La comprensione delle figure del profeta e del sacerdote è fondamentale per cogliere appieno la ricchezza della tradizione cristiana. Sebbene spesso associate, queste due vocazioni presentano ruoli distinti, pur convergendo nella figura centrale di Gesù Cristo, sommo profeta, sacerdote e re. Il dono della profezia non è cessato con l’Antico Testamento; infatti, anche i battezzati possono parlare a nome e per grazia dello Spirito Santo, come sottolineato da Papa Francesco.

Il Profeta: Voce dello Spirito Santo nel Presente
La Profezia oltre il Passato
L'idea comune che il profeta sia un personaggio esclusivamente del passato, esistito prima di Cristo per preannunciare la sua venuta, è spesso limitativa. Sebbene la Rivelazione si sia definitivamente conclusa con Gesù Cristo - e la predicazione di "novità" stravaganti è uno dei criteri per individuare le false apparizioni mariane - è altrettanto vero che ogni battezzato è chiamato ad essere profeta. Papa Francesco, nell’Angelus del 2 luglio, ha ricordato la frase del Vangelo: «Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta» (Mt 10,41).
Il profetismo non è una sorta di magia che predice il futuro, un'idea superstiziosa estranea alla fede cristiana. Piuttosto, «profeta, fratelli e sorelle, è ciascuno di noi: infatti, con il Battesimo tutti abbiamo ricevuto il dono e la missione della profezia (cfr Catechismo della Chiesa cattolica, 1268)».
Il Ruolo del Profeta nel Nuovo Testamento
Nel contesto del Nuovo Testamento, il profeta è «colui che, in forza del Battesimo, aiuta gli altri a leggere il presente sotto l’azione dello Spirito Santo». In altre parole, il profeta è colui che «indica agli altri Gesù, che lo testimonia, che aiuta a vivere l’oggi e a costruire il domani secondo i suoi disegni». Questo significa che ogni battezzato che interpreta la realtà secondo lo Spirito Santo è un profeta.
Il Signore nel Vangelo chiede di accogliere i profeti, sottolineando l'importanza di accogliersi a vicenda come portatori di un messaggio di Dio, ciascuno secondo il suo stato e la sua vocazione. Ciò dovrebbe avvenire in tutti gli ambiti della vita: in famiglia, in parrocchia, nelle comunità religiose e nella società, superando la tendenza ad accogliere solo le opinioni che coincidono con il proprio punto di vista ideologico.
Lo Spirito ha distribuito doni di profezia nel santo Popolo di Dio, ed è per questo che è bene ascoltare tutti. Quando si deve prendere una decisione importante, è fondamentale pregare, invocare lo Spirito, ma anche ascoltare e dialogare, confidando che «ciascuno, anche il più piccolo, ha qualcosa di importante da dire, un dono profetico da condividere». Il Santo Padre esorta a lavorare su queste indicazioni, «perché ciascuno di noi ha bisogno di imparare dagli altri», essendo tutti in cammino dietro all’unica Verità che salva: Gesù.
LA CHIESA, la Casa dei Cristiani - Introduzione per i più piccoli
Il Sacerdote: Mediatore e Offerta Sacrificale
Gesù Cristo: Sommo Sacerdote
Gesù è non solo profeta e re, ma anche l'autentico mediatore tra Dio e gli uomini, la Parola di Dio incarnata. Egli è il vero, l’unico, il «sommo sacerdote alla maniera di Melchisedek» (Eb 5, 10; 6, 20), l’autentico «mediatore fra Dio e gli uomini» (1 Tm 2, 5), come spiega il Catechismo (nn. 504-506). La Chiesa celebra la solennità di Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote, perché Egli è il sacerdote che si offre come vittima, essendo Figlio di Dio e Figlio dell'uomo.
Il Sacerdozio Comune dei Battezzati
Il sacerdozio non è limitato ai ministri ordinati, ma ogni battezzato partecipa al sacerdozio comune. Il Concilio Vaticano II, nella Costituzione dogmatica Lumen Gentium (n. 11), sviscera la dimensione sacerdotale di ogni battezzato. I fedeli, incorporati nella Chiesa col battesimo, sono destinati al culto della religione cristiana; rigenerati quali figli di Dio, sono tenuti a professare pubblicamente la fede. Con la Confermazione, arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, sono obbligati a diffondere e difendere la fede con la parola e l’opera, come veri testimoni di Cristo.
Partecipando al sacrificio eucaristico, essi «offrono a Dio la Vittima divina e se stessi con essa». Coloro che si accostano al sacramento della penitenza ricevono il perdono delle offese fatte a Dio e si riconciliano con la Chiesa. Con la sacra unzione degli infermi, tutta la Chiesa raccomanda gli ammalati al Signore sofferente e glorificato, esortandoli a unirsi alla passione e morte di Cristo per contribuire al bene del popolo di Dio.
Anche i coniugi cristiani, in virtù del sacramento del matrimonio, si aiutano a vicenda per raggiungere la santità e, accettando ed educando la prole, hanno il proprio dono in mezzo al popolo di Dio. Da questa missione procede la famiglia, nella quale nascono nuovi cittadini della società umana che per la grazia dello Spirito Santo diventano figli di Dio col battesimo e perpetuano il suo popolo.
