La preghiera della Salve Regina, un vero gioiello letterario e religioso per la sua originalità ritmica, lo slancio dei sentimenti e la supplica piena di fiducia, inizia con le parole: "Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve." Essa è un'invocazione profonda e ricca di significato che riassume la devozione mariana attraverso i secoli.
Il nostro mondo e la nostra vita sono spesso definiti una "valle di lacrime", un'espressione che Papa Francesco e Mons. Massimo Camisasca hanno ampiamente commentato. Le lacrime sono una caratteristica profonda della nostra esistenza: lacrime di angoscia, di paura, di chi è maltrattato, deriso, colpito, violato; lacrime di chi non ha più nessuno, di chi ha fame, di chi ha freddo, di chi ha subito ingiustizia. Queste lacrime diventano invocazione di liberazione, di riscatto, un tema ricorrente nei discorsi e nelle omelie di Papa Francesco che si inserisce nella plurisecolare tradizione della Chiesa.
Don Luca Saraceno ha individuato sette tipologie di lacrime secondo Papa Francesco: di gioia, di perdono e di pentimento, d’inquietudine per amore, di fedeltà, di compassione, di consolazione, di beatitudine. Queste esemplificazioni evidenziano uno degli aspetti che si potrebbero analizzare della Salve Regina.
Maria, Regina di Misericordia
La Regalità di Maria
Maria è considerata e chiamata Regina in virtù della sovranità del suo Figlio. Se Gesù è Re dell'universo, anche Maria è Regina dell'universo, possedendo il regno del Figlio con pieno diritto. Il regno non è solo comune tra la madre e il Figlio, ma persino lo stesso. Tutte le creature, soggette all'impero di Dio, sono anche soggette al dominio della Vergine gloriosa.

Una Regina Dolce e Clemente
Maria è una regina dolce, clemente e incline al bene di noi miseri. È la Regina della misericordia, un titolo che enfatizza la sua pietà e compassione. A lei non si addice il nome d'imperatrice, che significa severità e rigore. Come affermava Seneca, il ruolo dei re e delle regine consiste nel dar sollievo ai miseri, avendo per fine il bene del loro popolo e mostrando clemenza verso i sudditi. Maria è sempre pronta a soccorrerci quando è necessario, specialmente per i peccatori.
L'Intercessione della Regina
La Chiesa chiama Maria Regina di misericordia perché è buona, pietosa e clemente, per cui dobbiamo avere molta fiducia in Lei. La regina della misericordia è colei che intercede per noi, mentre Gesù Cristo resta re della giustizia, il quale fu fatto giudice universale del mondo. Il Salmo 71,2 recita: "O Dio, da' al re il tuo giudizio e alla Madre di lui la tua misericordia", perché alla madre del re è stata data la misericordia, per soccorrere i miseri.
Maria come Ester Biblica
San Bonaventura paragonò Maria alla figura biblica di Ester. Ester, regina di tutti i Giudei, intervenne presso il re Assuero allo scopo di ottenere la revoca della sentenza che minacciava il suo popolo. Ella, temendo di accrescere la collera di Assuero, disse: "O Re, tu sei il re, ma io ti sono la madre; concedi dunque il popolo mio, per cui ti prego." Allo stesso modo, si può dire a Maria: "Tu puoi ottenere tutto quello che vuoi, perché tu sei nella casa del re." La sua posizione di madre la rende più propensa a compatire e meglio soccorrere noi miseri. Chi non sa la forza che le preghiere di Maria hanno presso Dio? Si usi misericordia a tutti coloro per cui intercede Maria. Ella è dolce e pietosa verso i peccatori che vogliono emendarsi e a lei ricorrono. Nulla di terribile o di austero in lei, ma si dimostra tutta dolcezza e affabilità.
Maria, Vita e Madre Universale
Madre delle Anime e della Salvezza
Maria è la nostra vita, perché ci ottiene il perdono dei peccati. Per mezzo di Adamo, le nostre anime, private della grazia divina, furono private anche di vita. Maria è venuta per restituirci questa vita perduta, affinché "abbiamo la vita e l'abbiamo più abbondantemente". Lei divenne nostra madre spirituale in due tempi, come scrisse San Gregorio Magno: prima quando ella domandò a Dio con immenso affetto la nostra salvezza e la procurò, e poi quando diede alla luce il suo Figlio primogenito. Poiché Gesù è il primogenito fra molti fratelli, questi siamo tutti noi.

