La presenza diplomatica della Santa Sede in Giappone è un punto di riferimento fondamentale per le relazioni bilaterali e per la comunità cattolica locale. Questa rappresentanza ha visto una significativa evoluzione storica, consolidandosi nel tempo come un'importante interfaccia tra la Chiesa universale e la società giapponese.
Evoluzione Storica della Rappresentanza Pontificia
La storia della diplomazia vaticana in Giappone ha avuto inizio con la fondazione della Delegazione Apostolica del Giappone il 26 novembre 1919, istituita da Papa Benedetto XV. Questa forma di rappresentanza è stata successivamente elevata al rango di Internunziatura nel 1952, per disposizione di Papa Pio XII. Infine, la piena Nunziatura Apostolica è stata istituita il 14 giugno 1966, per volontà di Papa Paolo VI, segnando un'ulteriore tappa nel rafforzamento dei legami diplomatici.

Attività e Funzioni del Nunzio Apostolico
Il Nunzio Apostolico ricopre un ruolo cruciale come rappresentante pontificio e ambasciatore del Vaticano presso lo Stato giapponese. Sua Eccellenza Monsignor Francisco Escalante Molina, ad esempio, è giunto a Tokyo l’8 giugno scorso per la presentazione delle Lettere credenziali. Il 5 settembre, accompagnato dal reverendo monsignor Consigliere e dal signor Toshiro Iijima, vice-Gran maestro delle Cerimonie, il Nunzio Apostolico si è recato al Palazzo Imperiale. Qui è stato accolto dalle loro Eccellenze i signori Junichi Ihara, Gran maestro delle Cerimonie, e Keizo Takemi, ministro della Salute. È seguito un cordiale colloquio, durante il quale si sono sottolineate le buone relazioni tra Giappone e Santa Sede. In seguito, il rappresentante pontificio ha presentato le lettere credenziali nelle mani di Sua Maestà l’Imperatore Naruhito. Durante l’incontro, l’Imperatore ha rivolto i suoi migliori auguri per il successo della missione diplomatica, chiedendo altresì di trasmettere i suoi più cordiali saluti al Santo Padre.
Nomine Precedenti e Transizioni
Nel corso degli anni, diversi Nunzi Apostolici hanno guidato la missione diplomatica in Giappone. Papa Francesco ha nominato Nunzio Apostolico in Giappone Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Leo Boccardi, Arcivescovo titolare di Bitetto, finora Nunzio Apostolico in Iran. La nomina è stata resa nota l'11 marzo 2021 dalla Sala stampa vaticana. Per Monsignor Boccardi, originario di San Martino in Pensilis, si è trattato di un nuovo e prestigioso incarico che si è inserito in un intenso percorso di fede viva, accoglienza, confronto e dialogo interreligioso. Precedentemente, Monsignor Joseph Chennoth, arcivescovo titolare di Milevi, ha ricoperto l'incarico di Nunzio Apostolico in Giappone dal 2011.

Servizi Consolari della Nunziatura Apostolica
La Nunziatura Apostolica della Santa Sede a Tokyo è l'unica rappresentanza della Santa Sede in Giappone. Oltre alle funzioni strettamente diplomatiche, essa può eventualmente offrire assistenza ai propri cittadini e servizi consolari generali. Tipicamente sono disponibili i seguenti servizi consolari:
- Servizi di visto
- Servizi di passaporto
- Servizi notarili e legalizzazione
- Registrazione civile
- Documenti urgenti
È sempre consigliabile contattare direttamente la Nunziatura Apostolica per confermare la disponibilità di tali servizi. I cittadini del Giappone non necessitano di visto per entrare nella Santa Sede. Il Giappone, a sua volta, mantiene un'ambasciata presso la Santa Sede.
La Comunità Cattolica in Giappone
Nonostante il Giappone sia una nazione a maggioranza shintoista e buddhista, esiste una vivace comunità cattolica. Su una popolazione che al 31 dicembre 2017 era di 126.786.000 abitanti, i cattolici erano 536 mila, statisticamente lo 0,42 per 100 abitanti. A questi si aggiungono circa 600 mila cattolici immigrati residenti in Giappone per lavoro. Il territorio è suddiviso in 16 circoscrizioni ecclesiastiche e 16 diocesi, con 859 parrocchie. La più grande comunità cattolica vive nell’arcidiocesi di Tokyo, seguita da Nagasaki, Yokohama e Osaka.

Le Visite Papali in Giappone
Il Giappone ha avuto l'onore di ospitare due Pontefici nella sua storia recente. Il primo è stato San Giovanni Paolo II, che è arrivato nel Paese nel 1981. Di quella visita, i ricordi per molti cattolici giapponesi sono ancora molto vivi, anche a 38 anni di distanza dalla visita.
Papa Francesco è stato il secondo Pontefice a recarsi in Giappone. La sua visita, attesa con grande gratitudine dalla Chiesa giapponese, si è svolta il 23 novembre. Le attese erano rivolte a ricevere una parola di incoraggiamento per la Chiesa locale, per i fratelli di fede e per tutto il popolo giapponese: un incoraggiamento, una parola di speranza e di pace, affinché la pace possa regnare nei cuori e nella società tramite il dialogo e l'incontro con i vicini e con i lontani. Per la Chiesa giapponese, che ha sofferto in modo particolare durante le persecuzioni, l'auspicio era che la fede potesse crescere ed essere approfondita, anche tramite l'attività dei missionari che ancora oggi stanno giocando un ruolo importante per la trasmissione della fede, specialmente attraverso le opere della Chiesa nel campo dell'educazione, della sanità, della beneficenza e della carità verso i poveri, soprattutto nei momenti difficili, come il tifone che ha colpito la capitale o il triplice disastro a Fukushima. Molto significative sono state le due tappe della visita a Hiroshima e Nagasaki, città che hanno sofferto le conseguenze del bombardamento atomico, dove il messaggio di pace e di speranza è stato particolarmente sentito.
Videomessaggio di Papa Francesco al popolo giapponese
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