La rappresentazione della Teoria degli Apostoli è un tema iconografico ricorrente nell'arte sacra cristiana, volto a celebrare i dodici discepoli di Gesù Cristo, pilastri della Chiesa e diffusori della parola evangelica. Nel corso del XV secolo, quest'iconografia ha continuato a trovare ampia espressione negli affreschi murali di diverse chiese italiane, arricchendosi di dettagli stilistici e interpretazioni teologiche.
Esempi Significativi di Affreschi
La Teoria degli Apostoli in una Chiesa a Piove di Sacco
In una chiesa situata a Piove di Sacco, che in origine doveva essere interamente affrescata, si conservano pregevoli testimonianze di questa tradizione pittorica. Allo stato attuale, gli affreschi superstiti sono concentrati nell'abside, sulle pareti laterali continue e in controfacciata, con lacerti o piccoli frammenti sparsi. Tra questi, nel catino absidale si trovano gli affreschi meglio conservati.
Nella fascia sottostante il catino absidale è raffigurata la Teoria degli Apostoli. Purtroppo, la sequenza non è completa: rimangono per intero solo quattro figure, quelle centrali, mentre dei rimanenti nove personaggi si conservano unicamente parte del nimbo o del capo. Un aspetto curioso di questa rappresentazione è il numero degli apostoli: tredici.
Il Nuovo Testamento parla di dodici compagni che avevano con Gesù un rapporto più stretto e ai quali Egli avrebbe affidato i suoi insegnamenti e il proseguo della sua missione (Lc 6,12.). Dopo il tradimento di Giuda, sarebbero rimasti undici, ma anche in questo caso la scelta del pittore di Piove sembra discostarsi. In realtà, dopo la discesa dello Spirito Santo, "gli undici" si sarebbero radunati per decidere chi dovesse essere il sostituto di Giuda e fu scelto Mattia; inoltre, alla missione di evangelizzazione si sarebbero uniti di lì a poco, con un ruolo determinante per le sorti della Chiesa, Paolo e Barnaba (Atti 1,15-25.). Tenendo conto che San Giovanni è rappresentato nel catino absidale, il maestro frescante o l'ideatore di questa iconografia deve aver ragionato in questo modo per decidere il numero complessivo degli apostoli da rappresentare.

Tutti i personaggi, fra quelli rimastici, tengono in mano un libro, simbolo del Vangelo e quindi della missione affidata loro da Cristo di portare in ogni angolo del mondo i suoi insegnamenti. La cromia delle loro vesti e dei loro manti è varia: si passa dal bianco candido all'ocra, al rosa, al blu intenso o al rosso vinoso. Anche i volti presentano un'individuazione particolare: ogni apostolo è diverso dall'altro e forse l'autore aveva intenzione, in tal modo, di offrire allo spettatore la possibilità di riconoscerli uno per uno. Lo sfondo, sebbene più rovinato, è monocromo: un blu molto intenso.
La Teoria dei Dodici Apostoli nella Pieve di Santa Maria di Vespiolla
Nella pieve di Santa Maria di Vespiolla, un edificio la cui presenza è attestata già nel 1122 e che ha subito rifacimenti nel XVIII secolo per preservarne gli affreschi, si trova un'altra significativa Teoria dei dodici Apostoli risalente alla fine del 1400.
Al centro del catino absidale, seguendo un'iconologia di origine romanica, è raffigurata la figura del Pantocratore, posto nella mandorla o gloria, un'aureola particolare che avvolge tutto il corpo di Cristo a significare che egli è il Tuttosanto. Più in basso, sulla superficie interna dell'abside di forma irregolarmente semicircolare, è raffigurata la teoria dei dodici Apostoli.

Tra i dodici apostoli, alcuni sono particolarmente riconoscibili. San Pietro, fondatore insieme a San Paolo della Roma cristiana e testimone con il martirio della sua fedeltà a Cristo, è rappresentato con la classica tonsura. San Giacomo Maggiore è caratterizzato dal viso irsuto e dalla scherzosa e ammiccante posa della mano, atta a sollevare a mo’ di saluto il cappello del pellegrino. Si può inoltre riconoscere San Bartolomeo, raffigurato come un giovane barbuto, dai capelli ricci, che mostra accanto al libro il coltello, simbolo del suo martirio, avvenuto in Armenia dopo aver predicato in Oriente.
Nell'affresco è raffigurato anche il beato Bernardo di Baden, un principe tedesco del 1400, il cui capo è incorniciato da raggi di luce e non da una vera e propria aureola, poiché la sua canonizzazione ufficiale avvenne solo a partire dal 1700.
Affreschi Tardotrecenteschi: La Chiesa dei Santi Anna e Giacomo
Un ulteriore esempio di Teoria degli Apostoli, sebbene di origini tardotrecentesche e quindi antecedente di poco al XV secolo, si trova nella Chiesa dei Santi Anna e Giacomo, la cui fondazione risale ai secoli X-XI. Gli affreschi all'interno sono di cultura vitalesca, riconducibili alla scuola di Vitale da Bologna.
Nel presbiterio di questa chiesa si ammira un ciclo di affreschi in cui l'Annunciazione è posta sulla parete di fondo, mentre ai lati si sviluppa la Teoria degli Apostoli e nella volta è raffigurato il Cristo Benedicente con gli Evangelisti.