Il Dolore della Madre e la Redenzione
Maria acconsentì a sacrificare, con dolore del suo cuore, la vita del suo diletto Figlio per la nostra salvezza. Per la salvezza di tutti noi, Maria consentì a sacrificare con la morte la vita di suo Figlio. "A te stessa una spada trapasserà l'anima", secondo la profezia di Simeone. La sua anima, che era la sua vita e tutto il suo amore, fu trapassata dalla spada del dolore, unita alla volontà divina di voler morire per noi. Attraverso l'offerta della vita di suo Figlio per la salvezza del genere umano, Maria divenne così madre delle anime nostre.
Il Patrocinio Materno
Al discepolo disse: "Ecco tua madre". Con queste parole, Gesù ci diede Maria come madre di tutti gli uomini, perché ella ci riceva per figli. Che felicità avere una madre così amorosa e così potente! "Sotto il tuo patrocinio ci rifugiamo, o santa Madre di Dio", è una breve ma potente invocazione che esprime la fiducia nel suo aiuto. Come un uccello che apre la bocca per i cacciatori e nasconde i suoi piccoli nel suo seno, così Maria difende i suoi devoti in pericolo per la tempesta delle tentazioni che infuria, e su di loro vigila finché non li colloca nel sicuro porto del paradiso.
L'Amore Incomparabile di Maria per i Suoi Figli
Un Amore Materno Incondizionato
Poiché Maria è nostra madre, possiamo riflettere su quanto ci ama. L'amore verso i figli è una necessità di natura. Le madri amano i loro figli con un amore tale che spesso, per salvarli, vanno incontro alla morte. "Forse che una donna può dimenticare il suo bambino, da non sentire più compassione per il figlio delle sue viscere? Quand'anche essa si dimenticasse, io non mi dimenticherò mai di te!", dice il Signore. Maria non può dimenticare un'anima di cui è madre, il suo amore non è solo di parole, ma di profonda compassione.
L'Amore che Vince Ogni Cosa
Il grande amore che Maria ha per gli uomini è il grande amore che ella ha per Dio. "Chi ama Dio, ami anche il proprio fratello." Quanto più di Maria ha amato Dio? Tutti gli ardori dei Serafini erano come fresche aure di fronte al suo immenso amore. Le sue preghiere sono inesauribili, e nessun numero di colpe può mai superarle. Dio l'onora specialmente con l'esaudire sempre tutte le sue preghiere, perché, essendo sua madre, considera sua la gloria di Maria. A Santa Brigida, Maria disse che chi la ama è meno tentato dai demoni e che desidera che nessun peccatore si danni, ma che tutti ritornino a Dio e godano della sua misericordia. La misericordia di Dio verso gli uomini l'ha fatta così misericordiosa verso di loro. Perciò sarà misero chi non ricorre a lei e si danna.
Maria Maddalena
Esempi di Fervida Devozione
Numerosi santi e devoti hanno testimoniato il loro amore per Maria, raggiungendo vette di fervore. San Stanislao Kostka, quando parlava di Maria, il suo volto splendeva di luce e il suo amore era tale da spingere chiunque ad amarla. San Bernardino da Siena, da innamorato, usava il nome di Maria con tale accento che accendeva il suo cuore. Anche Sant'Alfonso Maria de' Liguori esclamava che, pur avendo le vite di tutti gli uomini, le spenderebbe tutte per amore di Maria. Maria non si fa mai vincere in amore dai suoi devoti, ripagando con benefici e favori chi la ama.
Maria per i Peccatori che si Vogliono Emendare
Condizione per il Patrocinio Materno
Maria è madre dei peccatori, purché si vogliano emendare. Una madre non può amare un figlio che la affligge con la sua condotta, rifiutando l'umiltà, la dolcezza e la misericordia. Chi invoca Maria come "madre di misericordia", ma con i fatti nega di voler essere suo figlio persistendo in una vita malvagia, "esaspera la madre".
Tuttavia, Maria è speranza nostra perché sempre pronta ad intervenire in nostro aiuto nella lotta contro il male, nelle nostre difficoltà e nel liberarci dai pericoli che ci minacciano. È colei che ci aiuta a liberarci dal peccato e a salvarci dal fuoco dell'inferno. Ella non lascia nessuno privo del suo conforto. Chi si raccomanda a lei, lei lo scioglierà dalle catene e lo condurrà alla salvezza.