Il Sacerdozio Ministeriale
Il sacerdozio ministeriale, conferito attraverso l'Ordine sacro, è distinto ma ordinato al sacerdozio comune. Questi fedeli «vengono insigniti dell’ordine sacro e sono posti in nome di Cristo a pascere la Chiesa colla parola e la grazia di Dio». La Messa crismale ha un significato particolare per i sacerdoti, ricordando loro che il loro ministero è principalmente «ministero del e nello Spirito Santo». L’unzione per il sacerdozio significa «l’incarico di portare lo Spirito Dio agli uomini».
Come recita la preghiera della Chiesa: «Tu vuoi che nel suo nome rinnovino il sacrificio redentore, preparino ai tuoi figli la mensa pasquale, e, servi premurosi del tuo popolo, lo nutrano con la tua parola e lo santifichino con i sacramenti». I sacerdoti sono chiamati ad essere «immagine vera, reale, concreta di Cristo», rendendogli testimonianza davanti a tutti.

La Regalità: Governare e Ordinare la Creazione
Gesù Cristo: Re dell'Umanità
Gesù è il vero Re, l’Unto (il Cristo o il Messia). Era ben consapevole di essere il Figlio unigenito del Padre, il Messia atteso, il Salvatore del mondo. «Sei tu il re dei Giudei?», gli chiese Pilato. Gesù è Re, anche se la sua regalità non ha nulla a che vedere con il concetto umano di re. Cristo Gesù è il vero Re dell’umanità perché è Colui che ha saputo ordinare tutte le cose al Padre, cosa che Adamo non ha saputo fare.
La Regalità dei Battezzati
I battezzati in Cristo sono «stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa» (1 Pietro 2,9-10). Siamo capaci di realizzare la regalità, la signoria di Gesù, e vivere, lavorare, ordinare e trasformare le cose del mondo secondo il disegno di salvezza che vuole il Padre. Il Signore desidera estendere il suo regno anche per mezzo dei fedeli laici: il suo regno «di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace».
In questo regno, anche le stesse creature saranno liberate dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla gloriosa libertà dei figli di Dio (cfr. Rm 8,21). I fedeli devono riconoscere la natura profonda di tutta la creazione, il suo valore e la sua ordinazione alla lode di Dio, e aiutarsi a vicenda a una vita più santa anche con opere propriamente secolari, affinché il mondo si impregni dello spirito di Cristo e raggiunga più efficacemente il suo fine nella giustizia, nella carità e nella pace.
Profeta, Sacerdote e Re: Una Vocazione Universale
La Triplice Dimensione nella Vita di Ogni Uomo
All’inizio delle grandi storie spirituali, come quelle di movimenti spirituali o di comunità carismatiche, nei fondatori coesistono le vocazioni di re, profeta e sacerdote. Essi governano, combattono, conquistano, guidano (re), parlano al loro popolo in nome di Dio (profeta), e dicono a Dio le parole e i gesti degli uomini (sacerdote). Questa natura una e trina è tipica dei momenti aurorali delle comunità ed è dono straordinario per persone con compiti speciali.
Ma ogni persona, non solo quelle con doni speciali, se la vita cresce bene e fiorisce, si trova nel corso della vita a essere profeta, sacerdote, re. Tutti, prima o poi, nell’arco dell’esistenza, fondiamo e governiamo una famiglia, un’impresa, una comunità, un ufficio, promuoviamo un’azione collettiva, piccola o grande (re). Udiamo una voce che ci sussurra dentro parole diverse dalle nostre, e ci chiama a ripeterle a qualcuno, per poterlo salvare (profeta). E tutti, alla sera, abbiamo sentito almeno una volta il bisogno di alzare gli occhi e dire «grazie» per il frutto del nostro lavoro, per una sposa, per un figlio, e di dire grazie anche per loro e in nome loro e, alla fine della vita, siamo capaci di prendere il nostro corpo e, con il nostro ultimo amen, trasformarlo in eucaristia della terra (sacerdote).
Ciò che la Chiesa attribuisce al Cristo, in realtà, è qualcosa che appartiene a ogni uomo e a ogni donna. Sebbene ciascuno di noi sviluppi e incarni soprattutto una di queste tre note, le tre dimensioni restano tutte attive e operanti fino alla fine. L’imprenditore, ad esempio, incarna una funzione di guida (re), ma se non sa ascoltare una voce interiore (profeta) e non è capace di mediare tra la sua comunità aziendale e altre persone e comunità più grandi (sacerdote), la sua leadership è debole e non supera le crisi decisive.
L'Esempio del Profeta Geremia
Il profeta Geremia, in una situazione emergenziale di siccità, non si attribuisce altro ruolo, per la sua vocazione di profeta, che quello di essere lo schermo dello spettacolo tragico che ha davanti a sé (cf. Ger 14,1-6. 17-18). Non commenta né cerca ipotesi esplicative, ma assorbe il dolore, il dramma e lo sconcerto del suo popolo e lo presenta a Dio. Geremia stimola Dio a non sentirsi come un guerriero che ha già perso la guerra. Il profeta potrà essere ancora profeta, pur senza comprendere fino in fondo, ma non senza aver imparato a distinguere tra l’essenziale e le scorie che la rivestono e la deturpano.
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