentamento dal lavoro della terra, in milioni di esigui appezzamenti aggrappati a colline che caratterizzano il paesaggio. Questa nazione, sovrappopolata e priva di risorse minerarie, si colloca fra le più povere al mondo nelle statistiche della Banca Mondiale e continua a dipendere dagli aiuti internazionali per il suo sviluppo.

L'Opera di Don Enzo Chiarini e lo Sviluppo Sostenibile
È proprio qui che cominciò, nel 1971, la lunga avventura in Africa di Don Enzo Chiarini. Egli si stabilì in una delle aree più belle ma più povere del Burundi, a Ryarusera, sulla cresta montagnosa dell'altopiano che divide i bacini idrografici dei fiumi Congo e Nilo, a 2.300 m di quota, sotto il sole dell'equatore. Con la sua tenacia e la sua energia, Don Enzo, fin dall'inizio della sua missione, diede concretezza al messaggio del Vangelo, riuscendo a mobilitare una popolazione rassegnata alla fatalità della povertà ancestrale e ad incamminarsi con un impegno concreto verso uno sviluppo sostenibile.
Parallelamente, in modo convincente, è riuscito ad ottenere sostegno e risorse in Abruzzo, e non solo, per una serie di progetti di sviluppo sia sul piano sociale che su quello economico. Avvalendosi dell'aiuto di tanti volenterosi europei che nel corso degli anni si sono succeduti al suo fianco sul campo, implicandosi anche manualmente nel lavoro, nonché della partecipazione della popolazione di Ryarusera e dell'appoggio delle autorità burundesi, egli ha portato a termine o lanciato varie componenti di un progetto di sviluppo integrato. L'obiettivo non era solo alleviare la povertà, ma anche gettare le basi per un futuro economicamente sostenibile. È così che accanto alla chiesa, alle scuole e al dispensario, si sono materializzate nel tempo anche un caseificio, una scuola professionale, una fornace per la produzione di mattoni e tegole, un forno per il pane, un alveare, nonché una mini-centrale idroelettrica, vari lavori di micro infrastrutture stradali e un'area polivalente, estendendo la "missione" da Ryarusera a Kyienzi, a Mwizinga, a Bugurama, quindi in gran parte della Provincia di Muramvya. Altre iniziative sono in preparazione in attesa di reperire i finanziamenti, come il miglioramento dell'abitato, campagne di rimboschimento, miglioramento del bestiame e l'introduzione di colture commerciabili.

Il Ruolo dei Volontari Italiani nelle Crisi Etniche
La tragedia ruandese giunse presto nel vicino Burundi, accendendo diversi focolai di guerra civile inter-etnica già intorno alla metà degli anni settanta del secolo scorso. La presenza dei volontari italiani a Ryarusera, che invece di cercare rifugio nella capitale decisero di restare, ebbe un effetto deterrente e rassicurante per la popolazione dell'intera regione. Ciò è stato riconosciuto ed apprezzato non solo dalle autorità nazionali, ma anche dai rappresentanti delle ambasciate e dalle organizzazioni internazionali in loco. Le guerre civili in Burundi hanno purtroppo lasciato dietro di sé delle urgenze umanitarie alle quali si sta cercando sollievo. È così che sono iniziati i corsi di recupero psicologico e formazione professionale delle giovani donne-soldato, reclutate a forza dai guerriglieri, o le azioni di protezione di bambini rimasti orfani, per i quali è necessario trovare sostentamento e formazione.
Africa Mission Cattedrale di Avezzano Onlus: Aiuti e Adozioni a Distanza
Un'altra realtà abruzzese attiva in Africa è Africa Mission Cattedrale di Avezzano Onlus. Si tratta di un'associazione di volontariato iscritta nell'Albo Regionale della regione Abruzzo con ordinanza n. 62 del 22/03/2002 nel settore sicurezza sociale. L'associazione si occupa di portare aiuti a bambini e a malati in Madagascar, fornendo provviste e beni di prima necessità, oltre che organizzando adozioni a distanza. Ha anche costruito e sostiene un orfanotrofio in Benin. Il responsabile dei progetti è Elio De Angelis, fondatore e presidente dell'associazione, disponibile per qualsiasi informazione.

L'associazione invita a scoprire il loro operato in Madagascar e in Benin, e, per chi lo desidera, a offrire un contributo.
L'Associazione Il Buon Samaritano di Atessa: Tredici Anni di Impegno in Congo
L'associazione Il Buon Samaritano, con sede ad Atessa, ha compiuto tredici anni di attività, essendo nata nell'aprile del 2007. Il suo nome s'ispira alla nota parabola raccontata nel vangelo di Luca. L'associazione si accinge ad entrare in una nuova fase, lavorando per ottenere l'idoneità per operare in progetti di cooperazione internazionale.
Evoluzione della Cooperazione Internazionale e Requisiti
Fino al 2014, le Organizzazioni Non Governative (ONG) erano una categoria di enti non profit idonei ad aggiudicarsi bandi per progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo, parte integrante e qualificante della politica estera italiana. In seguito alla riforma del 2014 e alla creazione dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, è stato costituito un nuovo elenco, dove confluiscono le vecchie ONG e i nuovi enti del Terzo Settore che di volta in volta l'Agenzia valuta capaci di operare nei paesi esteri. Questo nuovo albo si chiama elenco delle OSC (Organizzazioni della Società Civile) e richiede numerosi requisiti, tra cui i volumi dei bilanci annuali, la qualità e l'impiego delle risorse umane in loco e la visibilità comunicativa dei progetti sul sito. A "Il Buon Samaritano" manca poco per maturare tali requisiti, e l'associazione sta lavorando di gran lena per giungere al termine della procedura.
il buon samaritano
I Momenti Salienti e il Valore del Volontariato
In questi anni, gli obiettivi raggiunti sono stati il frutto di un lavoro da formiche, caratterizzato da piccoli passi, momenti umili e normali. Un momento significativo è stata la donazione dell'appartamento della signora Elisetta Pierina Ianni all'associazione per la nuova sede di via Sant'Antonio ad Atessa. Si ricorda anche con commozione e pensiero pietoso l'amico e socio fondatore dottor Nicola Daniele, richiamato alla casa del Padre prima di vedere ancora qualche frutto dei progetti concepiti insieme. Viene inoltre ricordata la gente umile di Atessa e dintorni, che non c'è più, ma che, avendo creduto nell'operato dell'associazione, non ha fatto mancare il loro aiuto.
L'associazione accompagna volontari in Congo, ritenendo che sia sempre un arricchimento uscire ogni tanto dal proprio mondo per confrontarsi con persone, culture e realtà diverse. Diversi volontari di Atessa e non, sono venuti a fare l'esperienza in Congo. Si ricordano due episodi: durante uno dei viaggi in Congo con una coppia della zona, portandoli in uno degli orfanotrofi, la signora si commosse e pianse. Durante un altro viaggio con una comitiva di ragazzi, alla vigilia del viaggio di ritorno, un ragazzo disse che non si sarebbe mai più comportato con l'acqua come prima perché non vedeva l'ora di farsi una bella doccia, e un altro disse che la prima cosa che avrebbe fatto tornando in Italia sarebbe stato prendere un attimo la sua macchina e godersi l'asfalto e la strada, evidenziando il forte impatto delle esperienze sul campo.
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