La "Salve Regina": Origini, Sviluppo e Commenti
Le Radici nel Medioevo
La Salve Regina è ben attestata nell'XI secolo, un periodo chiamato il "grande secolo della pietà mariana". Nessuna epoca ha mai cantato la misericordia di Maria con un afflato così estatico ed unanime come il Medioevo. L'antifona, inizialmente espressione della pietà monastica, è stata attribuita a molti autori, tra cui Ermanno il Contratto (1013-1054), un colto studioso tedesco gravemente malformato. La Salve Regina si cantava come inno processionale a Cluny, al tempo dell'abate Pietro il Venerabile († 1156), che l'aveva stabilita durante la processione della festa dell'Assunta e nelle altre grandi feste. Fu adottata anche dai Cistercensi e successivamente dagli Ordini mendicanti, in particolare dai Domenicani (dal 1221) e dai Servi di Maria, che ne fecero un canto quotidiano. Il suo contenuto è contemporaneamente espressione di saluto, forma di "clamore" e voce di supplica.
I Grandi Commentatori
Tra i celebri commentatori della Salve Regina spiccano Goffredo di Auxerre († 1188 ca.), San Lorenzo da Brindisi († 1619) e Sant'Alfonso Maria de' Liguori. Goffredo di Auxerre, amico di San Bernardo, nel suo commento spiegò i tre attributi che accompagnano il titolo di Regina misericordiae applicato a Maria: "vita, dolcezza, speranza nostra". Secondo Goffredo, Maria è nostra vita perché con gli esempi della sua esistenza santa genera ed educa alla vita; è nostra dolcezza perché portatrice di valori d'immensa amabilità; ed è nostra speranza anzitutto perché è "speranza di risurrezione".
San Lorenzo da Brindisi, illustre biblista e Dottore della Chiesa, nei suoi sei discorsi sulla Salve ripropose l'antica questione sul rapporto tra i titoli "Regina" e "Madre". Egli individuò l'origine dei due titoli nella somiglianza di Maria con Dio e con Cristo: Dio è sommamente potente (Re) e sommamente buono (Padre); Maria possiede grande potenza (Regina) ed è piena di bontà (Madre), fatta da Dio Regina potente e Madre di Misericordia per intervenire a favore della Chiesa e dell'umanità.
"Le Glorie di Maria" di Sant'Alfonso Maria de' Liguori
Un Capolavoro della Mariologia
Sant'Alfonso Maria de' Liguori (1696-1787), vescovo di Sant'Agata dei Goti e Dottore della Chiesa, è l'autore di "Le Glorie di Maria", un'opera pubblicata per la prima volta nel 1750. Questo libro, considerato il suo capolavoro, commenta la preghiera mariana "Salve Regina" e raccomanda una serie di atti di devozione alla Madre di Dio, come la recita del Rosario e le novene. La sua teologia mariana, esposta in modo semplice e piacevole, ha ispirato la spiritualità di innumerevoli fedeli.
Principi Fondamentali e Struttura
"Le Glorie di Maria" si compone di due parti principali. La prima parte si concentra sulla Salve Regina, spiegandone il profondo significato e sottolineando come Maria sia la Regina di misericordia, la nostra vita, la nostra speranza e colei che ci aiuta a liberarci dal peccato. La seconda parte ripercorre le vicende umane della vita di Maria, presenta la valenza mistica dei Misteri del Santo Rosario, riflette sulle sette feste principali e sui sette dolori di Maria, e considera le virtù della Madre di Dio come guida nel cammino della santità, elencando pratiche di devozione e preghiere.
La dottrina contenuta nel libro è attinta dai grandi teologi che avevano preceduto Sant'Alfonso e ruota attorno al principio della mediazione universale di Maria: tutte le grazie ci vengono accordate da Dio per mezzo della Madonna. Egli pone sulla bocca di Maria le parole: "Io sono chiamata da tutti la madre della misericordia e veramente la misericordia di Dio verso gli uomini mi ha fatta così misericordiosa verso di loro; perciò sarà misero e misero per sempre nell'altra vita chi in questa, potendo ricorrere a me, che sono così pietosa con tutti e tanto desidero di aiutare i peccatori, misero non ricorre e si danna." Sant'Alfonso affermava che "quanto più si loda [Maria] tanto più resta a lodarla" (de Maria numquam satis!), convalidando la pietà popolare contro le critiche superficiali.
