Nella Chiesa cattolica, il diaconato rappresenta il primo grado del sacramento dell'Ordine, seguito dal presbiterato (sacerdoti) e dall'episcopato (vescovi). La parola "diacono" deriva dal greco diakonos, che significa "servitore" o "ministro". I diaconi svolgono una missione essenziale all'interno del Popolo di Dio, ricordando all'intera comunità cristiana che la vocazione fondamentale della Chiesa è il servizio.
Il diaconato non è un'invenzione moderna. Già nel Nuovo Testamento, in particolare negli Atti degli Apostoli (Atti 6:1-6), si narra come gli Apostoli scelsero sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito Santo e di saggezza, a cui affidare la cura delle vedove e altri compiti di servizio. Il servizio dei diaconi nella Chiesa è documentato fin dai tempi apostolici, e ne parlano anche i Padri della Chiesa. Per Sant'Ignazio di Antiochia, ad esempio, una Chiesa particolare senza vescovo, presbitero e diacono sembra impensabile. Dal V secolo, però, il diaconato conobbe un lento declino, finendo con il rimanere solo come tappa intermedia per i candidati all'ordinazione sacerdotale. Il Concilio di Trento (1545-1563) dispose che il diaconato permanente venisse ripristinato, ma tale prescrizione non trovò concreta attuazione.
Il Concilio Vaticano II ha riscoperto il valore e la necessità dei diaconi in ogni Chiesa locale, stabilendo che per una piena espressione della ricchezza eucaristica, la paternità del vescovo deve raggiungere il popolo attraverso il braccio dei sacerdoti e quello dei diaconi.

Tipi di Diaconi
Esistono due tipi principali di diaconi:
- Diacono permanente: è una persona che è stata ordinata con l'intenzione di rimanere in quel ministero, senza aspirare al sacerdozio.
- Diaconato transitorio: è un seminarista che ha ricevuto il diaconato come preliminare al sacerdozio. Questo grado costituisce una tappa intermedia verso il sacerdozio.
Compiti del Diacono nella Liturgia Domenicale
I diaconi sono chiamati principalmente al servizio, che si esplica in tre ambiti o "diaconie": della Parola, della Liturgia e della Carità. Il ministero del diacono è sintetizzato dal Concilio Vaticano II con questa triade, con cui serve "il popolo di Dio, in comunione col vescovo e con il suo presbiterio". Questo ministero si iscrive nel dono di sé che Cristo fa nella forza dello Spirito, venuto non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita (cf. Mc 10,45).
La struttura dell'Ordinamento Generale del Messale Romano (OGMR) è stata modificata per descrivere solo due forme fondamentali della Messa: Messa senza il diacono e Messa con il diacono. "Dopo il presbitero, il diacono ha il primo posto tra coloro che servono nella celebrazione eucaristica" (OGMR, 94). Questa concentrazione sull'importanza del ruolo del diacono non è affatto nuova, rievocando le parole di Papa Paolo VI nel 1972, il quale osservava che "a partire dal periodo apostolico, il diaconato ha avuto un rango distintivo e superiore tra questi ministeri ed è sempre stato tenuto in grande onore dalla Chiesa".

Servizio della Parola
Nel suo ministero, il diacono è "maestro, in quanto proclama e illustra la Parola di Dio".
- Possono proclamare il Vangelo durante la Santa Messa.
- Possono predicare l'omelia (se autorizzati dal sacerdote che presiede).
- Insegnano la dottrina cristiana e istruiscono ed esortano il popolo.
- È proprio del diacono proclamare il Vangelo e predicare la Parola di Dio, godendo della facoltà di predicare ovunque, alle condizioni previste dal diritto.
- Durante l'ordinazione, il Vescovo consegna al diacono il libro dei Vangeli con le parole: «Ricevi il Vangelo di Cristo del quale sei divenuto l'annunziatore».
- Quando porta l'Evangeliario nella processione d'ingresso, il libro è leggermente elevato (OGMR, 172).
- Egli deve inchinarsi mentre chiede la benedizione e quando prende dall'altare l'Evangeliario (OGMR, 175).
- Il diacono può proclamare le letture, ma solo in assenza di un lettore qualificato (OGMR, 176).
Servizio della Liturgia
Il diacono "è santificatore, in quanto amministra il sacramento del Battesimo, dell'Eucaristia e i Sacramentali, partecipa alla celebrazione della S. Messa e benedice il matrimonio". La sua diaconia presso l'altare, originata dal sacramento dell'Ordine, differisce essenzialmente da qualsiasi ministero liturgico che i pastori possano affidare ai fedeli non ordinati.
- Assistono il Vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, soprattutto dell'Eucaristia.
- Possono amministrare solennemente il Battesimo.
- Possono conservare e distribuire l'Eucaristia.
- Assistono e benedicono il Matrimonio in nome della Chiesa (se ne ricevono la facoltà da parte del parroco o dell'Ordinario del luogo).
- Portano il viatico ai moribondi.
- Presiedono al culto e alla preghiera dei fedeli, comprese le liturgie della parola.
- Amministrano i sacramentali (ad esempio, le benedizioni).
- Presiedono al rito funebre e alla sepoltura (quando non è presente e disponibile un sacerdote).
- Hanno l'obbligo di celebrare la Liturgia delle Ore a nome dell'intera Chiesa.
- Nella preparazione della liturgia, il diacono ha cura che i vasi e i paramenti necessari siano adeguatamente predisposti per la celebrazione.
- Assiste con l'incenso e l'aspersione dell'acqua santa e siede vicino alla sede per poter essere disponibile a dirigere le azioni da svolgere.
- Se sono presenti catecumeni, il diacono può congedarli prima della professione di fede.
- Prepara l'altare e assiste il presbitero nel ricevere i doni dell'assemblea, che può anche ricevere egli stesso.
- Durante la Preghiera eucaristica, il diacono è posizionato per svolgere il suo ruolo di assistente primario del presbitero, ma in modo che sia chiaro che non sta celebrando, bensì svolgendo la sua assistenza diaconale.
- È il ministro ordinario del Kyrie eleison, di tutte le litanie e delle intercessioni universali, articolando il "grido dei poveri".
- È il ministro del sangue prezioso, portando il calice della salvezza eterna e offrendolo ministerialmente al santo popolo di Dio durante la Comunione sotto le due specie.
Tuttavia, i diaconi non sono in grado di celebrare l'Eucaristia da soli, poiché non hanno il potere di consacrare il pane e il vino. Pertanto, non "celebrano la Messa" in senso stretto. Non sono "mezzi sacerdoti", ma ministri ordinati con una propria identità e missione.
La funzione del Diacono nella liturgia bizantina
Servizio di Carità
I diaconi sono particolarmente responsabili dell'animazione della carità nelle loro comunità. Sono "dedicati agli uffici di carità e di amministrazione".
- Visitano i malati e si occupano degli stranieri.
- Aiutano i poveri e accompagnano gli emarginati.
- Promuovono opere sociali e collaborano con la Caritas o altre istituzioni.
- Sono padri degli orfani e visitano le case povere per vedere se c'è qualcuno nella necessità, malato o in miseria.
- Possono venire affidata loro la cura della pastorale familiare, di cui il primo responsabile è il Vescovo.
- La cura pastorale degli infermi può essere affidata ai diaconi, con il loro operoso servizio nel soccorrerli nel dolore e nella catechesi per prepararli a ricevere il sacramento dell'unzione.
- Il loro servizio è particolarmente prezioso nell'area dell'educazione cristiana, nell'animazione degli oratori, dei gruppi ecclesiali giovanili e delle professioni laicali, nella promozione della vita in ogni sua fase e nella trasformazione del mondo secondo l'ordine cristiano.
- Hanno anche la funzione di "esercitare, in nome della gerarchia, i doveri della carità e dell'amministrazione, nonché le opere di servizio sociale". Possono essere assunti all'ufficio di economo diocesano o essere cooptati nel consiglio diocesano per gli affari economici.

Requisiti per il Diaconato
Sia il diacono permanente che quello transitorio necessitano di una formazione solida in teologia, spiritualità e pastorale. Gli aspiranti al diaconato devono ricevere un'accurata preparazione a norma del diritto. In molte diocesi il percorso formativo - umano, spirituale, dottrinale e pastorale - dura almeno cinque anni e prevede lo studio teologico, un tirocinio nelle comunità parrocchiali, oltre a incontri di approfondimento. Questo iter non finisce con l'ordinazione.
Il candidato al diaconato transitorio deve essere celibe e può essere ammesso all'ordinazione solo dopo aver compiuto i 23 anni di età. I diaconi permanenti, invece, possono essere ordinati sia tra i battezzati celibi, sia tra coloro che sono già sposati. Se però sono celibi, dopo l'ordinazione non possono più sposarsi. Similmente non si può più risposare il diacono rimasto vedovo.
Molti diaconi permanenti in Italia sono sposati, segno di un legame profondo tra la vocazione diaconale e la vita familiare. Il diaconato non ostacola la vita familiare e tantomeno annulla la sua spiritualità; invece si innesta sulla vita familiare, che sviluppa nella logica del Regno di Dio. Il cammino formativo è attento alle mogli e ai figli degli aspiranti al diaconato. Un diacono sposato è tenuto alla castità delle persone sposate, ovvero a vivere i rapporti coniugali secondo la legge di Dio, senza contraccezione e senza usare del coniuge a scopo di libidine. Pertanto, il diacono sposato può avere figli generati anche dopo l'ordinazione diaconale. Tuttavia, la Chiesa chiede ai diaconi sposati di rimanere vedovi (e pertanto di non risposarsi) qualora morisse la moglie.
Quanto alle donne, nella Chiesa cattolica non è previsto un accesso femminile a questo ministero. Le commissioni istituite per studiare la questione delle diaconesse si sono concluse con un "nulla di fatto", e la dottrina sul sacerdozio riservato agli uomini è definitiva e irreformabile, in quanto appartenente alla "sostanza del sacramento" dell'ordine che la Chiesa non ha capacità di cambiare, essendo istituito da Cristo.
Obblighi e Diritti Specifici
Il Rito dell'ordinazione del diacono prevede la promessa di obbedienza al Vescovo: «Prometti a me e ai miei successori filiale rispetto e obbedienza?». Il fondamento dell'obbligo sta nella partecipazione stessa al ministero episcopale, conferita dal sacramento dell'Ordine e dalla missione canonica.
Al diacono, nel decreto di conferimento dell'ufficio, il Vescovo attribuirà compiti corrispondenti alle capacità personali, alla condizione celibataria o familiare, alla formazione, all'età, alle aspirazioni riconosciute come spiritualmente valide. Ai diaconi, come agli altri chierici, non è consentita la fondazione, l'adesione e la partecipazione ad associazioni, o raggruppamenti di qualsiasi genere, anche civili, incompatibili con lo stato clericale, o che ostacolino il diligente compimento del loro ministero.
È del tutto legittimo che quanti si dedicano pienamente al servizio di Dio siano equamente remunerati, poiché «l'operaio è degno della sua mercede». Per i diaconi coniugati che si dedicano a tempo pieno al ministero ecclesiastico, la remunerazione deve essere adeguata per provvedere al proprio sostentamento e a quello della famiglia. Coloro che ricevono una remunerazione per la professione civile provvedono ai loro bisogni con i redditi provenienti da tale attività.
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