Metodologia e Valutazione
Sant'Alfonso si rivolge ai "devoti" e ai predicatori, mirando al "profitto dei popoli". Perciò, dopo aver esposto una data verità mariana con dovizia di citazioni, aggiunge un esempio e una preghiera, proponendo una "teologia narrativa e orante" che ebbe molta presa sul popolo. Egli accettava racconti meravigliosi e inverosimili, badando soprattutto al loro significato, e valorizzava il sensus fidelium per stabilire la verità. Interpretava l'esigenza dei fedeli presentando loro una Madonna vivente e attiva, la "faccendiera del Paradiso", che interviene nella vita dei peccatori per strapparli alla disperazione e condurli ai sacramenti e alle opere di carità. Il rapporto personale con Maria, intessuto di preghiera e di amore, prevale sull'imitazione.
Nonostante le critiche incontrate da "Le Glorie di Maria", in particolare da parte di Muratori riguardo alla necessaria e universale mediazione di Maria, Sant'Alfonso entrò in diretta polemica, ammettendo che Muratori parlava con molta pietà e dottrina, ma non accettando la sua tesi. Lo spirito critico, tuttavia, ebbe un benefico influsso su Sant'Alfonso, obbligandolo a precisare il senso dei titoli mariani con riferimento al primato di Cristo. Così egli precisò: "ben confessiamo che Gesù Cristo è l'unico mediatore di grazia", e che l'intercessione di Maria è necessaria "non già di necessità assoluta... ma di necessità morale". Il libro ha suscitato fiducia, amore e vita cristiana, neutralizzando il rigorismo dell'epoca.
La "Salve Regina" nel Nostro Tempo: Un'Espressione di Misericordia Divina
La Misericordia del Padre in Forma Materna
La Salve Regina continua a risuonare vera sulle labbra dei fedeli contemporanei. Il popolo cristiano invoca la Madre della Misericordia perché riconosce in lei la misericordia del Padre espressa in una forma materna, fatta di tenerezza, gratuità, generosità e accoglienza. Il titolo "Madre della Misericordia", presente nella Salve Regina, giustamente la celebra. Anzitutto perché è la Madre di Colui che è Misericordia, Cristo, come afferma San Giovanni Paolo II nell'enciclica Dives in misericordia.
Rivolgersi fiduciosi alla Madre della Misericordia non è solo richiesta di intercessione per i peccati, ma soprattutto implorazione del suo aiuto a divenire misericordiosi, secondo il comando di Gesù: "Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro". Questo significa avere un cuore sensibile alle miserie altrui, essere pronti a soccorrere, come il buon samaritano. Maria ci insegna a percorrere questa via, invitandoci a "Qualsiasi cosa vi dica [il Figlio], fatela".
La Festa della Divina Misericordia
La connessione tra Maria e la Divina Misericordia è profonda, come evidenziato dall'istituzione della Festa della Divina Misericordia da parte di San Giovanni Paolo II. Questa festa, istituita nell'Anno del Grande Giubileo, fu ispirata dalle richieste che Gesù stesso fece a Santa Faustina Kowalska, invitandola a dipingere l'icona della Divina Misericordia e a desiderare una Festa della Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua. Papa Francesco, nella Bolla Misericordiae Vultus (2015), ha sollecitato all'uso orante della Salve Regina in quest'anno dedicato alla misericordia.
Maria, avendo sperimentato al pari di nessun altro il mistero della Croce, l'incontro sconvolgente della trascendente giustizia divina con l'amore - quel "bacio" dato dalla misericordia alla giustizia - conosce a fondo il prezzo della misericordia divina. Per questo è chiamata anche Madre della Misericordia, Madonna della Misericordia o Madre della Divina Misericordia. Attraverso la sua partecipazione alla missione messianica del Figlio, è stata chiamata in modo speciale ad avvicinare agli uomini quell'amore che Cristo è venuto a rivelare, un amore che trova la più concreta espressione nei riguardi di coloro che soffrono. In lei e per mezzo di lei, questo amore non cessa di rivelarsi nella storia della Chiesa e dell'umanità, fondandosi sul singolare tatto del suo cuore materno e sulla sua particolare idoneità a raggiungere tutti coloro che accettano più facilmente l'amore misericordioso da parte di una madre.
